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Questo sito è interamente dedicato a Maria, mia nonna, per tutto l'amore e l'appoggio, la stima e la comprensione che mi ha sempre dato e che sempre continuerà a darmi, per essermi sempre stata vicina, per tutti i suoi insegnamenti specie la bontà e il perdono; e per avermi dato sempre la speranza in tutte le cose, per avermi trasmesso la forza di farcela, di rialzarmi e per avermi dato un insegnamento fondamentale che non è facile da imparare, la fede.

Ringraziamenti

Un ringraziamento speciale è rivolto ad Alessio, il mio fidanzato, per tutto l'Amore e l'appoggio, la stima e la fiducia che mi dà da sempre, per la forza e per la speranza, per essermi sempre vicino e per tutte le cose stupende che abbiamo passato insieme e che insieme passeremo in futuro.


Un ringraziamento sentito è per i miei genitori, per avermi appoggiato durante l'evoluzione di questo sito, per la stima e l'amore che sempre mi hanno dato. Mamma e papà vi voglio un infinito di bene.

Un altro ringraziamento speciale va ai miei più cari amici, per il loro affetto e per la loro stima, per essermi vicini, per i loro consigli.



Elisa, Irene, Fabbri, Annalisa, Daniela, Andrea, Sara, Alessia, Antonella, Marcello, Giacomo, Giovanni, Davide, Fabio, Francesca, Elisabeth, Silvano, Bianca, Cristina, Monica, Elly, Madda, Carolina, Carmen, Raja, Sawzar, Roni, Valerio, Valentina, Monica, Vittoria, Antonella, Claudia, Benedetta.

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Frase del giorno

La speranza che le cose vadano bene è la sola cosa che spinge l'umanità ad andare avanti anche quando le cose vanno sempre peggio!

L'intentato rimane irrisolto. Non saprai mai cosa sarebbe successo se lo avessi fatto!

L'arroganza è il peggior difetto delle persone e il loro miglior punto debole.

La cattveria è figlia del Male, la mamma delle persone cattive, infatti, è sempre incinta, soprattutto in questi ultimi tempi.

Quando Dio creò l'uomo, per non lasciarlo da solo, gli tolse una costola e ne fece la donna, ma all'uomo non toccarono solo gli acciacchi della vecchiaia per una sola costola rotta

I potenti delle nazioni tendono sempre a fare il bene comune al minor prezzo possibile, soprattutto quando dipende dal loro portafoglio.

Gli eroi della storia sono gli ultimi a nascere e i primi a morire.

Siamo così presi dalla paura di invecchiare e morire che per restare giovani ormai non ci possiamo più sedere....

Mille anni fa si aveva così paura della fine del mondo che la gente faceva il conto di quello che aveva fatto per la morte imminente che l'attendeva e al grande giudizio, oggi si ha così bisogno della fine del mondo che bisogna invertarsene sempre delle nuove poichè il conto è senza fine!

L'arroganza è la virtù degli ignoranti e dei deboli.

La conoscenza è di Dio, i suoi segreti sono di Dio, l'uomo non è ancora pronto ad una tale e importante eredità.

Gli antichi dèi morirono perchè la gente si stancò di crederci.

L'uomo ed il lupo sono due facce inscindibili della stessa moneta.

Vi fu un tempo in cui uomini e bestie vivevano nella stessa casa dove condividevano cibo e lavoro, si sposavano con le donne le quali concepivano e partorivano, allattavano, crescevano gli uomini, invecchiavano e morivano mentre gli uomini lavoravano, combattevano per difendere i figli delle donne, le madri degli uomini e poi morivano lasciando alle matrici il ruolo di raccontare con il cuore e con il sangue ciò che era stato. Così tornerà ad essere quando l'uomo, la bestia e la donna torneranno a vivere sotto lo stesso tetto.


Finche' ti morde un lupo, pazienza. Quel che secca è quando ti morde una pecora.


Chissà perchè, ma la maggior parte delle profezie si rivelano veritiere solo dopo aver interpretato qualcosa di già avvenuto.


Se ognuno di noi avesse l'aspetto della propria anima, temo che nessuno vorrebbe più guardarsi allo specchio e tutti direbbero la bellezza è solo un guscio vuoto.

Se ci fosse una sola stella nel firmamento, e un solo fiore per sempre bianco, se un solo albero si innalzasse nella valle, e la neve cadesse una volta sola ogni cent’anni, anche allora sapremmo la generosità dell’infinito. di Kahlil Gibran, Parole dette

L’anima è piena di stelle cadenti. di V. Hugo

Se le stelle apparissero una sola notte ogni mille anni, come gli uomini potrebbero credere e adorare, e serbare per molte generazioni la rimembranza della città di Dio? [Emerson]

O si ammette l'eternità della materia o si ammette l'esistenza di un Essere Creatore non creato [Marco Edmondo Maria]

Noi siamo come nani sulle spalle dei giganti e per questo il nostro sguardo va oltre il loro. [Bernardo di Chartres]

Le stelle sulla testa degli uomini sono sempre uguali, ma quelle dove vive Dio sono più belle e luminose perchè è Lui che le ha create e le ha chiamate ognuna con il suo nome e sono semplici ed il Signore ama le cose semplici. [Anonimo]

La conoscenza è un bene che non si può barattare, vendere o monopolizzare, ma solo condividere.

Non occorre sperare per intraprendere, né riuscire per perseverare. [Guglielmo d'Inghilterra]

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lunedì 20 febbraio 2012

L’uomo e le stelle: tutto quello che ancora non sapete. L’astronomia nel Medioevo

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Vi siete mai chiesti come mai alcuni luoghi del Medioevo hanno forme ed usi inconsueti per quel periodo? Vi siete mai chiesti se fossero davvero così ignoranti o, piuttosto, come potessero essere tanto eruditi da portare il cielo sulla Terra, con i suoi numeri e le sue misure? Vi siete mai posti la domanda: loro ne sapevano forse più di noi? Se qualcuno ha mai visitato Castel del Monte (BA) allora sa anche che quel castello non è un castello, ma un edificio costruito secondo le più odierne ed importanti scienze di oggi: fisica, matematica e astronomia che poi si possono riassumere poi con una parola che forse agli esperti del settore piacerà certamente di più, vero carissimi INGEGNERI? Nel mio medioevo la vostra ingegneria è stata usata per costruire cose che ancora oggi resistono al tempo e all’uomo, Castel del Monte, per fare un esempio è stato costruito sulla base del movimento della terra, usando la sequenza aurea e la Serie di Fibonacci, Castel del Monte è un osservatorio astronomico e non solo, anche un calendario di pietra; il movimento delle stelle lo conoscevano anche loro e potevano calcolare senza la calcolatrice, quella diavoleria elettronica che ci ha impedito di continuare ad usare tutta quella materia grigia che ci ritroviamo nella scatola cranica. Solo perché siamo più avanti, forse non significa che siamo solo più evoluti, il patrimonio che i nostri padri ci hanno lasciato è un chiaro messaggio che dobbiamo essere degni della loro eredità, delle loro conoscenze; pensiamo che avevano strumenti fatti di metallo come l’astrolabio, che noi oggi usiamo fatto però di carta; abbiamo i telescopi e loro avevano i cannocchiali, ma forse riuscivano a vedere più lontano di quanto vediamo oggi noi con l’Hubble, avevano visto che sarebbe arrivato il giorno in cui forse l’uomo avrebbe potuto toccare da più vicino ancora quello che ci circonda e siamo andati anche sulla Luna. Medioevo intenso come oscurantismo, tempi bui, ignoranza? Tutt’altro signori miei, tutt’altro, gli uomini del Medioevo chiamavano le stelle col loro nome, come faceva Dio nella Genesi, il Dio che per loro era lassù, lassù dove noi oggi abbiamo catalogato tutto sotto serie di combinazioni alfanumeriche. Che bello però pensare che anche le stelle hanno un nome ed una storia, il loro movimento era usato per la costruzione di calendari, quello che noi oggi vediamo nelle officine con una donna nuda sopra. Loro facevano i calendari per la luna, per la semina, per i tempi di raccolto e per vedere anche, lassù, se era possibile vedere qualche segno sul futuro, perché sulle stelle c’erano anche scritte le sorti degli uomini. L’uomo è nato con lo sguardo puntato verso il cielo. Nel Medioevo, nel 1066 la Cometa di Halley passa vicina alla Terra ed ecco che rimane immortalata non in una fotografia, ma in una delle più importanti fonti storiche della Battaglia di Hastings: l’Arazzo di Bayeux del periodo 1070-1077.

 

 

Alcuni hanno suggerito il passaggio della cometa nel 12 a.C. spiegherebbe l'evento biblico della Stella di Betlemme, nel 1066 il suo ritorno però non fu ben interpretato da Sassoni e Normanni che si disputavano il trono inglese, la cometa è tornata  1835, 1910 e 1986 e tornerà nel 2061…quasi mille anni dopo la Battaglia di Hastings, chissà come la interpreteranno allora i nostri scienziati e chissà cosa vorrà dire davvero un evento del genere? Con tecnologie ancora più avanzate delle odierne la potremo quasi toccare, altro che fine del mondo e 2012, guardiamo un po’ al cielo con occhio ottimista, anche se fuori ora sta nevicando e la cosa non è proprio bella per me devo fare la rotta, ma pensare che forse stasera quella coltre di nubi sarà sparita e potrò vedere le stelle è già un segno positivo.

Qui a seguito trovate dei libri in lingua inglese delle più erudite case editrici americane e inglesi sulla astronomia nel Medioevo. I libri sono reperibili solamente in USA la maggior parte, mentre pochi si reperiscono anche in Inghilterra. Buona navigazione, o viandanti!

 

 

Reperibile sia nuovo sia di seconda mano


 

Reperibile sia nuovo sia di seconda mano

Astronomies and Cultures in Early Medieval Europe

di Stephen C. McCluskey
Cambridge University Press ed., 2000 - 252 pp.

 

Gli storici hanno da tempo riconosciuto che la rinascita della scienza in Europa del XII secolo deriva da una ricerca e da una riscoperta di antichi testi scientifici. Questo libro descrive quattro tradizioni astronomiche attive nell’alto Medioevo: l’osservazione del movimento solare durante l’anno, il calcolo dei movimenti della luna; il tempo per la preghiera monastica guardando il corso delle stelle; e la tradizione classica dell'astronomia integrata da applicazioni matematiche e di geometria. Queste tradizioni hanno motivato lo studio dell’astronomia e hanno portato al Rinascimento scientifico del XII secolo.

 

Reperibile sia nuovo sia di seconda mano

 

In Inghilterra il libro è stato pubblicato con una cover diversa, ma è lo stesso prodotto.

 

Reperibile sia nuovo sia di seconda mano

Medieval Views of the Cosmos

di E. Edson, E. Savage-Smith, Terry Jones
Bodleian Library, University of Oxford ed., 2004 - 128 pp.

 

Una volta, l'universo era molto più semplice: l'universo è era visto come un sistema gerarchico rigido con la terra e la razza umana al suo centro. Il libro indaga su questa visione del mondo della società medievale, rivelando come certe cose facciano ancora oggi parte del nostro modo di guardare il cielo. Il testo tratta anche come il sistema medievale eredità e gestì l’eredità classica in materia di astronomia, da parte di cristiani e musulmani e di come, ognuno in base alla sua fede avesse reinterpretato il cosmo in funzione non dell’uomo ma di Dio. Gli autori di questo volume spiegano come la visione medievale dell'universo fosse molto basata anche su aspetti teologici.

Il testo ha un'introduzione coinvolgente e illustra un mondo medievale dove ogni momento era vissuto dall’uomo come una scena in un teatro del dramma umano diretto dalla mano di Dio.

 

Reperibile sia nuovo sia di seconda mano

 

Reperibile sia nuovo sia di seconda mano

Medieval Cosmology

Theories of Infinity, Place, Time, Void, and the Plurality of Worlds

di Pierre Duhem, Roger Ariew
University Of Chicago Press ed., 1987 - 601 pp.

 

Il libro contiene alcune parti tratte da Le système du monde, la storia secondo i classici, in dieci volumi delle scienze fisiche, scritte dal grande fisico francese Pierre Duhem (1861-1916). In particolare le sezioni tratte dai testi classici si concentrano sulla cosmologia, con maggiore interesse sul lavoro di studiosi arabi e cristianè come Averroes, Avicenna, Gregorio da Rimini, Alberto di Sassonia, Nicole Oresme, Duns Scoto e William di Occam, Duhem ha dimostrato la sofisticazione della scienza medievale e cosmologia. Con questo testo potremo finalmente scoprire quanto sia stati importante in epoca medievale il contributo all’astronomia degli uomini succitati.

 

 

Link alternativo UK

The Medieval Calendar Year

di Bridget Ann Henisch
Pennsylvania State Univ Pr. ed., 1999 - 232 pp.

 

L'anno del calendario medievale celebra la convenzione pittorica, nota come 'Le fatiche dei mesi' e i modi noti e usati nel Medioevo. Il testo è riccamente illustrato con immagini dell’epoca ed è una delle più importanti opere del Medioevo. Il ciclo tradizionale raffigura l'anno come un ciclo di attività stagionali sulla terra. Ogni mese ha il suo compito assegnato, e ognuno di essi rappresenta una tappa nel processo non finisce mai di fornire cibo per la società. Piccole scene che costituivano il ciclo sono state ben noto e usate ampiamente in tutta Europa. L’autore ha passato gli ultimi quindici anni prima della pubblicazione, studiando calendario dopo calendario e uno dei suoi punti di forza è la capacità di vedere la realtà sociale che è nascosta, anche quella dietro la presentazione stilizzata. Un libro per appassionati di storia, calendari ed astronomia! Altro che il calendario da officina!

 

Link alternativo per UK

 

Di difficile reperibilità generale

In Synchrony with the Heavens

Studies in Astronomical Timekeeping and Instrumentation in Medieval Islamic Civilization: Instruments of Mass Calculati on, etc.

(Islamic Philosophy, Theology and Science)

di David A. King
Brill Academic Pub ed., 1135 pp.

 

Questo testo è un'inchiesta su uno degli interessi principali dell'astronomia nella civiltà islamica, vale a dire, il cronometraggio dal sole e stelle e la regolamentazione dei momenti di preghiera musulmana definiti astronomicamente. Lo studio si basa su oltre 500 opere di astronomi medioevali identificati dall'autore, oggi conservati nelle librerie di tutto il mondo e originariamente dall'intero mondo islamico dal Maghreb all'Asia centrale e lo Yemen. Il testo è uno dei più importanti della storia dell’astronomia nel mondo medievale, specie quello islamico.    

