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La letteratura “volgare” e la letteratura “cortese”

Nella prima età feudale, le invasioni avevano contribuito, tra gli altri cambiamenti, alla scomparsa del latino che fu rimpiazzato dalle lingue locali, dette “volgari”, perché parlate appunto dal popolo e quindi da un pubblico laico. Il latino era diventato presto una lingua marginale, monopolizzata poi dal Clero e dai giuristi. Le lingue volgari rimasero fino alla seconda età feudale solo nel linguaggio parlato, si cominciano a vedere le primissime forme di scritti in volgare solo nell’XI secolo. Erano scritte da laici e rivolte ad un pubblico laico inizialmente di bassa casta. Prima di essere scritte le storie venivano cantate o tramandate oralmente dai trovatori, solo successivamente compaiono le prime forme scritte, i cosiddetti romanzi e il primato in campo letterario spetta alla Francia, perché proprio qui si hanno le primissime fonti scritte in lingua volgare. La letteratura volgare subì un forte sviluppo in parallelo alla nascita della cavalleria. In seno alla letteratura volgare nacquero il famoso romanzo cavalleresco o chanson de geste e il romanzo cortese. Il primo aveva come protagonista sempre un cavaliere, fedelissimo al suo signore, in cerca di qualcosa (si diffonde in questo periodo anche il ciclo arturiano e la cerca del Graal); il secondo aveva come oggetto quasi sempre un triangolo amoroso che coinvolgeva una coppia di nobili di alta casta e un cavaliere, vassallo del signore, che amava la sua donna e avrebbe fatto qualunque cosa per lei. Il romanzo cortese è in sostanza una vera e propria ipocrisia dove il cavaliere – figura eccelsa della società medievale – sta sotto alla donna – elevata in tutti i sensi sopra l’uomo, ma nella realtà dei fatti era esattamente il contrario perché nonostante nel Medioevo le donne avessero acquisito un po’ più di autonomia, restavano sempre sottomesse ad un’autorità famigliare. La maggior parte di opere sono tutte in lingua romanza o francese, tra gli autori si ricordano in particolare - Chretièn de Troyes, uno dei maggiori autori di romanzi cortesi come Guglielmo d’Inghilterra, le Chevaliere de la carrette, Tristan et Isolde - Gottfried von Strasburg, altro autore di cui ci è pervenuta un’altra versione di Tristano e Isotta - Maria di Francia, autrice di diversi componimenti, i lais - Bertran de Born - Artnau Daniel - Bernart de Ventadorn - Autori vari che dal XI al XIII secolo hanno scritto dei componimenti sulle crociate, raccolte poi in un’unica opera “canzoni di crociata” L’amor cortese si diffonde come una moda soprattutto in Francia e Inghilterra, ma parallelamente in Italia, nasce un nuovo genere, chiamato Stilnovo, cui principali esponenti furono Dante Alighieri e Francesco Petrarca. Il primo, Dante, è ritenuto il creatore della lingua italiana e della poesia “allegorica” cioè una poesia composta di simboli, il secondo, Francesco Petrarca, lo fu relativamente perché le sue opere si addicono di più all’umanesimo che allo Stilnovo; inoltre le sue poesie crearono un modello di poesia e tale modello fu seguito fino al XIX secolo, perché conteneva le regole per scrivere poesia. Tra gli altri autori della letteratura medievale italiana si ricorda il Boccaccio, autore del “Decameron”, caratteristico per la molteplicità nella struttura e nel linguaggio. I tre autori citati nelle proprie opere avevano in comune quella sfumatura di amor cortese perché i primi due più volte hanno scritto poesie dedicate alla donna amata; il terzo, in più novelle ha raccontato storie tipiche dell’amor cortese, come Federigo degli Alberghi.

2 Commentarium:

Anonimo ha detto...

Grazie, è molto chiaro e mi è stato molto d'aiuto (:

Anonimo ha detto...

grazie anche a me

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