<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967</id><updated>2012-02-17T13:57:28.563+01:00</updated><category term='Articoli vari'/><category term='Giochi e quiz'/><category term='Bestiario'/><category term='Vita sociale nel Medioevo'/><category term='Documentari video sul Medioevo'/><category term='Fonti Bibliografiche'/><category term='Storia medievale e Ricerca scientifica'/><category term='Gazzetta medievale'/><category term='La voce dell&apos;Inquisizione'/><category term='Film medievali/fantasy'/><category term='Salute e Igiene nel Medioevo'/><category term='Cronache medievali'/><category term='Libri da leggere'/><category term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><category term='Le Crociate'/><category term='Sondaggi'/><category term='Giustizia medievale'/><category term='Medioevo moderno'/><category term='Mondi a confronto'/><category term='Donne e Medioevo'/><category term='Musica medievale'/><category term='Storia del Medioevo - documenti e fonti'/><category term='Eroi del Medioevo'/><category term='Avvisi agli utenti'/><category term='Miti e leggende del Medioevo'/><category term='Iniziative del sito'/><title type='text'>Vivere il Medioevo</title><subtitle type='html'>...la storia di mille anni per sempre...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>119</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-3259440605893924746</id><published>2012-02-15T16:49:00.000+01:00</published><updated>2012-02-15T16:50:44.674+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La voce dell&apos;Inquisizione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo moderno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondi a confronto'/><title type='text'>La magia del dire e la magia del fare: dal Medioevo ad oggi nella lotta contro superstizione ed imbroglioni</title><content type='html'>&lt;h2&gt;Introduzione&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Vi ho detto in precedenti articoli che Vivere il Medioevo certe cose non le tratta e vi ho dato i link di valide guide per risolvere i problemi relativi a malefici, possessioni e domande in merito; e ribadisco lasciate perdere il mago alla tv o quello dietro casa, piuttosto consultate un buon sacerdote o anche un buon esorcista. Solo perché fate domande non vi metteranno legati ad una sedia. Sfatiamo questo mito, ci sono certamente ancora in giro individui che ragionano in modo medievale, ma fortunatamente sono pochi e vi ho dato i link di P. Amorth, che lavora a stretto contatto con medici, psichiatri e che dà risposte rassicuranti e razionali. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Vedremo alcuni casi qui di seguito, presi dalla storia medievale, ma non solo, anche da testi e da biografie successive, in cui il ricorrere al mago, al cartomante ecc, provocasse nelle potenziali vittime una vera e propria ossessione. La lista dei nomi è varia per il Medioevo rispetto alle epoche successive e i personaggi sono spesso più eretici che non veri e propri stregoni, tuttavia in alcuni casi il ricorso all’occultismo e tutto quello che viene etichettato come satanismo erano casi veri e reali, per fare un nome: Gilles de Rais. Oggi alcuni tendono a definirlo per lo più un pazzo sadico e pedofilo, ma i documenti parlano chiaramente di riti satanici con vittime minorenni per usare termini moderni, e Gilles de Rais non fu il solo. Posseduto o pazzo? La risposta è ardua da dare. Probabilmente la cronaca nera per quel periodo certamente molto intensa, è stata come cancellata per cui ad oggi le fonti a nostra disposizione sono davvero poche. Hieronymous Bosh, fu un artista molto erudito che verso la fine del Medioevo tentò forse per primo di definire tutto quello che fino a prima era obbligatoriamente etichettato come possessione, tanto è vero che alcuni azzardano a definirlo il primo a fare un cenno di psicoanalisi per mezzo della sua arte, cioè attraverso dipinti e alcuni ad esempio raffigurano scene come l’esorcismo dove però non si parla di possessione, bensì di follia per cui si opera per liberare dalla follia. A dire il vero in epoca medievale l’esorcismo non è quello che intendiamo noi oggi e che intende oggi la Chiesa, gli esorcismi erano violenti perché ci si poneva proprio nell’ottica di dover combattere col demonio in persona e nel repertorio entravano tutti i casi possibili ed inimmaginabili che spesso comprendevano anche malattie gravi e psichiche. Hieronymous Bosh, nella sua epoca non fu probabilmente compreso avendo una mentalità più aperta e innovativa rispetto ai suoi contemporanei, tuttavia le sue opere dal profondo significato morale e anche religioso come &lt;i&gt;Morte di un avaro &lt;/i&gt;oltre alle rappresentazioni religiose classiche, furono apprezzate. Il caso di Gilles de è uno più eclatanti che tratteremo nel nostro articolo. Prima però vedremo alcuni cenni tratti dalla letteratura di quelle che sono le maledizioni e poi tratteremo l’argomento dal punto di vista storico dall’albore ad oggi.&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;L’antica magia del dire e del fare&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Il fatto che non voglio entrare nel merito riguardo agli argomenti suddetti, non significa che non ne possa parlare, come ho anche già detto, in riferimento a quello che è il mio campo. Se qualcuno ricorda il film degli anni ’80 Excalibur ricorderà anche come venisse citato il potere di Merlino, cioè come magia del fare, citata anche se in altri termini, in alcuni testi antichi che parlano del personaggio. Merlino poteva cambiare le proprie e altrui sembianze, far concepire o rendere sterili, maledire o liberare dalle maledizioni, ma ancor di più aveva un potere tale da poter quasi comandare per i propri dei la vita e la morte. Nel film Merlino non fa riferimento ai propri dèi, nella letteratura invece e nelle fonti ufficiali la sua stessa figura non è ben chiara, ovvero non si sa bene come sia nato; la leggenda più conosciuta vuole che egli fosse figlio di un demone e di una mortale. A seguito della sconfitta della morte e della Resurrezione da parte di Cristo, il Male aveva subito una sconfitta tale che all’inferno i demoni ed il diavolo stesso si riunirono per decidere chi di loro sarebbe andato sulla terra per dare vita ad un loro rappresentante che portasse l’umanità alla rovina ed alla perdizione. Presa la decisione un demone avrebbe preso le sembianze di cavaliere ed avrebbe sedotto una pia ed ingenua fanciulla cristiana per poi scomparire lasciandola incinta. A parto avvenuto questo bambino prodigio già parlava (quando normalmente iniziavano a parlare entro il terzo anno all’epoca e lo svezzamento era molto tardo, verso i due anni e mezzo circa, prova ne sono i ritrovamenti archeologici di cimiteri e necropoli del I secolo d.C.) e sua madre si spaventò tanto che per togliere dubbi sulla paternità diabolica e per bloccare, diciamo, i poteri diabolici del bambino lo fece battezzare col nome di Merlino. I poteri però non si bloccarono e già infante Merlino precideva il futuro e conosceva la terra e le stelle e risolse il dilemma di Vortigern sulla torre che era stata costruita su due draghi, rosso e bianco che si combattevano continuamente. In vero i draghi erano i simboli stessi di Vortigern contro Uther. Probabilmente questa leggenda che contiene palesemente un fantastico minestrone di sacro e profano, fu ideata dai primi cristiani che elaborarono le più ancestrali leggende del ciclo Arturiano. Nel ciclo arturiano le prove del potere di Merlino sono tali da capovolgere la storia della Britannia, fa nascere Artù ricorrendo ad uno stratagemma come cambiare le sembianze di Uther in quelle Gorlois di Cornovaglia, ha accesso all’oltretomba, ha accesso a tutti i più antichi ed oscuri misteri e può vedere e viaggiare nel tempo, nel passato e nel futuro. Un curriculum del genere non poteva nel Medioevo cristiano non essere quello di un demone. La figura di Merlino però è sempre stata rappresentata come buona, anche nello stesso Medioevo, sebbene egli sia stato autore o complice di fatti che nel ciclo arturiano sono tutt’altro che positivi, vedasi il tradimento di Uther. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La figura di Merlino, inoltre, nelle principali leggende arturiane è visto legato ad una figura femminile che è nota come Viviana o Dama del Lago, secondo la leggenda questa fanciulla avrebbe fatto innamorare Merlino portandolo ad insegnarle tutto, a farla sua discepola tanto da riuscire poi da sola a creare un mondo incantato, un palazzo per meglio dire, una specie di dimensione parallela in cui chiuderlo e dove solo lei poteva entrare o uscire. Anche qui il legame della donna con un mago come Merlino è tutt’altro che positivo nel Medioevo cristiano, sebbene la gente sapesse consapevolmente che di leggenda si trattava, il legame di Viviana con Merlino fu poi proiettato a quello delle streghe con il diavolo. Le due cose iniziarono a coesistere e fu forse anche così che nacque il mito della strega, cioè colei che frequentava colui che conosce tutto. Tra le caratteristiche di Merlino vi era anche la furbizia, peculiarità nota anche del diavolo nella cristianità. Merlino in tutto il ciclo non è il solo, oltre a Viviana, ad avere poteri, anche Morgana era considerata un personaggio magico. Goffredo di Monmouth ce la fa apparire come una giovinetta iniziata all’antica fede e col dono della chiaroveggenza, inconsapevole amante di Artù e madre dell’erede di Avalon e Camelot, innamorata di Lancillotto e Marion Zimmer Bradley è fedele alla versione di Monmouth; Thomas Malory invece fa di Morgana una viscida adepta delle arti nere, ninfomane e malvagia. Chrétien de Troyes invece è il solo autore che non cita la sorellastra del re. I cristiani del Medioevo rielaborarono la storia facendo di Morgana comunque una strega, con tutto quello che era il curriculum medievale delle streghe. Il dio della natura Cernunnòs fu trasformato nel classico simbolo con cui il diavolo era visto nel medioevo, metà uomo e metà capro o corpo di uomo e testa di somaro. La leggenda del dio dei cervi presso i celti ed i suoi rapporti con la natura era in vero molto più profonda di quanto non sia stata deformata nel corso del medioevo. Il fatto che le sacerdotesse di Avalon fossero vergini cacciatrici e gli iniziati di nobile rango ancora fedeli all’antica e il loro rapporto fosse una sorta di rinnovamento di un patto tra la dea e la terra, fu trasformato nel classico sabba delle streghe nel Medioevo, il marchio tribale divenne il marchio del diavolo. Quanto alle maledizioni ed ai malefici Goffredo di Monmouth parla di una maledizione al ventre di Ginevra. In tutti i racconti infatti la regina non da figli ad Artù e Marion Zimmer Bradley ne fa una maledizione di Morgause (pron. Morgos), sorella invidiosa di Viviana, la Dama del Lago, che voleva sé stessa sul trono e non potenziali eredi di Artù; secondo altre fonti del Medioevo Ginevra era stata resa sterile da Dio a causa del suo adulterio verso Lancilotto. Sterile o maledetta, Ginevra divenne nel Medioevo il simbolo della trasgressione sia nel matrimonio che nella vita privata in generale, mentre Morgana e Artù divennero il simbolo dell’incesto che pur essendo visto alla stregua di un peccato mortale, per tutto il Medioevo affascinò la mentalità delle corti francesi ed inglesi, stando a quanto dice Jean Markale. Il personaggio di Ginevra nel libro della Bradley si dispera per questo figlio che non vuole arrivare, ignorando di essere stata maledetta anche se sospetta una punizione divina per il suo amore segreto per Lancillotto; disperata a tal punto da avere crisi isteriche, ricorre alla magia di Morgana la quale le dà un amuleto dicendole che potrebbe funzionare oltre a quanto sperato. L’amuleto funziona così bene che a letto ci vanno in tre, non in due, per richiesta dello stesso Artù. Convinto di poter essere lui la colpa della mancanza di un erede, Artù propone un rapporto a tre in cui la regina avrebbe dovuto giacere con entrambi e nessuno di loro avrebbe mai dovuto sapere di chi fosse il bambino, bastava che il figlio fosse stato concepito nel letto del re. Anche questa volta però Ginevra non concepisce e si avvia sulla strada della follia e della depressione, innalzando una bandiera di estremismo cristiano che non aiuterà il re, il quale dietro insistenze continue di Ginevra abbandona la bandiera di Avalon per quella cristiana, ma porterà Camelot alla caduta ed alla fine, per mano di quello stesso figlio che Artù aveva avuto alle Nozze Sacre di Beltaine che secondo la leggenda fu un rito poi cancellato e sostituito con la Pentecoste cristiana. Maledetta veramente o no, questa donna quale è Ginevra, è però il personaggio un po’ chiave del concetto che voglio esprimere, cioè quello della suggestione, si era talmente chiusa suggestionata nei confronti della religione antica che aveva finito per impazzire e chiudersi in convento. Contrapposta alla Ginevra della Bradley vi è quella di Bernard Cornwell, nel ciclo Excalibur, dove invece la regina è dedita ai culti di Iside, culti non dissimili da quelli del femminino, a questi culti partecipano i malvagi amici di un malvagio Lancillotto. Questa Ginevra, mai vista nei classici arturiani è una donna priva di scrupoli, adoratrice del sesso e delle tradizioni pagane, ha messo su una sorta di setta dedita al culto di Iside, la dea egizia della vita, sposa di Osiride, il dio dei morti egizio. La versione arturiana di Cornwell si discosta molto da quella della Bradley, tuttavia Ginevra rimane sempre il simbolo dell’adulterio. Tra le cose che però vengono citate ci sono le maledizioni dei druidi (i sacerdoti dell’antica religione) e tutti i modi con cui questi (anche gli amanti di Ginevra) possono fare malefici: l’ampolla con le ciocche di capelli o il sangue della vittima, cicatrici di giuramenti di sangue violati e cose di questo genere che non si discostano dai malefici degli stregoni da leggenda o da fiaba e che funzionano nella storia sulle rispettive vittime. Il maleficio sia quello di Morgause o quello dei druidi e delle sacerdotesse funziona in un primo momento senza che sia messo in pratica, agendo sul senso di suggestione della vittima. Ginevra, secondo Goffredo di Monmouth e la Bradley ha così paura di ogni cosa, che questa possa essere oggetto del demonio che vive veramente come una pazza, divisa tra i sensi di colpa del peccato e l’amore per Lancillotto, la folle voglia di dare un erede al re e il bisogno continuo di fare ammenda, un comportamento davvero diverso da quello cristiano. L’atteggiamento della regina di Goffredo e della Bradley è quello di una maniaca, una fanatica che però non si tira indietro davanti alla possibilità di giacere con Lancillotto, con tanto di consenso del marito Artù e se per avere questo figlio da mettere sul trono deve ricorrere alla magia di Morgana, cioè il più grande dei suoi terrori, non esita a farlo. Ecco un grande paradosso che sempre più spesso, anche nella vita reale, si incontra e che tanti maghi sfruttano. Prima viene conquistata la fiducia e la vittima si suggestiona davanti alla possibilità di ricorrere all’impossibile e ne sente i primi effetti, ma di fatto la formula magica non è ancora stata pronunciata, poi iniziano i riti (parole incomprensibili a volte, inventate sul momento magari e gesticolazioni senza senso) e poi si batte cassa, cioè: o mi paghi o ti scaglio contro tutti i mali del mondo e la vittima va letteralmente nel panico, paga qualunque cifra perché il beneficio ricevuto non si trasformi in maleficio. Per Striscia la Notizia hanno fatto vedere tanti casi di imbroglioni che ricoprivano tutte le casistiche possibili ed inimmaginabili, per dirne uno il caso di Vanna Marchi. Altri maghi promettono di risolvere i problemi di impotenza e addirittura di aumentare le dimensioni delle parti virili con delle stupide noccioline, manco fossimo elefanti da ingrassare e tutto pagabile comodamente con carta di credito, assegno o con minacce e percosse, perché se vedono la vittima che dubita non esitano a ricorrere alle minacce! Altri mettono in contatto con i defunti e questi sono i più pericolosi a mio dire, perché spesso, anzi, quasi sempre, viene sfruttata la fiducia che le vittime avevano nei confronti dei loro cari scomparsi. Può capitare, ad esempio ed è una cosa normale, specie quando c’era un affetto molto profondo, che ci sogniamo qualche volta qualcuno che purtroppo è venuto a mancare e magari in realtà elaboriamo un ricordo in funzione del nostro stato emotivo, o forse speriamo in momenti di disperazione di sentirci dare una risposta che poi in vero è quello che vogliamo sentirci dire, quando sappiamo perfettamente che quella persona non ci dirà mai qualcosa che in vita non avrebbe mai detto. Per fare un esempio molto vivo e crudo a me sono venute a mancare due persone importanti nella mia vita ed erano i miei nonni, li ho sognati tante volte, ma non hanno mai predetto il futuro, non hanno mai detto “domani vinci al lotto”, non hanno mai detto “pianta il tuo fidanzato, domani incontri l’uomo della tua vita”, non hanno mai detto nulla che non fosse in vero un ricordo o qualcosa che mi avevano detto da vivi, ci sono persone che dai sogni cercano risposte in modo ossessivo (cercare risposte per mezzo dei sogni è una delle cose comuni da sempre all’uomo, tanto che Freud ne fece un libro di psicanalisi) e pur essendo di chiesa, cattoliche, credenti e praticanti ma con una fede forse un po’ vacillante, davanti al disagio creato dall’ossessione del cercare risposte (che è patologica in alcuni casi) cercano i professionisti che li mettono in contatto con i loro cari defunti, danno risposte quando è stato dimostrato in più di una occasione con tanto di attori vivi e loro foto che nessun mago di fatto può metterti in contatto con qualcuno che non c’è più. Più scientifico di così non si può. In altri casi ci sono dei maghi che diagnosticano malattie dalla sola foto o portandogli un crino di capello, peli, vestiti e un caso sempre fatto vedere a Striscia è quello in cui al mago hanno portato un crine di cavallo e il mago subito a diagnosticare malattie e così il reporter ha chiesto “ma è una malattia galoppante?”. Spesso la gente ricorre a questi individui che si fanno chiamare maghi perché promettono lo stesso risultato a prezzo minore o addirittura a gratis, ti danno delle noccioline, soluzioni ipersature di sale quindi il sale in una soluzione ipersatura non si può più sciogliere, con le noccioline non si resta incinta né si aumentano le proprie prestazioni sessuali. Questi sedicenti maghi sono ciarlatani imbroglioni, e sono una categoria pericolosa. L’altra categoria ancora più pericolosa sono proprio quelli che nel diavolo ci credono, quelli che i malefici veri e propri, secondo il parere degli esorcisti, li possono fare davvero come dividere due sposi per cambiare le coppie in tavola, dividere una famiglia, ecc. Prima di questi individui solitamente ci sono sempre le sette che fingono da copertura e spesso sono sette che si mascherano da qualcosa di innocuo e dietro commettono i più atroci crimini. Le sette sono in aumento in Italia, anche quelle che si servono del solo plagio sono pericolose anche se purtroppo, e ripeto purtroppo, il reato di plagio in Italia è stato depenalizzato, se poi un individuo viene plagiato sul fronte religioso, per i giudici diventa ancora più dura che per gli avvocati dimostrare il plagio e purtroppo il plagio religioso è anche uno dei più frequenti e più duri da combattere anche per la Chiesa. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Spesso gli ex membri delle sette, quando escono li senti dire nelle varie interviste che spesso venivano minacciati proprio con le maledizioni da persone che si avvalevano di essere illuminati, in questi casi quello che fa male non è il fare, ma il dire che provoca suggestione. Quando ero in seconda superiore, il prof di religione doveva affrontare con noi ragazzi la differenza tra chi prega considerando la preghiera quasi una sorta di formula magica che una volta detta risolve tutte le richieste del fedele; e chi prega invece con cuore sincero consapevole che le sue richieste non sono formule magiche. Altro discorso trattato era quello delle maledizioni, il malocchio, ecc, che chi lo lancia il più delle volte non ci crede o forse lo dice e basta per fare paura a qualcuno, ma chi se lo sente dire e ci crede ne viene profondamente suggestionato e ci parlò di una ragazza a cui le compagne di classe per farle uno scherzo le avevano detto di averle fatto il malocchio e questa poverina non viveva più. Il potere della suggestione, anche a parere degli esorcisti, è tale da funzionare nella misura in cui uno ci crede, se uno ha una fede salda non c’è suggestione che tenga. Lo stesso vale per la superstizione, se ci cade uno specchio possiamo vivere sereni per i prossimi sette anni, se un gatto nero ci attraversa la strada possiamo sperare di non prenderlo sotto che gli porterebbe male, anzi, malissimo, e poi pulire le gomme con la poltiglia di un gatto ruotato fa schifo, se del sale ci cade in terra pazienza, una spazzata e via (quando salo l’acqua per far da mangiare me ne cade del sale, sarei la più iettata del mondo, giuro), se andiamo sotto una scala fissiamola bene o ci cade in testa e allora si che ci farebbe male! Insomma, molto spesso la magia del dire, se così possiamo chiamarla, è più forte di quella del fare perché innesca nella vittima una suggestione tale da non farla più vivere. In un caso del genere non si tratta di plagio, possiamo definirla &lt;b&gt;violenza psicologica&lt;/b&gt;, un reato difficile da dimostrare ma sempre un reato e consultare un buon sacerdote potrebbe risolvere tutti i nostri dubbi. Il contrario del plagio è il rispetto dell’autonomia e dovrebbe essere uno dei compiti principali delle famiglie formare i figli alla difesa della loro autonomia di pensare perché sempre troppo spesso ci sono mamme col cuore spezzato nel vedere i figli abbandonare le case per unirsi a non si sa bene cosa e vederli morire poco dopo per una sciocchezza. Gli organi legislativi, il governo e le istituzioni dovrebbero reintrodurre i reati a discapito della psiche dell’individuo, come il plagio e la violenza psichica in collaborazione con le università, dove ai cari futuri psicologi e psichiatri bisognerebbe insegnare cosa sia l’autonomia di pensiero dell’individuo, soprattutto stabilire segnali con cui un individuo possa essere definito plagiato. Troppe famiglie si stanno distruggendo a causa della depenalizzazione del plagio e sempre più spesso la gente muore perché plagiata ha abbandonato cure, famiglia e tutto quello che in qualche modo la teneva ancorata alla realtà. I sintomi del plagio sono chiari, la gente non è stupida e capisce le cose. Il plagio è anche uno strumento politico di tettore sulle masse, cosa credete che abbia fatto Hitler sui tedeschi? Fondamentalmente li aveva plagiati per usare poche parole, anche se si tratta di un gravissimo caso della storia umana che richiede approfondimenti particolari e precisi, ma questa non è la sede. Cari psichiatri, basta nascondervi dietro delle balle, il plagio esiste e voi lo sapete, non aiutate nessuno e anzi, siete peggio di chi plagia se non aiutate a combattere questa piaga.&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Da Ginevra a Gilles de Rais&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;I cicli arturiani possono essere usati per fare degli esempi in proiezione con la realtà, la letteratura li ha immortalati e la gente ha amato la letteratura per il tema del misterioso divino e di quanto è proibito, ma dalla fantasia alla realtà il passo è breve. La realtà storica è molto più cruda e reale di quanto si possa pensare, inconfutabile e non si può proiettare nelle opere di fantasia dei diversi autori. Il primo personaggio che andremo a studiare è Gilles de Rais, un personaggio che entra nella cronaca nera della storia al tal punto che non solo la storia non lo ha voluto dimenticare, ma per ricordarne gli orrori lo ha perfino trasformato nell’orco delle fiabe perché i bambini imparino che l’orco non è solo un personaggio di fiaba, ma è un mostro reale che a volte può essere dietro l’angolo di casa. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Gilles de Rais (il nome deriva dal suo feudo, Rais nella regione della Loira, ma il suo vero cognome era Montmorency-Laval &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn1_2375" name="_ftnref1_2375"&gt;[1]&lt;/a&gt;) ebbe un’infanzia non dissimile da quella di tanti suoi contemporanei, rimase orfano in tenera e fu allevato dal nonno materno Jean de Craòn &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn2_2375" name="_ftnref2_2375"&gt;[2]&lt;/a&gt;, del quale nulla si sa tranne che fosse molto ricco, alla sua morte de Rais divenne uno dei più ricchi uomini del suo tempo. &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh3.ggpht.com/-_uFZH4eNkZA/TzvUKoKVnWI/AAAAAAAAREI/s4YRBn2H0Wg/image%25255B6%25255D.png?imgmax=800" width="400" height="613" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;font color="#20649b"&gt;Figura 1 – Gilles de Rais, raffigurato in un dipinto del XIX secolo. Di lui non si ha che questa immagine poiché del Medioevo di lui non ci è pervenuto nulla sulla sua descrizione né immagini miniate che lo ritraessero, il pittore potrebbe essersi ispirato o ai documenti del processo o al costume ed alla moda del tempo, la Francia del XV secolo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Anche in amore non dovette essere molto fortunato avendo avuto due tentativi di matrimonio falliti per la morte prematura delle spose promesse, entrambe ereditiere e poi la terza che fu la sola a sopravvivere e a far concludere l’accordo, ma a seguito del comportamento del marito lo lascerà. Gilles de Rais viene ricordato come un uomo molto intelligente, con una buona conoscenza del latino e dato comunque il suo rango era uno che l’istruzione poteva permettersela. Il suo casato era imparentato con i de la Tremoille, ciambellani di corte e grazie a questo legame di parentela Gilles potè entrare nelle grazie del re e combattere in prima linea insieme ad altri personaggi della sua epoca illustri per titoli, carriera militare e battaglie vinte, non solo, con l’arrivo di Giovanna d’Arco il suo ruolo nella storia probabilmente gli permise di scrivervi il suo nome, almeno le iniziali così come tutti i compagni di battaglia di Giovanna. L’entrata in guerra di Giovanna d’Arco aveva segnato anche l’entrata negli animi di uno spirito nuovo, bellicoso contro il nemico di Francia e di conversione dei soldati; la giovane analfabeta e impopolare mandata da Dio, la sua fede cieca ed il suo temperamento determinato devono aver avuto un’influenza positiva anche sul personaggio di de Rais. Giovanna aveva fatto allontanare le prostitute che seguivano l'esercito, bandì ogni violenza o saccheggio, vietò che i soldati bestemmiassero; impose loro di confessarsi e fece riunire intorno al suo stendardo l'esercito in preghiera due volte al giorno, al richiamo del suo confessore, Jean Pasquerel. Il primo effetto fu quello di instaurare un rapporto di reciproca fiducia tra la popolazione civile ed i suoi difensori i quali, invece, avevano l'inveterata abitudine di tramutarsi da soldati in briganti quando non erano impegnati in azioni di guerra. De Rais, anche dopo l’entrata in scena di Giovanna, continuò la sua carriera militare e progredì, probabilmente dietro i cucci di la Tremoille, fino a diventare un pari di Francia &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn3_2375" name="_ftnref3_2375"&gt;[3]&lt;/a&gt; e consigliere di sua maestà Carlo VII. Dopo la cattura di Giovanna nel 1430 e la sua morte sul rogo l’anno successivo, de Rais non ha più esempi positivi da seguire per salvarsi l’anima dopo tutti gli omicidi che una guerra richiede. Nel 1432 muore anche suo nonno ed egli eredita una fortuna diventando uno dei più ricchi del suo tempo, nello stesso anno si ritira dalla vita militare per dedicarsi alla vita privata. Probabilmente questa ricchezza doveva portare con sé una maledizione perché de Rais impazzì in un certo senso, spendendo tutta la sua fortuna e finendo per indebitarsi per pagare le sue voglie. Dovette perfino iniziare a vendere i suoi territori e alla fine, specie dopo l’abbandono della moglie, rimase solo o quasi. Dove fosse finita la mente di quest’uomo è un mistero, quanto alla sua religiosità doveva averne serbato un pezzo microscopico perché tra le spese che fece ci furono anche quelle per la costruzione di una sontuosa cappella privata e per opere di carità. Le fonti ci dicono che si interessasse di religione, ma considerato quello che accadde dopo ci viene da chiederci: quale religione? Il patrimonio di famiglia fu sperperato nel giro di meno di due anni e perfino il fratello intervenne per salvare quanto restava del patrimonio di famiglia, prendendo il castello di Champtocé &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn4_2375" name="_ftnref4_2375"&gt;[4]&lt;/a&gt;, anche la corona intervenne annullando ulteriori vendite e minacciando l’interdizione su richiesta della famiglia stessa. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh4.ggpht.com/-kta4FxteWrU/TzvUPKRIWVI/AAAAAAAAREQ/XINHS_5q3lA/image%25255B7%25255D.png?imgmax=800" width="600" height="450" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;font color="#006fa4"&gt;Figura 2 – Castello di Champtocé, Loira (FR). Quello che rimane del castello sono ruderi circolari, ma in passato occupava un ampio territorio ed aveva undici torrioni circolari.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh3.ggpht.com/-4jurXs3nlUQ/TzvUTgOtLRI/AAAAAAAAREY/acyHXUJGPes/image%25255B11%25255D.png?imgmax=800" width="600" height="450" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;font color="#006291"&gt;Figura 3 – Immagine che riprende da lontano il castello di Champtocé, il luogo sembra visibilmente abbandonato ed invaso dalla flora locale, segno che è un sito culturale ed archeologico, ma di stanze ed ambienti interni non deve avere più nulla.