 

Altri testi dell’autore

 

mercoledì 15 febbraio 2012

La magia del dire e la magia del fare: dal Medioevo ad oggi nella lotta contro superstizione ed imbroglioni

Introduzione

Vi ho detto in precedenti articoli che Vivere il Medioevo certe cose non le tratta e vi ho dato i link di valide guide per risolvere i problemi relativi a malefici, possessioni e domande in merito; e ribadisco lasciate perdere il mago alla tv o quello dietro casa, piuttosto consultate un buon sacerdote o anche un buon esorcista. Solo perché fate domande non vi metteranno legati ad una sedia. Sfatiamo questo mito, ci sono certamente ancora in giro individui che ragionano in modo medievale, ma fortunatamente sono pochi e vi ho dato i link di P. Amorth, che lavora a stretto contatto con medici, psichiatri e che dà risposte rassicuranti e razionali.

Vedremo alcuni casi qui di seguito, presi dalla storia medievale, ma non solo, anche da testi e da biografie successive, in cui il ricorrere al mago, al cartomante ecc, provocasse nelle potenziali vittime una vera e propria ossessione. La lista dei nomi è varia per il Medioevo rispetto alle epoche successive e i personaggi sono spesso più eretici che non veri e propri stregoni, tuttavia in alcuni casi il ricorso all’occultismo e tutto quello che viene etichettato come satanismo erano casi veri e reali, per fare un nome: Gilles de Rais. Oggi alcuni tendono a definirlo per lo più un pazzo sadico e pedofilo, ma i documenti parlano chiaramente di riti satanici con vittime minorenni per usare termini moderni, e Gilles de Rais non fu il solo. Posseduto o pazzo? La risposta è ardua da dare. Probabilmente la cronaca nera per quel periodo certamente molto intensa, è stata come cancellata per cui ad oggi le fonti a nostra disposizione sono davvero poche. Hieronymous Bosh, fu un artista molto erudito che verso la fine del Medioevo tentò forse per primo di definire tutto quello che fino a prima era obbligatoriamente etichettato come possessione, tanto è vero che alcuni azzardano a definirlo il primo a fare un cenno di psicoanalisi per mezzo della sua arte, cioè attraverso dipinti e alcuni ad esempio raffigurano scene come l’esorcismo dove però non si parla di possessione, bensì di follia per cui si opera per liberare dalla follia. A dire il vero in epoca medievale l’esorcismo non è quello che intendiamo noi oggi e che intende oggi la Chiesa, gli esorcismi erano violenti perché ci si poneva proprio nell’ottica di dover combattere col demonio in persona e nel repertorio entravano tutti i casi possibili ed inimmaginabili che spesso comprendevano anche malattie gravi e psichiche. Hieronymous Bosh, nella sua epoca non fu probabilmente compreso avendo una mentalità più aperta e innovativa rispetto ai suoi contemporanei, tuttavia le sue opere dal profondo significato morale e anche religioso come Morte di un avaro oltre alle rappresentazioni religiose classiche, furono apprezzate. Il caso di Gilles de è uno più eclatanti che tratteremo nel nostro articolo. Prima però vedremo alcuni cenni tratti dalla letteratura di quelle che sono le maledizioni e poi tratteremo l’argomento dal punto di vista storico dall’albore ad oggi.

L’antica magia del dire e del fare

Il fatto che non voglio entrare nel merito riguardo agli argomenti suddetti, non significa che non ne possa parlare, come ho anche già detto, in riferimento a quello che è il mio campo. Se qualcuno ricorda il film degli anni ’80 Excalibur ricorderà anche come venisse citato il potere di Merlino, cioè come magia del fare, citata anche se in altri termini, in alcuni testi antichi che parlano del personaggio. Merlino poteva cambiare le proprie e altrui sembianze, far concepire o rendere sterili, maledire o liberare dalle maledizioni, ma ancor di più aveva un potere tale da poter quasi comandare per i propri dei la vita e la morte. Nel film Merlino non fa riferimento ai propri dèi, nella letteratura invece e nelle fonti ufficiali la sua stessa figura non è ben chiara, ovvero non si sa bene come sia nato; la leggenda più conosciuta vuole che egli fosse figlio di un demone e di una mortale. A seguito della sconfitta della morte e della Resurrezione da parte di Cristo, il Male aveva subito una sconfitta tale che all’inferno i demoni ed il diavolo stesso si riunirono per decidere chi di loro sarebbe andato sulla terra per dare vita ad un loro rappresentante che portasse l’umanità alla rovina ed alla perdizione. Presa la decisione un demone avrebbe preso le sembianze di cavaliere ed avrebbe sedotto una pia ed ingenua fanciulla cristiana per poi scomparire lasciandola incinta. A parto avvenuto questo bambino prodigio già parlava (quando normalmente iniziavano a parlare entro il terzo anno all’epoca e lo svezzamento era molto tardo, verso i due anni e mezzo circa, prova ne sono i ritrovamenti archeologici di cimiteri e necropoli del I secolo d.C.) e sua madre si spaventò tanto che per togliere dubbi sulla paternità diabolica e per bloccare, diciamo, i poteri diabolici del bambino lo fece battezzare col nome di Merlino. I poteri però non si bloccarono e già infante Merlino precideva il futuro e conosceva la terra e le stelle e risolse il dilemma di Vortigern sulla torre che era stata costruita su due draghi, rosso e bianco che si combattevano continuamente. In vero i draghi erano i simboli stessi di Vortigern contro Uther. Probabilmente questa leggenda che contiene palesemente un fantastico minestrone di sacro e profano, fu ideata dai primi cristiani che elaborarono le più ancestrali leggende del ciclo Arturiano. Nel ciclo arturiano le prove del potere di Merlino sono tali da capovolgere la storia della Britannia, fa nascere Artù ricorrendo ad uno stratagemma come cambiare le sembianze di Uther in quelle Gorlois di Cornovaglia, ha accesso all’oltretomba, ha accesso a tutti i più antichi ed oscuri misteri e può vedere e viaggiare nel tempo, nel passato e nel futuro. Un curriculum del genere non poteva nel Medioevo cristiano non essere quello di un demone. La figura di Merlino però è sempre stata rappresentata come buona, anche nello stesso Medioevo, sebbene egli sia stato autore o complice di fatti che nel ciclo arturiano sono tutt’altro che positivi, vedasi il tradimento di Uther.

La figura di Merlino, inoltre, nelle principali leggende arturiane è visto legato ad una figura femminile che è nota come Viviana o Dama del Lago, secondo la leggenda questa fanciulla avrebbe fatto innamorare Merlino portandolo ad insegnarle tutto, a farla sua discepola tanto da riuscire poi da sola a creare un mondo incantato, un palazzo per meglio dire, una specie di dimensione parallela in cui chiuderlo e dove solo lei poteva entrare o uscire. Anche qui il legame della donna con un mago come Merlino è tutt’altro che positivo nel Medioevo cristiano, sebbene la gente sapesse consapevolmente che di leggenda si trattava, il legame di Viviana con Merlino fu poi proiettato a quello delle streghe con il diavolo. Le due cose iniziarono a coesistere e fu forse anche così che nacque il mito della strega, cioè colei che frequentava colui che conosce tutto. Tra le caratteristiche di Merlino vi era anche la furbizia, peculiarità nota anche del diavolo nella cristianità. Merlino in tutto il ciclo non è il solo, oltre a Viviana, ad avere poteri, anche Morgana era considerata un personaggio magico. Goffredo di Monmouth ce la fa apparire come una giovinetta iniziata all’antica fede e col dono della chiaroveggenza, inconsapevole amante di Artù e madre dell’erede di Avalon e Camelot, innamorata di Lancillotto e Marion Zimmer Bradley è fedele alla versione di Monmouth; Thomas Malory invece fa di Morgana una viscida adepta delle arti nere, ninfomane e malvagia. Chrétien de Troyes invece è il solo autore che non cita la sorellastra del re. I cristiani del Medioevo rielaborarono la storia facendo di Morgana comunque una strega, con tutto quello che era il curriculum medievale delle streghe. Il dio della natura Cernunnòs fu trasformato nel classico simbolo con cui il diavolo era visto nel medioevo, metà uomo e metà capro o corpo di uomo e testa di somaro. La leggenda del dio dei cervi presso i celti ed i suoi rapporti con la natura era in vero molto più profonda di quanto non sia stata deformata nel corso del medioevo. Il fatto che le sacerdotesse di Avalon fossero vergini cacciatrici e gli iniziati di nobile rango ancora fedeli all’antica e il loro rapporto fosse una sorta di rinnovamento di un patto tra la dea e la terra, fu trasformato nel classico sabba delle streghe nel Medioevo, il marchio tribale divenne il marchio del diavolo. Quanto alle maledizioni ed ai malefici Goffredo di Monmouth parla di una maledizione al ventre di Ginevra. In tutti i racconti infatti la regina non da figli ad Artù e Marion Zimmer Bradley ne fa una maledizione di Morgause (pron. Morgos), sorella invidiosa di Viviana, la Dama del Lago, che voleva sé stessa sul trono e non potenziali eredi di Artù; secondo altre fonti del Medioevo Ginevra era stata resa sterile da Dio a causa del suo adulterio verso Lancilotto. Sterile o maledetta, Ginevra divenne nel Medioevo il simbolo della trasgressione sia nel matrimonio che nella vita privata in generale, mentre Morgana e Artù divennero il simbolo dell’incesto che pur essendo visto alla stregua di un peccato mortale, per tutto il Medioevo affascinò la mentalità delle corti francesi ed inglesi, stando a quanto dice Jean Markale. Il personaggio di Ginevra nel libro della Bradley si dispera per questo figlio che non vuole arrivare, ignorando di essere stata maledetta anche se sospetta una punizione divina per il suo amore segreto per Lancillotto; disperata a tal punto da avere crisi isteriche, ricorre alla magia di Morgana la quale le dà un amuleto dicendole che potrebbe funzionare oltre a quanto sperato. L’amuleto funziona così bene che a letto ci vanno in tre, non in due, per richiesta dello stesso Artù. Convinto di poter essere lui la colpa della mancanza di un erede, Artù propone un rapporto a tre in cui la regina avrebbe dovuto giacere con entrambi e nessuno di loro avrebbe mai dovuto sapere di chi fosse il bambino, bastava che il figlio fosse stato concepito nel letto del re. Anche questa volta però Ginevra non concepisce e si avvia sulla strada della follia e della depressione, innalzando una bandiera di estremismo cristiano che non aiuterà il re, il quale dietro insistenze continue di Ginevra abbandona la bandiera di Avalon per quella cristiana, ma porterà Camelot alla caduta ed alla fine, per mano di quello stesso figlio che Artù aveva avuto alle Nozze Sacre di Beltaine che secondo la leggenda fu un rito poi cancellato e sostituito con la Pentecoste cristiana. Maledetta veramente o no, questa donna quale è Ginevra, è però il personaggio un po’ chiave del concetto che voglio esprimere, cioè quello della suggestione, si era talmente chiusa suggestionata nei confronti della religione antica che aveva finito per impazzire e chiudersi in convento. Contrapposta alla Ginevra della Bradley vi è quella di Bernard Cornwell, nel ciclo Excalibur, dove invece la regina è dedita ai culti di Iside, culti non dissimili da quelli del femminino, a questi culti partecipano i malvagi amici di un malvagio Lancillotto. Questa Ginevra, mai vista nei classici arturiani è una donna priva di scrupoli, adoratrice del sesso e delle tradizioni pagane, ha messo su una sorta di setta dedita al culto di Iside, la dea egizia della vita, sposa di Osiride, il dio dei morti egizio. La versione arturiana di Cornwell si discosta molto da quella della Bradley, tuttavia Ginevra rimane sempre il simbolo dell’adulterio. Tra le cose che però vengono citate ci sono le maledizioni dei druidi (i sacerdoti dell’antica religione) e tutti i modi con cui questi (anche gli amanti di Ginevra) possono fare malefici: l’ampolla con le ciocche di capelli o il sangue della vittima, cicatrici di giuramenti di sangue violati e cose di questo genere che non si discostano dai malefici degli stregoni da leggenda o da fiaba e che funzionano nella storia sulle rispettive vittime. Il maleficio sia quello di Morgause o quello dei druidi e delle sacerdotesse funziona in un primo momento senza che sia messo in pratica, agendo sul senso di suggestione della vittima. Ginevra, secondo Goffredo di Monmouth e la Bradley ha così paura di ogni cosa, che questa possa essere oggetto del demonio che vive veramente come una pazza, divisa tra i sensi di colpa del peccato e l’amore per Lancillotto, la folle voglia di dare un erede al re e il bisogno continuo di fare ammenda, un comportamento davvero diverso da quello cristiano. L’atteggiamento della regina di Goffredo e della Bradley è quello di una maniaca, una fanatica che però non si tira indietro davanti alla possibilità di giacere con Lancillotto, con tanto di consenso del marito Artù e se per avere questo figlio da mettere sul trono deve ricorrere alla magia di Morgana, cioè il più grande dei suoi terrori, non esita a farlo. Ecco un grande paradosso che sempre più spesso, anche nella vita reale, si incontra e che tanti maghi sfruttano. Prima viene conquistata la fiducia e la vittima si suggestiona davanti alla possibilità di ricorrere all’impossibile e ne sente i primi effetti, ma di fatto la formula magica non è ancora stata pronunciata, poi iniziano i riti (parole incomprensibili a volte, inventate sul momento magari e gesticolazioni senza senso) e poi si batte cassa, cioè: o mi paghi o ti scaglio contro tutti i mali del mondo e la vittima va letteralmente nel panico, paga qualunque cifra perché il beneficio ricevuto non si trasformi in maleficio. Per Striscia la Notizia hanno fatto vedere tanti casi di imbroglioni che ricoprivano tutte le casistiche possibili ed inimmaginabili, per dirne uno il caso di Vanna Marchi. Altri maghi promettono di risolvere i problemi di impotenza e addirittura di aumentare le dimensioni delle parti virili con delle stupide noccioline, manco fossimo elefanti da ingrassare e tutto pagabile comodamente con carta di credito, assegno o con minacce e percosse, perché se vedono la vittima che dubita non esitano a ricorrere alle minacce! Altri mettono in contatto con i defunti e questi sono i più pericolosi a mio dire, perché spesso, anzi, quasi sempre, viene sfruttata la fiducia che le vittime avevano nei confronti dei loro cari scomparsi. Può capitare, ad esempio ed è una cosa normale, specie quando c’era un affetto molto profondo, che ci sogniamo qualche volta qualcuno che purtroppo è venuto a mancare e magari in realtà elaboriamo un ricordo in funzione del nostro stato emotivo, o forse speriamo in momenti di disperazione di sentirci dare una risposta che poi in vero è quello che vogliamo sentirci dire, quando sappiamo perfettamente che quella persona non ci dirà mai qualcosa che in vita non avrebbe mai detto. Per fare un esempio molto vivo e crudo a me sono venute a mancare due persone importanti nella mia vita ed erano i miei nonni, li ho sognati tante volte, ma non hanno mai predetto il futuro, non hanno mai detto “domani vinci al lotto”, non hanno mai detto “pianta il tuo fidanzato, domani incontri l’uomo della tua vita”, non hanno mai detto nulla che non fosse in vero un ricordo o qualcosa che mi avevano detto da vivi, ci sono persone che dai sogni cercano risposte in modo ossessivo (cercare risposte per mezzo dei sogni è una delle cose comuni da sempre all’uomo, tanto che Freud ne fece un libro di psicanalisi) e pur essendo di chiesa, cattoliche, credenti e praticanti ma con una fede forse un po’ vacillante, davanti al disagio creato dall’ossessione del cercare risposte (che è patologica in alcuni casi) cercano i professionisti che li mettono in contatto con i loro cari defunti, danno risposte quando è stato dimostrato in più di una occasione con tanto di attori vivi e loro foto che nessun mago di fatto può metterti in contatto con qualcuno che non c’è più. Più scientifico di così non si può. In altri casi ci sono dei maghi che diagnosticano malattie dalla sola foto o portandogli un crino di capello, peli, vestiti e un caso sempre fatto vedere a Striscia è quello in cui al mago hanno portato un crine di cavallo e il mago subito a diagnosticare malattie e così il reporter ha chiesto “ma è una malattia galoppante?”. Spesso la gente ricorre a questi individui che si fanno chiamare maghi perché promettono lo stesso risultato a prezzo minore o addirittura a gratis, ti danno delle noccioline, soluzioni ipersature di sale quindi il sale in una soluzione ipersatura non si può più sciogliere, con le noccioline non si resta incinta né si aumentano le proprie prestazioni sessuali. Questi sedicenti maghi sono ciarlatani imbroglioni, e sono una categoria pericolosa. L’altra categoria ancora più pericolosa sono proprio quelli che nel diavolo ci credono, quelli che i malefici veri e propri, secondo il parere degli esorcisti, li possono fare davvero come dividere due sposi per cambiare le coppie in tavola, dividere una famiglia, ecc. Prima di questi individui solitamente ci sono sempre le sette che fingono da copertura e spesso sono sette che si mascherano da qualcosa di innocuo e dietro commettono i più atroci crimini. Le sette sono in aumento in Italia, anche quelle che si servono del solo plagio sono pericolose anche se purtroppo, e ripeto purtroppo, il reato di plagio in Italia è stato depenalizzato, se poi un individuo viene plagiato sul fronte religioso, per i giudici diventa ancora più dura che per gli avvocati dimostrare il plagio e purtroppo il plagio religioso è anche uno dei più frequenti e più duri da combattere anche per la Chiesa.

