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Matrimonio nel Medioevo - Coronamento di un sogno, o di un interesse?

Breve anticipazione sul contenuto del prossimo articolo

Nel Medioevo il matrimonio non era come lo intendiamo noi oggi, ma solo un mezzo per realizzare un interesse di natura politico-economica.

Innanzitutto bisogna premettere che avvenivano, al contrario di quanto si pensa, nei casati nobiliari quanto nella borghesia e non è mai stato vero il detto che “i poveri si sposano per amore” perché la figlia del contadino veniva promessa al vicino ricco che prendeva le terre in dote, e la figlia del re veniva data al suo nemico per stipulare la pace.

È citabile il matrimonio tra Isabella, la Lupa di Francia, figlia di Filippo IV il Bello; fu promessa al nemico, Edoardo II figlio di Edoardo I, re d’Inghilterra. Isabella si sposò ad appena sedici anni ed Edoardo era molto più vecchio di lei e non era certo il genere di marito perfetto perché la storia lo ha sempre visto come un debole, un codardo e un effeminato. Edoardo era anche omosessuale, vergogna degli inglesi e si pensa che dopo diversi anni Isabella, di fronte ad un matrimonio fallito sin da principio, decise di far sparire il marito dalla scena politica per poter permettere al figlio Edoardo III di salire al trono e ristabilire l’equilibrio. Scoperta per i suoi intrighi fu fatta sparire a sua volta in un convento, dietro ordine del figlio. Isabella si pensa non avesse agito da sola, ma a fianco di Mortimer, il suo amante e nonché uno dei ribelli alla corona.

Il matrimonio tra isabella ed Edoardo era servito a mettere tregua tra Francia e Inghilterra, ma non passarono neanche vent’anni che Edoardo III mosse guerra al cugino, Filippo VI di Valois.

Un simile matrimonio, fatto per interesse, rappresentò un errore perché non servì se non a portare ulteriore caos.

In genere i matrimoni medievali sfociavano sempre di più in situazioni simili perché la costrizione era sentita male da entrambe le parti. Per la sposa era un dramma perché poteva essere fortunata e sposare un uomo giovane, ma poteva anche capitarne uno vecchio; poteva essere buono o cattivo, crudele e spietato, avido e stupido; alla fine però contava poco perché c’era una scappatoia: l’adulterio.

Per lo sposo il discorso era esattamente lo stesso, con una piccola differenza però: se era sorpreso di adulterio non pagava nessuna sanzione e non perdeva l’onore, non succedeva nulla; al contrario, se era invece la donna sorpresa di adulterio scoppiava il finimondo. L’adulterio femminile gettava nel fango l’adultera e la sua famiglia, il suo nome e tutto ciò che la riguardasse.

Il matrimonio nel Medioevo aveva anche uno scopo molto importante: generare un erede. Considerando che la vita media non superava i cinquant’anni sia per gli uomini che per le donne, il matrimonio si faceva prima dei vent’anni d’età e dopo i dodici o quattordici anni. Le bambine diventavano donne intorno a quell’età e da quel momento potevano essere anche madri. I ragazzi invece diventavano uomini attorno alla quindicina di anni e si sposavano un anno dopo, al massimo due.

Questi numeri esprimono una media, un valore generico e non indicativo perché capitavano, come detto sopra, anche casi di ragazzine che sposavano dei quarantenni o delle quarantenni che sposavano dei ragazzini, ad esempio.

Il matrimonio avveniva quindi in relazione all’età perché da questa dipendeva, oltre ad altri fattori certamente, la capacità di generare eredi. Certamente una ragazzina appena divenuta donna aveva più possibilità di una trentenne di diventare madre e dare al marito dei figli. Un ragazzo di vent’anni aveva più possibilità di un quarantenne di diventare padre e generare una sana prole. Si cercava il più possibile, pur nell’inseguimento di un interesse politico-economico, di fare dei matrimoni in cui tutti e due gli sposi fossero abbastanza giovani per il motivo detto sopra.

Ancora, il matrimonio inseguiva l’interesse di natura politico-economica anche quando uno dei due sposi convolava in seconde o terze nozze e questo perché ovviamente contribuiva ad aumentare ulteriormente il patrimonio di un casato. Se un uomo restava vedovo dopo due anni, tendeva a sposarsi di nuovo e il patrimonio della moglie rimaneva in mano sua e veniva aggiunto successivamente quello della nuova moglie.

L’interesse era quindi quello di accrescere ricchezze e prestigio, acquistare ulteriori titoli e più potere, ingrandire i propri territori e fare alleanze. Tutto veniva passato al momento giusto, che non coincideva obbligatoriamente con la morte del genitore, nelle mani dell’erede. Il fenomeno funzionava a catena e a catena si scatenavano le conseguenze in caso di adulteri o figli bastardi.

C’è di bello che i bastardi si eliminavano facilmente nel Medioevo, non era come oggi, quando si provvede al loro mantenimento e al pagamento per il loro silenzio.

Procedendo per gradi, nel Medioevo i due sposi potevano essere due perfetti estranei e in quel caso si conoscevano il giorno stesso delle nozze o al primo incontro; ma potevano essere anche parenti (cugini di secondo o terzo grado).

La Chiesa ha sempre cercato di scoraggiare matrimoni tra parenti, quando non vi era nettamente ostile e questo perché da matrimoni tra consanguinei non ne venivano fuori figli sani, né di corpo né di mente. Se proprio il matrimonio doveva avvenire tra parenti la Chiesa insisteva per andare oltre al quarto grado perché a quel punto la parentela di sangue degradava.

I due non dovevano necessariamente essere dello stesso rango, ma potevano benissimo essere di gradi diversi. Ovviamente erano aboliti i matrimoni tra classi diverse. Un nobile non sposava mai una contadina o una plebea (al contrario di quanto facciano pensare i libri e i film) e lo stesso non poteva fare una donna nobile e questo perché non veniva così rispettato il perseguimento dell’interesse politico-economico.

La cerimonia di fidanzamento non veniva fatta e questo perché nella stragrande maggioranza delle volte la fanciulla veniva promessa alla nascita o in età infantile e il contratto con cui la si prometteva la faceva automaticamente una fidanzata.

1 Commentarium:

Fara Serra ha detto...

Bellissimo post e bellissimo blog! Sto giusto scrivendo la tesi sul matrimonio dopo la peste del 300 :)

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