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La situazione dovette peggiorare certamente le già precarie condizioni psichiche di de Rais e fu forse qui che si trovò davanti ad una scelta: cercare faticosamente di recuperare qualcosa onestamente o interessarsi all’occulto anche a costo di perdere l’anima. Fu la seconda la sua scelta e fu così che iniziò ad interessarsi all’occulto delegando il suo cappellano di procurargli maghi ed alchimisti. Questo cappellano di cui conosciamo il nome (Eustache Blanchet) e anche i misfatti, ma non la sua vita prima di avere a che fare con de Rais, era un prete spretato, le fonti in lingua inglese usano il termine “defrocked” che significa nello slang appunto “spretato”, privato di tutti i poteri, i privilegi e così anche i doveri ed i diritti di sacerdote. Stranamente non ci sono fonti che parlino di un processo inquisitorio a questo personaggio, anche se va considerato che in epoca medievale, specie nel periodo di de Rais, l’occultismo era severamente perseguitato e ricercato dalla Santa Inquisizione e punito con la morte al rogo, per cui lo praticava doveva stare attentissimo a non smascherarsi. Viene il dubbio che questo personaggio possa essere l’iniziatore di de Rais all’occulto e probabilmente Blanchet doveva aver dato a sua volta segni di sospetto o comunque aver avuto un comportamento inadempiente nei confronti della Chiesa e dei propri voti per meritarsi la cacciata dal clero. Se avesse suscitato anche il sospetto di praticare l’occulto non è da escludere ma probabilmente o aveva dei complici o lui stesso si disfò degli avversari e fece qualcosa per farsi cacciare. È Blanchet che trova un alchimista italiano, anche in questo caso un ex monaco spretato e dedito all’occultismo: Francesco Prelati e lo portò con sé in Francia. Prelati stando alle fonti del processo doveva essere molto giovane e bello sui 22 anni, con perversioni sessuali. Ebbe inizio da quel momento la caduta di de Rais verso gli inferi che secondo le fonti lo avrebbe portato a fare sacrifici umani al diavolo adescando ragazzini e bambini. Le scomparse erano numerose a tal punto che fu impossibile per la gente non accorgersene &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn5_2375" name="_ftnref5_2375"&gt;[5]&lt;/a&gt; e poi Gilles de Rais riprese in mano le armi per riconquistare il castello di Saint-Étienne de Mermorte. Entrò in chiesa armato, prese in ostaggio il prelato e questo costrinse il vescovo di Nantes ad aprire un inchiesta. Fu questo il passo falso di de Rais. L’intervento fu immediato, da qui si aprirà il processo che porterà i giudici stessi a tremare davanti a quell’uomo posseduto probabilmente, adepto del diavolo, seguace praticante di magia nera ai massimi livelli oltre che pedofilo e sacrilego, la sua facciata era evidentemente molto debole perché nessuno potesse insospettirsi proprio di lui, senza considerare che aveva deliberatamente violato le leggi ecclesiastiche che vietavano di entrare in chiesa armati. Gilles de Rais non doveva essere solo con Prelati e Blachet nei suoi misfatti, probabilmente era coperto anche da parenti come il cugino Gilles de Sillé che era uno dei suoi fornitori di vittime, pare fosse anche aiutato da due servi. Di Sillè non si conosce nulla e nemmeno di un altro presunto collaboratore noto come Roger Briqueville, senza considerare che ci sarebbe stata anche una donna nota come La Meffraye &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn6_2375" name="_ftnref6_2375"&gt;[6]&lt;/a&gt;, ma anche di lei non si sa nulla. Il vescovo di Nantes aprì il processo e fu allora che iniziarono a giungere testimoni che denunciavano scomparse di bambini. Allora vennero fuori i proverbiali scheletri dall’armadio. I giudici tremarono davvero quella volta, era il 28 settembre ed era solo l’inizio. De Rais ebbe comportamenti veramente anticlericali durante le prime udienze, scagliandosi contro i giudici ed accusandoli di volergli sottrarre la ricchezza accumulata. Il processo fu uno dei processi inquisitoriali più brevi della storia del medioevo, durò meno di un mese. Anche i suoi collaboratori confessarono e furono processati, condannati e impiccati mentre de Rais fu arso al rogo, era il 26 ottobre 1440 e prima di essere arso vivo, Rais ottenne la remissione di tutti i suoi peccati. La vicenda giudiziaria non si estinse con l'esecuzione: da una lettera di Carlo VII del 1442 si apprende che Gilles de Rais aveva inoltrato appello al re e al Parlamento di Parigi, senza che ciò venisse tenuto in conto dai giudici; poiché i familiari volevano dar seguito alla cosa, Pierre de l'Hôpital, presidente del tribunale di Bretagna, e gli altri giudici, erano chiamati a comparire davanti al Parlamento. In una seconda lettera del sovrano il Parlamento e i balivi di Maine, Angiò e Turenna vengono chiamati all'apertura di un'inchiesta sulle circostanze della condanna. Le lettere furono redatte ma mai spedite: si ignora il motivo, tuttavia è significativo il solo fatto - per quel che attiene le accuse a Gilles de Rais - che Carlo VII le abbia scritte. Nel corso dei secoli però la figura di Gilles de Rais e della sua vicenda, specie per quanto riguarda il processo fu rivista dagli storici e molti si divisero tra innocentisti sostenendo la teoria del complotto e colpevolisti che si volevano attenere agli atti del processo, atti che però potevano già all’epoca poteva essere stati falsificati dagli stessi inquisitori dell’epoca, stando ai sostenitori del complotto, tanto più che quelli che condannarono de Rais erano prima i suoi protettori. Quattro sono i documenti pervenutici riguardo al processo:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;il processo canonico, di cui esiste l'originale in latino, conservato agli Archivi di Nantes&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;il processo penale, in francese, conservato sempre a Nantes&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;la sentenza di condanna del tribunale ecclesiastico&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;il resoconto dell'esecuzione, in francese, aggiunto a copie tardive del processo&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;Bossard fece riferimento alle copie più antiche esistenti degli atti processuali, senza dubitare che fossero gli originali, e diede della vicenda un resoconto volutamente a tinte forti; nel complesso l'opera di Bossard è lacunosa in alcuni punti: per l'autocensura che caratterizza gli aspetti più scabrosi, come le testimonianze degli imputati, sgraditi alla pudibonda società di fine Ottocento, e per la mancanza nei documenti utilizzati (antichi dunque ma incompleti) del resoconto dell'esecuzione (presente invece in altre copie degli atti).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Secondo lo storico Salomon Reinach il duca di Bretagna ed il suo cancelliere Jean de Malestroit, vescovo di Nantes, avendo acquistato a condizioni vantaggiose le proprietà di Gilles de Rais, avevano tutto l'interesse ad impedirgli di esercitare il diritto di riscatto. Jean de Malestroit nutriva nei confronti di Gilles de Rais anche motivi di risentimento personale: nel 1426 Malestroit era stato indicato come responsabile del fallimento dell'assedio a Saint-Jean de Beuvron, nei pressi di Avranches, dove Gilles, all'epoca al servizio di Arturo III di Bretagna, dovette ritirarsi di fronte agli inglesi; Arturo III fece arrestare Malestroit, che recuperata a stento la libertà giurò vendetta contro l'uno e l'altro. Il processo fu istruito e condotto dallo stesso Malestroit con l'appoggio del duca, quindi de Rais fu accusato, giudicato e giustiziato da persone che avevano tutto l'interesse a rovinarlo. Le testimonianze a suo carico superarono le cento, ma ben poche si potrebbero oggigiorno definire credibili, e il processo fu condotto con i metodi propri dell'Inquisizione, senza il diritto di difesa e con l'impiego della tortura (o la minaccia di essa). Gilles de Rais, minacciato di tortura, confessò in effetti crimini efferati con parole ricalcanti esattamente le due più lunghe testimonianze a suo carico, ed in parte anche l'atto d'accusa redatto prima dell'audizione dei testimoni, il che lascerebbe supporre una scarsa spontaneità nelle sue dichiarazioni. Reinach vede con diffidenza la trattazione che degli atti fece l'abate Bossard, e la conseguente analisi - a suo giudizio tendenziosa - della vicenda, tenuto anche conto del clima di ostilità fra Stato e Chiesa che si respirava in Francia sul finire del secolo XIX. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel 1921 gli scrittori Fernand Fleuret e Louis Perceau (sotto lo pseudonimo di Ludovico Hernandez) diedero alle stampe Le procès inquisitorial de Gilles de Rais, Maréchal de France, &lt;i&gt;avec un essai de&lt;/i&gt; &lt;i&gt;réhabilitation&lt;/i&gt;, fornendo la traduzione completa dei processi e del resoconto dell'esecuzione. Si servirono però di un manoscritto francese del XVII secolo, non degli originali in latino; ebbero tuttavia il merito di redigere la prima rassegna completa dei manoscritti esistenti, inaugurando un approccio storicamente più critico. Georges Bataille, cui per primo si deve la preoccupazione di ricercare la fonte documentale più affidabile, ritenne di collocare in una diversa luce - anche politica - gli avvenimenti, affermando che Gilles de Rais, pur colpevole, non sarebbe stato inquisito se non avesse voluto riprendere con le armi il castello di Saint-Étienne de Mermorte: in un colpo solo si era attirato quindi l'ostilità del duca di Bretagna e del vescovo di Nantes; non potendo contare più sull'appoggio di tali potenti, de Rais fu arrestato e condotto a Nantes dove venne istruito un processo nei suoi confronti dai suoi stessi ex protettori, processo che mai altrimenti sarebbe stato celebrato dato il rango del personaggio. In mancanza di un'edizione critica degli atti del processo, unico strumento per far piena luce sulla vicenda, il giudizio degli storici moderni non si discosta in genere dal giudizio tradizionale: le incongruenze e le approssimazioni nei resoconti processuali erano all'epoca piuttosto comuni, e perciò in sé non sufficienti per rinnovare o cambiare, oggigiorno, la sentenza; non è un compito facile e un investigatore chiederebbe: e i corpi delle persone scomparse? I loro nomi o almeno quelli delle loro famiglie? All’epoca non esistevano ancora i registri parrocchiali con le nascite e le morti, i matrimoni ed i funerali per tutti, per cui anche in mancanza di risposte alle domande appena fatte è improbabile che si trattasse di un complotto, con testimoni profumatamente pagati per dichiarare il falso, tanto più che all’epoca uno spergiuro era un grave peccato per l’anima e la gente comune mai avrebbe fatto una cosa del genere. Difficile pensare però che possa trattarsi di un complotto ai danni di qualcuno come Gilles de Rais che dalla sua aveva solo debiti e di patrimonio gli era rimasto ben poco. È invece probabile che non tutti i suoi accusatori fossero sinceri e che i suoi nemici, saputo del processo si siano dati da fare per forzare la mano della sorte e abbiano giocato sporco, questo ovviamente non fa cadere le gravissime accuse a carico dell’imputato né agli occhi dell’umanità lo assolve dai suoi crimini. Anche per quanto riguarda l’assoluzione finale prima dell’esecuzione è difficile da credere, specie in un’epoca come il Medioevo. Stando agli innocentisti che fortunatamente in casi come questi sono pochi e deboli, Gilles de Rais sarebbe stato vittima dall’infanzia dei soprusi di suo nonno che era solo uno spietato ed abile manipolatore, interessato solamente ai soldi, senza contare che questo nonno gli avrebbe rovinato la vita e l’adolescenza combinando matrimoni da lui stesso annullati dopo aver ucciso le due pretendenti. Insomma, alla faccia della cospirazione! Anche se de Rais fosse stato vittima di una cosa del genere ciò non giustificherebbe le sue azioni, spiegherebbe solo la sua forte instabilità mentale, ma non la sua scelta frutto del suo libero arbitrio. Ancora, alcuni sostengono perfino che egli fosse rimasto vittima di ciarlatani che lo avrebbero plagiato portandolo al satanismo ed all’invocazione di demoni, ciarlatani però che si sarebbero divertiti in vero a vuotargli la borsa (non diversi allora dai ciarlatani odierni) dopo aver fatto qualche trucco da circo, tuttavia ancora una volta è di de Rais la colpa principale: è stata sua la scelta di giocare col fuoco ed è finita che si è bruciato! Secondo alcuni Rais avrebbe confermato le accuse solo sotto tortura, pratica alla quale nel Medioevo si ricorreva molto, troppo facilmente, tuttavia gli orrori da lui stesso ammessi non vanno tanto lontano da quanto combinano gli odierni serial killer e probabilmente certi dettagli dubito che siano stati inventati sul momento per dare soddisfazione ai suoi aguzzini, piuttosto erano invece una lucida conoscenza ed un’ammissione delle sue stesse colpe, poiché va anche detto che mai si proclamò innocente e a confermare le accuse contro di lui le ammissioni di due dei suoi collaboratori, i due membri del clero spretati, uno dei quali praticava anche l’occultismo. Se gli psichiatri un caso del genere lo vogliono etichettare con pazzia, allora bisogna dire che forse ci sono delle patologie che nessuno vuole dire o che non si vogliono studiare e questo probabilmente per paura, anche se è difficile fare di de Rais un pazzo. La psiche di de Rais non deve essere tanto in là rispetto a quella di un mostro che ancora fa tremare, Hitler, anche lui dedito all’occultismo, ossessionato dallo stesso. La casistica è la stessa anche per i due personaggi, non del medioevo, che andremo a descrivere qui di seguito, anche loro ossessionati dall’occultismo, in cerca di qualcosa e disposti a tutto per ottenerlo e in tutti i casi ci sono degli omicidi di mezzo che altro non erano, probabilmente, che sacrifici umani, una delle pericolosissime caratteristiche delle sette moderne. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Da Gilles de Rais a Erzebet Bathory&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Il caso di Erzebet è un caso particolare che ha le sue origini fondamentalmente in un problema fisico che però non giustifica certo le sue azioni. Siamo ormai lontani dal Medioevo, a metà strada tra il periodo medievale e la società moderna. Erzebet nasce nel 1560 in una nobile famiglia ungherese, figlia di protestanti ungheresi. Nella sua famiglia i matrimoni per consanguineità avvenivano molto frequentemente, motivo per cui sia lei sia già alcuni dei suoi antenati soffrivano di gravi problemi inerenti lo sviluppo psico-fisico tra cui schizofrenia (la peggiore patologia), epilessia e altri disturbi della psiche. Pare che già da bambina Erzebet avesse dato segni di squilibrio con eccessi di collera che si trasformavano in quiete e poi di nuovo collera (un probabile disturbo della bipolarità &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn7_2375" name="_ftnref7_2375"&gt;[7]&lt;/a&gt;), oltretutto aveva uno spiccato senso di sadismo nei confronti del prossimo. Nella famiglia di questa donna si può trovare davvero di tutto nei vari personaggi, sia persone illustri e intelligenti (i casi rari) sia pazzi sanguinari, che manifestavano il loro ego in ogni occasione possibile e furono diverse le occasioni in cui Erzebet ebbe modo di vedere questa follia sanguinaria senza pietà e senza ritegno, fin da bambina. Sicuramente non fu cresciuta con amore, non le fu insegnato il bene piuttosto per mezzo di vari espedienti le fu insegnato il male, la cattiveria, il sadismo (che aveva già nelle vene), la tortura del prossimo. Non andò sposa ad uno migliore di lei, il marito Ferenc Nádasdy, anche lui poco intelligente, ma abile con le armi e buon atleta, sadico e spietato. Si racconta che amava torturare i servi mettendoli nudi e cosparsi di miele vicino alle arnie perché fossero punti e all’epoca lo shock anafilattico era letale. Quanto alla moglie, Erzebet doveva avere anche non proprio chiara la propria sessualità, si vestiva da uomo e verso i vent’anni ebbe una figlia illegittima che però non tenne ma diede ad un contadino. Nella prima decade del matrimonio non ebbe figli, poi ne ebbe quattro: tre femmine ed un maschio. La storia ci dice che fu una madre protettiva, cosa sorprendente solo fino ad un certo punto per una persona che si comporta non diversamente dagli animali: rapporti e progenie regolati solo dal puro istinto. La paternità dei figli è dubbia dato che il marito era spesso assente e fu proprio in questa assenza che lei per passare il tempo, insieme ad una sua zia, partecipava ad orge. Conobbe nello stesso periodo Dorothea Szentes, un'esperta di magia nera che incoraggiò le sue tendenze sadiche. Dorothea e il suo servo Thorko insegnarono a Erzsébet la stregoneria. Qui viene fatto il passo verso l’abisso, probabilmente lontana anche come educazione dalla religione la sua scelta fu orientata vero quello che era per lei qualcosa di già sperimentato. Il passo fu breve e da lì fu un vero e proprio volo a picco verso gli inferi profondi, le serve che tentavano di fuggire le faceva catturare e le chiudeva in una gabbia che i suoi assistenti legavano in alto e poi che facevano precipitare su pali appuntiti &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn8_2375" name="_ftnref8_2375"&gt;[8]&lt;/a&gt;. Se una serva si diceva ammalata le infliggeva le punizioni più fantasiose, a volte bruciava loro le dita, le tagliava o la picchiava selvaggiamente e fu proprio una di queste occasioni che le diede la folle idea che il sangue di giovane e vergine tenesse giovani e belle. I suoi alchimisti, probabilmente per salvarsi, ma anche per compiacerla e continuare il loro lavoro, le confermarono la sua teoria. Fu allora che creò la macchia di sangue, coperta da una facciata impeccabile: offriva istruzione e lezioni di buon costume alle giovani, ma quando queste venivano a lei per imparare cadevano nella trappola ed i corpi sparivano. Morirono più di cento persone, secondo alcuni storici con tanto di documenti alla mano, la stima ufficiale si aggira sulle 300 vittime accertate anche se i colpevolisti suggeriscono il doppio. La distanza tra la Transilvania e la Chiesa è più lunga in questo caso di quella geografica e solo dopo molto tempo (all’epoca non c’erano le poste o altri mezzi diversi dal mare o dalla terra per far viaggiare anche le notizie) le notizie giunsero alla Chiesa ed all’Inquisizione romana ed insieme all’imperatore Mattia II fu aperta l’inchiesta. La cronaca vuole che la donna sia stata colta sul fatto e dopo un processo breve, i capi d’accusa erano tanti ma la condanna fu breve da sentenziare, fu murata viva e non bruciata sul rogo. Fu murata viva con un buco piccolissimo per farle passare il cibo e lì fu trovata morta nell’agosto del 1614. Furono trovati diari ed appunti della stessa donna dove si contano 650 nomi, numero non molto lontano da quello della bestia citata nella Bibbia e a cui spesso personaggi della portata di Erzebet si ispirano. Gli storici però hanno contato solo 300 cadaveri, stando anche alle testimonianze ed i documenti dell’epoca per questo caso. Posseduta o forse pazza, secondo alcuni pazzi innocentisti sarebbe perfino stata vittima di una congiura del suo servo Thorko, ritenuto il vero responsabile, ma purtroppo, le teorie innocentiste sono spesso crudeli ed ipocrite, irrispettose nei confronti delle vittime, specie in questi casi. In questo caso è difficile parlare di plagio, piuttosto di iniziazione da parte di chi si occupa e pratica l’occultismo e secondo gli esorcisti è la via più pericolosa, specie oggi giorno, per i giovani, i giovani che sempre più spesso affidano il loro destino il più delle volte a degli imbroglioni, ma qualche volta anche a personaggi che col diavolo ci hanno a che fare veramente. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’ultimo caso che analizziamo è quello di Hitler che è lontanissimo dal medioevo tanto da starvi sopra, come se il tempo fosse una curva ed il periodo di Hitler sia proprio in sovrapposizione al Medioevo. Hitler si dice che fosse ossessionato dal mondo dell’esoterismo, che secondo alcuni, non dista troppo dalla magia nera, si era circondato di personaggi che gli parlavano di Santo Graal come reliquia di onnipotenza, gli parlavano di lance di Longino come simbolo di potere e di tante altre cose legate ad un Medioevo inesistente storicamente. Nei libri e nei racconti del Graal, gli autori si riferiscono sempre al loro periodo, alludendo spesso per mezzo di personaggi immaginari come Lancillotto a personaggi storici come Riccardo Cuor di leone &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn9_2375" name="_ftnref9_2375"&gt;[9]&lt;/a&gt;. Di magico c’è ben poco e forse anche di esoterico &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn10_2375" name="_ftnref10_2375"&gt;[10]&lt;/a&gt;, si tratta di opere di fantasia che nel Medioevo erano favole per incantare le corti e far passare il tempo, ma che Hitler adoperò per i suoi misteri. Il caso di Hitler è l’unico su cui l’umanità, non solo deve deglutire cento volte prima di aprir bocca, ma perfino la scienza e la medicina fanno fatica a fare una diagnosi, perché Hitler non era pazzo per fare quello che ha fatto. Padre Amorth in documentario sul nazismo, in cui era stato intervistato, ha usato parole pesantissime e con lui non si può non essere d’accordo sulla vicenda. Hitler non era pazzo, era posseduto o forse qualcosa di molto peggio tanto che tutti sono d’accordo nel definirlo l’anticristo in persona. Il video del documentario &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn11_2375" name="_ftnref11_2375"&gt;[11]&lt;/a&gt; lo trovate al link infondo alla pagina, in cui l’esorcista viene intervistato. Su Hitler c’è poco da dire perché le parole non certo bastano a descrivere l’orrore del suo olocausto. In ebraico la parola “olocausto” significa “sacrificio” e lo si trova spesso anche nella Bibbia CEI, questo termine. Hitler offrì in olocausto forse l’intera umanità e chi sapeva al di fuori della sua cerchia si è reso suo complice col silenzio e la remissività. Il misticismo hitleriano non ha nulla e dico nulla a che vedere con il medioevo e il mondo del ciclo arturiano e del Graal descritti in epoca medievale da chi voleva solo divertire la gente e le corti, i popoli. Hitler e la sua cerchia deformarono in modo grottesco e cattivo un argomento letterario che da sempre affasciava facendone un’anticamera dell’inferno in cui sguazzavano e progettavano come peggiorare il mondo. Tale deformazione è la stessa che avviene nel passaggio culturale da una religione all’altra, come i cristiani fecero in Britannia con le religione pagane locali, ma in modo grottesco e deforme, volto a fare del male. Mi spiego meglio, mentre nel passaggio di una cultura o un popolo la gente che si convertiva via via scambiava conoscenze ed informazioni culturali, gli elementi anche religiosi e quindi i simbolismi si trasformavano e quindi è possibile che quello che per una religione pagana non fosse peccato per quella cristiana lo fosse; nel suo operato Hitler agì con lo stesso meccanismo ma creando un minestrone che ammansiva e plagiava le masse e che era tutto fuorché storico o medievale, Hitler voleva diventare in sostanza l’anti-Parsifal alla ricerca di un anti-Graal, ma a tutti voleva far credere il contrario, oltretutto Hitler riuscì a collegare la sua follia coi marziani e gli alieni paragonandoli ad antichi dei. Era l’inferno in Terra. Poi, il 30 aprile 1945, dopo 12 anni di governo, Hitler muore suicida mediante un colpo di pistola alla testa, insieme alla sua amante-moglie Eva Braun di 23 anni più giovane di lui. I servizi segreti sovietici del KGB hanno sempre dichiarato il ritrovamento del cadavere bruciato e confermato grazie all'impronta dentale. Nel tempo, già dopo la fine della seconda guerra mondiale, sono sorte alcune teorie alternative sulla scomparsa o sulla sorte dei suoi resti che non trovarono alcuna conferma. L'armata rossa entrò nel Führerbunker approssimativamente alle 23:00, ossia circa 7 ore e 30 minuti dopo il suicidio del führer. Un cadavere molto simile ad Hitler fu ritrovato tra le macerie, ma dopo accurate ricerche, i soldati smentiscono dicendo &amp;quot;Non è lui!&amp;quot;, poiché il cadavere era uno dei tanti sosia di cui il leader nazista amava circondarsi per sbaragliare i nemici. In seguito, i cadaveri di Hitler, Braun, il cane Blondi e il suo cucciolo Wolf sono stati trovati da Ivan Churakov, capo della SMERSH. Temendo che il sito scelto per la sepoltura dei cadaveri potesse divenire centro di culto per neonazisti e fanatici, il direttore del KGB, Yuri Andropov, ordinò la cremazione dei resti e il 4 aprile 1970 le ceneri furono sparse nel fiume Elba. A distanza di più di cinquant’anni il mondo non riesce e soprattutto non vuole dimenticare quell’orrore a cui pochi sono sopravvissuti e tra quei pochi alcuni, quest’anno, il 17 gennaio 2012 sono tornati là, all’inferno per ricordare che non bisogna dimenticare, MAI! Purtroppo con la morte di Hitler, non sono morti anche i suoi collaboratori alcuni dei quali, medici nazisti soprattutto, fuggirono chiedendo asilo politico in altri Paesi, Mengele (pron. Menghèle) per dire il nome di uno dei peggiori orchi fuggì in Sud America e morì nel 1967, in Brasile, all'età di 67 anni, in conseguenza di un attacco cardiaco mentre stava nuotando a pochi metri dalla riva nell'Oceano Atlantico. Altri latitanti sono fortunatamente stati presi, estradati e condannati, anche se in Europa la condanna a morte non esiste più. Perché Hitler si sia suicidato è una domanda alla quale al momento esiste una sola possibile risposta, comune purtroppo alla mentalità di tutte le sette: tacere, ma così facendo altro non si fa che ammettere ed è inoltre, secondo gli esorcisti, l’obiettivo vero del male. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il capitolo del nazismo è invero oggi tutt’altro che chiuso, anche se ormai sono tutti morti i colpevoli, come disse Primo Levi&lt;i&gt;, i mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere davvero pericolosi. Sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e obbedire senza discutere... Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Chi e cosa sono veramente i carismatici? E soprattutto cosa hanno il reale potere di fare?&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Il carisma è un termine che sta a significare fondamentalmente un dono, per i teologi un dono divino, ma in senso più lato quanto concorre a determinare un ascendente o un'influenza indiscutibile e generalizzata su altri e purtroppo oggi questa definizione è quanto mai negativa perché oggi il carisma è un mezzo di imbroglio, sono carismatici tutti i santoni, veggenti della televisione, guru delle sette. Il carismatico sa soprattutto di esserlo, ma il modo in cui usa il suo carisma è a sua discrezione, cioè è una sua scelta, per fare del bene oppure per fare del male, una buona ma cattiva fetta è quella che fa del male, solitamente sono a scopo di lucro, altre volte hanno semplicemente lo scopo di colmare in vero un’insaziabile sete di potere, anche solo potere sulle persone, potere sulla loro volontà e di conseguenza sul loro libero arbitrio. Sfortunatamente dalla parte delle vittime ci sono spesso coloro che sono psicologicamente deboli per cui cadono non solo facilmente nella disperazione, ma piuttosto, e sempre più spesso oggigiorno, che scegliere una via razionale o religiosa per chi è credente, preferiscono il santone. Il santone è un soggetto spesso avaro, comunque privo di scrupoli e che in molti casi usa la religione come facciata o meglio come esca per fare seguaci che finiscono sempre per adorarlo come un dio. Questi santoni a volte si dicono visionari di immagini divine, come è successo a Brescia nella setta di Fiorella Tersilla Tanghetti che diceva di aver avuto la visione della Madonna, ma di fatto schiavizzava la gente e quello che di facciata doveva essere un centro di recupero lei lo aveva trasformato in Lager, lager per uomini, donne e bambini. È difficile credere che una così abbia visto la Madonna. Il compagno della Tanghetti, uscito dal tunnel della droga vorrebbe aiutare altri ragazzi ad aprire un centro di recupero, poco tempo dopo una persona conoscente della donna gli porta dei soldi (alcuni dati i giornali non li riportano, si tratta di dati protetti dal segreto d’ufficio, tutelati dalla procura che indaga sul caso). La santona però comincia a diventare anche meta di pellegrini e poi inizia la spirale: gente che entra ma che non esce più e i bambini sono tra le vittime di botte, abusi e soprusi di ogni genere. Chi si ribella le prende e viene chiuso in una stanza, a volte alcuni famigliari vengono fatti entrare a forza con la scusa che sono posseduti (interviste da Mi Manda Rai tre su youtube, vedi link fondo pagina). Spesso i guru usano proprio questa scusa per adescare la gente, facendo leva su questo pericolo presentandosi come i salvatori, ma in realtà la persona adescata non ha niente, tuttavia si possono veramente manifestare in questo soggetto i sintomi, si chiama in tal caso effetto nocebo, la persona viene suggestionata a tal punto da convincersi di essere posseduta per cui avverte con dolore il sacro, smette di vivere, smette di pregare perché il santone o la santona gli hanno detto che è inutile, a volte smettono di credere se sono persone religiose, ma con una fede poco salda. In altri casi i santoni usano la strategia che vedono il malocchio ovunque, quando la persona di fatto ha mali fisici comuni come emicrania, mal di pancia per fare esempi stupidi: il malocchio o la fattura non c’è di fatto, è una scusa per spillare soldi, lì si che ti fanno una bella fatturina che al fisco non arriva mai. I peggiori sono anche quelli che ti trovano un cancro inesistente e con mezzi diagnostici tutt’altro che ispirati da qualche santo o con mezzi stregonecci, a parte che purtroppo tante volte un cancro viene diagnosticato quando è tardi perché sono mali silenziosi e i più subdoli a lungo termine, altri aggressivi danno sintomi, ma è sempre una malattia, a cui oggi si cerca disperatamente una cura efficace, considerando anche che i tipi di tumore sono tanti e che solo un medico, con prove biologiche ed esami appropriati può diagnosticare. La maggior parte dei santoni non ha che licenza elementare, ma sa usare bene internet e su internet ci sono anche tante stupidaggini e falsità per cui è lì che si istruiscono, ma non hanno il potere di vedere il diavolo o il cancro, malattie che il vostro medico non possa diagnosticare. Solo gli esorcisti nominati da un vescovo e i medici possono occuparsi dei mali dell’anima, gli esorcisti, e del corpo, i medici. Qualora vi imbatteste in qualcuno che NON È sacerdote, esorcista o medico e vi viene a parlare di cose strane statene alla larga e soprattutto non andate a cercarli, perché se vogliono primo sanno loro dove trovarvi e secondo sanno come prenderci, da parte nostra dobbiamo isolarli, perché solo così li rendiamo impotenti. Il problema è questo: che tante gente li cerca perché ti fanno fare e vedere la cosa più facile, spesso per cifre esorbitanti e chi non paga viene minacciato di subire il malocchio, malattie. Il reale potere dei santoni sta nella quantità di fede dei loro adepti o seguaci, più si fidano e più questi diventano potenti e incontrollabili, aggressivi e manipolatori, ma soprattutto la calamita rappresentata da tanti seguaci diventa ancora più forte per chi sta intorno a loro, come mosche sul miele. Altri santoni ancora ti promettono la guarigione di malattie interrompendo le terapie tradizionali e iniziando con cose tipo noccioline, yogurt avariato a seconda della fantasia del tizio che vi ha acciuffato. Ancora, il reale potere di questi loschi individui è quello di farci fondamentalmente paura e arricchirsi a nostre spese, perché come ho già detto nessuno che non sia medico può fare diagnosi &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn12_2375" name="_ftnref12_2375"&gt;[12]&lt;/a&gt;, e nessuno che non sia esorcista può fare quello che fanno gli esorcisti, infine, nessun santone può comandare il diavolo. Se poi uno è ateo e non crede né a Dio né all’esistenza del diavolo, sicuramente è più difficile per un santone che usa la religione come arma adescarlo, ma per uno che cura malattie inesistenti sarà forse più facile, perché delle paure le abbiamo tutte e i santoni le capiscono, e subdolamente ci inducono a dirle loro: dal fidanzato che ci molla al marito che ci cornifica, per fare esempi comuni e track che ci danno il peperoncino, il sassolino. Il consiglio di tanti esorcisti del giorno d’oggi è quello di evitare i guru, sedute e cose non autorizzate dalla Chiesa o non riconosciute, perché non si riceve alcun bene, piuttosto di chiedere aiuto ai medici, ma anche agli esorcisti stessi o anche ad entrambi. Importante è non confondere i gruppi di preghiera laici o le associazioni riconosciute a livello parrocchiale, diocesano o anche proprio dalla Chiesa stessa con sette; Vivere il Medioevo si è già occupato in altre occasioni delle sette, in fondo trovate l’articolo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La depenalizzazione del plagio (1981) ha fatto aumentare a dismisura i gruppi di santoni e sette che si servono dei meccanismi suddetti per fare seguaci. Questo è un grave problema della nostra legislazione che spero il governo attuale o quelli futuri decidano di rimettere, ovviamente ponendo le postille che impedirebbero ai furbi di approfittarne come succedeva negli anni precedenti alla cancellazione del reato. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Perché ho scritto questo articolo partendo dagli albori ad oggi?