Spesso gli ex membri delle sette, quando escono li senti dire nelle varie interviste che spesso venivano minacciati proprio con le maledizioni da persone che si avvalevano di essere illuminati, in questi casi quello che fa male non è il fare, ma il dire che provoca suggestione. Quando ero in seconda superiore, il prof di religione doveva affrontare con noi ragazzi la differenza tra chi prega considerando la preghiera quasi una sorta di formula magica che una volta detta risolve tutte le richieste del fedele; e chi prega invece con cuore sincero consapevole che le sue richieste non sono formule magiche. Altro discorso trattato era quello delle maledizioni, il malocchio, ecc, che chi lo lancia il più delle volte non ci crede o forse lo dice e basta per fare paura a qualcuno, ma chi se lo sente dire e ci crede ne viene profondamente suggestionato e ci parlò di una ragazza a cui le compagne di classe per farle uno scherzo le avevano detto di averle fatto il malocchio e questa poverina non viveva più. Il potere della suggestione, anche a parere degli esorcisti, è tale da funzionare nella misura in cui uno ci crede, se uno ha una fede salda non c’è suggestione che tenga. Lo stesso vale per la superstizione, se ci cade uno specchio possiamo vivere sereni per i prossimi sette anni, se un gatto nero ci attraversa la strada possiamo sperare di non prenderlo sotto che gli porterebbe male, anzi, malissimo, e poi pulire le gomme con la poltiglia di un gatto ruotato fa schifo, se del sale ci cade in terra pazienza, una spazzata e via (quando salo l’acqua per far da mangiare me ne cade del sale, sarei la più iettata del mondo, giuro), se andiamo sotto una scala fissiamola bene o ci cade in testa e allora si che ci farebbe male! Insomma, molto spesso la magia del dire, se così possiamo chiamarla, è più forte di quella del fare perché innesca nella vittima una suggestione tale da non farla più vivere. In un caso del genere non si tratta di plagio, possiamo definirla violenza psicologica, un reato difficile da dimostrare ma sempre un reato e consultare un buon sacerdote potrebbe risolvere tutti i nostri dubbi. Il contrario del plagio è il rispetto dell’autonomia e dovrebbe essere uno dei compiti principali delle famiglie formare i figli alla difesa della loro autonomia di pensare perché sempre troppo spesso ci sono mamme col cuore spezzato nel vedere i figli abbandonare le case per unirsi a non si sa bene cosa e vederli morire poco dopo per una sciocchezza. Gli organi legislativi, il governo e le istituzioni dovrebbero reintrodurre i reati a discapito della psiche dell’individuo, come il plagio e la violenza psichica in collaborazione con le università, dove ai cari futuri psicologi e psichiatri bisognerebbe insegnare cosa sia l’autonomia di pensiero dell’individuo, soprattutto stabilire segnali con cui un individuo possa essere definito plagiato. Troppe famiglie si stanno distruggendo a causa della depenalizzazione del plagio e sempre più spesso la gente muore perché plagiata ha abbandonato cure, famiglia e tutto quello che in qualche modo la teneva ancorata alla realtà. I sintomi del plagio sono chiari, la gente non è stupida e capisce le cose. Il plagio è anche uno strumento politico di tettore sulle masse, cosa credete che abbia fatto Hitler sui tedeschi? Fondamentalmente li aveva plagiati per usare poche parole, anche se si tratta di un gravissimo caso della storia umana che richiede approfondimenti particolari e precisi, ma questa non è la sede. Cari psichiatri, basta nascondervi dietro delle balle, il plagio esiste e voi lo sapete, non aiutate nessuno e anzi, siete peggio di chi plagia se non aiutate a combattere questa piaga.

Da Ginevra a Gilles de Rais

I cicli arturiani possono essere usati per fare degli esempi in proiezione con la realtà, la letteratura li ha immortalati e la gente ha amato la letteratura per il tema del misterioso divino e di quanto è proibito, ma dalla fantasia alla realtà il passo è breve. La realtà storica è molto più cruda e reale di quanto si possa pensare, inconfutabile e non si può proiettare nelle opere di fantasia dei diversi autori. Il primo personaggio che andremo a studiare è Gilles de Rais, un personaggio che entra nella cronaca nera della storia al tal punto che non solo la storia non lo ha voluto dimenticare, ma per ricordarne gli orrori lo ha perfino trasformato nell’orco delle fiabe perché i bambini imparino che l’orco non è solo un personaggio di fiaba, ma è un mostro reale che a volte può essere dietro l’angolo di casa.

Gilles de Rais (il nome deriva dal suo feudo, Rais nella regione della Loira, ma il suo vero cognome era Montmorency-Laval [1]) ebbe un’infanzia non dissimile da quella di tanti suoi contemporanei, rimase orfano in tenera e fu allevato dal nonno materno Jean de Craòn [2], del quale nulla si sa tranne che fosse molto ricco, alla sua morte de Rais divenne uno dei più ricchi uomini del suo tempo.

 

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Figura 1 – Gilles de Rais, raffigurato in un dipinto del XIX secolo. Di lui non si ha che questa immagine poiché del Medioevo di lui non ci è pervenuto nulla sulla sua descrizione né immagini miniate che lo ritraessero, il pittore potrebbe essersi ispirato o ai documenti del processo o al costume ed alla moda del tempo, la Francia del XV secolo.

 

Anche in amore non dovette essere molto fortunato avendo avuto due tentativi di matrimonio falliti per la morte prematura delle spose promesse, entrambe ereditiere e poi la terza che fu la sola a sopravvivere e a far concludere l’accordo, ma a seguito del comportamento del marito lo lascerà. Gilles de Rais viene ricordato come un uomo molto intelligente, con una buona conoscenza del latino e dato comunque il suo rango era uno che l’istruzione poteva permettersela. Il suo casato era imparentato con i de la Tremoille, ciambellani di corte e grazie a questo legame di parentela Gilles potè entrare nelle grazie del re e combattere in prima linea insieme ad altri personaggi della sua epoca illustri per titoli, carriera militare e battaglie vinte, non solo, con l’arrivo di Giovanna d’Arco il suo ruolo nella storia probabilmente gli permise di scrivervi il suo nome, almeno le iniziali così come tutti i compagni di battaglia di Giovanna. L’entrata in guerra di Giovanna d’Arco aveva segnato anche l’entrata negli animi di uno spirito nuovo, bellicoso contro il nemico di Francia e di conversione dei soldati; la giovane analfabeta e impopolare mandata da Dio, la sua fede cieca ed il suo temperamento determinato devono aver avuto un’influenza positiva anche sul personaggio di de Rais. Giovanna aveva fatto allontanare le prostitute che seguivano l'esercito, bandì ogni violenza o saccheggio, vietò che i soldati bestemmiassero; impose loro di confessarsi e fece riunire intorno al suo stendardo l'esercito in preghiera due volte al giorno, al richiamo del suo confessore, Jean Pasquerel. Il primo effetto fu quello di instaurare un rapporto di reciproca fiducia tra la popolazione civile ed i suoi difensori i quali, invece, avevano l'inveterata abitudine di tramutarsi da soldati in briganti quando non erano impegnati in azioni di guerra. De Rais, anche dopo l’entrata in scena di Giovanna, continuò la sua carriera militare e progredì, probabilmente dietro i cucci di la Tremoille, fino a diventare un pari di Francia [3] e consigliere di sua maestà Carlo VII. Dopo la cattura di Giovanna nel 1430 e la sua morte sul rogo l’anno successivo, de Rais non ha più esempi positivi da seguire per salvarsi l’anima dopo tutti gli omicidi che una guerra richiede. Nel 1432 muore anche suo nonno ed egli eredita una fortuna diventando uno dei più ricchi del suo tempo, nello stesso anno si ritira dalla vita militare per dedicarsi alla vita privata. Probabilmente questa ricchezza doveva portare con sé una maledizione perché de Rais impazzì in un certo senso, spendendo tutta la sua fortuna e finendo per indebitarsi per pagare le sue voglie. Dovette perfino iniziare a vendere i suoi territori e alla fine, specie dopo l’abbandono della moglie, rimase solo o quasi. Dove fosse finita la mente di quest’uomo è un mistero, quanto alla sua religiosità doveva averne serbato un pezzo microscopico perché tra le spese che fece ci furono anche quelle per la costruzione di una sontuosa cappella privata e per opere di carità. Le fonti ci dicono che si interessasse di religione, ma considerato quello che accadde dopo ci viene da chiederci: quale religione? Il patrimonio di famiglia fu sperperato nel giro di meno di due anni e perfino il fratello intervenne per salvare quanto restava del patrimonio di famiglia, prendendo il castello di Champtocé [4], anche la corona intervenne annullando ulteriori vendite e minacciando l’interdizione su richiesta della famiglia stessa.

 

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Figura 2 – Castello di Champtocé, Loira (FR). Quello che rimane del castello sono ruderi circolari, ma in passato occupava un ampio territorio ed aveva undici torrioni circolari.

 

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Figura 3 – Immagine che riprende da lontano il castello di Champtocé, il luogo sembra visibilmente abbandonato ed invaso dalla flora locale, segno che è un sito culturale ed archeologico, ma di stanze ed ambienti interni non deve avere più nulla.

