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Perché un sito di storia medievale si mette contro la violenza sulle donne? Perché la violenza è un male, una piaga della storia e va schiacciata. Non dite che siamo tornati al Medioevo quando ci siamo ancora oggi

Credo che il fatto che un sito di storia intraprenda un’iniziativa, anche solo un sondaggio come il mio contro questo fenomeno, sia una cosa positiva. Ho voluto realizzarlo perché voglio dare la possibilità alla gente di dire quello che pensa davvero e soprattutto di vedere quanto ne sa di un periodo che richiama sempre nelle proprie frasi “siamo tornati al medioevo, tutta questa violenza”. Se ci siamo tornati, in realtà è perché non ne siamo mai venuti fuori e le cose vanno peggiorando perché nessuno sembra volersi muovere.

C’è paura, c’è diffidenza nei confronti del mondo, ma soprattutto c’è tanta indifferenza. Non possiamo lamentarci del male che subiamo se noi per primi vi siamo indifferenti. Sono certa che se la dignità si dovesse comprare la gente ci starebbe più attenta ai fenomeni di violenza e non regnerebbe l’indifferenza. Visto però che purtroppo la dignità e la vita non si comprano al mercato per due soldi ma si acquistano quando si nasce e visto che la dignità si mantiene anche da morti penso che bisognerebbe cominciare a dire basta, proprio perché nessuno ce la viene a regalare. E’ solo dal passato che possiamo imparare, chi non conosce il passato può prendere un libro di storia e cominciare a studiare, non è ben accetta l’ignoranza anche se nel nostro mondo è sempre festeggiata come la benvenuta, quasi attesa. Conoscere il passato serve per il presente e soprattutto per il nostro futuro. La violenza partorisce solo altra violenza, non solo ma la indurisce, la peggiora, la rinforza. Ci preoccupiamo tanto del 2012 e delle profezie sulla fine del mondo e intanto la violenza dilaga, tanto che è entrata nelle case e nei letti, non ci stupiremo quando scenderà anche dai camini e quando uscirà da sotto lo zerbino.

L’indifferenza è la madre del Male, più la gente sarà indifferente e più ce ne sarà per tutti e tocca a tutti, la violenza non guarda in faccia nessuno. Pensate che lasciare scaturire la violenza adesso serva a sfogarla tutta perché una profezia ha detto che tanto nel 2012 finirà, ci sarà un periodo di pace? L’indifferenza del padrone fa ricco il ladro! La violenza non è stata predetta e quindi non è lasciandola andare che un destino armato di buonismo la farà cessare perché una profezia lo aveva stabilito, quando ancora l’uomo cacciava con le lance e gli archi.

Quando e perché è nata la mia battaglia contro questo tipo di violenza?

Non c’è un momento della mia vita nè un evento da cui sia scaturito questo odio e questa battaglia contro il fenomeno della violenza. Sono sola nella mia battaglia come donna, esattamente come lo è ogni donna al mondo contro il fenomeno della violenza. Penso che a questo mondo ci sia troppa ipocrisia sulle donne, penso che ci siano troppi controsensi e che sia ora di mettere chiarezza. C’è ancora troppo superstizione, c’è troppa paura a reagire. Io credo che non sia solo un problema di paura piuttosto è la noia. Forse ho cominciato questa guerra quando ho cominciato ad avere un’idea “neutrale” di quello che significa essere una donna.

Essere donna significa prima di tutto essere una persona, una persona che chiede rispetto e ne da per prima, ma si vede discriminata, messa in un angolo, non rispettata da quello che sembra essere il nemico numero uno: il maschio. Io per quanto possa “abbaiare” contro i maschi, ho detto più di una volta che non sono una femminista di quelle sfegatate e che so perfettamente che non ci sono solo uomini contro le donne ma anche donne contro le donne e la frase “contro la violenza sulle donne” non significa “contro la violenza sulle donne da parte degli uomini”, è una frase che include tutti coloro che fanno violenza su una donna, anche le donne.

Penso che i telegiornali ne parlino anche se usano parole diverse, ma la sostanza non cambia. Però la gente continua ad essere totalmente indifferente e io credo che questo sia sbagliato. I risultati del primo sondaggio, “Un click contro la violenza”, hanno dato dei risultati impressionanti e contradditori: la gente vede indifferenza ma al contempo ha paura ed è diffidente, la maggior parte delle cronache riguardano omicidi ma al secondo posto abbiamo proprio i casi di violenza sulle donne. Non ci si rende conto di questo paradosso? Come si può essere indifferenti al male che un giorno come un altro potrebbe in futuro riguardare proprio noi? Io temo che l’indifferenza in realtà mascheri un dualismo noia, paura. Quello che la gente vuole evitare, temo sia la noia di un processo che sembra non finire mai, un calvario che fa paura perché lungo quel calvario si potrebbero avere delle rivendicazioni, c’è il problema della protezione e della credibilità.

In proposito alla noia, nel Medioevo avvenne l’opposto, perché per noia inventarono la strega e colpirono la donna, dice Michelet, illuminista francese e credo che avesse ragione. Doveva essere un uomo molto, troppo razionale ma del resto è figlio del suo tempo, l’età dei lumi e della ragione, in netta contrapposizione con il periodo oscuro che i rinascimentali chiamarono Medioevo. Il fenomeno della violenza certo non è solo un problema italiano, è un problema che riguarda il mondo, il mondo! E in altri paesi per noia e per capriccio sulle donne si commettono tra i peggiori dei crimini: dalla lapidazione allo sfregio con acidi sul viso, le umiliazioni diventano pubbliche. Siamo troppo bloccati dalle nostre superstizioni e dalla nostra indifferenza per trovare il coraggio di muoverci, si ha troppa paura di farsi avanti per paura di essere giudicati, lo chiamano questo il secolo delle apparenze, perché ormai è solo questo che conta e che si va a giudicare: l’apparenza. Del resto è l’arte dell’apparire che ormai ci rende maestri delle più atroci vicende umane.

Io personalmente come donna, nei miei anni di studio individuale sull’epoca medievale ho potuto constatare che all’epoca la condizione della donna era diversa da quella di oggi solo dal punto di vista lavorativo, non lavoravano, ma non c’è a dire il vero bisogno di andare tanto indietro nel tempo per chiedersi come fosse la condizione della donna. Le donne stavano in casa coi figli e si occupavano della casa, o come direbbero alcuni autori, della loro dolce prigione domestica. La donna dal Medioevo in un certo senso ha avuto modo di essere più emancipata, in epoca romana e in epoche precedenti era considerata invece abbastanza importante. Andando ancora più indietro, vi ricordo che in epoca preistorica si venerava la Dea, ci sono le prove storiche e fisiche di questo culto e credo che sia segno che un tempo la nostra condizione dovesse essere molto diversa ma migliore di oggi e dell’epoca medievale. Il medioevo però ha avuto un blocco, un capovolgimento, come se l’intelligenza umana avesse subito uno stop, come se per mille anni si fosse fermata lì a girare e rigirare su alcune idee e ne avesse maturate delle altre come quella delle streghe. Solo questo hanno prodotto della donna? Io non sto negando l’esistenza di persone malvagie che hanno fatto cose da streghe, ma questo è più che del Medioevo direi tipico dell’età rinascimentale e seicentesca. Oggi la donna si dice sia troppo emancipata, io non credo, solo perché siamo state ammesse all’università e solo perché finalmente possiamo renderci socialmente utili. Per quanto una donna emancipata possa essere, io ritengo che il problema della violenza rimarrà sempre tipico della categoria delle donne.

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