&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Fondamentalmente credo nel diritto di libertà degli individui, inteso sia come libero arbitrio, sia come volontà dell’individuo di decidere in un modo o nell’altro, il plagio ha lo scopo di privare un individuo della sua volontà e della sua capacità di scegliere ed agire, questo per me è uno dei più gravi problemi che la psichiatria come scienza ha smesso di voler risolvere e studiare, anche per trovare magari quei punti che permettono di capire se una persona è plagiata oppure no, conosco purtroppo tante persone che tante volte si sono fatte fregare per una manciata anche solo di pochi euro e poi stavano male perché erano comunque state suggestionate; ancora ne avevo piene le scatole di sentire parlare per via dei media di santoni, sette e pensare a come la gente venga così facilmente adescata. Ho sentito storie agghiaccianti e così ho pensato di studiarmi la casistica su alcuni libri di criminologia dell’università, vorrei aiutare la gente a ragionare con la propria testa e non con quella degli altri; su internet invece sono entrata per caso nel sito di P. Amorth, ammetto che alcune cose che prima non sapevo per mia ignoranza e pensavo fossero solo superstizioni un po’ mi hanno spaventata, per gli esorcisti non lo sono. Inoltre P. Amorth parla e spiega in modo molto semplice, ma estremamente chiaro e rassicurante, e per questo in diverse occasioni anche in questo articolo l’ho citato, invitando la gente che legge questo articolo a visitare il suo sito, ho pensato “Ecco uno che dice come stanno davvero le cose”, anche lui invita ad evitare i maghi, parlando spesso in prima persona a volte come “noi esorcisti” e per questo spesso anche nell’articolo ho usato il termine “gli esorcisti dicono/sconsigliano, ecc”. L’argomento che tratta Padre Amorth è un argomento delicato e che se non si è preparati anche come catechismo, può fare paura e per questo spesso nei link consiglio di chiedere il consiglio (scusate la ripetizione) di un buon sacerdote, come ho detto sopra, all’inizio, oppure P. Amorth risponde alle domande su Radio Maria credo il secondo mercoledì di ogni mese, alle 18.00. Nel raccontare i fatti ho detto un po’ tutti i punti di vista, degli storici, dei medici e anche degli esorcisti; il mio obiettivo era fondamentalmente far vedere come nei casi che ho descritto da Gilles de Rais, Bathory ed Hitler il discorso dell’occulto, il ricercare santoni e quant’altro abbia azionato in vero delle macchine di morte e distruzione, nel piccolo quotidiano si può trasformare in una malattia di ossessione di chi ricorre ai santoni, si trasforma in una dipendenza che porta allo fascio le famiglie e nel dolore acuto i famigliari, in altri casi il plagio porta anche a forme di depressione che perfino gli psichiatri gettano la spugna e per me sbagliano. Inoltre sono stanca di sentir sempre giustificare per tv, dagli psichiatri, la pura e sadica cattiveria con la balla della malattia mentale, la psichiatria non può arrivare fin lì e basta, uno come Hitler, cari psichiatri, mi spiegate come ve lo spiegate tra voi in termini medici? La cattiveria avete una terapia, un farmaco che la possa curare? Perché se è così bisogna darsi una mossa e farne quantità industriali! Andate all’università sei anni per scaldare una sedia e rilasciare fogli con scarabocchi che chiamate scrittura? In prima persona posso solo dire di conoscere persone che hanno avuto a che fare con santoni, per mia fortuna certe cose non mi sono mai successe e sarebbe bello se non succedesse a nessuno. Finchè però la gente non smette di anche gli elefanti possono volare, ci saranno sempre santoni disposti al trucco da circo per dei soldi e soprattutto finchè la giustizia italiana non rimette il reato di plagio non ci sarà nessuno disposto a lottare, ma soprattutto per le vittime di plagio sarà una dura condanna anche da parte delle istituzioni. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Siti e altri link per chi cerca risposte sugli argomenti citati&lt;/h2&gt;  &lt;ol&gt;   &lt;li&gt;&lt;a href="http://esorcismo.altervista.org/subire_possessioni.htm"&gt;Dal sito di P. Amorth&lt;/a&gt; – &lt;i&gt;il pericolo di maghi e imbroglioni&lt;/i&gt; e il pericolo delle possessioni (se sai di essere una persona sensibile e suscettibile, prima di leggere argomenti che ti possono spaventare perché magari non li conosci e non li capisci, specie se sei minorenne, consulta anche un buon sacerdote che possa aiutarti a chiarire).&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://esorcismo.altervista.org/divinazione_stregoneria.htm"&gt;Dal sito di P. Amorth&lt;/a&gt; – il pericolo dei tarocchi e della divinazione, non fatevi taroccare dagli imbroglioni. &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.criminologia.org/?AspxAutoDetectCookieSupport=1"&gt;ICAA - Criminologia.org - Associazione Internazionale Analisi sulla Crimonologia&lt;/a&gt; – Se sei interessato all’argomento della denuncia delle sette e del plagio, se vuoi aiutare qualcuno ad uscire da una setta o dalle grinfie di una vecchia megera che vende giovinezza eterna o se semplicemente sei interessato agli argomenti, questo sito è il posto giusto. &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.aippc.net/"&gt;AIPPC - Sito Psichiatri e Psicologi cattolici&lt;/a&gt; - Un sito i cui membri si occupano della salute mentale delle persone, in questo sito potrai trovare eventi e articoli che trattano diversi argomenti, soprattutto puoi trovare aiuto se conosci qualcuno che è stato vittima di plagio, suggestione. In questa associazione i laici sono intesi nel significato di persone credenti cattoliche ma non consacrate (definizione di laico secondo la Chiesa Cattolica) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.antiplagio.org/"&gt;Antiplagio.org&lt;/a&gt; – se sei stato vittima o conosci qualcuno vittima di plagio, questo sito può aiutarti.&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=IPtV_ZFaQkU&amp;amp;feature=related"&gt;Video sul nazismo esoterico, I misteri del Nazismo&lt;/a&gt; – documentario di Rai 3 sui misteri del nazismo, in questo documentario viene intervistato P. Amorth. Video della durata di circa 2 ore, con video ed interviste, importante per studiosi di storia recente.&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=IPtV_ZFaQkU&amp;amp;feature=related"&gt;I fioretti di San Francesco (in lingua volgare)&lt;/a&gt; – il miracolo della conversione del lupo di Gubbio&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.olokaustos.org/index.htm"&gt;Olokaustos.org&lt;/a&gt; – un documentario web sul nazismo ed i suoi orrori, documenti storici e informazioni. Utile per gli studenti che volessero documentarsi per ricerche scolastiche.&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=jzhoOE8CDaM"&gt;Spezzone del tg1&lt;/a&gt; – testimonianza shock sulla santona&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c76a90d9-db32-4559-87c3-6ac301111edd.html?p=0"&gt;Mi manda Rai tre&lt;/a&gt; – tutta la puntata sulla santona di Brescia&lt;/li&gt;    &lt;h2&gt;     &lt;ol&gt;&lt;/ol&gt; Note      &lt;hr align="left" size="1" width="33%" /&gt;&lt;/h2&gt; &lt;/ol&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref1_2375" name="_ftn1_2375"&gt;[1]&lt;/a&gt; Del casato di Gilles de Rais si sa veramente molto poco, di suo padre ancora meno e della madre praticamente nulla. Il personaggio chiave fu probabilmente il nonno materno che diede anche il titolo al nipote e così anche il cognome. Nel medioevo, non necessariamente il &lt;i&gt;cognomen&lt;/i&gt; era quello paterno, piuttosto del &lt;i&gt;pater&lt;/i&gt; &lt;i&gt;familias&lt;/i&gt; o del capostipite di un casato. Il terzo tentativo di matrimonio di Gilles de Rais fu il solo che suo nonno riuscì a concludere dato che le prime due promesse erano morte prematuramente, ma dopo aver ereditato ed essersi dato ad una vita dissoluta e peccaminosa, la moglie di de Rais lo abbandonò insieme ai figli ed il casato continuò grazie a lei per qualche generazione, ma si estinse nel 1502. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref2_2375" name="_ftn2_2375"&gt;[2]&lt;/a&gt; Anche di lui non si sa nulla o quasi, quello che si sa del suo casato è che era molto antico, anche se di piccola nobiltà, tuttavia molto ricco. Ci furono fondamentalmente due dinastie di Craon, la seconda per un matrimonio di una –Craon del primo filo dinastico con Robert de Nevers nel XI secolo, da qui parte il secondo filo a cui appartiene Jean. Il capostipite della casata è un diretto vassallo di Carlo il Calvo, imperatore del Sacro Romano Impero e nipote di Carlo Magno per parte di padre. L’altro personaggio importante della famiglia è un altro Robert, detto già di Craon, che fu il secondo Gran Maestro dei Templari. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref3_2375" name="_ftn3_2375"&gt;[3]&lt;/a&gt; La parìa di Francia era un gruppo di grandi feudatari (pari di Francia), vassalli diretti della corona di Francia. In origine i pari erano dodici: sei ecclesiastici e sei laici. Essi avevano il privilegio di non poter essere giudicati che dalla corte dei pari. Avevano in controparte l'obbligo di un omaggio ligio al re di Francia. A partire dal 1180 furono associati alla cerimonia dell'incoronazione del Re, la consacrazione. Il loro ruolo divenne cerimoniale a partire dalla fine del XIII secolo. La parìa, che fu un ufficio della corona e non un titolo nobiliare, divenne per i re un mezzo per segnalare i più importanti nobili del regno. Tale tendenza subì un'accelerazione nel XVI secolo: il re creò pari dei semplici gentiluomini, innalzandoli al vertice della piramide dei titoli di Francia. Per essere pari era necessario essere titolari di un feudo, a cui era legata la parìa, e discendere dalla persona a cui per prima era stato attribuito l'ufficio.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref4_2375" name="_ftn4_2375"&gt;[4]&lt;/a&gt; In verità i castelli della zona e del dipartimento (Maine-et-Loire) di cui fa parte anche questo castello sono quattro e solo di due si conservano le immagini, il castello di Champtocé e quello di Angers. Quello di Champtocé è ridotto a rudere ormai con qualche torre circolare ancora in piedi e struttura ancora altomedievale, in passato questo castello aveva un’importanza strategica essendo non solo un punto doganale per usare termini odierni, ma era anche una zona militare strategica confinando con il ducato di Bretagna. Quello di Angers è invece ancora intero in buona parte, visitabile e annoverato tra i castelli della Loira. Probabilmente i castelli della zona doveva essere della famiglia di Gilles de Rais, ma solo quello proprio di Champtocé è quello che la storia ricorda come residenza dell’orco. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref5_2375" name="_ftn5_2375"&gt;[5]&lt;/a&gt; Come al giorno d’oggi i bambini scomparivano nel Medioevo, nelle epoche precedenti e successive e non c’erano programmi televisivi e mass media a cui appellarsi per trovare le persone scomparse, si poteva solo pregare che se c’era un colpevole Dio lo stanasse e lo punisse condannandolo alla dannazione eterna, cosa che accadde a Gilles de Rais. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref6_2375" name="_ftn6_2375"&gt;[6]&lt;/a&gt; Il suo vero nome era Perrine Martin mentre il servitore noto ai documenti come Poitu era in veroÉtienne Corrillau, ma anche di lui non si conosce nulla.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref7_2375" name="_ftn7_2375"&gt;[7]&lt;/a&gt; La bipolarità è un disturbo psichiatrico che deve essere diagnosticato da un medico psichiatra, ci sono varie teorie su questa patologia e comunque non spaventatevi o preoccupatevi di voi stessi se quando si è stressati si è anche facili all’irascibilità, in un periodo come questo di crisi è dura non avercela con qualcuno o con il mondo. Nel caso di Erzebet l’irascibilità era più forse anche un fatto caratteriale (come può essere anche in tanti individui), incentivato però in modo esponenziale da altri disturbi dovuti al continuo rimescolamento dello stesso DNA tra i suoi antenati, per matrimoni e rapporti tra consanguinei molto prossimi tra loro.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref8_2375" name="_ftn8_2375"&gt;[8]&lt;/a&gt; Probabilmente lo spunto fu preso da una delle più antiche trappole da castello medievale, la Transilvania di Erzebet era ancora in un buco spazio-tempo più vicino al medioevo che non alla società moderna ed al suo tempo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref9_2375" name="_ftn9_2375"&gt;[9]&lt;/a&gt; Secondo Jean Markale, Riccardo che ispirava lealtà con esempio e non con il terrorismo, era la figura più idea per Chretien per creare il personaggio di Lancillotto, ma a causa del suo peccato nei confronti della regina non poteva avere accesso al Graal. In realtà Chretien faceva probabilmente riferimento ad un amore omossessuale che per il mondo medievale era un vero e proprio peccato, ma poteva essere anche un riferimento all’incesto inteso come un amore malato nei confronti della madre Eleonora-Ginevra che lo aveva eletto alla predilezione assoluta. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref10_2375" name="_ftn10_2375"&gt;[10]&lt;/a&gt; Anche se per televisione continuano a propinarci il termine “esoterico” come sinonimo di “magico”, di fatto il termine sta ad indicare “qualcosa per pochi”, come nella massoneria.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref11_2375" name="_ftn11_2375"&gt;[11]&lt;/a&gt; Nel video documentario viene citata la figura del lupo come carattere demoniaco, perché Hitler si faceva chiamare “herr-wölf”. In epoca medievale ma non solo il lupo era effettivamente considerato un simbolo del diavolo, cacciato però la sua pelliccia, come avviene anche oggi. Razionalmente, pensate però che il lupo oggi è solo un animale, ormai in estinzione purtroppo, i massacri li subisce come tutti gli animali da pelliccia e da cacciatori di frodo. Cosa più importante però, pensate che questo animale fu convertito simbolicamente da San Francesco d’Assisi, il lupo di Gubbio, un feroce lupo che terrorizzava gli abitanti e faceva stragi di pecore. Primo i lupi lo fanno per istinto in mancanza di prede più facili nel bosco, secondo potrebbe essere nel simbolismo cristiano una forma di esorcismo, anche se nel caso di San Francesco è più probabile vedere nell’ammansire il lupo, un invito alla conversione cristiana. Non dimentichiamo che il lupo è una figura usata molto nel bestiario medievale anche come simbolo di voracità, cattiveria, vista dissoluta basata sull’istinto, di non rinuncia al peccato. San Francesco invita “Frate lupo” a convertirsi, a non fare più del male. In fondo alla pagina trovate il link del testo trascritto in volgare, tratto dai Fioretti di San Francesco.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref12_2375" name="_ftn12_2375"&gt;[12]&lt;/a&gt; Reato di abuso della professione medica&lt;/p&gt;      &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Fonti bibliografiche&lt;/h2&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;Levi, P. (1956). &lt;i&gt;Se questo è un uomo.&lt;/i&gt; Torino: Einaudi ed.,.&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Caterina de Medici&lt;/i&gt;, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_de'_Medici&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Champtocé sur Loire&lt;/i&gt;, FR. Tratto da http://fr.wikipedia.org/wiki/Château_de_Champtocé&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Chateau de Champtocé&lt;/i&gt;, FR. Tratto da http://fr.wikipedia.org/wiki/Château_de_Champtocé&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Craon family tree&lt;/i&gt;, ENG. Tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Craon_family&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Erzsébet Báthory&lt;/i&gt;, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Erzsébet_Báthory&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Gilles de Rais&lt;/i&gt;, FR. Tratto da http://fr.wikipedia.org/wiki/Gilles_de_Rais&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Gilles de Rais&lt;/i&gt;, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Gilles_de_Rais&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Gilles de Rais&lt;/i&gt;, ENG. Tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Gilles_de_Rais&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Giovanna d'Arco&lt;/i&gt;, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_d'Arco&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Hieronymus Bosch&lt;/i&gt;, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Hieronymus_Bosch&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Hitler&lt;/i&gt;, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Morte_di_Adolf_Hitler&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Paria di Francia&lt;/i&gt;, ITA. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Pari_di_Francia&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Wikipedia. (s.d.). &lt;i&gt;Robert de Craon&lt;/i&gt;, ITA. 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Se qualcuno di voi avesse dei dubbi sul paranormale si vada a leggere un po’ questo articolo del Cicap, dove si parla più del libro da cui forse si ispira la fiction &lt;a href="http://www.cicap.org/new/stampa.php?id=274189"&gt;Articolo del Cicap sul Tredicesimo apostolo&lt;/a&gt;. Nella fiction la trama si svolge partendo dal personaggio protagonista, Gabriel (notare la scelta del nome che in ebraico significa “messaggero”) il quale è perseguitato, ossessionato da incubi, in realtà ricordi, della sua infanzia che però si fermano sempre quando lui e sua madre, in una notte di tempesta, scivolano dal tetto, cadono da più di dieci metri di altezza e la madre proteggendo il bambino muore, o almeno così crede Gabriel che però non vede mai cosa succede dopo e si sveglia sempre con sensazioni strane, macabre e il problema è che da sveglio ha il vuoto totale nella memoria. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 10px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Gabriel" border="0" alt="" align="left" src="http://lh4.ggpht.com/-ndzcjNKwjHk/TzKaivE_MUI/AAAAAAAARC4/8nJhlNP8Ruc/image%25255B8%25255D.png?imgmax=800" width="300" height="272" /&gt;Gabriel è un padre gesuita, un insegnante di teologia e lavora sotto l’ala di suo zio, un monsignore che fa parte di un organo della Chiesa noto come Congregazione della Verità che nel film non è assolutamente una cosa segreta, non ne viene fatto accenno quindi non credete a quello che leggete quando si dice che è una congregazione segreta, se tutti lo sanno che segreto è? Gabriel viene spesso avvicinato da persone strane e misteriose, ma anche molto carismatiche come appunto Serventi che si comportano a volte marginalmente, a volte entrando direttamente nelle vicende come se lo conoscessero e volessero indirizzare ai propri scopi tutte le sue scelte. La Congregazione della Verità citata nella fiction non è esiste e probabilmente ad ispirare questo ufficio che si occupa di sette, santoni e fondamentalmente di combattere le menzogne contro la fede cristiana è nientemeno che la famosa ex Inquisizione, smembrata nel tempo ed oggi meglio conosciuta come Congregazione per la dottrina della fede, fa parte della Curia Romana e si occupa proprio anche di vigilare sull’orientamento della fede cristiana, di controllare che i movimenti religiosi nascenti rimangano sulla linea di condotta del cattolicesimo senza diventare sette. Gabriel è però anche un sacerdote, non solo un padre Gesuita e quindi ha fatto voto di castità, cosa però che non gli impedisce certo di provare dei sentimenti per la sua collega-amica Claudia, sentimenti che però cerca di controllare in virtù dell’impegno preso e dei voti, della sua stessa morale e fede. Un bacio ci scappa, il sentimenti sono ricambiati ma fino a che punto siano i veri sentimenti di Gabriel o se siano piuttosto ispirati dai personaggi che lo perseguitano la fiction non lo fa capire, tuttavia Gabriel decide di tenersi lontano dalle tentazione che se non lo perseguitano di giorno, lo torturano di notte. Gabriel infine nelle varie puntate agisce un po’ come investigatore del sovrannaturale, imbattendosi in casi spesso dall’apparenza misteriosi dove c’è forse lo zampino del diavolo e che poi però si rivelano fenomeni con una spiegazione, spiegazione certamente MOLTO TIRATA trattandosi di fenomeni fisicamente possibili, ma tanto rari che una spiegazione scientifica fa fatica a contrastare quella del sovrannaturale. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 10px 0px 10px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Padre Isaia" border="0" alt="" align="right" src="http://lh5.ggpht.com/-vAw3IPxBFDg/TzKakBFiCZI/AAAAAAAARDA/b8jDOnyKT4I/image%25255B12%25255D.png?imgmax=800" width="300" height="303" /&gt;Un esempio di episodio che lascia lo spettatore perplesso è quello della setta che all’inizio della puntata trucida un prete, sparito questo viene inviato Padre Isaia, uno specialista che si occupa di combattere sette, plagio e cose di questo genere, ma cade anche lui nella trama della setta e ne rimane plagiato e infine arriva Padre Gabriel che nota il carisma della donna che gli da il benvenuto senza però farsi influenzare. Nella ricerca di Isaia Gabriel non ha pochi ostacoli, poi si imbatte in un bambino tenuto isolato da tutti gli altri, segregato e forse anche gravemente malato il quale lo guida a dove si trova Isaia. Ritrovato Isaia, Gabriel capisce che il collega è rimasto vittima della setta anche se lo stesso nega, dicendo di aver visto in quel bambino una specie di nuovo Messia, forse il Messia stesso in panni di bambino. Questo bambino che tutti adorano nella setta ha però uno strano potere persuasivo che si rivela micidiale quando un traditore della setta tenta di fargli del male, a dire il vero il potere di imporre il proprio volere non è il solo (c’è una scena molto cruenta dove il bambino guarda il traditore e questo si taglia la gola), legge anche nel pensiero e non si capisce mai bene, nemmeno nell’ultimo episodio, da che parte stia davvero, il Bene o il Male. L’episodio descritto si conclude con un punto interrogativo che non lascia risposte ai poteri del bambino, anche se i medici ai quali il bambino viene portato rivela una massa tumorale al cervello, mentre la donna guru della setta si toglie la vita lanciandosi da un precipizio e la setta è come se sparisse nel nulla. Nell’episodio pilota, invece, si inizia con bambini gemelli che levitano, un episodio possibile che gli esorcisti considerano essere o i sintomi della possessione demoniaca o un evento divino, cose non certo facili da discernere che certo noi non vogliamo fare e che Gabriel deve indagare, insieme alla psicologa che segue la famiglia. I due protagonisti si trovano per caso a dover affrontare una situazione dall’apparenza inspiegabile. I due bambini levitano, ma quando Claudia decide di dormire con loro tenendoli per mano per vedere se il fenomeno si ripete collegando anche lei, non succede niente. All’alba Claudia cade inspiegabilmente in shock anafilattico ed è allora che Gabriel la salva, non rendendosi però conto di essere lui ad aver avuto il potere di riportarla indietro, visto che lei stava morendo. In ospedale Claudia si accorge che la flebo a cui è attaccata contiene sangue, dovuto al fatto che il rubinetto era molto chiuso e ricorda come il medico che l’ha visitata le avesse diagnosticato un’allergia al ferro. Il sangue contiene ferro e probabilmente la levitazione è un effetto dell’interazione tra l’eccessivo ferro nel sangue dei bambini ed il campo magnetico della loro casa. Alle stesse conclusioni arriva Gabriel per mezzo però del fenomeno delle api che avevano circondato la casa, gli insetti e gli uccelli sfruttano molto il campo magnetico terrestre e se questo subisce delle variazioni allora questi animali perdono l’orientamento. Una prova con magneti che rimangono attaccati alle mani dei bimbi, come un gioco che Gabriel propone loro, risolve il mistero: i bambini hanno una malattia che provoca anche necrosi. Il fenomeno della levitazione magnetica, i problemi economici, insieme al carattere rude e arido del marito avevano portato la donna a credere in modo ossessivo che sui trattasse della volontà di Dio, infatti lei subito è restia a portare i bambini in ospedale, quando il marito si oppone al fanatismo della donna e decidono di andarsene e curare i loro figli. Nell’episodio pilota compare per la prima volta anche Serventi che fungerà da osservatore e protagonista secondario fino agli ultimi episodi in cui la sua presenza diventa importante per capire la trama della storia di Gabriel. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Ma qual è la storia di Gabriel?&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Dopo l’incidente in cui lui crede che sia morta sua madre, Gabriel ha perso la memoria, i ricordi però lo perseguitano in sogno, il suo potere di riportare in vita si risveglia quando si imbatte nel caso dei bambini che levitano, e salva la vita a Claudia. Inoltre ci sono delle persone che lo osservano e lo controllano e lo incontrano a volte interferendo contro di lui ed il suo lavoro. Il peggio è che quelle stesse persone sono i suoi genitori, cioè il monsignore che si è sempre fatto credere suo zio e la madre che non è morta, ma che Gabriel aveva riportato in vita. L’incidente era avvenuto in seguito alla scoperta della relazione della madre, da parte di Gabriel bambino, con lo zio. Non trattasi di incesto, ma di adulterio in cui è coinvolto un alto membro ecclesiastico che poi è il padre di Gabriel, padre naturale. Gabriel in realtà però non è solo quello che sembra, tutta la sua storia sarebbe frutto di una profezia cioè lui sarebbe colui che, figlio di una donna e di un uomo di chiesa, avrebbe rovesciato la Chiesa da suo interno. La profezia viene raccontata a passi nella trama della fiction per essere rivelata alla fine ed è mascherata dalle versione del Candelaio di Giordano Bruno. Nella fiction infatti si parla appunto di una versione della commedia eretica di Giordano Bruno che sarebbe in vero un antivangelo ma che però è andata perduta, l’unica copia esistente giunge nelle mani di Gabriel che la scopre dentro ad una statua di gesso. Leggere le prime frasi del libro gli fa tornare la memoria e capisce subito tutti i collegamenti con i membri dell’organizzazione che lo cercano per far si che pur rimanendo nella Chiesa lui la stravolga ripetendo la profezia. Una volta scoperti però i membri di questa organizzazione si volatilizzano e scompaiono lasciando sole, o meglio lasciandole a Gabriel, tutte le persone che avevano capacità strane e di cui Gabriel aveva seguito i casi. Il finale è aperto perchè intravede la possibilità di un sequel in cui la setta che lo cerca e in cui c’è sua madre forse tornerà. Gabriel, pur riconoscendo di amare Claudia decide di rimanere nella Chiesa e continuare a lottare contro l’organizzazione che gli ha rovinato la vita e l’infanzia e soprattutto per continuare il suo lavoro alla difesa della verità della fede cristiana. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Esiste davvero un antivangelo di Giordano Bruno?&lt;/h2&gt;  &lt;h2&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 15px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh3.ggpht.com/-5jEzpAUUpog/TzKal3aVauI/AAAAAAAARDI/6ErRSySJv1M/image%25255B15%25255D.png?imgmax=800" width="287" height="523" /&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p align="center"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ora, io non sono un prete né un massone per dire se c’è un testo particolare noto con questo nome, ma il termine e quindi il significato stesso della parola designano un oggetto avente contenuto e scopo opposti al vangelo cristiano, per questo motivo ogni cosa che va contro il vangelo è considerabile come un antivangelo, quanto in particolare al testo di Giordano Bruno, il Candelaio, non è la sola opera di Giordano Bruno ad essere messa in discussione essendo stato considerato ai suoi tempi un eretico e fu bruciato al rogo. Il testo del Candelaio è in italiano, ha una complessità di linguaggio non indifferente, composto da un insieme di latino, di toscano e di napoletano. Nella commedia si rappresenta un mondo assurdo, violento e corrotto, rappresentato con amara comicità, dove gli eventi si succedono in una trasformazione continua. La storia scorre su tre storie parallele dove fondamentalmente si concentrano la lussuria, il potere, l’inganno e si pratica tutto ciò che va contro agli insegnamenti del vangelo. Durante il processo Giordano tacque e mentì ai suoi giudici ed agli inquisitori confidando che essi non potevano certo essere a conoscenza di tutto quanto egli avesse fatto e scritto, e giustifica le differenze fra le concezioni da lui espresse e i dogmi cattolici con il fatto che un filosofo, ragionando secondo «il lume naturale», può giungere a conclusioni discordanti con le materie di fede, senza dover per questo essere considerato un eretico. A ogni buon conto, dopo aver chiesto perdono per gli «errori» commessi, si dichiarò disposto a ritrattare quanto si trovi in contrasto con la dottrina della Chiesa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La sua ritrattazione non lo salvò, fu estradato a Roma dal senato veneziano e le accuse a lui imputate nel frattempo aumentarono. Fu bruciato al rogo il 17 febbraio 1600 dopo aver pronunciato la storica frase &lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;«Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» &lt;/p&gt;    &lt;p&gt;(«Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla»).&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Filosofo, scrittore e forse anche addetto ai culti esoterici Giordano Bruno non piaceva a nessuno, tranne forse che sè stesso, fu scomunicato perfino dai luterani, tradito da un suo discepolo e condannato a morte per le sue eresie. Tra le cose che sosteneva Giordano Bruno vi erano anche concezioni di astronomia che per il suo tempo erano già fonte di screzio tra scienza e Chiesa, ma dire che la terra non è ferma fu la minore delle sue eresie, così come la teoria dei molti mondi, oggi un rompicapo ed una teoria della meccanica quantistica ancora considerabile come una teoria fantascientifica più che scientifica, ma quello che a Bruno non fu perdonato furono le sue eresie sull’anima, sulla concezione di peccato e sulla natura e furono probabilmente questi gli argomenti che lo condannarono a morte perchè quanto egli sosteneva era irreligioso. Perfino gli illuministi nel Settecento rivalutarono alcune cose di Bruno, ma nessuno di loro, per quanto uomini di lume, ragione e anche fede, gli perdonarono la sua irreligiosità ed il suo ateismo.&amp;#160; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;E il paranormale dove lo mettiamo? L’abisso tra scienza e fede è insuperabile? No, bisogna però smetterla di nasconderci dietro al termine Laico.