 

La situazione dovette peggiorare certamente le già precarie condizioni psichiche di de Rais e fu forse qui che si trovò davanti ad una scelta: cercare faticosamente di recuperare qualcosa onestamente o interessarsi all’occulto anche a costo di perdere l’anima. Fu la seconda la sua scelta e fu così che iniziò ad interessarsi all’occulto delegando il suo cappellano di procurargli maghi ed alchimisti. Questo cappellano di cui conosciamo il nome (Eustache Blanchet) e anche i misfatti, ma non la sua vita prima di avere a che fare con de Rais, era un prete spretato, le fonti in lingua inglese usano il termine “defrocked” che significa nello slang appunto “spretato”, privato di tutti i poteri, i privilegi e così anche i doveri ed i diritti di sacerdote. Stranamente non ci sono fonti che parlino di un processo inquisitorio a questo personaggio, anche se va considerato che in epoca medievale, specie nel periodo di de Rais, l’occultismo era severamente perseguitato e ricercato dalla Santa Inquisizione e punito con la morte al rogo, per cui lo praticava doveva stare attentissimo a non smascherarsi. Viene il dubbio che questo personaggio possa essere l’iniziatore di de Rais all’occulto e probabilmente Blanchet doveva aver dato a sua volta segni di sospetto o comunque aver avuto un comportamento inadempiente nei confronti della Chiesa e dei propri voti per meritarsi la cacciata dal clero. Se avesse suscitato anche il sospetto di praticare l’occulto non è da escludere ma probabilmente o aveva dei complici o lui stesso si disfò degli avversari e fece qualcosa per farsi cacciare. È Blanchet che trova un alchimista italiano, anche in questo caso un ex monaco spretato e dedito all’occultismo: Francesco Prelati e lo portò con sé in Francia. Prelati stando alle fonti del processo doveva essere molto giovane e bello sui 22 anni, con perversioni sessuali. Ebbe inizio da quel momento la caduta di de Rais verso gli inferi che secondo le fonti lo avrebbe portato a fare sacrifici umani al diavolo adescando ragazzini e bambini. Le scomparse erano numerose a tal punto che fu impossibile per la gente non accorgersene [5] e poi Gilles de Rais riprese in mano le armi per riconquistare il castello di Saint-Étienne de Mermorte. Entrò in chiesa armato, prese in ostaggio il prelato e questo costrinse il vescovo di Nantes ad aprire un inchiesta. Fu questo il passo falso di de Rais. L’intervento fu immediato, da qui si aprirà il processo che porterà i giudici stessi a tremare davanti a quell’uomo posseduto probabilmente, adepto del diavolo, seguace praticante di magia nera ai massimi livelli oltre che pedofilo e sacrilego, la sua facciata era evidentemente molto debole perché nessuno potesse insospettirsi proprio di lui, senza considerare che aveva deliberatamente violato le leggi ecclesiastiche che vietavano di entrare in chiesa armati. Gilles de Rais non doveva essere solo con Prelati e Blachet nei suoi misfatti, probabilmente era coperto anche da parenti come il cugino Gilles de Sillé che era uno dei suoi fornitori di vittime, pare fosse anche aiutato da due servi. Di Sillè non si conosce nulla e nemmeno di un altro presunto collaboratore noto come Roger Briqueville, senza considerare che ci sarebbe stata anche una donna nota come La Meffraye [6], ma anche di lei non si sa nulla. Il vescovo di Nantes aprì il processo e fu allora che iniziarono a giungere testimoni che denunciavano scomparse di bambini. Allora vennero fuori i proverbiali scheletri dall’armadio. I giudici tremarono davvero quella volta, era il 28 settembre ed era solo l’inizio. De Rais ebbe comportamenti veramente anticlericali durante le prime udienze, scagliandosi contro i giudici ed accusandoli di volergli sottrarre la ricchezza accumulata. Il processo fu uno dei processi inquisitoriali più brevi della storia del medioevo, durò meno di un mese. Anche i suoi collaboratori confessarono e furono processati, condannati e impiccati mentre de Rais fu arso al rogo, era il 26 ottobre 1440 e prima di essere arso vivo, Rais ottenne la remissione di tutti i suoi peccati. La vicenda giudiziaria non si estinse con l'esecuzione: da una lettera di Carlo VII del 1442 si apprende che Gilles de Rais aveva inoltrato appello al re e al Parlamento di Parigi, senza che ciò venisse tenuto in conto dai giudici; poiché i familiari volevano dar seguito alla cosa, Pierre de l'Hôpital, presidente del tribunale di Bretagna, e gli altri giudici, erano chiamati a comparire davanti al Parlamento. In una seconda lettera del sovrano il Parlamento e i balivi di Maine, Angiò e Turenna vengono chiamati all'apertura di un'inchiesta sulle circostanze della condanna. Le lettere furono redatte ma mai spedite: si ignora il motivo, tuttavia è significativo il solo fatto - per quel che attiene le accuse a Gilles de Rais - che Carlo VII le abbia scritte. Nel corso dei secoli però la figura di Gilles de Rais e della sua vicenda, specie per quanto riguarda il processo fu rivista dagli storici e molti si divisero tra innocentisti sostenendo la teoria del complotto e colpevolisti che si volevano attenere agli atti del processo, atti che però potevano già all’epoca poteva essere stati falsificati dagli stessi inquisitori dell’epoca, stando ai sostenitori del complotto, tanto più che quelli che condannarono de Rais erano prima i suoi protettori. Quattro sono i documenti pervenutici riguardo al processo:

  • il processo canonico, di cui esiste l'originale in latino, conservato agli Archivi di Nantes
  • il processo penale, in francese, conservato sempre a Nantes
  • la sentenza di condanna del tribunale ecclesiastico
  • il resoconto dell'esecuzione, in francese, aggiunto a copie tardive del processo

Bossard fece riferimento alle copie più antiche esistenti degli atti processuali, senza dubitare che fossero gli originali, e diede della vicenda un resoconto volutamente a tinte forti; nel complesso l'opera di Bossard è lacunosa in alcuni punti: per l'autocensura che caratterizza gli aspetti più scabrosi, come le testimonianze degli imputati, sgraditi alla pudibonda società di fine Ottocento, e per la mancanza nei documenti utilizzati (antichi dunque ma incompleti) del resoconto dell'esecuzione (presente invece in altre copie degli atti).

Secondo lo storico Salomon Reinach il duca di Bretagna ed il suo cancelliere Jean de Malestroit, vescovo di Nantes, avendo acquistato a condizioni vantaggiose le proprietà di Gilles de Rais, avevano tutto l'interesse ad impedirgli di esercitare il diritto di riscatto. Jean de Malestroit nutriva nei confronti di Gilles de Rais anche motivi di risentimento personale: nel 1426 Malestroit era stato indicato come responsabile del fallimento dell'assedio a Saint-Jean de Beuvron, nei pressi di Avranches, dove Gilles, all'epoca al servizio di Arturo III di Bretagna, dovette ritirarsi di fronte agli inglesi; Arturo III fece arrestare Malestroit, che recuperata a stento la libertà giurò vendetta contro l'uno e l'altro. Il processo fu istruito e condotto dallo stesso Malestroit con l'appoggio del duca, quindi de Rais fu accusato, giudicato e giustiziato da persone che avevano tutto l'interesse a rovinarlo. Le testimonianze a suo carico superarono le cento, ma ben poche si potrebbero oggigiorno definire credibili, e il processo fu condotto con i metodi propri dell'Inquisizione, senza il diritto di difesa e con l'impiego della tortura (o la minaccia di essa). Gilles de Rais, minacciato di tortura, confessò in effetti crimini efferati con parole ricalcanti esattamente le due più lunghe testimonianze a suo carico, ed in parte anche l'atto d'accusa redatto prima dell'audizione dei testimoni, il che lascerebbe supporre una scarsa spontaneità nelle sue dichiarazioni. Reinach vede con diffidenza la trattazione che degli atti fece l'abate Bossard, e la conseguente analisi - a suo giudizio tendenziosa - della vicenda, tenuto anche conto del clima di ostilità fra Stato e Chiesa che si respirava in Francia sul finire del secolo XIX.

Nel 1921 gli scrittori Fernand Fleuret e Louis Perceau (sotto lo pseudonimo di Ludovico Hernandez) diedero alle stampe Le procès inquisitorial de Gilles de Rais, Maréchal de France, avec un essai de réhabilitation, fornendo la traduzione completa dei processi e del resoconto dell'esecuzione. Si servirono però di un manoscritto francese del XVII secolo, non degli originali in latino; ebbero tuttavia il merito di redigere la prima rassegna completa dei manoscritti esistenti, inaugurando un approccio storicamente più critico. Georges Bataille, cui per primo si deve la preoccupazione di ricercare la fonte documentale più affidabile, ritenne di collocare in una diversa luce - anche politica - gli avvenimenti, affermando che Gilles de Rais, pur colpevole, non sarebbe stato inquisito se non avesse voluto riprendere con le armi il castello di Saint-Étienne de Mermorte: in un colpo solo si era attirato quindi l'ostilità del duca di Bretagna e del vescovo di Nantes; non potendo contare più sull'appoggio di tali potenti, de Rais fu arrestato e condotto a Nantes dove venne istruito un processo nei suoi confronti dai suoi stessi ex protettori, processo che mai altrimenti sarebbe stato celebrato dato il rango del personaggio. In mancanza di un'edizione critica degli atti del processo, unico strumento per far piena luce sulla vicenda, il giudizio degli storici moderni non si discosta in genere dal giudizio tradizionale: le incongruenze e le approssimazioni nei resoconti processuali erano all'epoca piuttosto comuni, e perciò in sé non sufficienti per rinnovare o cambiare, oggigiorno, la sentenza; non è un compito facile e un investigatore chiederebbe: e i corpi delle persone scomparse? I loro nomi o almeno quelli delle loro famiglie? All’epoca non esistevano ancora i registri parrocchiali con le nascite e le morti, i matrimoni ed i funerali per tutti, per cui anche in mancanza di risposte alle domande appena fatte è improbabile che si trattasse di un complotto, con testimoni profumatamente pagati per dichiarare il falso, tanto più che all’epoca uno spergiuro era un grave peccato per l’anima e la gente comune mai avrebbe fatto una cosa del genere. Difficile pensare però che possa trattarsi di un complotto ai danni di qualcuno come Gilles de Rais che dalla sua aveva solo debiti e di patrimonio gli era rimasto ben poco. È invece probabile che non tutti i suoi accusatori fossero sinceri e che i suoi nemici, saputo del processo si siano dati da fare per forzare la mano della sorte e abbiano giocato sporco, questo ovviamente non fa cadere le gravissime accuse a carico dell’imputato né agli occhi dell’umanità lo assolve dai suoi crimini. Anche per quanto riguarda l’assoluzione finale prima dell’esecuzione è difficile da credere, specie in un’epoca come il Medioevo. Stando agli innocentisti che fortunatamente in casi come questi sono pochi e deboli, Gilles de Rais sarebbe stato vittima dall’infanzia dei soprusi di suo nonno che era solo uno spietato ed abile manipolatore, interessato solamente ai soldi, senza contare che questo nonno gli avrebbe rovinato la vita e l’adolescenza combinando matrimoni da lui stesso annullati dopo aver ucciso le due pretendenti. Insomma, alla faccia della cospirazione! Anche se de Rais fosse stato vittima di una cosa del genere ciò non giustificherebbe le sue azioni, spiegherebbe solo la sua forte instabilità mentale, ma non la sua scelta frutto del suo libero arbitrio. Ancora, alcuni sostengono perfino che egli fosse rimasto vittima di ciarlatani che lo avrebbero plagiato portandolo al satanismo ed all’invocazione di demoni, ciarlatani però che si sarebbero divertiti in vero a vuotargli la borsa (non diversi allora dai ciarlatani odierni) dopo aver fatto qualche trucco da circo, tuttavia ancora una volta è di de Rais la colpa principale: è stata sua la scelta di giocare col fuoco ed è finita che si è bruciato! Secondo alcuni Rais avrebbe confermato le accuse solo sotto tortura, pratica alla quale nel Medioevo si ricorreva molto, troppo facilmente, tuttavia gli orrori da lui stesso ammessi non vanno tanto lontano da quanto combinano gli odierni serial killer e probabilmente certi dettagli dubito che siano stati inventati sul momento per dare soddisfazione ai suoi aguzzini, piuttosto erano invece una lucida conoscenza ed un’ammissione delle sue stesse colpe, poiché va anche detto che mai si proclamò innocente e a confermare le accuse contro di lui le ammissioni di due dei suoi collaboratori, i due membri del clero spretati, uno dei quali praticava anche l’occultismo. Se gli psichiatri un caso del genere lo vogliono etichettare con pazzia, allora bisogna dire che forse ci sono delle patologie che nessuno vuole dire o che non si vogliono studiare e questo probabilmente per paura, anche se è difficile fare di de Rais un pazzo. La psiche di de Rais non deve essere tanto in là rispetto a quella di un mostro che ancora fa tremare, Hitler, anche lui dedito all’occultismo, ossessionato dallo stesso. La casistica è la stessa anche per i due personaggi, non del medioevo, che andremo a descrivere qui di seguito, anche loro ossessionati dall’occultismo, in cerca di qualcosa e disposti a tutto per ottenerlo e in tutti i casi ci sono degli omicidi di mezzo che altro non erano, probabilmente, che sacrifici umani, una delle pericolosissime caratteristiche delle sette moderne.

Da Gilles de Rais a Erzebet Bathory

Il caso di Erzebet è un caso particolare che ha le sue origini fondamentalmente in un problema fisico che però non giustifica certo le sue azioni. Siamo ormai lontani dal Medioevo, a metà strada tra il periodo medievale e la società moderna. Erzebet nasce nel 1560 in una nobile famiglia ungherese, figlia di protestanti ungheresi. Nella sua famiglia i matrimoni per consanguineità avvenivano molto frequentemente, motivo per cui sia lei sia già alcuni dei suoi antenati soffrivano di gravi problemi inerenti lo sviluppo psico-fisico tra cui schizofrenia (la peggiore patologia), epilessia e altri disturbi della psiche. Pare che già da bambina Erzebet avesse dato segni di squilibrio con eccessi di collera che si trasformavano in quiete e poi di nuovo collera (un probabile disturbo della bipolarità [7]), oltretutto aveva uno spiccato senso di sadismo nei confronti del prossimo. Nella famiglia di questa donna si può trovare davvero di tutto nei vari personaggi, sia persone illustri e intelligenti (i casi rari) sia pazzi sanguinari, che manifestavano il loro ego in ogni occasione possibile e furono diverse le occasioni in cui Erzebet ebbe modo di vedere questa follia sanguinaria senza pietà e senza ritegno, fin da bambina. Sicuramente non fu cresciuta con amore, non le fu insegnato il bene piuttosto per mezzo di vari espedienti le fu insegnato il male, la cattiveria, il sadismo (che aveva già nelle vene), la tortura del prossimo. Non andò sposa ad uno migliore di lei, il marito Ferenc Nádasdy, anche lui poco intelligente, ma abile con le armi e buon atleta, sadico e spietato. Si racconta che amava torturare i servi mettendoli nudi e cosparsi di miele vicino alle arnie perché fossero punti e all’epoca lo shock anafilattico era letale. Quanto alla moglie, Erzebet doveva avere anche non proprio chiara la propria sessualità, si vestiva da uomo e verso i vent’anni ebbe una figlia illegittima che però non tenne ma diede ad un contadino. Nella prima decade del matrimonio non ebbe figli, poi ne ebbe quattro: tre femmine ed un maschio. La storia ci dice che fu una madre protettiva, cosa sorprendente solo fino ad un certo punto per una persona che si comporta non diversamente dagli animali: rapporti e progenie regolati solo dal puro istinto. La paternità dei figli è dubbia dato che il marito era spesso assente e fu proprio in questa assenza che lei per passare il tempo, insieme ad una sua zia, partecipava ad orge. Conobbe nello stesso periodo Dorothea Szentes, un'esperta di magia nera che incoraggiò le sue tendenze sadiche. Dorothea e il suo servo Thorko insegnarono a Erzsébet la stregoneria. Qui viene fatto il passo verso l’abisso, probabilmente lontana anche come educazione dalla religione la sua scelta fu orientata vero quello che era per lei qualcosa di già sperimentato. Il passo fu breve e da lì fu un vero e proprio volo a picco verso gli inferi profondi, le serve che tentavano di fuggire le faceva catturare e le chiudeva in una gabbia che i suoi assistenti legavano in alto e poi che facevano precipitare su pali appuntiti [8]. Se una serva si diceva ammalata le infliggeva le punizioni più fantasiose, a volte bruciava loro le dita, le tagliava o la picchiava selvaggiamente e fu proprio una di queste occasioni che le diede la folle idea che il sangue di giovane e vergine tenesse giovani e belle. I suoi alchimisti, probabilmente per salvarsi, ma anche per compiacerla e continuare il loro lavoro, le confermarono la sua teoria. Fu allora che creò la macchia di sangue, coperta da una facciata impeccabile: offriva istruzione e lezioni di buon costume alle giovani, ma quando queste venivano a lei per imparare cadevano nella trappola ed i corpi sparivano. Morirono più di cento persone, secondo alcuni storici con tanto di documenti alla mano, la stima ufficiale si aggira sulle 300 vittime accertate anche se i colpevolisti suggeriscono il doppio. La distanza tra la Transilvania e la Chiesa è più lunga in questo caso di quella geografica e solo dopo molto tempo (all’epoca non c’erano le poste o altri mezzi diversi dal mare o dalla terra per far viaggiare anche le notizie) le notizie giunsero alla Chiesa ed all’Inquisizione romana ed insieme all’imperatore Mattia II fu aperta l’inchiesta. La cronaca vuole che la donna sia stata colta sul fatto e dopo un processo breve, i capi d’accusa erano tanti ma la condanna fu breve da sentenziare, fu murata viva e non bruciata sul rogo. Fu murata viva con un buco piccolissimo per farle passare il cibo e lì fu trovata morta nell’agosto del 1614. Furono trovati diari ed appunti della stessa donna dove si contano 650 nomi, numero non molto lontano da quello della bestia citata nella Bibbia e a cui spesso personaggi della portata di Erzebet si ispirano. Gli storici però hanno contato solo 300 cadaveri, stando anche alle testimonianze ed i documenti dell’epoca per questo caso. Posseduta o forse pazza, secondo alcuni pazzi innocentisti sarebbe perfino stata vittima di una congiura del suo servo Thorko, ritenuto il vero responsabile, ma purtroppo, le teorie innocentiste sono spesso crudeli ed ipocrite, irrispettose nei confronti delle vittime, specie in questi casi. In questo caso è difficile parlare di plagio, piuttosto di iniziazione da parte di chi si occupa e pratica l’occultismo e secondo gli esorcisti è la via più pericolosa, specie oggi giorno, per i giovani, i giovani che sempre più spesso affidano il loro destino il più delle volte a degli imbroglioni, ma qualche volta anche a personaggi che col diavolo ci hanno a che fare veramente.

