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Nascono le corporazioni e le prime società

In Italia le “arti” nacquero agli inizi del XII secolo e si diffusero soprattutto nei comuni dell’Italia centrale e settentrionale, in particolare a Firenze. Divise in “arti maggiori” (mercanti, banchieri) e “arti minori” (artigiani e commercianti), influirono profondamente sull’organizzazione economica e politica delle città, Generalmente, i membri di un’arte erano divisi in tre classi: - Maestri, possedevano le materie prime e gli attrezzi e vendevano le merci prodotte nella propria bottega - Apprendisti à - Garzoni à vivevano nella casa del maestro; in genere non ricevevano altro compenso che il mantenimento. La corporazione promuoveva l'interesse dei propri membri soprattutto in due modi: - proteggendoli dalla concorrenza di altre città, monopolizzando il commercio - proteggendoli da quella dei professionisti della stessa città non appartenenti alla corporazione, stabilendo orari uniformi per tutte le botteghe che producevano gli stessi manufatti e paghe uguali per i lavoratori che svolgevano la stessa attività. Per evitare il formarsi di posizioni dominanti, la corporazione stabilì quante persone dovessero lavorare in una bottega, il numero degli attrezzi da utilizzare, i prezzi di vendita. La corporazione controllava il rispetto dei propri statuti con un'attenta e continua supervisione delle botteghe. Era bandito qualsiasi miglioramento tecnico in grado di permettere a una bottega di produrre più di un'altra. Le arti maggiori assunsero una posizione dominante, mentre restarono confinate le arti minori. Le corporazioni furono un'importante forza nella vita politica europea dal XII al XIV secolo. Quasi ovunque in Italia l'ingresso delle arti nei governi comunali fu lo sbocco obbligato della lotta tra nobiltà e ceti urbani emergenti. Per cercare di indebolirle, alcuni Comuni le privarono di molti privilegi, compreso il diritto di controllare le attività produttive. Nel XIV secolo, tuttavia, le corporazioni cominciarono a competere con le élite aristocratiche o mercantili delle città per il potere e, in alcune città, riuscirono gradualmente a ottenere il governo comunale. Le corporazioni nel Novecento Questo organo che nel rinascimento era quasi scomparso, finì per essere ripristinato nel primo dopoguerra, in Italia dal fascismo, quando la dittatura aveva ormai raggiunto l’apice del potere. Con la reintroduzione delle corporazioni, il Regime fascista tolse dalla scena sociale i sindacati e in questo modo non c’era più, proprio come nel Medioevo, una rappresentanza per i lavoratori. Parallelamente cominciano a nascere le prime società, dette in accomandita. Le due tipologie di soci erano: - accomandanti (quelli che erano limitatamente responsabili per la parte conferita) rappresentati più delle volte o dai ricchi mercanti o dalla nobiltà; - accomandatari (quelli che rispondevano pienamente e personalmente) rappresentati il più delle volte dalle categorie di artigiani e commercianti. Tra l’altro nel Medioevo vennero attuate diverse innovazioni che diedero miglior impulso all’economia e anche alla vita quotidiana. Nel Basso Medioevo vi fu la diffusione del mulino ad acqua che permise oltre al macinato, anche la follatura della lana, vennero applicati anche alla fabbricazione della carta e per la prima volta alla spremitura delle olive, nella lavorazione dei metalli e verso la fine del Medioevo, per la lavorazione della seta.

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