&lt;/h2&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;Prima di cominciare voglio precisare il significato del termine &lt;strong&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;em&gt;laico&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;, poiché nel corso dei secoli ha assunto svariati significati. Il termine viene dal greco λαϊκός (laikós, &amp;quot;uno del popolo&amp;quot;), dalla radice λαός (laós, &amp;quot;popolo&amp;quot;) ed è una parola adottata nel Medioevo per indicare il &amp;quot;volgo&amp;quot; ossia il popolo, che al contrario dei Chierici erano delle persone che non sapevano né leggere né scrivere e né sapevano parlare il latino classico. Per la Chiesa Cattolica il &lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;laico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/font&gt;un credente che non ha però funzioni ecclesiastiche, non appartenente allo stato ecclesiastico (contrapposto a &lt;em&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;chierico&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;), quindi non è un prete, una suora o un frate, il laico è quindi un credente non consacrato. Il termine &amp;quot;laico&amp;quot; nell'accezione moderna del termine ha significato di &amp;quot;&lt;em&gt;aconfessionale&lt;/em&gt;&amp;quot;, ossia di slegato da qualsiasi autorità confessionale, ecclesiastica (o non ecclesiastica), e quindi da qualsiasi confessione religiosa (o non religiosa). Negli ultimi anni il termine &amp;quot;laico&amp;quot; viene invece utilizzato in maniera impropria per indicare un generico agnostico o ateo. Tale uso è semanticamente scorretto, in quanto laico ha significato di svincolo dall'autorità confessionale, ma non inficia (cioè compromette o vanifica) la pratica di una particolare credenza religiosa: per cui si possono distinguere &amp;quot;laici credenti&amp;quot; da &amp;quot;laici non credenti&amp;quot;. Nel linguaggio politico il laico è chi propende per una netta separazione della vita delle istituzioni dall'influenza delle confessioni religiose, ossia per indicare chi si ispira ai valori della laicità. Per estensione laico è anche chi desidera una minore influenza delle confessioni religiose nella società. Laico è anche una persona priva di pregiudizi. Ragionare laicamente è una espressione usata per indicare un ragionamento che non parte da presupposti aprioristici e non sfocia in prese di posizione immodificabili. Il termine laico viene usato nel contesto di professioni specializzate per riferirsi a chi non pratica la stessa professione. In questo paragrafo, userò il termine “laico” col significato di aconfessionale, di chi non riconosce nessuna confessione o autorità religiosa nelle proprie azioni, idee o professione. &lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nella serie tv vengono sempre messi in discussione fenomeni che hanno del paranormale e che spesso si spiegano poi alla fine con una spiegazione scientifica, è la mente della psicologa che crede nelle potenzialità della mente umana contro la mente del religioso che conosce anche quello che la scienza non sa ancora spiegare, non che non vuole. Scienza e religione sono sempre stati visti come due antitetici, ma se ci pensiamo a modo forse insieme ce la possono fare per un futuro migliore. La scienza direbbe “solo perchè alcune cose non si riescono a spiegare non significa che non ci sia una spiegazione scientifica”, ma è anche vero che ci sono delle cose che la scienza per sua stessa ammissione non sa e quindi non può spiegare e tra le cose che più dividono ci sono i miracoli, se per esempio un tumore scompare all’improvviso quando quella persona che l’aveva era ad un passo dalla morte come spiega la scienza, in termini di chimica, biologia e fisiologia come quel tumore è sparito? Le grazie e gli ex voto come li spieghiamo? Una spiegazione c’è, ma la scienza non la può dimostrare in un laboratorio. Potranno pensare che la lotta della persona malata è stata tanto feroce e dolorosa che alla fine questo ha comportato una guarigione immediata, traducibile come una serie di reazioni chimiche che nel giro di 24 ore e anche meno hanno tolto ogni tumore dal corpo.&amp;#160; Adesso ci si è messi, questa è una critica che devo veramente fare, a seguire una moda che spesso a mio parere comporta la violazione di quella che sarebbe l’etica e questa moda è la &lt;font color="#ff0000"&gt;laicità&lt;/font&gt;. Cosa vuol dire essere laico? Uno stato è laico, un politico è laico, anche i medici e gli psicologi a volte sono laici, inteso come detto sopra, come chi pensa e decide, in questo caso nella propria professione, indipendentemente da quella che è la religione o confessione cristiana e quindi anche la moralità cristiana. Un laico ha una concezione speciale del bene e del male? Un laico forse temo che tante volte si dimentica di cosa siano il bene ed il male, spesso tende a tagliare fuori dal repertorio delle risposte tutto quello che riguarda il divino e quanto il divino rappresenta e comporta. La psicologa della serie televisiva crede così tanto nelle potenzialità della mente che poco manca che dopo aver tagliato fuori il divino, va a cercare la soluzione alla Dr. House. Gabriel allora la invita ad essere più obiettiva seguendo però non solo quello che dicono i libri, ma anche ascoltando sè stessi ed accendo anche l’idea che possono succedere cose che sui libri e nei laboratori non si spiegano. In un episodio della serie una ragazza ha il potere di dare fuoco alle cose, trattasi di pirocinesi e incendia tra le varie cose anche un enorme crocifisso in chiesa, tutti le danno della satanista, dell’indemoniata ma Gabriel vuole capire meglio e con l’aiuto di Claudia arrivano a scoprire che la ragazza non è solo vittima della guerra nei paesi dell’est, ma ha nell’occhio una scheggia di materiale radioattivo che in particolari condizioni dava vita a degli incendi su oggetti focalizzati dalla ragazza. La nostra cornea funziona come una lente di ingrandimento in un certo senso, permettendoci di mettere le cose a fuoco. Se qualcuno di voi da bambino ha fatto il giochino di Archimede per incendiare le navi nemiche, allora sa che se si prende una lente ed un foglio di carta e si posiziona la lente in modo tale che il sole diventi un punto bianco sul foglio questo può prendere fuoco. &lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;u&gt;SCONSIGLIO&lt;/u&gt; CALDAMENTE DI PROVARCI&lt;/font&gt;, da bambina mi è successo mentre facevo lo stesso gioco stupido, il foglio ha preso fuoco e ho preso una paura boia! Nel telefilm si cercava di spiegare così il fatto che la ragazza in particolari condizioni emotive, in fisiologia si parla di stress cellulare, interagisse in un qualche modo con il frammento radioattivo presente nella cornea e questa agisse come lente dando fuoco a quanto aveva davanti. Padre Isaia è però convinto che si tratti solo di una teoria e che in realtà quello che la ragazza ha nell’occhio sia un marchio del diavolo e che quindi sia posseduta. La ragazza viene operata e torna a casa, incontra un ragazzo in un bar, i due vanno a casa e hanno un rapporto e sul più bello lei lo incendia. Anche in questo caso una spiegazione scientifica ci sarebbe, ma è un evento così raro che ancora una volta la scienza strascica perchè nessuno è mai riuscito a dimostrare i processi di pirocinesi e autocombustione, come se già non bastasse ci sono tutte le altre cinesi come la telecinesi che rimangono situazioni limite della scienza, spesso negate e definite impossibili dalla scienza stessa secondo la quale vada per le potenzialità della mente umana, ma non per imporre il proprio volere muovendo fisicamente altre persone per fare ciò che si vuole come fa Serventi nella serie tv. Che la psiche umana, la mente abbia delle potenzialità e che queste possa influire sull’organismo è assodato ed oggetto di studio come nel caso di momenti particolarmente difficili, di dolore che si traducono sempre in stress cellulare con tutto quello che questo può comportare, ma da qui a dire che si può costringere una persona a volare fuori dalla finestra, a tagliarsi le vene e altro con il potere della mente o perfino a guarire le malattie la scienza proprio dice “siamo fuori”. Nel clero invece, specie per gli esorcisti, le spiegazioni ci sono e spesso la risposta non è positiva, nel senso che è assodato che a volte esistano delle persone che hanno dei doni particolari, controllabili mentalmente, ma questi doni non sono certo a livello di pirocinesi, al massimo segnare le storte anche se perfino in questi casi Padre Amorth (di cui vi consiglio caldamente di leggere i siti, in caso di dubbi, bisogno di risposte, lui lavora a contatto con medici e psichiatri per aiutare le persone) sostiene di fare attenzione; chi millanta doni dall’apparenza semidivini e magari chiede qualcosa in cambio è da tener lontano, nel sito di P. Amorth inoltre trovate vari casi oltre a tutte le spiegazioni spesso più scientifiche di quanto ci si potrebbe aspettare. Le maledizioni per esempio, come quelle delle favole dove c’è la strega cattiva che vuole dividere gli innamorati, sono un elemento che fin dal medioevo fa parte della cultura popolare, specie della superstizione popolare; ma bisogna vedere cosa si intende per maledizione, perché se secondo gli esorcisti i malefici da leggenda non sono da leggenda ed esistono davvero, secondo la scienza è tutta suggestione e quindi una maledizione agisce nella misura in cui un individuo ci crede; le persone si comportano secondo la loro volontà in funzione di quello che anche loro chiamano libero arbitrio; questo è infatti uno dei principali problemi che spesso si ha nei confronti di chi è entrato o uscito da una setta: le cose che ha fatto le ha fatte perché lo voleva lui o è stato indotto? Purtroppo in Italia il reato di plagio e manipolazione mentale è stato depenalizzato al punto da potersi definire cancellato, un male a mio dire e che viene riproposto anche nella serie tv; anche qui è consigliabile leggersi quanto dice P. Amorth, che spiega le cose in modo chiarissimo; secondo gli esorcisti la propria volontà può essere imposta ad un altro individuo per fare del male o tramite plagio (come avviene nelle sette sataniche) o tramite culti esoterici a sfondo satanico per cui si può incorrere nella possessione; secondo la scienza invece oltre ad essere difficile da dimostrare il plagio funziona unilateralmente&amp;#160; nella prima fase quando un individuo carismatico trova il suo capro espiatorio da sacrificare alla propria soddisfazione personale; e bilateralmente quando la vittima di turno si affida ciecamente in anima e corpo al suo aguzzino e il problema sta proprio qui: come fare per capire e dimostrare che un individuo è plagiato, cioè che non è più la sua volontà ma quella di un altro a farlo agire? L’argomento maledizione e plagio è trattato in vero più di una volta nella fiction, anche nel secondo episodio si vedono ragazze seguire il destino del loro ritratto, emolacria (sangue nelle lacrime), impiccagione, annegamento, ecc e le ragazze coinvolte nella storia spesso si radunavano in gruppo con meccanismi psicologici simili al plagio dove una leader ha potere su tutte verso tutti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La depenalizzazione del reato di plagio e in un certo senso la sua cancellazione ha permesso a tanti guru di mettere su le loro industrie della superstizione, soldi a palate per la salvezza di un’anima in pena e spesso le sette religiose che si distaccano dalla dottrina ufficiale tendono all’estremismo ed al fanatismo, anche senza l’aspetto economico; in questi casi i guru non agiscono a scopo di lucro, ma per arricchire la propria incontinente esigenza di sentirsi onnipotenti, come Dio. La gente allora si chiede perchè queste persone fanno così? Gli esorcisti rispondono che sono azioni suggerite dal diavolo, la scienza risponde dicendo che sono i problemi psichiatrici anche se ormai siamo in un mondo dove la psichiatria non può risolvere sempre il perchè del male, della crudeltà e della cattiveria con la diagnosi del problema psichiatrico solo per rimanere laica. Una volta sentii dire in tv uno psicologo come la psicologia interpretava la cattiveria: bisogno di autosoddisfazione. Una risposta così è ASSURDA, non può essere solo una patologia psichiatrica la parafilia del sadismo che sarebbe scientificamente la più azzeccata; non può essere una devianza della mente, non si può spiegare solo con la scienza, specie quando la cattiveria si ripercuote su bambini e donne e mi riferisco ai macabri episodi che di recente le cronache fanno in riferimento agli asili. Certo i media calcano tanto la mano sui dettagli che sanno provocare una determinata risposta della mentalità della gente: le mamme non portano più i figli all’asilo, stanno a casa da lavorare, ci si chiude al mondo. Signori, siamo nell’era del plagio sociale, infatti da un po’ ho smesso di ascoltare i telegiornali, viene l’ansia solo a pensarci. Meglio un bel telefilm, non beutiful, anche lì vien l’ansia pensare al potere diabolico di Brooke, come riesca a sedurre non lo so, non voglio saperlo, anche una strega del medioevo come quella di Michelet si sarebbe scandalizzata. Non ho fatto questa spiritosaggine a caso, la figura della donna che seduce, sia l’uomo destinatario di tale azione un uomo normale o un uomo di chiesa è un altro argomento di quelli affrontati nella serie tv e che richiama all’attenzione dello spettatore l’antico mito della donna seduttrice come strumento del male e che richiama anche il mito del femminino. Claudia che nella serie tv è sempre più coinvolta per via dei suoi sentimenti verso Gabriel è vista dagli altri membri della Congregazione come uno strumento che devierebbe la vocazione dello stesso Gabriel, il quale però non sente la propria vocazione in crisi e quindi in discussione, nonostante il bacio. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Conclusioni&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Forse questa fiction piace alla Chiesa, secondo alcuni, perchè propone temi sui quali scienza e religione non solo devono lavorare a stretto contatto per risolvere i casi, ma spesso l’una ha bisogno dell’altra per trovare anche una sola risposta che possa giustificare gli eventi. Ad altri invece la serie tv non piace perché sarebbe una salsa alla Dan Brown solo più soft dove i complotti li fanno ancora una volta in Chiesa, in funzione di profezie assurde e in nome di principi che sinceramente non si capiscono bene, anche se sullo sfondo la profezia che fa da ruota dentata del meccanismo della trama è la profezia secondo cui il tredicesimo apostolo sarebbe una specie di prescelto da Cristo per cambiare la Chiesa dal suo interno; tema della stessa natura, anche se in chiave opposta a quello di Angel e Demoni di Dan Brown in cui il figlioccio del papa sarebbe disposto a tutti i costi, dietro al fantasma di un antica organizzazione segreta che vuole impedire il progresso scientifico. La Chiesa di fatto non si è mai opposta al progresso scientifico e se si è pronunciata, obiettivamente, in alcune questioni come la clonazione umana, partendo da cellule staminali, lo ha fatto nell’interesse del più debole, cioè il feto che sarebbe nato in provetta considerato dalla fede cristiana un individuo a tutti gli effetti e quindi con un’anima. Sinceramente credo, da quanto so per via dei miei studi universitari, che le cellule staminali o quelle totipotenti possono essere ricavate anche dalle placente e dai cordoni ombelicali, che le madri dopo il parto possono decidere (purtroppo a pagamento) di destinare alla ricerca. Sarebbe preferibile che questi “scarti” preziosi del parto fossero automaticamente spediti alla ricerca per cercare di curare malattie genetiche e di altra natura, tuttavia i centri specializzati sono pochi e i costi esorbitanti e pochi i privati disposti a firmare un assegno. Le cellule staminali possono essere ricavate anche diversamente dalla tortura ad un embrione, il fatto è che forse a volte c’è più voglia di giocare a fare Dio che a cercare davvero una soluzione, e questo va contro l’etica in generale. Il voto conclusivo a questa fiction è un 6,5 per me, non per i contenuti che sono certamente interessanti, per la il finale che oltre ad essere aperto contiene una morale che mi piace davvero poco, cioè che il male la passa sempre liscia perchè di fatto la setta è scomparsa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Bibliografia&lt;/h2&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giordano_Bruno#Il_processo_e_la_condanna"&gt;Giordano Bruno&lt;/a&gt; – Wikipedia, IT &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_di_Giordano_Bruno"&gt;Il processo a Giordano Bruno&lt;/a&gt; – Wikipedia, IT &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274371"&gt;Pirocinesi e poltergeist, il Cicap nelle indagini sul paranormale, indagini nel Pavese&lt;/a&gt; – Cicap.org, IT &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://esorcismo.altervista.org/maleficio.htm"&gt;Spiegazione teologica al maleficio&lt;/a&gt; – Testo di P. Amorth, spiegazione teologica del maleficio, delle sue forme. Se siete persone sensibili e suscettibili consiglio di farvi aiutare a capire questo argomento con l’aiuto di un buon sacerdote, aperto di mentalità e di ferma fede cristiana cattolica o potete chiedere direttamente trovando i contatti nel sito. Se invece siete interessati all’argomento, P. Amorth risponde telefonicamente su Radio Maria, una volta al mese. &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.antiplagio.org/"&gt;Osservatorio antiplagio&lt;/a&gt; – Indirizzo dal sito di P. Amorth, contro il plagio &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sadismo"&gt;La patologia del sadismo&lt;/a&gt; – Wikipedia, IT &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;    &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laico"&gt;Laico&lt;/a&gt; – Wikipedia, IT&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;h2&gt;Altri articoli del mio sito sull’argomento paranormale&lt;/h2&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;a href="http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/08/perche-vivere-il-medioevo-non-parla-mai.html"&gt;Perchè Vivere il Medioevo non tratta certi argomenti&lt;/a&gt; – Vivere il Medioevo &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2984581284308473311?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2984581284308473311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2012/02/il-tredicesimo-apostolo-un-dan-brown.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2984581284308473311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2984581284308473311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2012/02/il-tredicesimo-apostolo-un-dan-brown.html' title='Il Tredicesimo Apostolo: un Dan Brown molto più soft che ad alcuni piace e ad altri no.'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-b3SB6O-FYAM/TzKahMw2rCI/AAAAAAAARCw/QKlGbPrh1yY/s72-c/image%25255B2%25255D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-7354651984684318388</id><published>2011-12-21T13:54:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:54:36.863+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miti e leggende del Medioevo'/><title type='text'>I 7 segni dell'apocalisse</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/qw4gpr_v6tE?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mille e non più mille dicevano poco prima, nel X secolo d.C. e temevano la fine del mondo, ma quella fine non arrivò mai, così la riproposero dieci anni fa ma si sbagliarono ancora una volta e allora cosa è davvero la fine del mondo? è un modo di dire o è qualcosa che ha una suo possibile causa e spiegazione e infine degli apocalittici effetti e infine qual'èl'aspetto prevalente nella mentalità dell'uomo: quello religioso o quello scientifico? UN documentario ben realizzato che consiglio a tutti i curiosi e gli scettici, ma anche ai fifoni!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-7354651984684318388?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/7354651984684318388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-7-segni-dellapocalisse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7354651984684318388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7354651984684318388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-7-segni-dellapocalisse.html' title='I 7 segni dell&apos;apocalisse'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/qw4gpr_v6tE/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-2424618289562713508</id><published>2011-12-21T13:41:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:42:16.842+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miti e leggende del Medioevo'/><title type='text'>I misteri della Massoneria</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/KN34LHJqA8U?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai questo argomento che viene sempre più spesso associato alla stregoneria nel passato, all'esoterismo ed all'occulto copre ogni argomento di cui si volesse parlare. Chi, cosa, come e soprattutto perchè, perchè certe cose avvengono e chi le fa avvenire, eventi politici, ma anche storici, trafugazione di reliquie e occultamenti per mascherare complotti. Insomma, un vero e proprio mistero che non può nascondere il suo coinvogimento anche nell'oscuro e misterioso Medioevo. Consigliato a tutti i curiosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2424618289562713508?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2424618289562713508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-misteri-della-massoneria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2424618289562713508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2424618289562713508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-misteri-della-massoneria.html' title='I misteri della Massoneria'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/KN34LHJqA8U/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-4343025082031144628</id><published>2011-12-21T13:32:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:32:22.828+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miti e leggende del Medioevo'/><title type='text'>H.C - Il Santo Graal</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/oEZJMWhlO9M?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei video che forse saranno più visitati e che più di tutti attira perchè si sa che i misteri incuriosiscono, ma non sempre nel corso della storia vengono risolti. Questo video ripercorre tutte le opere letterarie, la storia ed i miti che riguardano una delle reliquie più cercatre e più importanti dall'intera umanità: il Santo Graal. Consigliato a tutti i miei viandanti, ma soprattutto ai curiosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-4343025082031144628?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/4343025082031144628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/hc-il-santo-graal.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4343025082031144628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4343025082031144628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/hc-il-santo-graal.html' title='H.C - Il Santo Graal'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/oEZJMWhlO9M/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-7552025822321895524</id><published>2011-12-21T13:24:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.163+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>Gli Unni</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/lqUWq-qmnoU?fs=1" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Unni erano un popolo guerriero nomade probabilmente di stirpe turco-mongola proveniente dall'Asia Centrale che giunse in Europa nel IV secolo. Secondo fonti locali della loro zona d'origine, gli Unni sarebbero stati padroni incontrastati di tutta l'Asia Centrale dal tardo I secolo alla metà del V secolo. Questo documentario torna a rivedere un'altra importante popolazione che partecipò alle ondate di invasioni barbariche dell'alto Medioevo. Consigliato ad appassionati, curiosi e studenti delle medie e delle scuole superiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-7552025822321895524?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/7552025822321895524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/gli-unni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7552025822321895524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7552025822321895524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/gli-unni.html' title='Gli Unni'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/lqUWq-qmnoU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-4865745392229848990</id><published>2011-12-21T13:22:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T13:22:13.442+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>La Terza Crociata (1189-1192)</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/dJvBQS_8cZ8?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a terza crociata (1189-1192), detta anche la "crociata dei Re", fu un tentativo, da parte di vari sovrani europei, di strappare Gerusalemme e quanto perduto della Terrasanta al Saladino. Fu sicuramente dopo la prima, una delle più importanti delle otto crociate della Terra Santa, anche per quanto riguarda il suo impatto nell'Europa medievale. Consigliato a tutti gli studenti di scuole medie e superiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-4865745392229848990?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/4865745392229848990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/la-terza-crociata-1189-1192.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4865745392229848990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4865745392229848990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/la-terza-crociata-1189-1192.html' title='La Terza Crociata (1189-1192)'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/dJvBQS_8cZ8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-7854054541840891787</id><published>2011-12-21T12:52:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T12:52:16.359+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Storia del Medioevo - Banchieri, Mercanti, Viaggiatori</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/7EWsC0r2fJY?fs=1" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da chi era fatto soprattutto il Medioevo? Dai poveri e dai signori e attraverso la visione di questo video che consiglio alle scuole medie e superiori viene spiegato come la storia medievale non fosse solo un'epoca di secoli bui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-7854054541840891787?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/7854054541840891787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/storia-del-medioevo-banchieri-mercanti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7854054541840891787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7854054541840891787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/storia-del-medioevo-banchieri-mercanti.html' title='Storia del Medioevo - Banchieri, Mercanti, Viaggiatori'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/7EWsC0r2fJY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-127568231454274615</id><published>2011-12-21T12:47:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T12:47:30.857+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>La Leggenda di Re Artù</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/js9wXmndcDo?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Re Artù, figlio di re Uther Pendragon, è un'importante figura delle leggende della Gran Bretagna, dove appare come la figura del monarca ideale sia in pace sia in guerra.La storicità di Re Artù è stata a lungo dibattuta dagli studiosi, ma negli anni si è raggiunto un consenso nel ritenere sostanzialmente leggendaria la figura del sovrano. Storia, mito o leggenda? Il documentario presentato dal grandissimo ed importante attore Richard Harris, doppiato dallo stesso doppiatore che l'attore ha nei film. Ottimo e che vale la pena guardare questo video per riattraversare la storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-127568231454274615?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/127568231454274615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/la-leggenda-di-re-artu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/127568231454274615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/127568231454274615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/la-leggenda-di-re-artu.html' title='La Leggenda di Re Artù'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/js9wXmndcDo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-205608699820116672</id><published>2011-12-21T12:45:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T12:45:11.835+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Le Crociate</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/sFK6U_8YKRw?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Crociate furono una serie di guerre, combattute tra l'XI e il XIII secolo fra eserciti di regni cristiani europei ed eserciti musulmani prevalentemente sul terreno dell'Asia minore e nel Mediterraneo orientale. Poiché esse furono benedette e spesso invocate dal Papato e motivate da un sentimento eminentemente religioso che intendeva liberare dall'occupazione musulmana la terra ove nacque, predicò e morì Gesù Cristo, vengono spesso definite "guerre di religione". Tuttavia, esse ebbero di fatto anche non trascurabili moventi politico-economici all'interno del mondo feudale medievale europeo e bizantino, e come concreto fine la difesa dei Cristiani in Terra Santa contro i musulmani. Sono altresì considerate da molti, storici e non, come la risposta della Cristianità al jihad islamico del VII secolo, dal momento che la Palestina (come anche il Nord Africa) erano state terre cristiane dal II/III secolo fino alla vittoriosa avanzata islamica. In questo documentario vengono anche affrontate tutte le documentazioni per quanto riguarda le crociate, i motivi e le leggende, i miti e le verità. Consigliato a tutti gli appassionati, curiosi e studenti di scuole medie e superiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-205608699820116672?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/205608699820116672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/le-crociate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/205608699820116672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/205608699820116672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/le-crociate.html' title='Le Crociate'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/sFK6U_8YKRw/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-2017139654291023931</id><published>2011-12-21T12:42:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.139+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Vandali</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/4vgDQJnPPjM?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Documentario trasmesso da History Channel riguardante il popolo barbaro dei Vandali. Importante per quanto riguarda la storia dell'alto Medioevo e delle invasioni barbariche. Importane e ben fatto, con spiegazioni chiare e scorrevoli, buoni i costumi. Consigliato agli studenti delle scuole medie e superiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2017139654291023931?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2017139654291023931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-vandali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2017139654291023931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2017139654291023931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-vandali.html' title='I Vandali'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/4vgDQJnPPjM/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-2782111154510328996</id><published>2011-12-21T12:40:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T12:40:38.877+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Federico II, Lo Stupor Mundi</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/C_j-rBrtzHQ?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Documentario che dipinge con vigorose pennellate l'affascinante, inquietante e poliedrica personalità di Federico II di Svevia, Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero. Il Sovrano dell'Europa Occidentale fece della Sicilia la chiave di volta del suo immenso dominio che arrivò ad estendersi dal Mare del Nord al Mare Africano, a Gerusalemme. Precursore dell'assolutismo illuminato creò nella corte di Palermo il primo stato moderno, civile e laico in una Cristianità ancora intrisa di ignoranza, oscurantismo e superstizione. Notevolissimo fu il suo apporto nella cultura occidentale ma seppe anche accostarsi alla raffinata cultura araba del 1200 con estremo interesse, sincera ammirazione e profondo rispetto. Importante scorcio di storia medievale italiana e consigliato a tutti gli studenti di scuole medie e superiori, ma anche agli appassionati ed ai curiosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2782111154510328996?