L’ultimo caso che analizziamo è quello di Hitler che è lontanissimo dal medioevo tanto da starvi sopra, come se il tempo fosse una curva ed il periodo di Hitler sia proprio in sovrapposizione al Medioevo. Hitler si dice che fosse ossessionato dal mondo dell’esoterismo, che secondo alcuni, non dista troppo dalla magia nera, si era circondato di personaggi che gli parlavano di Santo Graal come reliquia di onnipotenza, gli parlavano di lance di Longino come simbolo di potere e di tante altre cose legate ad un Medioevo inesistente storicamente. Nei libri e nei racconti del Graal, gli autori si riferiscono sempre al loro periodo, alludendo spesso per mezzo di personaggi immaginari come Lancillotto a personaggi storici come Riccardo Cuor di leone [9]. Di magico c’è ben poco e forse anche di esoterico [10], si tratta di opere di fantasia che nel Medioevo erano favole per incantare le corti e far passare il tempo, ma che Hitler adoperò per i suoi misteri. Il caso di Hitler è l’unico su cui l’umanità, non solo deve deglutire cento volte prima di aprir bocca, ma perfino la scienza e la medicina fanno fatica a fare una diagnosi, perché Hitler non era pazzo per fare quello che ha fatto. Padre Amorth in documentario sul nazismo, in cui era stato intervistato, ha usato parole pesantissime e con lui non si può non essere d’accordo sulla vicenda. Hitler non era pazzo, era posseduto o forse qualcosa di molto peggio tanto che tutti sono d’accordo nel definirlo l’anticristo in persona. Il video del documentario [11] lo trovate al link infondo alla pagina, in cui l’esorcista viene intervistato. Su Hitler c’è poco da dire perché le parole non certo bastano a descrivere l’orrore del suo olocausto. In ebraico la parola “olocausto” significa “sacrificio” e lo si trova spesso anche nella Bibbia CEI, questo termine. Hitler offrì in olocausto forse l’intera umanità e chi sapeva al di fuori della sua cerchia si è reso suo complice col silenzio e la remissività. Il misticismo hitleriano non ha nulla e dico nulla a che vedere con il medioevo e il mondo del ciclo arturiano e del Graal descritti in epoca medievale da chi voleva solo divertire la gente e le corti, i popoli. Hitler e la sua cerchia deformarono in modo grottesco e cattivo un argomento letterario che da sempre affasciava facendone un’anticamera dell’inferno in cui sguazzavano e progettavano come peggiorare il mondo. Tale deformazione è la stessa che avviene nel passaggio culturale da una religione all’altra, come i cristiani fecero in Britannia con le religione pagane locali, ma in modo grottesco e deforme, volto a fare del male. Mi spiego meglio, mentre nel passaggio di una cultura o un popolo la gente che si convertiva via via scambiava conoscenze ed informazioni culturali, gli elementi anche religiosi e quindi i simbolismi si trasformavano e quindi è possibile che quello che per una religione pagana non fosse peccato per quella cristiana lo fosse; nel suo operato Hitler agì con lo stesso meccanismo ma creando un minestrone che ammansiva e plagiava le masse e che era tutto fuorché storico o medievale, Hitler voleva diventare in sostanza l’anti-Parsifal alla ricerca di un anti-Graal, ma a tutti voleva far credere il contrario, oltretutto Hitler riuscì a collegare la sua follia coi marziani e gli alieni paragonandoli ad antichi dei. Era l’inferno in Terra. Poi, il 30 aprile 1945, dopo 12 anni di governo, Hitler muore suicida mediante un colpo di pistola alla testa, insieme alla sua amante-moglie Eva Braun di 23 anni più giovane di lui. I servizi segreti sovietici del KGB hanno sempre dichiarato il ritrovamento del cadavere bruciato e confermato grazie all'impronta dentale. Nel tempo, già dopo la fine della seconda guerra mondiale, sono sorte alcune teorie alternative sulla scomparsa o sulla sorte dei suoi resti che non trovarono alcuna conferma. L'armata rossa entrò nel Führerbunker approssimativamente alle 23:00, ossia circa 7 ore e 30 minuti dopo il suicidio del führer. Un cadavere molto simile ad Hitler fu ritrovato tra le macerie, ma dopo accurate ricerche, i soldati smentiscono dicendo "Non è lui!", poiché il cadavere era uno dei tanti sosia di cui il leader nazista amava circondarsi per sbaragliare i nemici. In seguito, i cadaveri di Hitler, Braun, il cane Blondi e il suo cucciolo Wolf sono stati trovati da Ivan Churakov, capo della SMERSH. Temendo che il sito scelto per la sepoltura dei cadaveri potesse divenire centro di culto per neonazisti e fanatici, il direttore del KGB, Yuri Andropov, ordinò la cremazione dei resti e il 4 aprile 1970 le ceneri furono sparse nel fiume Elba. A distanza di più di cinquant’anni il mondo non riesce e soprattutto non vuole dimenticare quell’orrore a cui pochi sono sopravvissuti e tra quei pochi alcuni, quest’anno, il 17 gennaio 2012 sono tornati là, all’inferno per ricordare che non bisogna dimenticare, MAI! Purtroppo con la morte di Hitler, non sono morti anche i suoi collaboratori alcuni dei quali, medici nazisti soprattutto, fuggirono chiedendo asilo politico in altri Paesi, Mengele (pron. Menghèle) per dire il nome di uno dei peggiori orchi fuggì in Sud America e morì nel 1967, in Brasile, all'età di 67 anni, in conseguenza di un attacco cardiaco mentre stava nuotando a pochi metri dalla riva nell'Oceano Atlantico. Altri latitanti sono fortunatamente stati presi, estradati e condannati, anche se in Europa la condanna a morte non esiste più. Perché Hitler si sia suicidato è una domanda alla quale al momento esiste una sola possibile risposta, comune purtroppo alla mentalità di tutte le sette: tacere, ma così facendo altro non si fa che ammettere ed è inoltre, secondo gli esorcisti, l’obiettivo vero del male.

Il capitolo del nazismo è invero oggi tutt’altro che chiuso, anche se ormai sono tutti morti i colpevoli, come disse Primo Levi, i mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere davvero pericolosi. Sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e obbedire senza discutere... Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà.

Chi e cosa sono veramente i carismatici? E soprattutto cosa hanno il reale potere di fare?

Il carisma è un termine che sta a significare fondamentalmente un dono, per i teologi un dono divino, ma in senso più lato quanto concorre a determinare un ascendente o un'influenza indiscutibile e generalizzata su altri e purtroppo oggi questa definizione è quanto mai negativa perché oggi il carisma è un mezzo di imbroglio, sono carismatici tutti i santoni, veggenti della televisione, guru delle sette. Il carismatico sa soprattutto di esserlo, ma il modo in cui usa il suo carisma è a sua discrezione, cioè è una sua scelta, per fare del bene oppure per fare del male, una buona ma cattiva fetta è quella che fa del male, solitamente sono a scopo di lucro, altre volte hanno semplicemente lo scopo di colmare in vero un’insaziabile sete di potere, anche solo potere sulle persone, potere sulla loro volontà e di conseguenza sul loro libero arbitrio. Sfortunatamente dalla parte delle vittime ci sono spesso coloro che sono psicologicamente deboli per cui cadono non solo facilmente nella disperazione, ma piuttosto, e sempre più spesso oggigiorno, che scegliere una via razionale o religiosa per chi è credente, preferiscono il santone. Il santone è un soggetto spesso avaro, comunque privo di scrupoli e che in molti casi usa la religione come facciata o meglio come esca per fare seguaci che finiscono sempre per adorarlo come un dio. Questi santoni a volte si dicono visionari di immagini divine, come è successo a Brescia nella setta di Fiorella Tersilla Tanghetti che diceva di aver avuto la visione della Madonna, ma di fatto schiavizzava la gente e quello che di facciata doveva essere un centro di recupero lei lo aveva trasformato in Lager, lager per uomini, donne e bambini. È difficile credere che una così abbia visto la Madonna. Il compagno della Tanghetti, uscito dal tunnel della droga vorrebbe aiutare altri ragazzi ad aprire un centro di recupero, poco tempo dopo una persona conoscente della donna gli porta dei soldi (alcuni dati i giornali non li riportano, si tratta di dati protetti dal segreto d’ufficio, tutelati dalla procura che indaga sul caso). La santona però comincia a diventare anche meta di pellegrini e poi inizia la spirale: gente che entra ma che non esce più e i bambini sono tra le vittime di botte, abusi e soprusi di ogni genere. Chi si ribella le prende e viene chiuso in una stanza, a volte alcuni famigliari vengono fatti entrare a forza con la scusa che sono posseduti (interviste da Mi Manda Rai tre su youtube, vedi link fondo pagina). Spesso i guru usano proprio questa scusa per adescare la gente, facendo leva su questo pericolo presentandosi come i salvatori, ma in realtà la persona adescata non ha niente, tuttavia si possono veramente manifestare in questo soggetto i sintomi, si chiama in tal caso effetto nocebo, la persona viene suggestionata a tal punto da convincersi di essere posseduta per cui avverte con dolore il sacro, smette di vivere, smette di pregare perché il santone o la santona gli hanno detto che è inutile, a volte smettono di credere se sono persone religiose, ma con una fede poco salda. In altri casi i santoni usano la strategia che vedono il malocchio ovunque, quando la persona di fatto ha mali fisici comuni come emicrania, mal di pancia per fare esempi stupidi: il malocchio o la fattura non c’è di fatto, è una scusa per spillare soldi, lì si che ti fanno una bella fatturina che al fisco non arriva mai. I peggiori sono anche quelli che ti trovano un cancro inesistente e con mezzi diagnostici tutt’altro che ispirati da qualche santo o con mezzi stregonecci, a parte che purtroppo tante volte un cancro viene diagnosticato quando è tardi perché sono mali silenziosi e i più subdoli a lungo termine, altri aggressivi danno sintomi, ma è sempre una malattia, a cui oggi si cerca disperatamente una cura efficace, considerando anche che i tipi di tumore sono tanti e che solo un medico, con prove biologiche ed esami appropriati può diagnosticare. La maggior parte dei santoni non ha che licenza elementare, ma sa usare bene internet e su internet ci sono anche tante stupidaggini e falsità per cui è lì che si istruiscono, ma non hanno il potere di vedere il diavolo o il cancro, malattie che il vostro medico non possa diagnosticare. Solo gli esorcisti nominati da un vescovo e i medici possono occuparsi dei mali dell’anima, gli esorcisti, e del corpo, i medici. Qualora vi imbatteste in qualcuno che NON È sacerdote, esorcista o medico e vi viene a parlare di cose strane statene alla larga e soprattutto non andate a cercarli, perché se vogliono primo sanno loro dove trovarvi e secondo sanno come prenderci, da parte nostra dobbiamo isolarli, perché solo così li rendiamo impotenti. Il problema è questo: che tante gente li cerca perché ti fanno fare e vedere la cosa più facile, spesso per cifre esorbitanti e chi non paga viene minacciato di subire il malocchio, malattie. Il reale potere dei santoni sta nella quantità di fede dei loro adepti o seguaci, più si fidano e più questi diventano potenti e incontrollabili, aggressivi e manipolatori, ma soprattutto la calamita rappresentata da tanti seguaci diventa ancora più forte per chi sta intorno a loro, come mosche sul miele. Altri santoni ancora ti promettono la guarigione di malattie interrompendo le terapie tradizionali e iniziando con cose tipo noccioline, yogurt avariato a seconda della fantasia del tizio che vi ha acciuffato. Ancora, il reale potere di questi loschi individui è quello di farci fondamentalmente paura e arricchirsi a nostre spese, perché come ho già detto nessuno che non sia medico può fare diagnosi [12], e nessuno che non sia esorcista può fare quello che fanno gli esorcisti, infine, nessun santone può comandare il diavolo. Se poi uno è ateo e non crede né a Dio né all’esistenza del diavolo, sicuramente è più difficile per un santone che usa la religione come arma adescarlo, ma per uno che cura malattie inesistenti sarà forse più facile, perché delle paure le abbiamo tutte e i santoni le capiscono, e subdolamente ci inducono a dirle loro: dal fidanzato che ci molla al marito che ci cornifica, per fare esempi comuni e track che ci danno il peperoncino, il sassolino. Il consiglio di tanti esorcisti del giorno d’oggi è quello di evitare i guru, sedute e cose non autorizzate dalla Chiesa o non riconosciute, perché non si riceve alcun bene, piuttosto di chiedere aiuto ai medici, ma anche agli esorcisti stessi o anche ad entrambi. Importante è non confondere i gruppi di preghiera laici o le associazioni riconosciute a livello parrocchiale, diocesano o anche proprio dalla Chiesa stessa con sette; Vivere il Medioevo si è già occupato in altre occasioni delle sette, in fondo trovate l’articolo.

