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Il Mille e il Medioevo superstizioso

“Mille e non più mille” è la frase che portò le popolazioni cristiane della prima età feudale a temere l’Apocalisse come una calamità inevitabile.
La frase è passata alla storia e ha fatto dell’anno Mille il più “celebre” di tutto il Medioevo, deriva da un passo del Libro dell’Apocalisse di S. Giovanni apostolo.
Nonostante la fede cristiana avesse spazzato via quasi totalmente gli dèi pagani, restava sempre la superstizione a dominare nella mentalità collettiva.
I mostri o dèi malvagi pagani furono sostituiti in questo periodo di tempo, ma anche nei secoli successivi del Medioevo, dagli emissari dell’Anticristo o da quest’ultimo.
Le ricerche di storici e studiosi hanno riportato alla luce il vero fattore del terrore dovuto al “Mille e non più Mille”: l’ignoranza. I preti, molti dei quali ignoranti e che mal conoscevano le Scritture, avevano probabilmente mal interpretato la fatidica frase e avevano quindi contribuito a spargere il terrore tra la gente, ancora più ignorante di loro. Il popolo era una massa d’ignoranti e ogni minimo fenomeno, anche atmosferico (a cui gli scienziati hanno saputo dare nome e spiegazioni), era il “segno della fine”. La superstizione fece il resto, fu l’ingrediente finale che fece di quel terrore, assurdo, un fattore che però tenne psicologicamente l’Europa di quel periodo col fiato sospeso.
Tutto il Medioevo in generale però fu un periodo in cui la mentalità collettiva si fece condizionare dalla superstizione. Ne sono una prova le sculture architettoniche e artistiche, presenti soprattutto nelle cattedrali o fuori dalla chiese, i dipinti che ritraggono draghi e mostri simili. Nasce nella seconda età feudale la paura delle streghe (la fobia comincia in questo periodo per concludersi nel XVII secolo). Si temevano i “diversi”, era da un lato una forma di razzismo quella che la suggestione e la superstizione avevano creato.

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