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2782111154510328996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/federico-ii-lo-stupor-mundi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2782111154510328996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2782111154510328996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/federico-ii-lo-stupor-mundi.html' title='Federico II, Lo Stupor Mundi'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/C_j-rBrtzHQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-2010161080633421257</id><published>2011-12-21T12:39:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.135+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Normanni</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/ghu5Bx1E2Ws?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Normanni sono tra le popolazioni barbariche che in Europa ed in Italia hanno rappresentato un importantissimo scorcio della storia medievale. Importante video, fatto bene e con bione spiegazioni, riproduzioni e costumi dell'epoca altomedievale italiana e non solo. Consigliato a studenti di scuole medie e superiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2010161080633421257?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2010161080633421257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-normanni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2010161080633421257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2010161080633421257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-normanni.html' title='I Normanni'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/ghu5Bx1E2Ws/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-2583887600498089212</id><published>2011-12-21T12:37:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.142+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Visigoti</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/SpG6nXRdQXo?fs=1" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i Visigoti rappresentano un importante argomento della storia medievale, almeno dell'Alto Medioevo e delle invasioni barbariche. Consigliato a tutti gli appassionati, ma anche agli studiosi ed agli studenti di scuole medie e superiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2583887600498089212?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2583887600498089212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-visigoti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2583887600498089212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2583887600498089212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-visigoti.html' title='I Visigoti'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/SpG6nXRdQXo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-3639243389649435444</id><published>2011-12-21T12:33:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.148+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Longobardi - History Channel</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/k6Qb_eLrNBI?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo documentario invece è molto importante per quanto riguarda la storia del Medioevo Italiano, trattando dei Longobardi, dalla loro ascesa alla loro caduta. Un video fatto bene e con ottimi costumi e buone ricostruzioni oltre che narrazioni. Consigliato a tutti gli studenti di scuole medie e superiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-3639243389649435444?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/3639243389649435444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-longobardi-history-channel.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3639243389649435444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3639243389649435444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-longobardi-history-channel.html' title='I Longobardi - History Channel'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/k6Qb_eLrNBI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-3566071693683948491</id><published>2011-12-21T12:22:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.145+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Celti un Popolo di Guerrieri - HISTORY CHANNEL</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/NerOzQzGTuI?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo documentario si parla di una tribù indirettamente legata al Medioevo, riguardante soprattutto il periodo delle invasioni barbariche e la riconquista da parte dei celti della Britannia romana. Documentario fatto molto bene e che vale la pena guardare, specie ai curiosi!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-3566071693683948491?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/3566071693683948491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-history_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3566071693683948491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3566071693683948491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-history_21.html' title='I Celti un Popolo di Guerrieri - HISTORY CHANNEL'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/NerOzQzGTuI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-5823201120889933474</id><published>2011-12-21T12:21:00.003+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.160+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Celti Un Popolo Di Guerrieri 2/5 - HISTORY CHANNEL ITA</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/oL_SjjqYQCo?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-5823201120889933474?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/5823201120889933474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-25.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5823201120889933474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5823201120889933474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-25.html' title='I Celti Un Popolo Di Guerrieri 2/5 - HISTORY CHANNEL ITA'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/oL_SjjqYQCo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-4766140444473014301</id><published>2011-12-21T12:21:00.002+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.157+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Celti Un Popolo Di Guerrieri 3/5 - HISTORY CHANNEL ITA</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/rtC130r31ns?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-4766140444473014301?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/4766140444473014301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-35.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4766140444473014301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4766140444473014301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-35.html' title='I Celti Un Popolo Di Guerrieri 3/5 - HISTORY CHANNEL ITA'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/rtC130r31ns/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-4352687245032933314</id><published>2011-12-21T12:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.154+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Celti Un Popolo Di Guerrieri 4/5 - HISTORY CHANNEL ITA</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/hz1tFd8NSUA?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-4352687245032933314?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/4352687245032933314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-45.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4352687245032933314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4352687245032933314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-45.html' title='I Celti Un Popolo Di Guerrieri 4/5 - HISTORY CHANNEL ITA'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/hz1tFd8NSUA/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-412095559762514244</id><published>2011-12-21T12:21:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T13:25:07.151+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Invasioni barbariche e l&apos;inizio del Medioevo'/><title type='text'>I Celti Un Popolo Di Guerrieri - HISTORY CHANNEL</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/kQBKArz3ncM?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-412095559762514244?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/412095559762514244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-history.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/412095559762514244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/412095559762514244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-celti-un-popolo-di-guerrieri-history.html' title='I Celti Un Popolo Di Guerrieri - HISTORY CHANNEL'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/kQBKArz3ncM/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-2628789357345688535</id><published>2011-12-21T12:05:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T12:06:32.708+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>La storia e i misteri dei Templari su History Channel</title><content type='html'>&lt;object height="584" width="800"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.megavideo.com/v/2SNFLB47c5b3ca281f28391b606da475a893bcee"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.megavideo.com/v/2SNFLB47c5b3ca281f28391b606da475a893bcee" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="800" height="584"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;  &lt;br /&gt;Il video realizzato da History Channel si ripropone di raccontare la storia dell’ordine dei Templari dalle origini alla caduta e ai misteri di questo ordine che fa così tanto parlare di sè. Consigliato a tutti gli appassionati, ma anche per gli studenti che dovessero imbattersi in questo millenario rompicapo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2628789357345688535?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2628789357345688535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/la-storia-e-i-misteri-dei-templari-su.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2628789357345688535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2628789357345688535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/la-storia-e-i-misteri-dei-templari-su.html' title='La storia e i misteri dei Templari su History Channel'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-5650131562528743456</id><published>2011-12-21T11:52:00.003+01:00</published><updated>2011-12-21T11:52:41.515+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Il medioevo - I Cavalieri, la Morte, Il Diavolo - Part 1.avi</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/AJj3G_xIaxQ?fs=1" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro importante documentario di storia medievale, indicato per le scuole medie inferiori e superiori per affrontare questo periodo storico così strano, turbolento, ma anche grandioso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-5650131562528743456?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/5650131562528743456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-i-cavalieri-la-morte-il_2187.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5650131562528743456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5650131562528743456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-i-cavalieri-la-morte-il_2187.html' title='Il medioevo - I Cavalieri, la Morte, Il Diavolo - Part 1.avi'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/AJj3G_xIaxQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-6844776472738783656</id><published>2011-12-21T11:52:00.002+01:00</published><updated>2011-12-21T11:52:30.267+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Il Medioevo - I Cavalieri, La Morte, Il Diavolo - Part 2.avi</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/Yo0mHZ_6F5M?fs=1" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-6844776472738783656?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/6844776472738783656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-i-cavalieri-la-morte-il_8992.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6844776472738783656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6844776472738783656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-i-cavalieri-la-morte-il_8992.html' title='Il Medioevo - I Cavalieri, La Morte, Il Diavolo - Part 2.avi'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Yo0mHZ_6F5M/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-7972010660853537787</id><published>2011-12-21T11:52:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T11:52:20.800+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Il Medioevo - I Cavalieri, La Morte, Il Diavolo - Part 3.avi</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/rMCQb-NV3FI?fs=1" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-7972010660853537787?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/7972010660853537787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-i-cavalieri-la-morte-il_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7972010660853537787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7972010660853537787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-i-cavalieri-la-morte-il_21.html' title='Il Medioevo - I Cavalieri, La Morte, Il Diavolo - Part 3.avi'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/rMCQb-NV3FI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-5494101871719185043</id><published>2011-12-21T11:52:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T11:52:10.358+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Il Medioevo - I Cavalieri, La Morte, Il Diavolo - Part 4.avi</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/7qPi3_5Vv4A?fs=1" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-5494101871719185043?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/5494101871719185043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-i-cavalieri-la-morte-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5494101871719185043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5494101871719185043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-i-cavalieri-la-morte-il.html' title='Il Medioevo - I Cavalieri, La Morte, Il Diavolo - Part 4.avi'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/7qPi3_5Vv4A/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-6536493696552138074</id><published>2011-12-21T11:47:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T11:48:22.234+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Storia del Medioevo - La Morte Nera - COMPLETO</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/yTEV6zakqgk?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documentario tratta della Morte Nera, la peste bubbonica che determinò milioni di morti in epoca medievale e non solo. Una visione storica e medica del fenomeno della Peste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-6536493696552138074?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/6536493696552138074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/storia-del-medioevo-la-morte-nera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6536493696552138074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6536493696552138074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/storia-del-medioevo-la-morte-nera.html' title='Storia del Medioevo - La Morte Nera - COMPLETO'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/yTEV6zakqgk/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-7788408606915314258</id><published>2011-12-21T11:42:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T11:42:20.546+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Video documentari di Atlantide sul Medioevo</title><content type='html'>&lt;p&gt;Si tratta di documentari fatti molto bene e ben spiegati che consiglio a tutti gli studenti ed appassionati del periodo medievale, ma anche a scettici e curiosi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a title="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50233369" href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50233369"&gt;http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50233369&lt;/a&gt; – San Francesco di Assisi&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a title="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50181093" href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50181093"&gt;http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50181093&lt;/a&gt; – Il mistero di Stonehenge&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Questa pagina continuerà ad essere aggiornata per mezzo del commentarium, se trovate anche voi qualche video di questo canale dedicato alla storia del Medioevo, potete linkarlo e verrà pubblicato a seguito della revisione per moderazione dei commenti. Grazie per la vostra collaborazione e comprensione. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-7788408606915314258?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/7788408606915314258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/video-documentari-di-atlantide-sul.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7788408606915314258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7788408606915314258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/video-documentari-di-atlantide-sul.html' title='Video documentari di Atlantide sul Medioevo'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-4933522949708800432</id><published>2011-12-21T11:22:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T11:22:11.456+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo - Parte 1</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/S4lKBe-tgYY?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro fantastico e bellissimo documentario di Alberto Angela dedicato al Medioevo. Non perdetevelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voto: 10/10&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-4933522949708800432?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/4933522949708800432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4933522949708800432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4933522949708800432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-1.html' title='I segreti del Medioevo - Parte 1'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/S4lKBe-tgYY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-5114511361958352480</id><published>2011-12-21T11:22:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T11:22:03.440+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo - Parte 2</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/e2RW-vepFKU?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-5114511361958352480?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/5114511361958352480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5114511361958352480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5114511361958352480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-2.html' title='I segreti del Medioevo - Parte 2'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/e2RW-vepFKU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-7224923237961648230</id><published>2011-12-21T11:21:00.003+01:00</published><updated>2011-12-21T11:21:56.363+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo - Parte 3</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/3G1eV7xo7B4?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-7224923237961648230?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/7224923237961648230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7224923237961648230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7224923237961648230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-3.html' title='I segreti del Medioevo - Parte 3'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/3G1eV7xo7B4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-6345138172084661595</id><published>2011-12-21T11:21:00.002+01:00</published><updated>2011-12-21T11:21:48.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo - Parte 4</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/Vb5p5s9blQs?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-6345138172084661595?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/6345138172084661595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6345138172084661595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6345138172084661595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-4.html' title='I segreti del Medioevo - Parte 4'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Vb5p5s9blQs/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-4974888926655883858</id><published>2011-12-21T11:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T11:21:37.437+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo - Parte 5</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/i6ozeN4YgQ8?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-4974888926655883858?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/4974888926655883858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-5.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4974888926655883858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4974888926655883858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-5.html' title='I segreti del Medioevo - Parte 5'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/i6ozeN4YgQ8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-5909921858711025574</id><published>2011-12-21T11:21:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T11:21:30.327+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo - Parte 6</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/VZ0km0oB8IQ?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-5909921858711025574?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/5909921858711025574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-6.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5909921858711025574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5909921858711025574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-6.html' title='I segreti del Medioevo - Parte 6'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/VZ0km0oB8IQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-7030177043520525920</id><published>2011-12-21T11:20:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T11:20:48.379+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo - Parte 7</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/A6V6adMr4ZI?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-7030177043520525920?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/7030177043520525920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7030177043520525920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7030177043520525920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-7.html' title='I segreti del Medioevo - Parte 7'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/A6V6adMr4ZI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-5748263954892185</id><published>2011-12-21T11:20:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T11:20:38.118+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo - Parte 8</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/ZL1Gn-UPRMg?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-5748263954892185?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/5748263954892185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5748263954892185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5748263954892185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-8.html' title='I segreti del Medioevo - Parte 8'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/ZL1Gn-UPRMg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-6791403693671317384</id><published>2011-12-21T11:19:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T11:19:47.041+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>I segreti del Medioevo . Parte 9</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/d9r0TSqKI4c?fs=1" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-6791403693671317384?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/6791403693671317384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-9.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6791403693671317384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6791403693671317384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/i-segreti-del-medioevo-parte-9.html' title='I segreti del Medioevo . Parte 9'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/d9r0TSqKI4c/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-3408037097674573163</id><published>2011-12-21T11:01:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T11:02:30.154+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Il Medioevo. Miti, verità e segreti</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/lwpEldna990?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra fantastica puntata creata dai due grandissimi e bravissimi Alberto Angela e Piero Angela sulla storia del Medioevo, alla scoperta di un millenario viaggio nel tempo, che spero vi farà innamorare di questo periodo come lo sono io. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VOTO: 10/10&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-3408037097674573163?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/3408037097674573163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-miti-verita-e-segreti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3408037097674573163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3408037097674573163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/il-medioevo-miti-verita-e-segreti.html' title='Il Medioevo. Miti, verità e segreti'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/lwpEldna990/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-6799417019957917409</id><published>2011-12-20T21:35:00.000+01:00</published><updated>2011-12-20T21:36:57.726+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentari video sul Medioevo'/><title type='text'>Superquark - Carlo Magno: la corona e la spada</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/-kzE77yp78A?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta del video della puntata di Superquark dedicato alle biobgrafie, in questa puntata in particolare si parla di Carlo Magno, sono presenti intervite a storici importanti e si parla anche delle scoperte archeologiche e degli studi che sono stati fatti, oltre ai video sui luoghi visitati e un tempo appartenuti come feudi a Carlo Magno, integrati con spezzoni del film da cui prende il nome anche la puntata. Ne vale veramente la pena. &lt;br /&gt;Voto: 10/10&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-6799417019957917409?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/6799417019957917409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/superquark-carlo-magno-la-corona-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6799417019957917409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/6799417019957917409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/superquark-carlo-magno-la-corona-e-la.html' title='Superquark - Carlo Magno: la corona e la spada'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/-kzE77yp78A/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-8187620881360692909</id><published>2011-12-14T17:43:00.000+01:00</published><updated>2011-12-14T17:53:25.103+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo moderno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli vari'/><title type='text'>Quella violenza simulata…</title><content type='html'>&lt;p&gt;Care e cari viandanti, mi rivolgo soprattutto alle donne, di recente ha fatto scalpore il caso, che purtroppo non è isolato, del simulato stupro che alla fine è sfociato in una vera e propria mattanza con lo scoppio di un incendio a spese di persone di un campo nomadi. Non si tratta purtroppo del primo caso in cui una donna parla di stupro e poi i medici scoprono che non si tratta di stupro, ma di un rapporto consenziente. Nel nostro caso, non è una donna, ma una ragazzina di sedici anni che affronta la sua “prima volta” e che presa da tanta vergogna inventa una bugia senza magari sapere nemmeno il perché e soprattutto forse &lt;u&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;inconsapevole&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt; di quanto una bugia del genere potesse portare la mano della folla alle fiamme ed al rogo. I giornali fanno presto a parlare di una ragazza che prova vergogna per la sua prima esperienza e che non sa come giustificare le macchie di sangue sui jeans davanti ai genitori, temendo il loro giudizio, oltretutto i media potrebbero risparmiare i dettagli dovuti ad una cosa così intima. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Perchè provare vergogna per una cosa in fin dei conti naturale, se fatta con la testa? Perchè inventare una bugia? si chiede la gente. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-055YroCKwD0/TujUaw4qA0I/AAAAAAAAQWA/lN1FsXeLyKU/s1600-h/blackwings%25255B15%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 15px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="blackwings" border="0" alt="blackwings" src="http://lh3.ggpht.com/-dNuXclkHIg0/TujUcGVaMgI/AAAAAAAAQWI/BgDKSUNhMSw/blackwings_thumb%25255B12%25255D.jpg?imgmax=800" width="663" height="497" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;La menzogna sullo stupro e i motivi nella casistica socio-religiosa: dal disagio alla tragedia&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Mentire su una cosa grave come lo stupro non è una cosa che capiti raramente e quasi sempre ci sono alla base dei tabù religiosi, tramessi per mezzo delle famiglie e dalla mancanza di dialogo sulla materia volontaria e/o involontaria, per cui la bugia che non è NON GIUSTIFICATA nè GIUSTIFICABILE nella maggior parte dei casi suddetti è però sempre inevitabile; è la “prassi” di un’insicurezza che gli psicologi si ostinano maledettamente ad addossare alla sessuofobia ecclesiastica, sessuofobia direi inesistente nel senso che signori miei la Chiesa di oggi non è quella del Medioevo, oggi è un'istituzione che come tutte evolve, è fatta di uomini, ma matura nel tempo. Oltretutto non ci si può aspettare come taluni pensano (e spero non accada mai) che la Chiesa domani apra la finestra di Piazza San Pietro e dica “fate sesso libero, l’amore è una cosa naturale”, nemmeno il medico più credente e aperto di mentalità vi dirà mai una cosa del genere. Ricordiamoci che non è un atto da prendere alla leggera né privo di conseguenze, non è solo una cosa naturale e insita nell’uomo in quanto essere vivente per riprodursi e mantenere la specie. Se la Chiesa ci tiene a tutelare la verginità oltre al fattore morale c’è anche quello di tutelare i DIRITTI dei frutti di un’unione carnale, perchè ditemi se sbaglio, quanti sono e se ci si azzarda a contare tutti i figli di letto di genitori che oggi sono separati e ci si ritrova con due mamme, tre papà, otto nonni, ecc? Questi bambini secondo voi, cari media (cari si fa per dire) non hanno diritti? Credenti o meno, signori, se a dirlo fosse stato il Papa, un ministro, un chiunque avrebbe avuto sacrosanta ragione. Il libero arbitrio esiste, ma è inutile che ci ostiniamo ad inseguire il sogno di fare delle cavolate senza pagarne il prezzo. E io credo che questa ragazzina di sedici anni stia pagando il caro prezzo della sua bugia alla sua coscienza oltre che alla legge italiana, perchè una coscienza che ci parla l’abbiamo tutti, credenti o meno e la coscienza non la si può mettere a tacere. Cari media (sempre per dire), mettetevi una mano sulla coscienza e chiedetevi se sia il caso di trasformare questa vicenda in un Cogne 3. Lasciate in pace questo caso, che di amarezza e delusione ne ha dato fin troppo, il bicchiere della gente già trabocca di queste cose senza bisogno di rincarare la dose.