La depenalizzazione del plagio (1981) ha fatto aumentare a dismisura i gruppi di santoni e sette che si servono dei meccanismi suddetti per fare seguaci. Questo è un grave problema della nostra legislazione che spero il governo attuale o quelli futuri decidano di rimettere, ovviamente ponendo le postille che impedirebbero ai furbi di approfittarne come succedeva negli anni precedenti alla cancellazione del reato.

Perché ho scritto questo articolo partendo dagli albori ad oggi?

Fondamentalmente credo nel diritto di libertà degli individui, inteso sia come libero arbitrio, sia come volontà dell’individuo di decidere in un modo o nell’altro, il plagio ha lo scopo di privare un individuo della sua volontà e della sua capacità di scegliere ed agire, questo per me è uno dei più gravi problemi che la psichiatria come scienza ha smesso di voler risolvere e studiare, anche per trovare magari quei punti che permettono di capire se una persona è plagiata oppure no, conosco purtroppo tante persone che tante volte si sono fatte fregare per una manciata anche solo di pochi euro e poi stavano male perché erano comunque state suggestionate; ancora ne avevo piene le scatole di sentire parlare per via dei media di santoni, sette e pensare a come la gente venga così facilmente adescata. Ho sentito storie agghiaccianti e così ho pensato di studiarmi la casistica su alcuni libri di criminologia dell’università, vorrei aiutare la gente a ragionare con la propria testa e non con quella degli altri; su internet invece sono entrata per caso nel sito di P. Amorth, ammetto che alcune cose che prima non sapevo per mia ignoranza e pensavo fossero solo superstizioni un po’ mi hanno spaventata, per gli esorcisti non lo sono. Inoltre P. Amorth parla e spiega in modo molto semplice, ma estremamente chiaro e rassicurante, e per questo in diverse occasioni anche in questo articolo l’ho citato, invitando la gente che legge questo articolo a visitare il suo sito, ho pensato “Ecco uno che dice come stanno davvero le cose”, anche lui invita ad evitare i maghi, parlando spesso in prima persona a volte come “noi esorcisti” e per questo spesso anche nell’articolo ho usato il termine “gli esorcisti dicono/sconsigliano, ecc”. L’argomento che tratta Padre Amorth è un argomento delicato e che se non si è preparati anche come catechismo, può fare paura e per questo spesso nei link consiglio di chiedere il consiglio (scusate la ripetizione) di un buon sacerdote, come ho detto sopra, all’inizio, oppure P. Amorth risponde alle domande su Radio Maria credo il secondo mercoledì di ogni mese, alle 18.00. Nel raccontare i fatti ho detto un po’ tutti i punti di vista, degli storici, dei medici e anche degli esorcisti; il mio obiettivo era fondamentalmente far vedere come nei casi che ho descritto da Gilles de Rais, Bathory ed Hitler il discorso dell’occulto, il ricercare santoni e quant’altro abbia azionato in vero delle macchine di morte e distruzione, nel piccolo quotidiano si può trasformare in una malattia di ossessione di chi ricorre ai santoni, si trasforma in una dipendenza che porta allo fascio le famiglie e nel dolore acuto i famigliari, in altri casi il plagio porta anche a forme di depressione che perfino gli psichiatri gettano la spugna e per me sbagliano. Inoltre sono stanca di sentir sempre giustificare per tv, dagli psichiatri, la pura e sadica cattiveria con la balla della malattia mentale, la psichiatria non può arrivare fin lì e basta, uno come Hitler, cari psichiatri, mi spiegate come ve lo spiegate tra voi in termini medici? La cattiveria avete una terapia, un farmaco che la possa curare? Perché se è così bisogna darsi una mossa e farne quantità industriali! Andate all’università sei anni per scaldare una sedia e rilasciare fogli con scarabocchi che chiamate scrittura? In prima persona posso solo dire di conoscere persone che hanno avuto a che fare con santoni, per mia fortuna certe cose non mi sono mai successe e sarebbe bello se non succedesse a nessuno. Finchè però la gente non smette di anche gli elefanti possono volare, ci saranno sempre santoni disposti al trucco da circo per dei soldi e soprattutto finchè la giustizia italiana non rimette il reato di plagio non ci sarà nessuno disposto a lottare, ma soprattutto per le vittime di plagio sarà una dura condanna anche da parte delle istituzioni.

Siti e altri link per chi cerca risposte sugli argomenti citati

  1. Dal sito di P. Amorthil pericolo di maghi e imbroglioni e il pericolo delle possessioni (se sai di essere una persona sensibile e suscettibile, prima di leggere argomenti che ti possono spaventare perché magari non li conosci e non li capisci, specie se sei minorenne, consulta anche un buon sacerdote che possa aiutarti a chiarire).
  2. Dal sito di P. Amorth – il pericolo dei tarocchi e della divinazione, non fatevi taroccare dagli imbroglioni.
  3. ICAA - Criminologia.org - Associazione Internazionale Analisi sulla Crimonologia – Se sei interessato all’argomento della denuncia delle sette e del plagio, se vuoi aiutare qualcuno ad uscire da una setta o dalle grinfie di una vecchia megera che vende giovinezza eterna o se semplicemente sei interessato agli argomenti, questo sito è il posto giusto.
  4. AIPPC - Sito Psichiatri e Psicologi cattolici - Un sito i cui membri si occupano della salute mentale delle persone, in questo sito potrai trovare eventi e articoli che trattano diversi argomenti, soprattutto puoi trovare aiuto se conosci qualcuno che è stato vittima di plagio, suggestione. In questa associazione i laici sono intesi nel significato di persone credenti cattoliche ma non consacrate (definizione di laico secondo la Chiesa Cattolica)
  5. Antiplagio.org – se sei stato vittima o conosci qualcuno vittima di plagio, questo sito può aiutarti.
  6. Video sul nazismo esoterico, I misteri del Nazismo – documentario di Rai 3 sui misteri del nazismo, in questo documentario viene intervistato P. Amorth. Video della durata di circa 2 ore, con video ed interviste, importante per studiosi di storia recente.
  7. I fioretti di San Francesco (in lingua volgare) – il miracolo della conversione del lupo di Gubbio
  8. Olokaustos.org – un documentario web sul nazismo ed i suoi orrori, documenti storici e informazioni. Utile per gli studenti che volessero documentarsi per ricerche scolastiche.
  9. Spezzone del tg1 – testimonianza shock sulla santona
  10. Mi manda Rai tre – tutta la puntata sulla santona di Brescia
    1. Note

    [1] Del casato di Gilles de Rais si sa veramente molto poco, di suo padre ancora meno e della madre praticamente nulla. Il personaggio chiave fu probabilmente il nonno materno che diede anche il titolo al nipote e così anche il cognome. Nel medioevo, non necessariamente il cognomen era quello paterno, piuttosto del pater familias o del capostipite di un casato. Il terzo tentativo di matrimonio di Gilles de Rais fu il solo che suo nonno riuscì a concludere dato che le prime due promesse erano morte prematuramente, ma dopo aver ereditato ed essersi dato ad una vita dissoluta e peccaminosa, la moglie di de Rais lo abbandonò insieme ai figli ed il casato continuò grazie a lei per qualche generazione, ma si estinse nel 1502.

    [2] Anche di lui non si sa nulla o quasi, quello che si sa del suo casato è che era molto antico, anche se di piccola nobiltà, tuttavia molto ricco. Ci furono fondamentalmente due dinastie di Craon, la seconda per un matrimonio di una –Craon del primo filo dinastico con Robert de Nevers nel XI secolo, da qui parte il secondo filo a cui appartiene Jean. Il capostipite della casata è un diretto vassallo di Carlo il Calvo, imperatore del Sacro Romano Impero e nipote di Carlo Magno per parte di padre. L’altro personaggio importante della famiglia è un altro Robert, detto già di Craon, che fu il secondo Gran Maestro dei Templari.

    [3] La parìa di Francia era un gruppo di grandi feudatari (pari di Francia), vassalli diretti della corona di Francia. In origine i pari erano dodici: sei ecclesiastici e sei laici. Essi avevano il privilegio di non poter essere giudicati che dalla corte dei pari. Avevano in controparte l'obbligo di un omaggio ligio al re di Francia. A partire dal 1180 furono associati alla cerimonia dell'incoronazione del Re, la consacrazione. Il loro ruolo divenne cerimoniale a partire dalla fine del XIII secolo. La parìa, che fu un ufficio della corona e non un titolo nobiliare, divenne per i re un mezzo per segnalare i più importanti nobili del regno. Tale tendenza subì un'accelerazione nel XVI secolo: il re creò pari dei semplici gentiluomini, innalzandoli al vertice della piramide dei titoli di Francia. Per essere pari era necessario essere titolari di un feudo, a cui era legata la parìa, e discendere dalla persona a cui per prima era stato attribuito l'ufficio.

    [4] In verità i castelli della zona e del dipartimento (Maine-et-Loire) di cui fa parte anche questo castello sono quattro e solo di due si conservano le immagini, il castello di Champtocé e quello di Angers. Quello di Champtocé è ridotto a rudere ormai con qualche torre circolare ancora in piedi e struttura ancora altomedievale, in passato questo castello aveva un’importanza strategica essendo non solo un punto doganale per usare termini odierni, ma era anche una zona militare strategica confinando con il ducato di Bretagna. Quello di Angers è invece ancora intero in buona parte, visitabile e annoverato tra i castelli della Loira. Probabilmente i castelli della zona doveva essere della famiglia di Gilles de Rais, ma solo quello proprio di Champtocé è quello che la storia ricorda come residenza dell’orco.

    [5] Come al giorno d’oggi i bambini scomparivano nel Medioevo, nelle epoche precedenti e successive e non c’erano programmi televisivi e mass media a cui appellarsi per trovare le persone scomparse, si poteva solo pregare che se c’era un colpevole Dio lo stanasse e lo punisse condannandolo alla dannazione eterna, cosa che accadde a Gilles de Rais.

    [6] Il suo vero nome era Perrine Martin mentre il servitore noto ai documenti come Poitu era in veroÉtienne Corrillau, ma anche di lui non si conosce nulla.

    [7] La bipolarità è un disturbo psichiatrico che deve essere diagnosticato da un medico psichiatra, ci sono varie teorie su questa patologia e comunque non spaventatevi o preoccupatevi di voi stessi se quando si è stressati si è anche facili all’irascibilità, in un periodo come questo di crisi è dura non avercela con qualcuno o con il mondo. Nel caso di Erzebet l’irascibilità era più forse anche un fatto caratteriale (come può essere anche in tanti individui), incentivato però in modo esponenziale da altri disturbi dovuti al continuo rimescolamento dello stesso DNA tra i suoi antenati, per matrimoni e rapporti tra consanguinei molto prossimi tra loro.

    [8] Probabilmente lo spunto fu preso da una delle più antiche trappole da castello medievale, la Transilvania di Erzebet era ancora in un buco spazio-tempo più vicino al medioevo che non alla società moderna ed al suo tempo.

    [9] Secondo Jean Markale, Riccardo che ispirava lealtà con esempio e non con il terrorismo, era la figura più idea per Chretien per creare il personaggio di Lancillotto, ma a causa del suo peccato nei confronti della regina non poteva avere accesso al Graal. In realtà Chretien faceva probabilmente riferimento ad un amore omossessuale che per il mondo medievale era un vero e proprio peccato, ma poteva essere anche un riferimento all’incesto inteso come un amore malato nei confronti della madre Eleonora-Ginevra che lo aveva eletto alla predilezione assoluta.

    [10] Anche se per televisione continuano a propinarci il termine “esoterico” come sinonimo di “magico”, di fatto il termine sta ad indicare “qualcosa per pochi”, come nella massoneria.

    [11] Nel video documentario viene citata la figura del lupo come carattere demoniaco, perché Hitler si faceva chiamare “herr-wölf”. In epoca medievale ma non solo il lupo era effettivamente considerato un simbolo del diavolo, cacciato però la sua pelliccia, come avviene anche oggi. Razionalmente, pensate però che il lupo oggi è solo un animale, ormai in estinzione purtroppo, i massacri li subisce come tutti gli animali da pelliccia e da cacciatori di frodo. Cosa più importante però, pensate che questo animale fu convertito simbolicamente da San Francesco d’Assisi, il lupo di Gubbio, un feroce lupo che terrorizzava gli abitanti e faceva stragi di pecore. Primo i lupi lo fanno per istinto in mancanza di prede più facili nel bosco, secondo potrebbe essere nel simbolismo cristiano una forma di esorcismo, anche se nel caso di San Francesco è più probabile vedere nell’ammansire il lupo, un invito alla conversione cristiana. Non dimentichiamo che il lupo è una figura usata molto nel bestiario medievale anche come simbolo di voracità, cattiveria, vista dissoluta basata sull’istinto, di non rinuncia al peccato. San Francesco invita “Frate lupo” a convertirsi, a non fare più del male. In fondo alla pagina trovate il link del testo trascritto in volgare, tratto dai Fioretti di San Francesco.