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Bisogna anche aggiungere tornando al discorso dei tabù, che essi nascono da altri tabù mai vinti, una spirale che crea disagio e si trasmette di generazione in generazione. Inoltre non è solo “colpa” delle famiglie che fanno psicologicamente fatica a superare certi tabù, certi argomenti, la colpa è soprattutto di una società in cui la verginità come valore non esiste più, anzi, semmai viene quasi condannato questo valore e ciò mette sempre più in crisi i concetti delle nuove generazioni figlie di altre generazioni di impronta conservatrice ed osservante. Essere credenti, osservanti e mettere in pratica i valori morali della propria fede non vuole dire essere “bigotti”. L’educazione cristiana non mi sembra vada con la corrente dell’estremismo delle idee e dei concetti e secondo me deve affrontare l’argomento sessualità, e ce la può fare con successo ma solo se con serenità, senza condanne da Inquisizione Spagnola, senza vergogne e senza pregiudizi. Sicuramente ci sono delle cose che secondo alcuni vanno riviste, come la contraccezione nei rapporti matrimoniali al posto della castità e dell’astinenza; si potrebbero aprire dibattiti intelligenti e seri senza torte in faccia o pugni o scenate da pazzi davanti alle telecamere(fanno audience, ma non danno frutti). L’estremismo, oggi, meglio dimenticarselo, è un cattivo e mendace consigliere che altro non porta che la violenza e il rancore, la rabbia e l’odio nella società. Anche l’uomo più ignorante e che non sa leggere nè scrivere o far di conto direbbe “Beati gli operatori di pace”. Se esistono dei cattolici estremisti, non sono certo i soli, ci sono estremisti di ogni natura e credo che ragionano non con mentalità aperta e saggezza, ma come inquisitori ottusi e che davanti a proposte di dialogo rispondono picche e bastoni. Sono legnate nei denti che si potrebbero risparmiare, senza contare le vittime di tante legnate che di fatto non portano a nulla. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Dalla bugia al rogo contro degli stranieri: ma la colpa è nostra&lt;/h2&gt;  &lt;h2&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Sempre i media parlano che la ragazzina avrebbe confessato la verità al fratello e insieme avrebbero trovato a chi dare la colpa (&lt;em&gt;LaRepubblica&lt;/em&gt; di Torino) e sempre secondo i giornali la bugia sarebbe frutto di un giuramento spontaneo mancato fatto alla nonna dalla ragazza stessa sul fatto che sarebbe arrivata pura al matrimonio. Ancora i giornali riportano la sua lettera di scuse per quanto accaduto, ma le polemiche sono urla e fanno un gran frastuono, non si capisce più nulla, i media di guadagnano e la gente letteralmente IMPAZZISCE e i media impazziscono ancora di più, con più forti e piccanti, poco discreti sono i dettagli di fatti di cronaca. La ragazza nella sua richiesta di perdono ammette di aver formulato un’accusa falsa senza sapere perchè, che la promessa sulla sua verginità l’aveva fatta spontaneamente e che non è vero i genitori la costringono a visite ginecologiche per appurare che rimanga pura, tanto è vero che la mamma della ragazza l’avrebbe perdonata. Certo mettersi nei panni di una mamma conservatrice ed osservante che viene accusata di violenza minorile e bigottismo è una cosa che i media non hanno proprio pensato di fare. Ma pensate invece a questa mamma che è una donna e che come lei ne conosco personalmente che sono credenti ed osservanti, davanti a questi fatti disastrosi (parlo del rogo e non di quello che ha fatto sua figlia) si chiedono inquietantemente “Dove ho sbagliato?” e non per il fatto che sua figlia ha avuto il primo rapporto prima del matrimonio, ma per la grave accusa che è ancor più grave forse del fatto stesso, nei suoi confronti. Io non credo che solo perchè una famiglia ha un’impronta ed un sentimento religioso molto forte che sia necessariamente anche sessuofoba, certo l’argomento può non essere proprio facile da trattare anche solo tra marito e moglie. In alcuni casi, altri estremi che per fortuna oggi sono rari, dove il tabù è molto forte, arrivati al matrimonio, dopo questo non viene consumato e quindi è un matrimonio praticamente nullo anche per il diritto canonico. Inutile signori media, fare leva sugli aspetti religiosi che inizialmente possono aver mosso tanta confusione in questa ragazza di famiglia osservante e inutile arrampicarsi sulle accuse false e ritrattate della stessa a spese della famiglia. Pensate invece a questi genitori come devono sentirsi, quale grave spacco si è creato per una bugia che è stata difficile da fermare e che effettivamente non si è fermata nemmeno davanti a donne e bambini. In un altro caso magari la bugia si sarebbe fermata in questura e lì sarebbe crollata, in questo caso ha agito come un virus contagiosissimo ad azione immediata con fiaccolate e rappresaglie e danni non piccoli che come ha detto lo stesso Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri non hanno giustificazione e non ci si fa giustizia da soli; se fosse stato un vero stupro, non ci sarebbe comunque giustificazione che tenga alla violenza, non esiste movente alla violenza. La gente ormai fatica davvero a credere nella giustizia, che una ci sia almeno, almeno una. La bugia avrebbe potuto fermarsi e crollare in questura davanti a questori e medici scettici su di uno stupro che provoca ben altri sintomi in chi li subisce, sarebbe potuta passare sotto l’indifferenza della gente come forse era il caso (il reato e i problemi in famiglia non sarebbero mancati), invece è stata benzina al fuoco come se in quel paesino avvenissero continuamente rapine e stupri da parte degli stranieri, ma vi ricordo signori che messi sulla bilancia, statisticamente parlando, gli italiani non sono proprio stinchi di santo, quale sia il loro credo. Visto che i numeri vi piacciono tanto, cari media, anche se voi vedete solo quelli del denaro perchè l’importante per voi è fare quei numeri, ma non si fa niente per rendere internet uno strumento di formazione della persona, uno strumenti di informazione ed educazione serio e consapevole. Secondo le indagini Istat del 2007, le ultime di cui i dati sono pubblici per quanto riguarda l’argomento violenza sulle donne, la maggior parte dei casi a commettere violenza sono ex-partner (marito, compagno, fidanzato) della vittima e quindi le vittime nella maggior parte dei casi sono separate o hanno subito violenza da un uomo non-partner o autore qualsiasi, che nella realtà, guardando gli altri dati non è proprio un qualsiasi, ma qualcuno di cui la vittima si fida. La nazionalità non viene considerata come parametro e questo vuol dire che non centra niente se uno è americano o filippino, italiano o egiziano, cristiano o musulmano o di qualsiasi altro credo perchè signori miei, il problema della violenza sulle donne non è piaga solo delle donne italiane ma DI TUTTE LE DONNE! E sicuramente le azioni razziste e xenofobe non aiutano nè lo straniero che si vuole integrare nè il cittadino di una nazione ad accettare il fatto che su questo pianeta siamo tanti e per lavoro purtroppo il movimento della gente da un punto all’altro del globo è necessario, specie oggi per lavoro. Sicuramente c’è chi non rispetta le regole, ma non siamo noi italiani le vittime mondiali del fenomeno noto come immigrazione, è un fenomeno ciclico e che nella storia si è sempre manifestato e sempre sarà così e in ogni direzione. Signori non siamo in crociata, il Medioevo è finito ma ci deve insegnare qualcosa, altrimenti rimaniamo giganti coi piedi grossi e basta, col rischio di pestarceli, come disse Bernardo da Chartres.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 15px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh6.ggpht.com/-VXVVBSIFGqI/TujUdZIAg8I/AAAAAAAAQWQ/mRdQRJW5ie0/image%25255B15%25255D.png?imgmax=800" width="600" height="582" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 15px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh6.ggpht.com/--O6zHhlQczU/TujUe_OSnBI/AAAAAAAAQWY/chIhNtDzIH4/image%25255B22%25255D.png?imgmax=800" width="700" height="733" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 15px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh6.ggpht.com/-YV9QWKqDpdU/TujUgzhivnI/AAAAAAAAQWg/X8ECz-93fKY/image%25255B24%25255D.png?imgmax=800" width="800" height="1003" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La bugia ha fornito un pretesto a qualche estremista per gridare alla rappresaglia e anche questo è un peso che sicuramente ora quella ragazza ha sulla coscienza, un peso che la farà maturare e che spero rafforzi la sua famiglia come unità perchè si ritrovi un equilibrio, almeno questo è quello che posso augurarmi e augurarle: che ritrovi la serenità nella sua famiglia senza che il credo e le osservanze siano cancellate o modificate, mi auguro che i suoi genitori ritrovino la loro figlia senza amarezze e rancori per il futuro, ma con la speranza del miglioramento e che questa ragazza che come lei stessa ha detto “non volevo che succedesse così per la mia prima volta” tenga presente che lei vale tanto e che anche i valori ha e che le hanno trasmesso valgono tanto e un domani sarà anche lei donna e mamma e dovrà insegnare ai suoi figli. La sessualità anche tra moglie marito, quando si è sposati e come genitori credo che rientri in secondo piano, la passione ed il desiderio sono braci ardenti di un fuoco che brucia solo quando lo alimentiamo con l’amore; la sessualità a sedici anni è diversa che a diciassette, diciotto, ad ogni età diventa sempre qualcosa di diverso per noi, subito siamo predati dal desiderio che i nostri amici/nemici ormoni ci trasmettono poi quando incontriamo la persona giusta allora tutto cambia e capiamo tante cose, e questo credo che sia un cammino universale ed obbligatorio; se oltre a questo ci sono anche degli insegnamenti ed un credo profondo allora quello che facciamo è ancora più importante di quanto credessimo. La prima volta è sicuramente un passo importante, checché ne dicano psicologi e sessuologi, neurologi e psichiatri, suore e preti; in campo neutrale è comunque una cosa importante e che dobbiamo fare con la coscienza responsabile, negli altri campi ci pensa ognuno secondo coscienza quando ci entra, certo per i medici la sessualità fa bene, per gli psicologi e i neurologi anche, per i sessuologi è il clue, ma per ognuno di noi è qualcosa che nè medico ne nessun altro al di fuori della nostra coscienza può giudicare giusto o sbagliato, bello o brutto: l’importante è agire giustamente e senza bugie, si rischia solo di sentirci stupidi come quando litighiamo con qualcuno per una sciocchezza che in fin dei conti è partita da noi e non sappiamo nemmeno noi perchè, ma per le nostre sciocchezze non deve pagare nessun altro. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Con stima.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="right"&gt;Chiara&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2 align="justify"&gt;Fonti Bibliografiche&lt;/h2&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Istat – Violenza sulle donne (2007) riferimento agli anni recenti fino al 2006&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-8187620881360692909?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/8187620881360692909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/quella-violenza-simulata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/8187620881360692909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/8187620881360692909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/quella-violenza-simulata.html' title='Quella violenza simulata…'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-dNuXclkHIg0/TujUcGVaMgI/AAAAAAAAQWI/BgDKSUNhMSw/s72-c/blackwings_thumb%25255B12%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-849237817708162395</id><published>2011-12-05T15:54:00.001+01:00</published><updated>2011-12-10T00:09:25.429+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La voce dell&apos;Inquisizione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo moderno'/><title type='text'>Lavorare è un diritto, deve essere un diritto e non una grazia del mondo del lavoro</title><content type='html'>&lt;p&gt;Il numero dei posti di lavoro diminuisce, i ministeri tagliano i fondi come fanno i sarti con le mutande troppo larghe dei clienti ricchi e se andiamo avanti di questo passo, forse per risparmiare sulla benzina ci toccherà andare al lavoro a cavallo o con una carriola, sicuramente poco inquinamento. Anche le biciclette un po’ più veloci e poco inquinanti sono una buona alternativa all’auto ed al cavallo, ma il progredire dell’età non a tutti permette di montare una sella e pedalare. I contratti di lavoro fanno schifo: due mesi e poi a casa e avanti un altro, e niente contributi, quindi niente pensioni, quindi lavori come uno schiavo del mondo del lavoro fino a crepare. Ma è questo vivere? Lo chiamiamo vivere questo? Non ci sono più diritti, forse quando sembrava che ci fossero era solo un’illusione. Giusto ieri a Report parlavano di sprechi e tagli a fronte di nomine di personaggi di una certa fama, inutile fare nomi, che non si sentano diffamati, adesso la gente si sente diffamata per nulla e fa di tutto per far tirare avanti avvocati e tribunali che certo non fanno sconti sulla parcella. Milioni di euro sprecati e centinaia di posti di lavoro che poteva far fare un passo in più verso l’uscita da questa crisi, nella trasmissione si parlava del mondo dei beni culturali, dove a lavorare seriamente e fornire finanziamenti per SALVARE LA NOSTRA IDENTITA NAZIONALE ed IL NOSTRO PATRIMONIO STORICO CULTURALE ci sono banche e privati, associazioni, MA SONO POCHI! Quanto al resto del mondo del lavoro, le ditte vogliono i geni e le università per diventare prestigiose anziché formare geni, fanno esami sempre più facili, con il risultato che a laurearsi sono persone che sanno fare sì e no una O con il culo del bicchiere e se vai all’esame cercando di far vedere che tu hai imparato il concetto e non la filastrocca a memoria, ti segano e quando hai la laurea in mano è come se avessi solo fatto una donazione in tasse AI BARONI, che vengono all’università con macchine sempre più costose e vestiti sempre più belli, il cervello spesso sempre più vuoto e tu sei senza lavoro! &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh5.ggpht.com/-kq0VIFuSYT4/TtzaWB_8whI/AAAAAAAAOfE/0-naTz-SyW8/image%25255B2%25255D.png?imgmax=800" width="800" height="476" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Qui non centra la politica, qui non centra essere di un partito scelto, qui si tratta di darci un taglio a far finta che tutto vada bene quando le cose non vanno affatto bene!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Chi nelle università cerca di opporsi a questo sistema, perchè chi si ribella c’è e non sono pochi, ma purtroppo sempre in minoranza, vengono licenziati con le scuse più assurde del mondo: il ricercatore perché la cavia ha fatto indigestione di principio attivo in fase di sperimentazione, l’insegnante perché si era scordato acceso il pc dell’aula, il dipendente perchè è dovuto correre al gabinetto nel bel mezzo di una riunione: con tutto questo stress, signori, altro che caghetto! Per tutti coloro che COMBATTONO e fanno di tutto per salvare la VERA ISTRUZIONE e la vera conoscenza vi dico:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;RIBELLARSI E RIBELLARSI ANCORA FINCHE GLI AGNELLI DIVERRANNO LEONI.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Satira direte voi, cosa rimane da fare quando ormai a casa arrivano solo delle tasse? Senza lavoro come si fanno a pagare? Come facciamo a mantenere i nostri figli e a dare loro un futuro? Non ci possiamo nemmeno permettere un lavoro in proprio e come possiamo allora pensare di trasmettere loro un mestiere e un valore? Cosa ce ne facciamo di saper leggere e scrivere se non possiamo scrivere e rileggere alle future generazioni quello che siamo e che sogniamo? Dalle aziende non fioccano promozioni o aumenti di stipendio per quelli messi peggio e che, perdonate il termine si fanno un culo così 10 ore al giorno quale che sia la loro nazionalità, il colore della pelle, la religione, la storia. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 7px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Una donna disoccupata ad un estraneo che suona al campanello" border="0" alt="" src="http://lh4.ggpht.com/-9q58GISFvDY/TtzaYG8TULI/AAAAAAAAOfM/Ikr3zEVCf08/image%25255B19%25255D.png?imgmax=800" width="500" height="350" /&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 7px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="La risposta del chiunque ci porta cattive notizie" border="0" alt="" src="http://lh6.ggpht.com/-Kpb7wZHeCCo/TtzkHY5ElJI/AAAAAAAAOgs/9o30c-7LtOA/image20%25255B6%25255D.png?imgmax=800" width="547" height="350" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I nostri rappresentanti sono sempre in riunione a parlare e discutere di come organizzare insieme il mondo del lavoro e della scuola, delle pensioni e delle tasse, dei tagli e ancora tagli e tagli: ma io dico perchè non si tagliano qualcos’altro?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="I consigli adesso si fanno nelle camere da letto, a porte chiuse per evitare fughe di notizie!" border="0" alt="" src="http://lh5.ggpht.com/-Fml4PsyoGS4/Ttzae87V71I/AAAAAAAAOfc/Qk-qQ2JoUN4/image%25255B27%25255D.png?imgmax=800" width="800" height="413" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Altra cosa, per aiutare i giovani ad inserirsi, tanto ci considerano tutti DEFICIENTI E BAMBOCCIONI, non pensano che abbiamo dei sogni, che tanti di noi vorrebbero rendere questo mondo migliore, chi ama insegnare e vorrebbe farlo ma tra i tanti tagli hanno fatto ci sono quelli della serie “basta concorsi per insegnanti” e agli insegnanti che ci sono: a casa e rimangono in cattedra quelli che non sanno insegnare, non sanno spiegare, lo stipendio lo prendono, fanno quello che gli pare perchè nelle università soprattutto il professore arriva sempre almeno 20’ dopo essersi alzato all’ora in cui doveva essere in aula, ha fatto colazione alle macchinette e fa l’esame quando gli pare, promuove a seconda della simpatia e il per fortuna ex-ministro dell’istruzione ci viene a parlare di merito e promozione in base a chi si fa il culo! MA PER FAVORE! VERGOGNA!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Un&amp;#39;idea pericolosa, un&amp;#39;utopia pericolosa perchè il bene comune non si sa più cosa sia" border="0" alt="" src="http://lh6.ggpht.com/-lJ0ZdIRQ78Q/TtzanGd1c9I/AAAAAAAAOfk/dcmHTn5w1No/image%25255B33%25255D.png?imgmax=800" width="748" height="450" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh4.ggpht.com/-fQJRmI3ybKU/TtzarQ46mFI/AAAAAAAAOfs/Ev_NZq8_IRk/image%25255B37%25255D.png?imgmax=800" width="761" height="450" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Senza un lavoro cosa insegneremo ai nostri figli se non saremo in grado di mostrar loro nemmeno un mestiere?" border="0" alt="" src="http://lh3.ggpht.com/-Y4jg5vcHWtg/TtzavhhI_hI/AAAAAAAAOf0/HylviZYdGrQ/image%25255B40%25255D.png?imgmax=800" width="641" height="499" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh4.ggpht.com/-yDVZDrHw7NQ/Ttza1UOKsfI/AAAAAAAAOf8/JGjAn5O2tBE/image%25255B46%25255D.png?imgmax=800" width="1000" height="638" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh6.ggpht.com/-8DRXkaxLPC8/Ttza6LeFR3I/AAAAAAAAOgE/Q1mkztEPPbs/image%25255B50%25255D.png?imgmax=800" width="1000" height="499" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh6.ggpht.com/-U4oNE_e6p3I/Ttza-aBA8zI/AAAAAAAAOgM/hoerzyrEEaQ/image%25255B55%25255D.png?imgmax=800" width="694" height="459" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh6.ggpht.com/-fhH68tpqH1I/TtzbCKzRCNI/AAAAAAAAOgU/Qa7CRTA2bwQ/image%25255B58%25255D.png?imgmax=800" width="668" height="485" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh4.ggpht.com/-X3QGpSk2sdU/TtzbFOBT4cI/AAAAAAAAOgc/K4HWhbhcbSs/image%25255B61%25255D.png?imgmax=800" width="613" height="492" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh6.ggpht.com/-H7Jpt4EC2W0/TtzbG2RipyI/AAAAAAAAOgk/mqzkGWWi0Zg/image%25255B64%25255D.png?imgmax=800" width="800" height="504" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-849237817708162395?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/849237817708162395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/lavorare-e-un-diritto-deve-essere-un.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/849237817708162395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/849237817708162395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/12/lavorare-e-un-diritto-deve-essere-un.html' title='Lavorare è un diritto, deve essere un diritto e non una grazia del mondo del lavoro'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-kq0VIFuSYT4/TtzaWB_8whI/AAAAAAAAOfE/0-naTz-SyW8/s72-c/image%25255B2%25255D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-1274237180678271619</id><published>2011-11-30T11:02:00.001+01:00</published><updated>2011-11-30T11:02:02.109+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film medievali/fantasy'/><title type='text'>La nuova serie Camelot? una porcheria!</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://lh3.ggpht.com/-18l4ncnCso0/TtX-5kKzDwI/AAAAAAAAOVk/55zWr7J6MYs/image%25255B4%25255D.png?imgmax=800" width="800" height="451" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A parte le ambientazioni, tutte altomedievali e corrette, considerato l’intervallo temporale in cui il personaggio di Artù sarebbe nato, a parte i costumi tutti corretti nel riprodurre la moda alto medievale, la trama segue invece un filo che discosta molto dalle leggende arturiane. Ma veniamo ai personaggi per capire meglio di cosa si tratta. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/-z7MZZ23xIpU/TtX-70fuLWI/AAAAAAAAOVs/MgBARH2gto8/image%25255B12%25255D.png?imgmax=800" width="471" height="264" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Morgana &lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;(interpretata da Eva Green, conosciuta sul set di Kingdom of Heaven nel ruolo di Sibilla) non è la figlia di Lady Igraine e del duca di Cornovaglia Gorlois, ma di Uther e una donna che sembra essere stata uccisa da una Igraine usurpatrice. Anche se tratto da uno degli ultimi romanzi medievali sul personaggio di Artù, &lt;em&gt;La morte di Artù &lt;/em&gt;di Thomas Malory del XV secolo, la trama per quanto riguarda questo personaggio è al quanto bizzarra. Morgana viene infatti presentata come una strega ed una ninfomane, ambiziosa oltre ogni limite e un’assassina. Fin qui il film segue la visione negativa della figura mitologica di Morgana, anche se estremizzata e la trama del testo di Malory, tanto che Morgana si considera unica erede, caccia la matrigna e inizia a fare piani. Prima ancora però di mettere in pratica i piani compare Lot delle Orcadi, interpretato da un quasi irriconoscibile James Purefoy, anche lui in umore di conquista e tra i due, non si sa come o perché, scatta un’attrazione che non risparmia al telespettatore scene di sesso che non di molto si allontanano dal film porno. Nelle versioni sia cinematografiche che letterarie più antiche e forse più vicine al mito originale della saga arturiana, Morgana è legata ad Avalon che non viene citata nella serie tv, il suo legame con Artù è di alleata-nemica-sorella-amante, ma il loro rapporto carnale avverrebbe dopo anni che i due non si vedono e non si riconoscono se non dopo, capendo il grave peccato commesso, frutto dell’unione Mordred che per antonomasia viene mosso come una pedina dai Sassoni ai quali è alleato e da i seguaci di Avalon e dell’antica religione. Insomma. diciamo che solo il personaggio di Morgana nella serie tv è la versione più negativa di tutte quelle offerte nel corso dei secoli di questo personaggio. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Artù&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 7px 7px 7px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="right" src="http://lh3.ggpht.com/-Fc9ipHOlsHE/TtX--MddVrI/AAAAAAAAOV0/o28aCQWiCUM/image%25255B17%25255D.png?imgmax=800" width="399" height="313" /&gt;Molte leggende arturiane, fin dall’Alto Medioevo parlano di Artù come di un fanciullo buono, con il senso dell’onore e della dignità, ma anche con una certa inflessibilità ed un senso della giustizia che si fa davvero fatica a comprendere, determinato e un guerriero valoroso. Sballottato più volte tra l’antica religione pagana e la nuova religione cristiana come seguace e guerriero rappresentate, Artù viene sempre visto con la figura di Merlino accanto, il mago che è responsabile della sua nascita per la lussuria di Uther. Molte versioni concordano sul fatto che Artù fosse il prezzo da pagare da Uther per aver giaciuto con Igraine, altre versioni vogliono soltanto che per lussuria Uther avrebbe chiesto a Merlino di dargli le sembianze di Gorlois per avere accesso alla rocca di Tintagel più facilmente e giacere con la donna. Siccome non esistevano tanti mezzi anticoncezionali, da quella notte di fuoco sarebbe stato concepito Artù, riconosciuto come unico erede al trono di Camelot. Molte versioni concordano sulla separazione di Artù appena nato dal nido famigliare per essere formato guerriero, ma non hanno mai negato il suo riconoscimento ufficiale come figlio legittimo di Uther ed Igraine. In questa sera tv viene ripreso invece il racconto del neonato rapito, non riconosciuto se non in extremis e portato ad una coppia del regno e poi richiamato, che coincidenza, quando c’è da reclamare il trono. Quanto al matrimonio con Ginevra le versioni letterarie sono tutte d’accordo sul fatto che fu un matrimonio di interesse, ma nulla di strano se consideriamo che si tratta del Medioevo. Ginevra è figlia di un alleato e con lei Artù si comporta come un monaco, ciò ricorda la biografia di Eleonora d’Aquitania, scritta da Jean Markale, dove viene azzardata l’ipotesi che molti romanzi arturiani a noi giunti siano stati promossi proprio da Eleonora alla quale si sarebbe ispirata la figura di Ginevra, visto che le cose con il suo primo marito non andavano proprio bene (ma non andarono bene nemmeno con il secondo) e lei soleva dire “Ho sposato un monaco”, ecco un parallelismo per cui come Eleonora andò cercando altrove l’amore, così fu per Ginevra. E Lancillotto, il fantastico cavaliere perfetto senza macchia e peccato (finchè non vede Ginevra), senza paura e insicurezze che faceva proprio al caso di Ginevra in questa serie non viene nemmeno nominato. Che scandalo!!! Ginevra in questa serie è tutt’altro che l’ingenua e fanatica cristiana cresciuta in monastero, al contrario viene vista come una figura saggia e riferimento per il povero Artù. Povero è un sarcasmo, perchè l’Artù di questa serie è tutt’altro che un monaco, anzi, forse un antenato di Rocco o Casanova. Anche per Artù il telespettatore si trova davanti ad un bravo figliolo che a sedici o più anni suonati pensa alle grazie delle donne e si dà da fare per meglio apprendere l’arte amatoria, con tanto di scene esplicite. Insomma, un Artù come mai era stato proposto al pubblico. Oltretutto non sa estrarre una spada dalla roccia e finisce col cadere e sbattere la testa. Speriamo gli serva di lezione!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/-b8zjijqITh0/TtX_BZyOGPI/AAAAAAAAOV8/n7iBGakdDZg/image%25255B21%25255D.png?imgmax=800" width="517" height="288" /&gt;Merlino&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Anche questo personaggio che non ha origini certe nella serie tv, non ha nemmeno nulla a che vedere col classico Merlino. Questo è giovane e porta delle rune nordiche tatuate sulle nocche della mano destra. Cosa centri Merlino con Thor è un mistero, oltretutto questo mago ha il vizio di comandare in primis, tende a tirare fuori le pecche dei suoi casini all’ultimo secondo e ha ben poco di storico anche rispetto alla figura letteraria e alla sua evoluzione nei secoli. Nelle antiche saghe arturiane Merlino viene visto come secondario e consigliere ad Artù, qui è Merlino a fare il lavoro sporco. Che vergogna, tanta magia e nessun effetto speciale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 10px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="right" src="http://lh5.ggpht.com/-VQoURsTIFqo/TtX_Fyw0OCI/AAAAAAAAOWE/_Y3q3d0SU4Y/image%25255B24%25255D.png?imgmax=800" width="492" height="380" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;h2&gt;Ginevra&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Come detto prima tutt’altro che ingenua e fanatica cristiana, ma bella, un po’ svampita e ambiziosa tanto che Artù grazie a lei cambia, matura e la smette di fare il bamboccione sciupafemmine. In questa serie tv non credo che si potrà lamentare del marito e forse è per questo che non hanno messo Lancillotto, ma tanto c’è sempre qualcuno che ci vuole provare con la moglie del capo…chi sarà?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il quadro principale del telefilm è stato fatto, certamente le leggende alla base ci sono, ma poco e per questo il film perde molto mentre sembra guadagnare con scene erotiche di ogni tipo Inadatto ai minori di 14 anni secondo me. Voto 4/10.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-1274237180678271619?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/1274237180678271619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/11/la-nuova-serie-camelot-una-porcheria.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/1274237180678271619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/1274237180678271619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/11/la-nuova-serie-camelot-una-porcheria.html' title='La nuova serie Camelot? una porcheria!'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-18l4ncnCso0/TtX-5kKzDwI/AAAAAAAAOVk/55zWr7J6MYs/s72-c/image%25255B4%25255D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-4572125050468732894</id><published>2011-11-23T19:37:00.001+01:00</published><updated>2011-11-23T19:39:07.332+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avvisi agli utenti'/><title type='text'>Mercatini Antiquariato. 800 e dintorni 17/04/2011-18/12/2011 Spilamberto (MO), Emilia Romagna</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.eventiesagre.it/Mercatini_Antiquariato/4573_800+e+dintorni.html#.Ts09UkTZJXI.blogger"&gt;Mercatini Antiquariato. 800 e dintorni 17/04/2011-18/12/2011 Spilamberto (MO), Emilia Romagna&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale davvero la pena andarci, ci sono ogni 3a domenica del mese e per le mamme che cercano bambole per loro bimbe, è un'occasione d'oro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-4572125050468732894?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/4572125050468732894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/11/mercatini-antiquariato-800-e-dintorni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4572125050468732894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4572125050468732894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/11/mercatini-antiquariato-800-e-dintorni.html' title='Mercatini Antiquariato. 800 e dintorni 17/04/2011-18/12/2011 Spilamberto (MO), Emilia Romagna'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-8302580920429224857</id><published>2011-08-06T21:58:00.001+02:00</published><updated>2011-08-06T21:58:39.426+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La voce dell&apos;Inquisizione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avvisi agli utenti'/><title type='text'>Perché Vivere il Medioevo non parla mai di alcune cose che non sono state vietate dal regolamento?