    [12] Reato di abuso della professione medica

     

    Fonti bibliografiche

    • Levi, P. (1956). Se questo è un uomo. Torino: Einaudi ed.,.
    • Wikipedia. (s.d.). Caterina de Medici, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_de'_Medici
    • Wikipedia. (s.d.). Champtocé sur Loire, FR. Tratto da http://fr.wikipedia.org/wiki/Château_de_Champtocé
    • Wikipedia. (s.d.). Chateau de Champtocé, FR. Tratto da http://fr.wikipedia.org/wiki/Château_de_Champtocé
    • Wikipedia. (s.d.). Craon family tree, ENG. Tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Craon_family
    • Wikipedia. (s.d.). Erzsébet Báthory, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Erzsébet_Báthory
    • Wikipedia. (s.d.). Gilles de Rais, FR. Tratto da http://fr.wikipedia.org/wiki/Gilles_de_Rais
    • Wikipedia. (s.d.). Gilles de Rais, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Gilles_de_Rais
    • Wikipedia. (s.d.). Gilles de Rais, ENG. Tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Gilles_de_Rais
    • Wikipedia. (s.d.). Giovanna d'Arco, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_d'Arco
    • Wikipedia. (s.d.). Hieronymus Bosch, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Hieronymus_Bosch
    • Wikipedia. (s.d.). Hitler, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Morte_di_Adolf_Hitler
    • Wikipedia. (s.d.). Paria di Francia, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Pari_di_Francia
    • Wikipedia. (s.d.). Robert de Craon, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_de_Craon
    mercoledì 8 febbraio 2012

    Il Tredicesimo Apostolo: un Dan Brown molto più soft che ad alcuni piace e ad altri no.

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    Eccoci di nuovo qui, cari viandanti, alla fine della serie tv che di recente ha sollevato non pochi ascolti ma anche tante perplessità e il divario di opinioni è nemmeno troppo accentuato, anzi, secondo alcuni questa serie tv sarebbe piaciuta alla Chiesa proprio per gli argomenti che tratta, specie la lotta contro le sette, il fanatismo, ma altri forse avranno arricciato il naso nel vedere una specie di ex-sant’uffizio coinvolto nei suoi più alti ranghi in profezie un po’ fuori dalla portata. Se qualcuno di voi avesse dei dubbi sul paranormale si vada a leggere un po’ questo articolo del Cicap, dove si parla più del libro da cui forse si ispira la fiction Articolo del Cicap sul Tredicesimo apostolo. Nella fiction la trama si svolge partendo dal personaggio protagonista, Gabriel (notare la scelta del nome che in ebraico significa “messaggero”) il quale è perseguitato, ossessionato da incubi, in realtà ricordi, della sua infanzia che però si fermano sempre quando lui e sua madre, in una notte di tempesta, scivolano dal tetto, cadono da più di dieci metri di altezza e la madre proteggendo il bambino muore, o almeno così crede Gabriel che però non vede mai cosa succede dopo e si sveglia sempre con sensazioni strane, macabre e il problema è che da sveglio ha il vuoto totale nella memoria.

    Gabriel è un padre gesuita, un insegnante di teologia e lavora sotto l’ala di suo zio, un monsignore che fa parte di un organo della Chiesa noto come Congregazione della Verità che nel film non è assolutamente una cosa segreta, non ne viene fatto accenno quindi non credete a quello che leggete quando si dice che è una congregazione segreta, se tutti lo sanno che segreto è? Gabriel viene spesso avvicinato da persone strane e misteriose, ma anche molto carismatiche come appunto Serventi che si comportano a volte marginalmente, a volte entrando direttamente nelle vicende come se lo conoscessero e volessero indirizzare ai propri scopi tutte le sue scelte. La Congregazione della Verità citata nella fiction non è esiste e probabilmente ad ispirare questo ufficio che si occupa di sette, santoni e fondamentalmente di combattere le menzogne contro la fede cristiana è nientemeno che la famosa ex Inquisizione, smembrata nel tempo ed oggi meglio conosciuta come Congregazione per la dottrina della fede, fa parte della Curia Romana e si occupa proprio anche di vigilare sull’orientamento della fede cristiana, di controllare che i movimenti religiosi nascenti rimangano sulla linea di condotta del cattolicesimo senza diventare sette. Gabriel è però anche un sacerdote, non solo un padre Gesuita e quindi ha fatto voto di castità, cosa però che non gli impedisce certo di provare dei sentimenti per la sua collega-amica Claudia, sentimenti che però cerca di controllare in virtù dell’impegno preso e dei voti, della sua stessa morale e fede. Un bacio ci scappa, il sentimenti sono ricambiati ma fino a che punto siano i veri sentimenti di Gabriel o se siano piuttosto ispirati dai personaggi che lo perseguitano la fiction non lo fa capire, tuttavia Gabriel decide di tenersi lontano dalle tentazione che se non lo perseguitano di giorno, lo torturano di notte. Gabriel infine nelle varie puntate agisce un po’ come investigatore del sovrannaturale, imbattendosi in casi spesso dall’apparenza misteriosi dove c’è forse lo zampino del diavolo e che poi però si rivelano fenomeni con una spiegazione, spiegazione certamente MOLTO TIRATA trattandosi di fenomeni fisicamente possibili, ma tanto rari che una spiegazione scientifica fa fatica a contrastare quella del sovrannaturale.

    Un esempio di episodio che lascia lo spettatore perplesso è quello della setta che all’inizio della puntata trucida un prete, sparito questo viene inviato Padre Isaia, uno specialista che si occupa di combattere sette, plagio e cose di questo genere, ma cade anche lui nella trama della setta e ne rimane plagiato e infine arriva Padre Gabriel che nota il carisma della donna che gli da il benvenuto senza però farsi influenzare. Nella ricerca di Isaia Gabriel non ha pochi ostacoli, poi si imbatte in un bambino tenuto isolato da tutti gli altri, segregato e forse anche gravemente malato il quale lo guida a dove si trova Isaia. Ritrovato Isaia, Gabriel capisce che il collega è rimasto vittima della setta anche se lo stesso nega, dicendo di aver visto in quel bambino una specie di nuovo Messia, forse il Messia stesso in panni di bambino. Questo bambino che tutti adorano nella setta ha però uno strano potere persuasivo che si rivela micidiale quando un traditore della setta tenta di fargli del male, a dire il vero il potere di imporre il proprio volere non è il solo (c’è una scena molto cruenta dove il bambino guarda il traditore e questo si taglia la gola), legge anche nel pensiero e non si capisce mai bene, nemmeno nell’ultimo episodio, da che parte stia davvero, il Bene o il Male. L’episodio descritto si conclude con un punto interrogativo che non lascia risposte ai poteri del bambino, anche se i medici ai quali il bambino viene portato rivela una massa tumorale al cervello, mentre la donna guru della setta si toglie la vita lanciandosi da un precipizio e la setta è come se sparisse nel nulla. Nell’episodio pilota, invece, si inizia con bambini gemelli che levitano, un episodio possibile che gli esorcisti considerano essere o i sintomi della possessione demoniaca o un evento divino, cose non certo facili da discernere che certo noi non vogliamo fare e che Gabriel deve indagare, insieme alla psicologa che segue la famiglia. I due protagonisti si trovano per caso a dover affrontare una situazione dall’apparenza inspiegabile. I due bambini levitano, ma quando Claudia decide di dormire con loro tenendoli per mano per vedere se il fenomeno si ripete collegando anche lei, non succede niente. All’alba Claudia cade inspiegabilmente in shock anafilattico ed è allora che Gabriel la salva, non rendendosi però conto di essere lui ad aver avuto il potere di riportarla indietro, visto che lei stava morendo. In ospedale Claudia si accorge che la flebo a cui è attaccata contiene sangue, dovuto al fatto che il rubinetto era molto chiuso e ricorda come il medico che l’ha visitata le avesse diagnosticato un’allergia al ferro. Il sangue contiene ferro e probabilmente la levitazione è un effetto dell’interazione tra l’eccessivo ferro nel sangue dei bambini ed il campo magnetico della loro casa. Alle stesse conclusioni arriva Gabriel per mezzo però del fenomeno delle api che avevano circondato la casa, gli insetti e gli uccelli sfruttano molto il campo magnetico terrestre e se questo subisce delle variazioni allora questi animali perdono l’orientamento. Una prova con magneti che rimangono attaccati alle mani dei bimbi, come un gioco che Gabriel propone loro, risolve il mistero: i bambini hanno una malattia che provoca anche necrosi. Il fenomeno della levitazione magnetica, i problemi economici, insieme al carattere rude e arido del marito avevano portato la donna a credere in modo ossessivo che sui trattasse della volontà di Dio, infatti lei subito è restia a portare i bambini in ospedale, quando il marito si oppone al fanatismo della donna e decidono di andarsene e curare i loro figli. Nell’episodio pilota compare per la prima volta anche Serventi che fungerà da osservatore e protagonista secondario fino agli ultimi episodi in cui la sua presenza diventa importante per capire la trama della storia di Gabriel.

     

    Ma qual è la storia di Gabriel?

    Dopo l’incidente in cui lui crede che sia morta sua madre, Gabriel ha perso la memoria, i ricordi però lo perseguitano in sogno, il suo potere di riportare in vita si risveglia quando si imbatte nel caso dei bambini che levitano, e salva la vita a Claudia. Inoltre ci sono delle persone che lo osservano e lo controllano e lo incontrano a volte interferendo contro di lui ed il suo lavoro. Il peggio è che quelle stesse persone sono i suoi genitori, cioè il monsignore che si è sempre fatto credere suo zio e la madre che non è morta, ma che Gabriel aveva riportato in vita. L’incidente era avvenuto in seguito alla scoperta della relazione della madre, da parte di Gabriel bambino, con lo zio. Non trattasi di incesto, ma di adulterio in cui è coinvolto un alto membro ecclesiastico che poi è il padre di Gabriel, padre naturale. Gabriel in realtà però non è solo quello che sembra, tutta la sua storia sarebbe frutto di una profezia cioè lui sarebbe colui che, figlio di una donna e di un uomo di chiesa, avrebbe rovesciato la Chiesa da suo interno. La profezia viene raccontata a passi nella trama della fiction per essere rivelata alla fine ed è mascherata dalle versione del Candelaio di Giordano Bruno. Nella fiction infatti si parla appunto di una versione della commedia eretica di Giordano Bruno che sarebbe in vero un antivangelo ma che però è andata perduta, l’unica copia esistente giunge nelle mani di Gabriel che la scopre dentro ad una statua di gesso. Leggere le prime frasi del libro gli fa tornare la memoria e capisce subito tutti i collegamenti con i membri dell’organizzazione che lo cercano per far si che pur rimanendo nella Chiesa lui la stravolga ripetendo la profezia. Una volta scoperti però i membri di questa organizzazione si volatilizzano e scompaiono lasciando sole, o meglio lasciandole a Gabriel, tutte le persone che avevano capacità strane e di cui Gabriel aveva seguito i casi. Il finale è aperto perchè intravede la possibilità di un sequel in cui la setta che lo cerca e in cui c’è sua madre forse tornerà. Gabriel, pur riconoscendo di amare Claudia decide di rimanere nella Chiesa e continuare a lottare contro l’organizzazione che gli ha rovinato la vita e l’infanzia e soprattutto per continuare il suo lavoro alla difesa della verità della fede cristiana.

     

    Esiste davvero un antivangelo di Giordano Bruno?

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    Ora, io non sono un prete né un massone per dire se c’è un testo particolare noto con questo nome, ma il termine e quindi il significato stesso della parola designano un oggetto avente contenuto e scopo opposti al vangelo cristiano, per questo motivo ogni cosa che va contro il vangelo è considerabile come un antivangelo, quanto in particolare al testo di Giordano Bruno, il Candelaio, non è la sola opera di Giordano Bruno ad essere messa in discussione essendo stato considerato ai suoi tempi un eretico e fu bruciato al rogo. Il testo del Candelaio è in italiano, ha una complessità di linguaggio non indifferente, composto da un insieme di latino, di toscano e di napoletano. Nella commedia si rappresenta un mondo assurdo, violento e corrotto, rappresentato con amara comicità, dove gli eventi si succedono in una trasformazione continua. La storia scorre su tre storie parallele dove fondamentalmente si concentrano la lussuria, il potere, l’inganno e si pratica tutto ciò che va contro agli insegnamenti del vangelo. Durante il processo Giordano tacque e mentì ai suoi giudici ed agli inquisitori confidando che essi non potevano certo essere a conoscenza di tutto quanto egli avesse fatto e scritto, e giustifica le differenze fra le concezioni da lui espresse e i dogmi cattolici con il fatto che un filosofo, ragionando secondo «il lume naturale», può giungere a conclusioni discordanti con le materie di fede, senza dover per questo essere considerato un eretico. A ogni buon conto, dopo aver chiesto perdono per gli «errori» commessi, si dichiarò disposto a ritrattare quanto si trovi in contrasto con la dottrina della Chiesa.

    La sua ritrattazione non lo salvò, fu estradato a Roma dal senato veneziano e le accuse a lui imputate nel frattempo aumentarono. Fu bruciato al rogo il 17 febbraio 1600 dopo aver pronunciato la storica frase

    «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam»

    («Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla»).

    Filosofo, scrittore e forse anche addetto ai culti esoterici Giordano Bruno non piaceva a nessuno, tranne forse che sè stesso, fu scomunicato perfino dai luterani, tradito da un suo discepolo e condannato a morte per le sue eresie. Tra le cose che sosteneva Giordano Bruno vi erano anche concezioni di astronomia che per il suo tempo erano già fonte di screzio tra scienza e Chiesa, ma dire che la terra non è ferma fu la minore delle sue eresie, così come la teoria dei molti mondi, oggi un rompicapo ed una teoria della meccanica quantistica ancora considerabile come una teoria fantascientifica più che scientifica, ma quello che a Bruno non fu perdonato furono le sue eresie sull’anima, sulla concezione di peccato e sulla natura e furono probabilmente questi gli argomenti che lo condannarono a morte perchè quanto egli sosteneva era irreligioso. Perfino gli illuministi nel Settecento rivalutarono alcune cose di Bruno, ma nessuno di loro, per quanto uomini di lume, ragione e anche fede, gli perdonarono la sua irreligiosità ed il suo ateismo. 

     

    E il paranormale dove lo mettiamo? L’abisso tra scienza e fede è insuperabile? No, bisogna però smetterla di nasconderci dietro al termine Laico.

    Prima di cominciare voglio precisare il significato del termine laico, poiché nel corso dei secoli ha assunto svariati significati. Il termine viene dal greco λαϊκός (laikós, "uno del popolo"), dalla radice λαός (laós, "popolo") ed è una parola adottata nel Medioevo per indicare il "volgo" ossia il popolo, che al contrario dei Chierici erano delle persone che non sapevano né leggere né scrivere e né sapevano parlare il latino classico. Per la Chiesa Cattolica il laico un credente che non ha però funzioni ecclesiastiche, non appartenente allo stato ecclesiastico (contrapposto a chierico), quindi non è un prete, una suora o un frate, il laico è quindi un credente non consacrato. Il termine "laico" nell'accezione moderna del termine ha significato di "aconfessionale", ossia di slegato da qualsiasi autorità confessionale, ecclesiastica (o non ecclesiastica), e quindi da qualsiasi confessione religiosa (o non religiosa). Negli ultimi anni il termine "laico" viene invece utilizzato in maniera impropria per indicare un generico agnostico o ateo. Tale uso è semanticamente scorretto, in quanto laico ha significato di svincolo dall'autorità confessionale, ma non inficia (cioè compromette o vanifica) la pratica di una particolare credenza religiosa: per cui si possono distinguere "laici credenti" da "laici non credenti". Nel linguaggio politico il laico è chi propende per una netta separazione della vita delle istituzioni dall'influenza delle confessioni religiose, ossia per indicare chi si ispira ai valori della laicità. Per estensione laico è anche chi desidera una minore influenza delle confessioni religiose nella società. Laico è anche una persona priva di pregiudizi. Ragionare laicamente è una espressione usata per indicare un ragionamento che non parte da presupposti aprioristici e non sfocia in prese di posizione immodificabili. Il termine laico viene usato nel contesto di professioni specializzate per riferirsi a chi non pratica la stessa professione. In questo paragrafo, userò il termine “laico” col significato di aconfessionale, di chi non riconosce nessuna confessione o autorità religiosa nelle proprie azioni, idee o professione.

     

    Nella serie tv vengono sempre messi in discussione fenomeni che hanno del paranormale e che spesso si spiegano poi alla fine con una spiegazione scientifica, è la mente della psicologa che crede nelle potenzialità della mente umana contro la mente del religioso che conosce anche quello che la scienza non sa ancora spiegare, non che non vuole. Scienza e religione sono sempre stati visti come due antitetici, ma se ci pensiamo a modo forse insieme ce la possono fare per un futuro migliore. La scienza direbbe “solo perchè alcune cose non si riescono a spiegare non significa che non ci sia una spiegazione scientifica”, ma è anche vero che ci sono delle cose che la scienza per sua stessa ammissione non sa e quindi non può spiegare e tra le cose che più dividono ci sono i miracoli, se per esempio un tumore scompare all’improvviso quando quella persona che l’aveva era ad un passo dalla morte come spiega la scienza, in termini di chimica, biologia e fisiologia come quel tumore è sparito? Le grazie e gli ex voto come li spieghiamo? Una spiegazione c’è, ma la scienza non la può dimostrare in un laboratorio. Potranno pensare che la lotta della persona malata è stata tanto feroce e dolorosa che alla fine questo ha comportato una guarigione immediata, traducibile come una serie di reazioni chimiche che nel giro di 24 ore e anche meno hanno tolto ogni tumore dal corpo.  Adesso ci si è messi, questa è una critica che devo veramente fare, a seguire una moda che spesso a mio parere comporta la violazione di quella che sarebbe l’etica e questa moda è la laicità. Cosa vuol dire essere laico? Uno stato è laico, un politico è laico, anche i medici e gli psicologi a volte sono laici, inteso come detto sopra, come chi pensa e decide, in questo caso nella propria professione, indipendentemente da quella che è la religione o confessione cristiana e quindi anche la moralità cristiana. Un laico ha una concezione speciale del bene e del male? Un laico forse temo che tante volte si dimentica di cosa siano il bene ed il male, spesso tende a tagliare fuori dal repertorio delle risposte tutto quello che riguarda il divino e quanto il divino rappresenta e comporta. La psicologa della serie televisiva crede così tanto nelle potenzialità della mente che poco manca che dopo aver tagliato fuori il divino, va a cercare la soluzione alla Dr. House. Gabriel allora la invita ad essere più obiettiva seguendo però non solo quello che dicono i libri, ma anche ascoltando sè stessi ed accendo anche l’idea che possono succedere cose che sui libri e nei laboratori non si spiegano. In un episodio della serie una ragazza ha il potere di dare fuoco alle cose, trattasi di pirocinesi e incendia tra le varie cose anche un enorme crocifisso in chiesa, tutti le danno della satanista, dell’indemoniata ma Gabriel vuole capire meglio e con l’aiuto di Claudia arrivano a scoprire che la ragazza non è solo vittima della guerra nei paesi dell’est, ma ha nell’occhio una scheggia di materiale radioattivo che in particolari condizioni dava vita a degli incendi su oggetti focalizzati dalla ragazza. La nostra cornea funziona come una lente di ingrandimento in un certo senso, permettendoci di mettere le cose a fuoco. Se qualcuno di voi da bambino ha fatto il giochino di Archimede per incendiare le navi nemiche, allora sa che se si prende una lente ed un foglio di carta e si posiziona la lente in modo tale che il sole diventi un punto bianco sul foglio questo può prendere fuoco. SCONSIGLIO CALDAMENTE DI PROVARCI, da bambina mi è successo mentre facevo lo stesso gioco stupido, il foglio ha preso fuoco e ho preso una paura boia! Nel telefilm si cercava di spiegare così il fatto che la ragazza in particolari condizioni emotive, in fisiologia si parla di stress cellulare, interagisse in un qualche modo con il frammento radioattivo presente nella cornea e questa agisse come lente dando fuoco a quanto aveva davanti. Padre Isaia è però convinto che si tratti solo di una teoria e che in realtà quello che la ragazza ha nell’occhio sia un marchio del diavolo e che quindi sia posseduta. La ragazza viene operata e torna a casa, incontra un ragazzo in un bar, i due vanno a casa e hanno un rapporto e sul più bello lei lo incendia. Anche in questo caso una spiegazione scientifica ci sarebbe, ma è un evento così raro che ancora una volta la scienza strascica perchè nessuno è mai riuscito a dimostrare i processi di pirocinesi e autocombustione, come se già non bastasse ci sono tutte le altre cinesi come la telecinesi che rimangono situazioni limite della scienza, spesso negate e definite impossibili dalla scienza stessa secondo la quale vada per le potenzialità della mente umana, ma non per imporre il proprio volere muovendo fisicamente altre persone per fare ciò che si vuole come fa Serventi nella serie tv. Che la psiche umana, la mente abbia delle potenzialità e che queste possa influire sull’organismo è assodato ed oggetto di studio come nel caso di momenti particolarmente difficili, di dolore che si traducono sempre in stress cellulare con tutto quello che questo può comportare, ma da qui a dire che si può costringere una persona a volare fuori dalla finestra, a tagliarsi le vene e altro con il potere della mente o perfino a guarire le malattie la scienza proprio dice “siamo fuori”. Nel clero invece, specie per gli esorcisti, le spiegazioni ci sono e spesso la risposta non è positiva, nel senso che è assodato che a volte esistano delle persone che hanno dei doni particolari, controllabili mentalmente, ma questi doni non sono certo a livello di pirocinesi, al massimo segnare le storte anche se perfino in questi casi Padre Amorth (di cui vi consiglio caldamente di leggere i siti, in caso di dubbi, bisogno di risposte, lui lavora a contatto con medici e psichiatri per aiutare le persone) sostiene di fare attenzione; chi millanta doni dall’apparenza semidivini e magari chiede qualcosa in cambio è da tener lontano, nel sito di P. Amorth inoltre trovate vari casi oltre a tutte le spiegazioni spesso più scientifiche di quanto ci si potrebbe aspettare. Le maledizioni per esempio, come quelle delle favole dove c’è la strega cattiva che vuole dividere gli innamorati, sono un elemento che fin dal medioevo fa parte della cultura popolare, specie della superstizione popolare; ma bisogna vedere cosa si intende per maledizione, perché se secondo gli esorcisti i malefici da leggenda non sono da leggenda ed esistono davvero, secondo la scienza è tutta suggestione e quindi una maledizione agisce nella misura in cui un individuo ci crede; le persone si comportano secondo la loro volontà in funzione di quello che anche loro chiamano libero arbitrio; questo è infatti uno dei principali problemi che spesso si ha nei confronti di chi è entrato o uscito da una setta: le cose che ha fatto le ha fatte perché lo voleva lui o è stato indotto? Purtroppo in Italia il reato di plagio e manipolazione mentale è stato depenalizzato al punto da potersi definire cancellato, un male a mio dire e che viene riproposto anche nella serie tv; anche qui è consigliabile leggersi quanto dice P. Amorth, che spiega le cose in modo chiarissimo; secondo gli esorcisti la propria volontà può essere imposta ad un altro individuo per fare del male o tramite plagio (come avviene nelle sette sataniche) o tramite culti esoterici a sfondo satanico per cui si può incorrere nella possessione; secondo la scienza invece oltre ad essere difficile da dimostrare il plagio funziona unilateralmente  nella prima fase quando un individuo carismatico trova il suo capro espiatorio da sacrificare alla propria soddisfazione personale; e bilateralmente quando la vittima di turno si affida ciecamente in anima e corpo al suo aguzzino e il problema sta proprio qui: come fare per capire e dimostrare che un individuo è plagiato, cioè che non è più la sua volontà ma quella di un altro a farlo agire? L’argomento maledizione e plagio è trattato in vero più di una volta nella fiction, anche nel secondo episodio si vedono ragazze seguire il destino del loro ritratto, emolacria (sangue nelle lacrime), impiccagione, annegamento, ecc e le ragazze coinvolte nella storia spesso si radunavano in gruppo con meccanismi psicologici simili al plagio dove una leader ha potere su tutte verso tutti.

    La depenalizzazione del reato di plagio e in un certo senso la sua cancellazione ha permesso a tanti guru di mettere su le loro industrie della superstizione, soldi a palate per la salvezza di un’anima in pena e spesso le sette religiose che si distaccano dalla dottrina ufficiale tendono all’estremismo ed al fanatismo, anche senza l’aspetto economico; in questi casi i guru non agiscono a scopo di lucro, ma per arricchire la propria incontinente esigenza di sentirsi onnipotenti, come Dio. La gente allora si chiede perchè queste persone fanno così? Gli esorcisti rispondono che sono azioni suggerite dal diavolo, la scienza risponde dicendo che sono i problemi psichiatrici anche se ormai siamo in un mondo dove la psichiatria non può risolvere sempre il perchè del male, della crudeltà e della cattiveria con la diagnosi del problema psichiatrico solo per rimanere laica. Una volta sentii dire in tv uno psicologo come la psicologia interpretava la cattiveria: bisogno di autosoddisfazione. Una risposta così è ASSURDA, non può essere solo una patologia psichiatrica la parafilia del sadismo che sarebbe scientificamente la più azzeccata; non può essere una devianza della mente, non si può spiegare solo con la scienza, specie quando la cattiveria si ripercuote su bambini e donne e mi riferisco ai macabri episodi che di recente le cronache fanno in riferimento agli asili. Certo i media calcano tanto la mano sui dettagli che sanno provocare una determinata risposta della mentalità della gente: le mamme non portano più i figli all’asilo, stanno a casa da lavorare, ci si chiude al mondo. Signori, siamo nell’era del plagio sociale, infatti da un po’ ho smesso di ascoltare i telegiornali, viene l’ansia solo a pensarci. Meglio un bel telefilm, non beutiful, anche lì vien l’ansia pensare al potere diabolico di Brooke, come riesca a sedurre non lo so, non voglio saperlo, anche una strega del medioevo come quella di Michelet si sarebbe scandalizzata. Non ho fatto questa spiritosaggine a caso, la figura della donna che seduce, sia l’uomo destinatario di tale azione un uomo normale o un uomo di chiesa è un altro argomento di quelli affrontati nella serie tv e che richiama all’attenzione dello spettatore l’antico mito della donna seduttrice come strumento del male e che richiama anche il mito del femminino. Claudia che nella serie tv è sempre più coinvolta per via dei suoi sentimenti verso Gabriel è vista dagli altri membri della Congregazione come uno strumento che devierebbe la vocazione dello stesso Gabriel, il quale però non sente la propria vocazione in crisi e quindi in discussione, nonostante il bacio.

     

    Conclusioni

    Forse questa fiction piace alla Chiesa, secondo alcuni, perchè propone temi sui quali scienza e religione non solo devono lavorare a stretto contatto per risolvere i casi, ma spesso l’una ha bisogno dell’altra per trovare anche una sola risposta che possa giustificare gli eventi. Ad altri invece la serie tv non piace perché sarebbe una salsa alla Dan Brown solo più soft dove i complotti li fanno ancora una volta in Chiesa, in funzione di profezie assurde e in nome di principi che sinceramente non si capiscono bene, anche se sullo sfondo la profezia che fa da ruota dentata del meccanismo della trama è la profezia secondo cui il tredicesimo apostolo sarebbe una specie di prescelto da Cristo per cambiare la Chiesa dal suo interno; tema della stessa natura, anche se in chiave opposta a quello di Angel e Demoni di Dan Brown in cui il figlioccio del papa sarebbe disposto a tutti i costi, dietro al fantasma di un antica organizzazione segreta che vuole impedire il progresso scientifico. La Chiesa di fatto non si è mai opposta al progresso scientifico e se si è pronunciata, obiettivamente, in alcune questioni come la clonazione umana, partendo da cellule staminali, lo ha fatto nell’interesse del più debole, cioè il feto che sarebbe nato in provetta considerato dalla fede cristiana un individuo a tutti gli effetti e quindi con un’anima. Sinceramente credo, da quanto so per via dei miei studi universitari, che le cellule staminali o quelle totipotenti possono essere ricavate anche dalle placente e dai cordoni ombelicali, che le madri dopo il parto possono decidere (purtroppo a pagamento) di destinare alla ricerca. Sarebbe preferibile che questi “scarti” preziosi del parto fossero automaticamente spediti alla ricerca per cercare di curare malattie genetiche e di altra natura, tuttavia i centri specializzati sono pochi e i costi esorbitanti e pochi i privati disposti a firmare un assegno. Le cellule staminali possono essere ricavate anche diversamente dalla tortura ad un embrione, il fatto è che forse a volte c’è più voglia di giocare a fare Dio che a cercare davvero una soluzione, e questo va contro l’etica in generale. Il voto conclusivo a questa fiction è un 6,5 per me, non per i contenuti che sono certamente interessanti, per la il finale che oltre ad essere aperto contiene una morale che mi piace davvero poco, cioè che il male la passa sempre liscia perchè di fatto la setta è scomparsa.

     

    Bibliografia

      • Laico – Wikipedia, IT

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