</title><content type='html'>&lt;p&gt;Salve a tutti, in questo articolo intendo rispondere ad alcune domande “personali” che mi hanno rivolto gli utenti e domande alle quali non ho avuto difficoltà a rispondere, ma che gli utenti stessi non trovavano nel sito e mi hanno chiesto perché non ne parlo. Avete ragione, inutile girarci intorno: quali sono questi argomenti tabu? Si tratta di argomenti di cui non conosco molto, come la stregoneria, le possessioni, gli esorcismi, i malocchi e cose di questo genere. Vi ricordo che sono laureata in Tecniche erboristiche e sono appassionata di storia medievale, inoltre certi argomenti li tratto solo dal punto di vista storico e quindi vi dico solo la parte che meglio conosco, il resto si divide tra scienza, fede e superstizione popolare. Difficile per me tracciar un confine tra “terre” diverse, preferisco stare nel mio e rispondere in merito al mio, se volete risposte particolari il mio consiglio è di non andare dal primo santone dietro casa, ma piuttosto rivolgetevi ad un buon sacerdote o ad un bravo teologo perché si tratta di cose che veramente non conosco. Se volete dei nominativi io posso solo darvene uno, che tengo a precisare è il primo e forse storicamente uno dei più importanti esorcisti della Chiesa Cattolica, attivissimo in campo e se cercate su internet troverete risposte scritte e documentazioni chiare e semplici (e rassicuranti) sugli argomenti come possessioni e simili. Il suo nome è Padre Gabriele Amorth, esorcista italiano, intervistato più volte su argomenti che vanno dalla possessione alle sette sataniche, ai malocchi, ha scritto diversi libri sull’argomento possessione e argomenti correlati. In fondo a questa pagina vi indicherò qualche link per chi fosse interessato a documentarsi. In tanti utenti mi hanno fatto domande di questo tipo:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;font color="#000000"&gt;come venivano esorcizzati nel Medioevo gli indemoniati e quali erano i metodi di esorcismo? Sono cambiati?&lt;/font&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;font color="#000000"&gt;come veniva fatto il malocchio e come veniva tolto? &lt;/font&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;font color="#000000"&gt;è vero che nella storia le streghe vendessero l’anima e acquisissero così strani poteri?&lt;/font&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;font color="#000000"&gt;perchè le streghe venivano bruciate e non condannate ad altre pene diverse dal rogo? Esisteva un legame tra il fuoco e l’anima della condannata?&lt;/font&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;Ora, anche se le domande sono state fatte in riferimento al Medioevo, toccano argomenti che non fanno parte del mio campo e per altro delle streghe nel Medioevo, dal punto di vista storico, ho già parlato, anche se in modo non del tutto approfondito perchè ce n’è tanto da dire, ma solo storicamente e non tocco argomenti sul paranormale. Onestamente nel Medioevo le conoscenze non erano quelle di oggi, anche il più erudito degli uomini a quell’epoca avrebbe fatto fatica a dire se un individuo era solo affetto da una grave patologia psichiatrica o se era invece realmente posseduto. Oggi gli esorcisti lavorano in stretto contatto con medici psichiatri, con le famiglie degli interessati, oggi esistono spiegazioni per quello che mille anni fa era paranormale ed inspiegabile. Nel Medioevo bastava un nulla a creare il panico, la stessa parola diavolo creava panico, bastava dire che qualcuno era una strega che quella finiva dritta sul rogo senza un processo o processata e condannata da una folla ignorante ed inferocita. Il Medioevo fu duramente ripreso da Jules Michelet, che scrisse della strega e di come nacque il suo mito (ne ho parlato anche nel mio sito dell’erbario) e di come alla donna che pratica guarigioni e terapie fossero attribuiti poteri demoniaci. Si passò da un eccesso all’altro e oggi la nostra società si divide tra scettici (che non sanno a cosa credere), agnostici (che non credono proprio), creduloni (che credono anche agli elefanti che volano). Insomma, se avete domande strane che fanno riferimento ad argomenti religiosi rivolgetevi a un buon sacerdote, ma non cercate risposte strane che vi portano ad altre domande che a loro volta finiscono per rispondervi che è colpa degli alieni, del 2012 e cavolate simili o che danno la colpa ad uno spirito reincarnato da 3000 anni a questa parte, a presenze strane, ecc. Attenzione, esorcismi, possessioni, malocchi sono argomenti seri e che vanno trattati con testa e massima serietà, ma anche serenità d’animo e apertura di mente. Quindi mettetevi l’anima in pace se un gatto nero vi attraversa la strada (gli avrebbe portato sfortuna se lo mettevate sotto), se vi cade uno specchio (era peggio se vi cadeva la casa in testa, se un meteorite vi buttava giù la casa o peggio ancora se vi tagliavate col vetro dello specchio), se passate sotto le scale (il sottoscala a che serve se no?), se sentite rumori strani in casa (mai sentito parlare di rumori di assestamento, il vostro vicino non smartella mai?), se avete i topi o vi è finito un serpente in casa (le porte vanno tenute chiuse, meglio trappole per i topi e poi scusatemi, ma i serpenti mangiano i topi più dei gatti). &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Link di documentazione su esorcismi, possessioni e argomenti correlati&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Si tratta di link a documentazioni serie e ne consiglio la lettura ai superstiziosi ed ai creduloni e soprattutto agli scettici!&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;a href="http://medjugorje.altervista.org/doc/pamorth/index.php"&gt;Padre Gabriele Amorth&lt;/a&gt; – Documenti scritti da Padre Amorth su possessioni, esorcismi e argomenti correlati (tratto da medjugorje.altervista.org&lt;/font&gt;&lt;font color="#000000"&gt;)&lt;/font&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;a href="http://www.30giorni.it/articoli_id_2564_l1.htm?id=2564"&gt;Intervista a Padre Amorth&lt;/a&gt; – Intervista tratta da &lt;a title="http://www.30giorni.it/" href="http://www.30giorni.it/"&gt;http://www.30giorni.it/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://esorcismo.altervista.org/risposta_domande.htm"&gt;Domande e risposte a e di Padre Amorth&lt;/a&gt; – Domande e risposte a numerose questioni&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://raivaticano.blog.rai.it/2009/04/29/padre-amorth-una-vita-contro-il-demonio/"&gt;Articolo di Padre Amorth&lt;/a&gt; – “&lt;em&gt;Una vita contro il demonio”&lt;/em&gt; tratto da Rai-Vaticano&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#290000"&gt;Buona lettura a tutti!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-8302580920429224857?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/8302580920429224857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/08/perche-vivere-il-medioevo-non-parla-mai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/8302580920429224857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/8302580920429224857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/08/perche-vivere-il-medioevo-non-parla-mai.html' title='Perché Vivere il Medioevo non parla mai di alcune cose che non sono state vietate dal regolamento?'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-2070431912866650108</id><published>2011-07-22T15:22:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.284+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avvisi agli utenti'/><title type='text'>Vivere il Medioevo va in vacanza!</title><content type='html'>&lt;p&gt;Come tutti gli anni anche io vado in vacanza, come tutti i viandanti!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quindi se avete bisogno mandatemi una mail e io la leggerò e vi risponderò al mio ritorno il 29 luglio 2011. Inoltre non sarò disponibile dal 11 al 25 agosto!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Buone vacanze a tutti!&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2070431912866650108?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2070431912866650108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/07/vivere-il-medioevo-va-in-vacanza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2070431912866650108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2070431912866650108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/07/vivere-il-medioevo-va-in-vacanza.html' title='Vivere il Medioevo va in vacanza!'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-4856283341051132015</id><published>2011-05-31T15:04:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.298+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avvisi agli utenti'/><title type='text'>Palio di Alberico 2011</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="Palio di Alberico" border="0" alt="Palio di Alberico" src="http://lh3.ggpht.com/-v3N7YHV6Veo/TeTnSKXKpjI/AAAAAAAAJUg/PtSSuOw6fRA/Palio%252520di%252520Alberico%25255B7%25255D.jpg?imgmax=800" width="500" height="552" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Come avevo preannunciato pochi giorni fa, sono stata ospite insieme a Marco, ad Alessio e alla Dott.ssa Raffaella Zama a Barbiano per fare da giuria, per la sfilata in costume storico. I costumi erano veramente tutti bellissimi, fatti con dedizione e passione, tanto che davvero sembrava che si fosse creato un varco temporale nel XIV secolo. Alla fine della giornata, all’unanimità la Giuria ha annunciato il suo verdetto prima della gara del tiro alla fune tra i rioni. La sfilata del Palio di Barbiano, ed. 2011 è stata vinta dal Rione Quercia con grandissima gioia di tutti, tenuti in suspense dal rullo di tamburi. Inoltre la Giuria ha pensato di annunciare i rioni vincenti per miglior costume di dama e per migliore cavaliere. Il Rione vincente per la miglior dama, in assoluto tra i Rioni è stato il Rione Quercia, la cui dama aveva un abito in damascato oro e blu scuro e un grazioso copricapo con velo. Il miglior cavaliere invece è stato quello del Rione Alberico. Prossimamente saranno pubblicate le fotografie del Palio, che è stato veramente bellissimo. Bellissimo anche il costume di Alberico e la coreografia della sera con i tiratori con le fiaccole.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si ringraziano ancora i membri della Giuria che hanno partecipato insieme a me, Marco e la Dott.ssa Raffaella Zama, Alessio per aver fatto le fotografie del Palio.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si ringraziano infine gli organizzatori e Orizzonte3000, le mamme, le sarte e le nonne che hanno lavorato ai costumi con dedizione e pazienza si ringrazia anche per la gentilissima disponibilità ed ospitalità dimostrata verso la giuria. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-4856283341051132015?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/4856283341051132015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/05/palio-di-alberico-2011_31.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4856283341051132015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/4856283341051132015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/05/palio-di-alberico-2011_31.html' title='Palio di Alberico 2011'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-v3N7YHV6Veo/TeTnSKXKpjI/AAAAAAAAJUg/PtSSuOw6fRA/s72-c/Palio%252520di%252520Alberico%25255B7%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-961369640735441828</id><published>2011-05-21T13:04:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.320+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avvisi agli utenti'/><title type='text'>Palio di Alberico 2011</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.paliodialberico.it/index.php" target="_blank"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Palio di Alberico" border="0" alt="Palio di Alberico" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TdecQc36ioI/AAAAAAAAJTU/V1ltnBOMDMY/Palio%20di%20Alberico%5B4%5D.jpg?imgmax=800" width="600" height="866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il Palio di Alberico si svolge tutti gli anni a Barbiano, in provincia di Ravenna e si tratta di una rievocazione storica dedicata al personaggio che ha qui i suoi natali, Alberico di Barbiano. Si tratta di una rievocazione recente, la prima edizione risale al 1994, tuttavia vale la pena vederla poiché la domenica si svolge sempre la sfilata storica, con oltre 100 figuranti che hanno messo impegno, tempo e passione per la realizzazione dei costumi trecenteschi. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quest’anno tra i giurati siamo stati invitati anche noi di Vivere il Medioevo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Credo che valga la pena vedere questo palio, fare per un giorno solo un salto indietro nel tempo e vedere da vicino i costumi storici, realizzati dai partecipanti al corteo storico, vivere un pezzetto di storia anche perchè non è cosa che capita tutti i giorni.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Colgo l’occasione anche per ringraziare gli organizzatori e tutti i partecipanti dei rioni per il loro invito a far parte del Palio. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Mi raccomando non mancate!&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-961369640735441828?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/961369640735441828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/05/palio-di-alberico-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/961369640735441828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/961369640735441828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/05/palio-di-alberico-2011.html' title='Palio di Alberico 2011'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TdecQc36ioI/AAAAAAAAJTU/V1ltnBOMDMY/s72-c/Palio%20di%20Alberico%5B4%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-3385657319124893418</id><published>2011-05-02T16:25:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.288+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo moderno'/><title type='text'>William e Kate? Nulla di nuovo sul fronte…reale!</title><content type='html'>&lt;p&gt;Volete che Vivere il Medioevo rimanga indifferente al matrimonio del secolo? Ma certo che no!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="clip_image002" border="0" alt="clip_image002" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/Tb6-tUQjtzI/AAAAAAAAJTE/FmfgeVuZW0s/clip_image002%5B3%5D.png?imgmax=800" width="538" height="302" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dal punto di vista storico, alla faccia delle regole, protocolli e balle varie che appaiono sui giornali, questo matrimonio, che i media hanno trasformato in una favola moderna, non ha in realtà nulla di nuovo. L’attenzione di tutti i media per questo matrimonio a mio dire è più dovuto alla morbosa curiosità di quello che sarebbe stato l’abito della sposa e quello dello sposo, rispettivamente molto elegante nella sua semplicità lei e molto conforme alla tradizione lui (William infatti indossava una sgargiante uniforme rossa, quella irlandese). Che gli sposi si amassero davvero, il significato storico e politico di questo matrimonio e tutte le sue conseguenze, questo non è passato dall’anticamera del cervello di nessuno. Erano tutti troppo impegnati a chiedersi cosa provava lei, cosa provava lui, perché la regina si deve sempre vestire come la signora in giallo, tutti troppo impegnati ad invocare un fantasma, se così lo si può chiamare, mettendolo a confronto con Kate, quello della Principessa del Galles, Diana Spencer. Facciamo un passo per volta? &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Cosa provava William?&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;La vita di questo rampollo di sangue nobile, discendente per parte di madre di una delle famiglie più antiche della nobiltà inglese, gli Spencer-Churchill, non deve aver avuto sicuramente una vita serena, se per serena intendiamo come quella di un ragazzo qualunque, perché lui, non è un ragazzo qualunque. Per usare dei nomi-titoli medievali William V è vero, non è un ragazzo qualunque. È figlio di una principessa (Diana) e di un Principe (Charles del Galles) e nipote di una regina (Elisabetta II), fin qui nessuno avrà da obiettare che il suo profilo non è tanto diverso da quello dei principi delle favole. Ha frequentato le migliori scuole del suo regno e ha avuto perfino un precettore privato, fin qui nessuno avrà da obiettare che non ha nulla di diverso dai suoi predecessori, anzi forse ha qualcosa in più. Ha sposato una ragazza non nobile. E anche qui a dire il vero nulla di strano perché suo padre ha sposato in seconde nozze una borghese; la principessa Margaret, sorella di Elisabetta II sposò un fotografo, Antony Armstrong-Jones &lt;a href="#_ftn1_7445" name="_ftnref1_7445"&gt;[1]&lt;/a&gt;; la figlia della regina Elisabetta, la Principessa Anna sposò un ex fantino inglese &lt;a href="#_ftn2_7445" name="_ftnref2_7445"&gt;[2]&lt;/a&gt; in prime nozze; il figlio della regina, Andrea ha sposato e poi si è separato da Sarah Ferguson (anche lei non nobile, e nonostante tutto ha acquistato e mantiene il titolo di Duchessa &lt;a href="#_ftn3_7445" name="_ftnref3_7445"&gt;[3]&lt;/a&gt;). Insomma, visti i precedenti famigliari, non si tratta di un matrimonio approvato per misericordia della nonna, ma perché ormai anche i costumi della corte più antica d’Europa si sono modernizzati. William ha diversi ruoli a corte e poi, ciliegina sulla torta, è anche un militare. Cosa può vantare di diverso dai suoi predecessori e dai suoi pari di rango, che i giornali di cronaca e i libri di storia non abbiano già raccontato? L’amore di sua madre &lt;a href="#_ftn4_7445" name="_ftnref4_7445"&gt;[4]&lt;/a&gt;, il dolore del lutto che per lui non deve essere stato facile da superare, tanto più che era molto unito a questa mamma, della quale ha seguito le orme, specie nel campo umanitario. Il giorno delle nozze, William ha sentito sicuramente la mancanza, fortissima, di sua mamma anche perché sono quei momenti che vorresti con te le persone che ami di più. I giornali lo hanno detto, Kate è la nuova principessa del Popolo, una nuova Diana. Saranno pronostici o solo gossip? Qualunque cosa sia, si spera che la scelta di William sia una scelta, che nella sua gabbia dorata, lo renda felice. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Cosa provava Kate?&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Appena è salita in macchina non le hanno dato tregua, tutti a studiare il suo sguardo per capire se tradiva qualche emozione nascosta o repressa, ma lei ha mantenuto un atteggiamento forse troppo composto, ma era serena, sicura. L’hanno definita una arrampicatrice sociale, una ragazza tranquilla ma molto soggetta alle influenze materne e non sono state spese parole più buone per sua sorella, più giovane di un anno. Insomma, a mio dire, sono state spesi solo veleni contraddizioni per queste due sorelle, che come tante sorelle del mondo hanno tra loro cose in comune ma anche tanti aspetti opposti. Kate non rappresenta un’eccezione nella famiglia reale, in quanto consorte del principe William, la sua famiglia ha acquisito ricchezza grazie all’azienda che hanno creato per organizzare party e feste e da un certo punto di vista forse è più ricca lei di lui. Ha fatto l’università, scegliendo qualcosa che le piaceva e non perché sua mamma abbia insistito sul fatto che la stessa università era stata scelta anche da William. Infine, ha desiderato stare con William per il resto della sua vita e deve aver certo avuto tempo per capire cosa significasse per lei entrare nella famiglia reale, insomma, non era ignara di entrare in una gabbia dorata, ma come William, si spera che insieme, siano felici. &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/Tb6-vemzGiI/AAAAAAAAJTI/SC-bskfjLbU/image%5B7%5D.png?imgmax=800" width="439" height="347" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Mamma, Pippa e James…che rabbia?&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Alcuni insistono nel voler questo trio come antagonista della favola di Kate e William, ma sinceramente tutti e tre non hanno nulla da invidiare a Kate né alla famiglia reale, tanto più che hanno più soldi della famiglia reale stessa. Non nascondiamoli dietro ad una maschera che non appartiene loro solo per invidia del loro pensate portafoglio. Come parenti della sposa, avranno forse un titolo…? Che importa avere un titolo, quando già senza titolo, sei uno dei più ricchi dell’intera Inghilterra? O la botte piena o la moglie ubriaca, dice il proverbio, l’unica cosa da sperare è che la crisi non tagli anche le borse dei ricchi che ormai possono solo contare sui paradisi fiscali. Speriamo che qualche serpente non suggerisca investimenti sbagliati, perché si sa come sia facile cadere dal paradiso…&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Come Kate…&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;In ultimo, tante vorrebbero essere state al suo posto, e quando mi hanno chiesto come sarebbe stato per me sposare un principe ho risposto che &lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;i&gt;non so che farmene di una corona, tranne che venderla. E comunque la mia libertà non la baratto nemmeno per tutto l’oro del mondo. Per essere regina mi basterebbe fare una corona di cartapesta o scrivere un bel romanzo e cambiare la mia identità. Ma il mio vero regno è il cuore del mio Ale!”. Alessio ti amo! &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;h2&gt;Fonti bibliografiche&lt;/h2&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Margaret_Windsor"&gt;Principessa Margaret Windsor&lt;/a&gt; - Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Mountbatten-Windsor"&gt;Principessa Anna di Windsor&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sarah_Ferguson"&gt;Sarah Ferguson&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;h2&gt;Note   &lt;hr align="left" size="1" width="33%" /&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="#_ftnref1_7445" name="_ftn1_7445"&gt;[1]&lt;/a&gt; insignito dalla Regina ormai cognata, per il matrimonio con una Principessa di Casa Reale, del titolo di 1º Conte di Snowdon. Non è vero quindi che la Regina Elisabetta avrebbe fatto per William un’eccezione alla regola, dal momento che già in passato erano avvenuti i cosiddetti matrimoni misti tra nobili e non nobili. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="#_ftnref2_7445" name="_ftn2_7445"&gt;[2]&lt;/a&gt; Mark Phillips (1973-1992), rifiutò il titolo di conte offertogli dalla regina&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="#_ftnref3_7445" name="_ftn3_7445"&gt;[3]&lt;/a&gt; A causa di questo e di altri scandali la duchessa è stata considerata dalla famiglia reale persona non gradita a corte, e quindi bandita. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="#_ftnref4_7445" name="_ftn4_7445"&gt;[4]&lt;/a&gt; La famiglia di Diana è una delle più ricche famiglie della nobiltà inglese (più antica degli stessi Windsor). Nel 1977, giovanissima, ad una battuta di caccia conosce Carlo, che allora frequentava la sorella Sarah. Nel febbraio del 1978 i due si lasciano, ma il principe Carlo le invita a novembre dello stesso anno per la festa dei suoi trent'anni. A gennaio del 1979 la Regina invita le due sorelle a una settimana di caccia a Sandringham. Nel mese di luglio vengono invitate in Scozia e a febbraio del 1980, per la prima volta, Diana trascorre un fine settimana a Sandringham senza la compagnia delle sorelle. Si susseguono una serie di incontri fino a che il 24 febbraio 1981 Buckingham Palace annuncia ufficialmente il loro fidanzamento. Carlo, trentaduenne, e la casa reale avevano trovato una &amp;quot;sposa perfetta&amp;quot;: aristocratica, nubile, vergine.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-3385657319124893418?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/3385657319124893418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/05/william-e-kate-nulla-di-nuovo-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3385657319124893418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3385657319124893418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/05/william-e-kate-nulla-di-nuovo-sul.html' title='William e Kate? Nulla di nuovo sul fronte…reale!'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/Tb6-tUQjtzI/AAAAAAAAJTE/FmfgeVuZW0s/s72-c/clip_image002%5B3%5D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-640216707893499230</id><published>2011-04-22T15:24:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.304+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La voce dell&apos;Inquisizione'/><title type='text'>La Via Crucis: un cammino da Gerusalemme al centro del proprio cuore, per riflettere sul futuro e non solo sul passato.</title><content type='html'>&lt;h2&gt;Introduzione storica&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;La Via Crucis è innanzitutto una tradizione cristiana, dove vengono rievocati gli ultimi attimi della vita di Gesù, dalla consegna della croce fino alla crocefissione. Questa tradizione non è nata in seguito agli eventi storici che riguardano Gesù Cristo, al contrario, la sua tradizione ha dovuto attendere quasi 1300 anni, probabilmente su iniziativa dei vari ordini monastici, specie quello Domenicano e Francescano. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Gli storici non sono concordi sull’inizio esatto di questa tradizione. Alcuni fanno risalire la storia di questa devozione alle visite di Maria, madre di Gesù, presso i luoghi della Passione a Gerusalemme, ma la maggior parte degli storici riconosce l'inizio della specifica devozione a Francesco d'Assisi o alla tradizione francescana. Intorno al 1294, Rinaldo di Monte Crucis, frate domenicano, racconta la sua salita al Santo Sepolcro &amp;quot;&lt;i&gt;per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem&lt;/i&gt;&amp;quot;, per varie tappe, che chiama &lt;i&gt;stationes&lt;/i&gt;: il luogo della condanna a morte di Gesù, l'incontro con le pie donne, la consegna della croce a Simone di Cirene, e gli altri episodi della Passione fino alla morte di Gesù sulla Croce.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Originariamente la vera Via Crucis comportava la necessità di recarsi materialmente in visita presso i luoghi dove Gesù aveva sofferto ed era stato messo a morte. Dal momento che un tale pellegrinaggio era impossibile per molti, la rappresentazione delle stazioni nelle chiese rappresentò un modo di portare idealmente a Gerusalemme ciascun credente. Le rappresentazioni dei vari episodi dolorosi accaduti lungo il percorso contribuivano a coinvolgere gli spettatori con una forte carica emotiva. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Tale pratica popolare venne diffusa dai pellegrini di ritorno dalla Terrasanta e principalmente dai Minori Francescani che, dal 1342, avevano la custodia dei Luoghi Santi di Palestina. Inizialmente la Via Crucis come serie di quattordici &amp;quot;quadri&amp;quot; disposti nello stesso ordine (vedi il capitolo seguente) si diffonde in Spagna nella prima metà del XVII secolo e venne istituita esclusivamente nelle chiese dei Minori Osservanti e Riformati. Successivamente Clemente XII estese, nel 1731, la facoltà di istituire la Via Crucis anche nelle altre chiese mantenendo il privilegio della sua istituzione al solo ordine francescano.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La collocazione delle stazioni all'interno della chiesa doveva rispondere a norme di simmetria ed equidistanza: il corretto espletamento delle pratiche devozionali consentiva di acquisire le stesse indulgenze concesse visitando tutti i Luoghi Santi di Gerusalemme.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Oggi tutte le chiese cattoliche dispongono di una &amp;quot;via dolorosa&amp;quot;, o almeno di una sequenza murale interna. Il numero e nomi delle stazioni cambiarono radicalmente in diverse occasioni nella storia della devozione, sebbene l'elenco corrente di quattordici stazioni ora sia quasi universalmente accettato.&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;La Via Crucis oggi, rievocazioni e significato&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Oggi la Via Crucis viene rievocata attraverso la Processione, il giovedì Santo, con diverse manifestazioni integrate come la presenza di ordini religiosi che si prefiggono il compito di portare la croce, magari sotto un baldacchino, per ogni &lt;i&gt;statione&lt;/i&gt; viene letto il passo del Vangelo relativo, accompagnato da canti. In altri luoghi la Via Crucis rivive, torna vivida e viva dal passato con figuranti vestiti come al tempo di Gesù, stazione per stazione, sono le cosiddette Vie Crucis viventi, molto bella quella di Frassinoro (MO), che si tiene ogni 3 anni (la prossima nel 2012), suggestiva ma che rimane più impressa del film di Mel Gibson dove invece la scena che rimane più di ogni altra cosa alla mente dello spettatore è la flagellazione, quando il momento più critico è quello poco prima della morte quando Gesù dice “&lt;i&gt;Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno” &lt;/i&gt;e spira. La Via Crucis vivente che sia ferma e silenziosa o animata, cioè fatta momento per momento con personaggi che si muovono e che parlano è oggi ancora poco diffusa, poiché ormai il pubblico è abituato a vederla nelle miniature delle chiese e quasi nessuno ci va più, se nella piazza del paese non c’è almeno qualche banco di mercato, che io personalmente trovo di cattivo gusto. L’abitudine da un lato e la scarsa diffusione delle Vie Crucis viventi portano la gente a rimanere più in casa davanti al tv che non nelle vie del paese per pregare, o almeno, per visitare qualche chiesa e riflettere su quello che è il giovedì Santo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La Crucis di Frassinoro, che a me è rimasta molto impressa, ti fa tremare dentro, ti riporta veramente indietro nel tempo, la gente è tantissima, ma c’è silenzio. I colori delle tuniche chiare dei costumi contrastano e si staccano dal nero cielo notturno quasi a creare una divisione tra Cielo e Terra e con il chiaro delle tuniche contrasta in terra il rosso sangue delle mantelle romane dei figuranti col ruolo di soldati, a cavallo, e anche le bestie sono ferme e immobili, anche se vere e vive. Un salto spazio-temporale che fa riflettere, nulla di fantascientifico, tutto è assolutamente vero e di valore non solo storico, ma anche cristiano, culturale, morale. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Infine, il “blocco” spazio-temporale si scioglie verso mezzanotte e i centurioni romani scendono le vie dal punto di rappresentazione del Golgota, a cavallo, silenziosamente, a volte in fila, a volte soli, verso la chiesa e poi al centro del paese. La gente rimane ancora in silenzio e solo quando tutti cominciano a tornare a casa, cominciano i brusii di sottofondo. Chi ci va rimane ogni volta colpito, ogni &lt;i&gt;statione&lt;/i&gt; ha la sua parte nel cuore di chi guarda. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Le stazioni della Via Crucis&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Le stazioni della Via Crucis hanno “subito” delle modifiche nel corso dei secoli, ovvero, non c’è un momento preciso in cui inizia, anche se la tradizione francescana comincia dalla flagellazione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;1. Gesù è flagellato, deriso e condannato a morte&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;2. Gesù è caricato della croce&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;3. Gesù cade per la prima volta&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;4. Gesù incontra sua Madre&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;5. Gesù è aiutato a portare la croce da Simone di Cirene&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;6. Santa Veronica asciuga il volto di Gesù&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;7. Gesù cade per la seconda volta&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;8. Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;9. Gesù cade per la terza volta&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;10. Gesù è spogliato delle vesti&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;11. Gesù è inchiodato sulla croce&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;12. Gesù muore in croce&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;13. Gesù è deposto dalla croce&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;14. Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La Via Crucis biblica invece è diversa, inizia nell’Orto degli Ulivi, col tradimento di Giuda&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;1. Gesù nell'orto degli ulivi (Marco 14,32-36)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;2. Gesù, tradito da Giuda, è arrestato (Marco 14,45-46)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;3. Gesù è condannato dal sinedrio (Marco 14,55.60-64)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;4. Gesù è rinnegato da Pietro (Marco 14,66-72)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;5. Gesù è giudicato da Pilato (Marco 15,14-15)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;6. Gesù è flagellato e coronato di spine (Marco 15,17-19)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;7. Gesù è caricato della croce (Marco 15,20)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;8. Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce (Marco 15,21)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;9. Gesù incontra le donne di Gerusalemme (Luca 23,27-28)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;10. Gesù è crocifisso (Marco 15,24)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;11. Gesù promette il suo regno al buon ladrone (Luca 23,39-42)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;12. Gesù in croce, la madre e il discepolo (Giovanni 19,26-27)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;13. Gesù muore sulla croce (Marco 15,33-39)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#000080"&gt;14. Gesù è deposto nel sepolcro (Marco 15,40-46)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Da alcuni anni è questo lo schema di tale cerimonia. Il carattere devozionale di alcune delle stazioni tradizionali, da una parte, e l'assenza di momenti significativi dei racconti evangelici, dall'altra, hanno portato a elaborare schemi alternativi di Via Crucis, articolate secondo il Vangelo. A livello gerarchico, tale proposta appare per la prima volta nel &lt;i&gt;Libro del Pellegrino&lt;/i&gt; che veniva offerto in occasione dell'Anno Santo del 1975: vi si trovava lo schema tradizionale e anche lo schema biblico. Nel 1991 la tradizionale Via Crucis di Giovanni Paolo II al Colosseo fu fatta secondo lo schema appena descritto, cioè quello biblico. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;La flagellazione, non solo una tortura romana&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="clip_image002" border="0" alt="clip_image002" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBVx1eI3I/AAAAAAAAJJg/1-hXKtI6ZTE/clip_image002%5B4%5D.png?imgmax=800" width="500" height="309" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;Figura 1 - Carlo Crivelli, Flagellazione di Cristo, 1468, Massa Fermana, Chiesa di San Silvestro.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="clip_image004" border="0" alt="clip_image004" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBb0N1mrI/AAAAAAAAJJk/GzWtWpRmL2g/clip_image004%5B4%5D.png?imgmax=800" width="500" height="568" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Figura 2 - Maestro Francke, Flagellazione di Cristo, 1424 ca, Amburgo, Kunsthalle.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel Medioevo le scene della Via Crucis, probabilmente perché come tradizione e tipo di rappresentazione è tardo-medievale, non venivano rappresentate tutte, solitamente le ultime e comunque le più cruente, tyrsa queste la flagellazione. La flagellazione è un atto di fustigazione (dal latino flagellum) del corpo umano. In modo specifico, vengono utilizzati bastoni, verghe e il gatto a nove code. Tipicamente la fustigazione è eseguita su soggetti restii, come strumento di tortura o come pena corporale; tuttavia, la flagellazione è anche utilizzata in modo consenziente, o compiuta su se stessi (autoflagellazione), durante pratiche religiose o sadomasochiste. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Durante l'Impero Romano, la fustigazione era normalmente eseguita prima della crocifissione: erano utilizzate comunemente fruste con piccoli pezzi di metallo oppure con delle ossa alle estremità. Questo stratagemma portava facilmente ad una deturpazione e seri traumi, come la lacerazione della pelle o la perdita di un occhio. Perdendo molto sangue, a causa delle ferite riportate, la vittima subiva un forte shock ipovolemico &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn1_9778" name="_ftnref1_9778"&gt;[1]&lt;/a&gt;. I Romani riservavano questa tortura ai non cittadini, come stabilito nella &lt;i&gt;lex Porcia &lt;/i&gt;e nella &lt;i&gt;lex&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Sempronia&lt;/i&gt;, datate tra il 195 a.C. e il 123 a.C. Il poeta Orazio riporta &lt;i&gt;l'horribile flagellum&lt;/i&gt; nelle sue Satire, descrivendo la fine di queste pratiche.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Tipicamente, colui che doveva essere punito veniva legato ad una piccola colonna o ad un piccolo palo, cosi che potesse piegarvici sopra. Due &lt;i&gt;lictores&lt;/i&gt; &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn2_9778" name="_ftnref2_9778"&gt;[2]&lt;/a&gt;(o a volte quattro o sei) alternavano i colpi. Non c'era un limite alle sferzate inflitte: era il lictor a decidere, anche se normalmente non erano intenzionati ad uccidere la vittima. Ciò nonostante, Tito Livio, Svetonio e Giuseppe Flavio riportano casi di decessi sul posto, durante la flagellazione. Da molti autori, questa era riportata come una &amp;quot;semi-morte&amp;quot;, anche perché dopo breve tempo, morivano. Cicerone riporta: &lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;Sic ille adfectus illim tum pro mortuo sublatus perbrevi postea est mortuus&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;[Torturato in tal modo fu portato via da là come morto e pochissimo tempo dopo morì]&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Spesso la vittima veniva capovolta per permettere la flagellazione anche sul petto, anche se si procedeva con cautela perché la possibilità di infliggere un colpo mortale era molto elevata.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La Flagellazione rimanda, in contesto cristiano, alla Flagellazione di Cristo, episodio in cui Gesù viene fustigato nella sala del pretorio di Ponzio Pilato. La pratica dell'umiliazione della carne, a scopi religiosi, include il cosiddetto movimento dei &lt;b&gt;&lt;i&gt;Cristiani Flagellanti &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn3_9778" name="_ftnref3_9778"&gt;[3]&lt;/a&gt; del XIII secolo. Al giorno d'oggi utilizzano la &amp;quot;disciplina&amp;quot; i numerari dell'Opus Dei, in una sorta di autoflagellazione simbolica con l'uso un frustino leggero che non provoca danni, né fa sanguinare. Nella storia, il giudaismo non ha ricordo, né pratica, della flagellazione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non si tratta però solo di una tortura in senso stretto, ma di un simbolo, che non è quello che hanno voluto dare i flagellanti medievali, anche se per loro autoflagellarsi era un metodo doloroso, ma sicuro di espiazione del peccato. La flagellazione è il simbolo del dolore, nel contesto cristiano, il dolore di Gesù, dolore non solo del corpo a causa dei colpi inferti, ma dolore per il peccato degli uomini, il male che ha infettato l’anima dell’umanità. La flagellazione sempre nel contesto cristiano, in particolare, la flagellazione di Gesù, rappresenta anche la paura della morte che Gesù aveva, la paura umana della morte, una paura che a parole non si può descrivere. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le scene che ho preso del film &lt;i&gt;The Passion&lt;/i&gt; sono quelle precedenti alla flagellazione, quando Gesù viene portato prima davanti a Caifa e poi davanti a Pilato. &lt;/p&gt;  &lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 519px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:c17da6a7-09ed-4682-adea-0ed0c51453d5" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="494a6fea-7ec3-4c14-97b7-100b83d5f3f5" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=wC4HJEMnOec&amp;amp;feature=related" target="_new"&gt;&lt;img src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBcildy9I/AAAAAAAAJJo/t868OlPZShA/videofeb957e74ec9%5B37%5D.jpg?imgmax=800" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('494a6fea-7ec3-4c14-97b7-100b83d5f3f5'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;519\&amp;quot; height=\&amp;quot;291\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/wC4HJEMnOec?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/wC4HJEMnOec?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;519\&amp;quot; height=\&amp;quot;291\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="width:519px;clear:both;font-size:.8em"&gt;Gesù davanti ai sacerdoti nel Sinedrio.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;Poiché i sommi sacerdoti non riescono a far confessare nulla a Gesù di quello che possono poi usare contro di” lui, lo provocano fino allo stremo e quando Gesù si limita a rispondere con quella che è una predizione (sottolineato in rosso) trasformano le sue parole in un capo d’accusa e lo portano a Pilato.&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;Matteo 26,59-26,68&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte; ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l'hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico:&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;“ d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo&amp;quot;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 66 che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, dicendo: «Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?».&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Nel film (pari pari a quanto accade nei vangeli) durante il processo a Gesù in presenza dei Sommi Sacerdoti prima ancora che Egli sia portato a Pilato, si nota che alcuni sacerdoti non sono d’accordo con quel processo iniziato senza un’accusa precisa e senza testimoni, ma vengono cacciati e allontanati e il processo continua. Una volta portato a Pilato &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn4_9778" name="_ftnref4_9778"&gt;[4]&lt;/a&gt; egli chiede quali sono le colpe di Gesù e non trovando alcuna accusa valida lo manda a Erode, il quale lo canzona dopo averlo tentato a fare qualcosa di miracoloso per lui. Gesù tace ed Erode lo rimanda a Pilato non sentendosela di condannarlo. &lt;/p&gt;  &lt;div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; width: 574px; padding-right: 0px; display: block; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:d45c28fc-7519-4004-ab26-bde7a5c647b2" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="0c9374d4-02e0-4531-9df3-39efca5f0857" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=9gkpgyv8fIQ&amp;amp;feature=related" target="_new"&gt;&lt;img src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBdC3ee4I/AAAAAAAAJJs/ys9iMw7Zcas/videod57a231bdd54%5B33%5D.jpg?imgmax=800" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('0c9374d4-02e0-4531-9df3-39efca5f0857'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;574\&amp;quot; height=\&amp;quot;322\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/9gkpgyv8fIQ?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/9gkpgyv8fIQ?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;574\&amp;quot; height=\&amp;quot;322\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="width:574px;clear:both;font-size:.8em"&gt;Impiccagione di Giuda e prima consegna a Pilato che lo rimanda a Erode.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; width: 557px; padding-right: 0px; display: block; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:420d631f-b048-4fba-b0fc-785dae3906a3" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="7d71e581-e7f0-42bb-8216-ae883caac02c" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=xo01b3iv5FM&amp;amp;feature=related" target="_new"&gt;&lt;img src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBdjE-uSI/AAAAAAAAJJw/uGyxW1cBbMU/video49355e4f1028%5B26%5D.jpg?imgmax=800" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('7d71e581-e7f0-42bb-8216-ae883caac02c'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;557\&amp;quot; height=\&amp;quot;313\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/xo01b3iv5FM?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/xo01b3iv5FM?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;557\&amp;quot; height=\&amp;quot;313\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="width:557px;clear:both;font-size:.8em"&gt;Da Pilato ad Erode e di nuovo a Pilato&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;Questa serie di passaggi da un aguzzino all’altro, storicamente, deve essere stata dovuta più che a motivi di natura religiosa, a motivi di natura politica. La Giudea ai tempi di Gesù era una provincia romana sotto l’impero di Tiberio, Pilato era il Prefetto della regione della Giudea, una regione dove la popolazione locale poco amava stare sotto il governo imperiale e non mancavano mai ribellioni e politicamente il governo romano era in continuo contrasto con quello locale poiché entrambi ambivano al controllo della zona. Sebbene Gesù volessero giudicato e condannato, evidentemente per via delle loro stesse leggi i Sommi Sacerdoti non potevano condannarlo a morte e quindi le sole scelte erano Erode e Pilato e poiché Pilato non trova alcuna colpa in Gesù lo manda a Erode il quale lo rimanda a sua volta a Pilato, probabilmente sempre per motivi politici che non per motivi di altra natura, sebbene Gesù fosse colui di cui era stata predetta la nascita e per questo motivo Erode aveva ordinato di uccidere tutti i figli della regione. Vedendosi costretto a processare un uomo, nel quale non trovava nessuna colpa e costretto anche politicamente sia dai sacerdoti sia dall’imperatore per la sua difficoltà a tenere sotto controllo la regione della Giudea, Pilato deve decidere di condannare a morte Gesù, ma decide di far solo flagellare Gesù come punizione severa punizione sperando che questo placasse la foga assassina dei sommi sacerdoti, cosa che non accade perché questi vogliono Gesù crocifisso. Pilato allora, poiché era solito rilasciare un prigioniero in quel periodo, lascia l’onere della scelta alla folla, probabilmente già sapendo prima ancora la risposta e non potendo opporsi per i motivi detti prima. &lt;/p&gt;  &lt;div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; width: 631px; padding-right: 0px; display: block; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:27cc4e1b-fbe2-411a-8ad6-f3951a9388e1" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="9bd18836-bcf4-48a5-b55d-9490d8d92a0a" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=8To6q6UDqxE&amp;amp;feature=related" target="_new"&gt;&lt;img src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBeGXfqPI/AAAAAAAAJJ0/GINFHuEkBio/video486921eb2d8b%5B19%5D.jpg?imgmax=800" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('9bd18836-bcf4-48a5-b55d-9490d8d92a0a'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;631\&amp;quot; height=\&amp;quot;354\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/8To6q6UDqxE?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/8To6q6UDqxE?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;631\&amp;quot; height=\&amp;quot;354\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="width:631px;clear:both;font-size:.8em"&gt;La flagellazione (Sconsiglio la visione di questo pezzo del film a chi sa di soffrire la vista del sangue e ai minori di 18 anni).&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;Da altri punti di vista come quello religioso, ce ne sarebbe da parlare per giorni interi anche se è una questione delicata, in cui si va oltre alla storia. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;La crocifissione&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;La crocifissione era, al tempo dei romani, una modalità di esecuzione della pena capitale e una tortura terribile.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="clip_image006" border="0" alt="clip_image006" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBgbsQFBI/AAAAAAAAJJ4/utM81SACLxA/clip_image006%5B3%5D.png?imgmax=800" width="238" height="450" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Figura 3 - &lt;i&gt;The Crucifixion della English School&lt;/i&gt; (1395)&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La pena della crocifissione era tanto atroce e umiliante che non poteva essere comminata a un cittadino romano. Era applicata agli schiavi, ai sovversivi e agli stranieri e normalmente veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il supplizio della crocifissione è tuttavia molto più antico dei romani e non sempre è legato ad una struttura a croce. A volte il condannato era legato a un singolo palo, a volte a una struttura a V rovesciata. Lo scopo era tuttavia sempre lo stesso, ovvero il soffocamento causato dalla compressione del costato e a tale scopo spesso le gambe del condannato venivano spezzate con una mazza o un martello. Alcuni documenti antichi parlano di crocifissione già all'epoca dei babilonesi. Alessandro Ianneo nel I secolo a.C. fece crocifiggere centinaia di farisei attorno a Gerusalemme. La crocifissione era dunque usata anche nella terra di Canaan e in altre regioni semitiche.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La croce consisteva di due pali, uno verticale e l'altro orizzontale. Normalmente sul luogo delle crocifissioni c'era già, saldamente piantato per terra, il palo verticale (lo stipes). Il condannato si avviava al luogo dell'esecuzione portando sulle sue spalle il palo orizzontale, detto in latino patibulum (da qui la parola italiana &amp;quot;patibolo&amp;quot;), al quale sarebbe stato confisso. Il patibulum aveva normalmente a metà un foro con cui veniva infisso sullo stipes. Vi sono testimonianze che indicano come a volte venisse usato come patibulum la spranga della porta. Pare che il patibulum fosse legato alle braccia del condannato, e in questo modo (se cadeva durante il tragitto) avrebbe urtato il suolo con la faccia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per inchiodare gli arti superiori, i carnefici sapevano bene che conficcando il chiodo nel palmo della mano, il peso del corpo avrebbe immediatamente lacerato la mano stessa. Perciò il chiodo veniva posto in un punto del polso dove la struttura articolare riesce ad esercitare lo sforzo di sostenere il peso del condannato. L'agonia del condannato era abbastanza lenta, potendo durare ore o anche molti giorni.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non tutti sono unanimi sulle cause della morte: sopravveniva per collasso cardiocircolatorio (dovuto anche all'ipovolemia causata dalla perdita di sangue e di liquidi) o asfissia. Infatti, per respirare, il condannato doveva fare leva sulle gambe; quando, per la stanchezza, o per il freddo, o per il dissanguamento, il condannato non poteva più reggersi sulle gambe, rimaneva penzoloni sulle braccia, con conseguente difficoltà per respirare oppure tutti questi movimenti dolorosissimi portavano al cedimento del cuore.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I carnefici lo sapevano, e quando dovevano accelerare la morte rompevano con un bastone le gambe del condannato, in maniera che il soffocamento arrivasse in breve.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Presso le civiltà antiche la crocifissione era molto diffusa. Il primo documento che vi fa riferimento si trova nella letteratura sumerica. A Roma questo supplizio appare attorno al 200 a.C. e si distingue per l’atrocità e il vilipendio che vi è associato; i Romani punivano con quest’esecuzione il brigantaggio e la ribellione degli schiavi. Il giudice, riconosciuta la colpevolezza e pronunciata la condanna “sia messo in croce!”, dettava il titulus, cioè la motivazione della sentenza scritta su di un cartello, e indicava le modalità d’esecuzione, compiuta poi dai carnefici, o, nelle province, dai soldati. Il condannato, dinanzi al magistrato, veniva prima sottoposto ad una flagellazione. Denudato e legato ad un palo o ad una colonna, veniva colpito con strumenti diversi a seconda della condizione sociale. La flagellazione poteva essere una punizione esemplare fine a sé stessa, seguita dalla liberazione, oppure una condanna mortale: in questo caso produceva lacerazioni così profonde da mettere allo scoperto le ossa. Se veniva inflitta come preambolo alla crocifissione, il numero di colpi doveva essere limitato ad una ventina perché la vittima non doveva morire prima di finire in croce.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il condannato veniva poi rivestito e condotto al supplizio. Il &lt;i&gt;titulus&lt;/i&gt;, appesogli al collo o portato da un banditore, aveva la funzione d’informare i passanti sulle sue generalità, sul delitto e sulla sentenza. I responsabili d’efferati delitti erano caricati del &lt;i&gt;patibulum&lt;/i&gt; (probabilmente legati). Se i malcapitati erano più di uno, venivano legati tra loro con una lunga corda che poteva passare intorno al collo, ai piedi o ad un’estremità del &lt;i&gt;patibulum&lt;/i&gt;. Sul luogo dell’esecuzione, situato sempre fuori dalle mura cittadine, erano spesso già piantati i pali verticali, gli &lt;i&gt;stipes&lt;/i&gt;, su cui fissare i &lt;i&gt;patibula&lt;/i&gt;. La &lt;i&gt;crux patibulata&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;crux compacta&lt;/i&gt; risultava a forma di T, il tau greco.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il cruciario veniva spogliato e i suoi vestiti diventavano proprietà dei carnefici, quale prezzo della loro prestazione; Probabilmente il crocefisso era nudo. È possibile ritenere l'aggiunta dello straccio nelle rappresentazioni dei crocifissi come una consuetudine di origine cristiana per le immagini sacre in quanto la nudità completa, specie nel caso delle condannate, era un ulteriore strumento di umiliazione e punizione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Veniva poi appeso alla croce per le braccia con chiodi, anelli di ferro o corde, come pure i piedi, che talvolta però venivano lasciati liberi. Con la crocifissione si voleva provocare una morte lenta, dolorosa e terrificante, esemplare per chi ne era testimone: per &lt;i&gt;stillicidia emittere animam&lt;/i&gt;, lasciare la vita goccia a goccia. Origene scrive:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;Vivono con sommo spasimo talora l’intera notte e ancora l’intero giorno. &lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Per questo si adottava una serie d’accorgimenti che ritardavano la morte anche per giorni: per esempio un sedile o un corno, posto nel centro del palo verticale. Lungo il cammino essi subivano strattoni e venivano oltraggiati, maltrattati, pungolati e feriti per indebolirne la resistenza. Bevande drogate (mirra e vino) e la &lt;i&gt;posca&lt;/i&gt; (miscela d’acqua e aceto) servivano a dissetare, tamponare emorragie, far riprendere i sensi, resistere alla sofferenza, mantenere sveglio il crocifisso perché confessasse le sue colpe. Raramente la morte veniva accelerata; se ciò accadeva era per motivi d’ordine pubblico, per interventi d’amici del condannato, per usanze locali. Si provocava la morte in due modi: col colpo di lancia al cuore o col &lt;i&gt;crurifragium&lt;/i&gt;, cioè la rottura delle gambe, che privava il condannato d’ogni punto d’appoggio con conseguente soffocamento per l'iperestensione della cassa toracica (non è possibile espirare completamente e viene meno quindi l'apporto di aria ossigenata all'organismo). La vigilanza presso la croce era severa per impedire interventi di parenti o amici; l’incarico di sorveglianza era affidato ai soldati e durava sino alla consegna del cadavere o alla sua decomposizione. In Occidente, all’inizio del IV secolo, l’Imperatore Costantino il Grande vietò ai tribunali pubblici di condannare alla crocifissione. Ma questa pratica durò molto più a lungo in Oriente e in altri Paesi, vi sono racconti dettagliati di crocefissioni ancora nel IX secolo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel contesto della Via Crucis la crocifissione rappresenta ancor di più il dolore di Gesù oltre che il suo sacrificio e ancor più forte e viva la sua umana paura della morte, che sconfisse con la sua Resurrezione. Le scene che precedono la crocifissione, ovvero, il cammino che è rappresentato dalla Via Crucis (dalla Via della Croce, il tratto che dal luogo della flagellazione andava al Golgota) sono scene anch’esse piene di significato non solo cristiano, ma anche morale. Lungo il percorso Gesù cade più volte e i soldati costringono un uomo a caso, Simone di Cirene &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn5_9778" name="_ftnref5_9778"&gt;[5]&lt;/a&gt;, a prendere la croce ed aiutare Gesù che anche quando ormai è giunto al Golgota torna a cadere, stremato da tanto dolore. Il modo di dire, che proprio non si può definire solo come modo di dire “portare la propria croce” o “aiutare qualcuno a portare la sua croce” forse ha avuto origine da quel momento, ma non è e non deve rimanere solo un modo di dire e non va considerato solo come tale. Portare la propria croce o aiutare qualcuno nel portarla in realtà significa nella dottrina cristiana accettare le tribolazioni e il dolore e offrirli al Signore e quando vediamo qualcuno soffrire di aiutarlo, sostenerlo. Nel caso di Gesù la Croce che è e sarà sempre il simbolo della cristianità, non è solo una croce latina in legno, una forma di condanna a morte romana, una delle peggiori umiliazioni per un condannato a morte, ma è il peso del peccato, il peccato dell’umanità, per riscattarla, per salvarla dalla morte. La croce è il simbolo del sacrificio di Gesù, oltre che della sua sofferenza, della sua Passione. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La crocifissione fu una tortura riservata anche ad alcuni suoi apostoli dopo la sua morte e resurrezione, a San Pietro, il quale però, in segno di rispetto verso Gesù Cristo oltre che non sentendosi degno di una morte simile chiese ed ottenne di morire crocifisso a testa in giù. Anche se purtroppo il simbolo della croce rovesciata è usato dalle sette sataniche che le vogliono attribuire un significato anticristiano, si tratta di una trasformazione esasperata, una distorsione sacrilega che non va confusa con la vera origine del simbolo della croce rovesciata. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="clip_image008" border="0" alt="clip_image008" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBipggpgI/AAAAAAAAJJ8/QNAImlrh_-g/clip_image008%5B3%5D.png?imgmax=800" width="300" height="404" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Figura 4 - Crocifissione di san Pietro, affresco di Filippino Lippi, 1481-1482 circa, Firenze, Santa Maria del Carmine, Cappella Brancacci.&lt;/p&gt;  &lt;div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; width: 613px; padding-right: 0px; display: block; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:9004b954-9925-4d8c-b9de-1b568df60045" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="e0ea1924-5ff5-4fb9-b9a8-3e8b3123c231" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=H44mwThlLp4" target="_new"&gt;&lt;img src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBjdLd1MI/AAAAAAAAJKA/nH2p6ofWihc/video51c22a2819d5%5B9%5D.jpg?imgmax=800" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('e0ea1924-5ff5-4fb9-b9a8-3e8b3123c231'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;613\&amp;quot; height=\&amp;quot;344\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/H44mwThlLp4?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/H44mwThlLp4?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;613\&amp;quot; height=\&amp;quot;344\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="width:613px;clear:both;font-size:.8em"&gt;Film di San Pietro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;Anche a Sant’Andrea apostolo non fu risparmiata questa forma di esecuzione capitale. La tradizione vuole che Andrea sia stato martirizzato per crocifissione a Patrasso (Patrae) in Acaia (Grecia). Dai primi testi apocrifi, come ad esempio gli Atti di Andrea citati da Gregorio di Tours nel Monumenta Germaniae Historica, si sa che Andrea venne legato e non inchiodato su una croce latina (simile a quella dove Cristo era stato crocifisso), ma la tradizione vuole che Andrea sia stato crocifisso su una croce di forma detta Croce decussata (a forma di X) e comunemente conosciuta con il nome di &amp;quot;Croce di Sant'Andrea&amp;quot;; Questa venne adottata per sua personale scelta, dal momento che egli non avrebbe mai osato eguagliare il maestro, Gesù, nel martirio. Quest'iconografia di sant'Andrea appare ad ogni modo solo attorno al X secolo, ma non divenne comune sino al XVII secolo. Proprio per il suo martirio, sant'Andrea è divenuto anche il patrono di Patrasso.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="clip_image010" border="0" alt="clip_image010" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBnq-O5gI/AAAAAAAAJKE/_ETBSJasYzU/clip_image010%5B4%5D.png?imgmax=800" width="400" height="746" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;Figura 5 - La crocifissione di Sant'Andrea&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Infine, anche Filippo Apostolo sarebbe stato crocifisso, ma le fonti sono diverse e contrastanti in merito alla morte e non si hanno notizie certe. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Lungo la via Crucis, i simboli di chi aiutò Gesù&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;A parte Simone di Cirene che sostenne fisicamente la croce fino al Golgota, sono altre le figure che lungo il percorso aiutano Gesù, tra cui la donna che gli asciugò il viso, Veronica. Veronica &lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftn6_9778" name="_ftnref6_9778"&gt;[6]&lt;/a&gt; è, secondo la tradizione cristiana, la &amp;quot;pia donna&amp;quot; che, vedendo la passione di Gesù che trasportava la croce e il suo volto sporco di sudore e sangue, lo deterse con un panno di lino, sul quale sarebbe rimasta l'impronta del viso di Gesù (il cosiddetto &amp;quot;velo della Veronica&amp;quot;). Veronica è il simbolo di chi aiuta coloro che soffrono e che offre loro ristoro, in senso morale e non solo fisico, è la rappresentazione della presenza di Dio accanto all’uomo anche nei momenti più cruenti, Dio Padre che conforta i suoi figli. Ovviamente questa è una delle interpretazioni possibili. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Anche Maria, madre di Gesù, gli va incontro durante il percorso, quando lui cade, sebbene sia ostacolata, fermata più volte dai soldati romani e dalla calca di gente che voleva aggredire Gesù, ma lei riesce a raggiungere il figlio. La sofferenza di Maria in questo momento della Via Crucis è impossibile da descrivere ed è troppo poco dire che simboleggia il dolore di una madre nel vedere il figlio che soffre, perché il dolore di Maria è molto più grande, inimmaginabile. Le immagini più forti che riguardano Maria nella Via Crucis sono quelle di Maria ai piedi della croce. Maria non è sola, nella via Crucis viene rappresentata come descritta nel Vangelo, insieme a Giovanni e alle altre due Marie. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;L’importanza della rappresentazione della Via Crucis oggi&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;Personalmente ritengo che oggi, anche per richiamare la gente a pensare e a riflettere su tutto il significato della Via Crucis, sarebbe opportuno diffondere la rappresentazione delle vie Crucis viventi facendo partecipare tutti, uomini, donne e bambini, ma soprattutto i giovani senza però trasformare la rappresentazione in una tragedia shakespeariana, ma per far sentire in prima persona ai giovani il significato della vita di Gesù, facendo fare a loro i costumi, dando loro una parte a sorte (scegliere se fare il buono o il cattivo sarebbe troppo comodo, tutti farebbero i buoni, invece attribuendo a sorte ad ognuno una figura da interpretare si attribuirebbe anche il dovere di riflettere su quella figura). Il lavoro e poi la rappresentazione, di anno in anno, sarebbero uno strumento di progresso per la società, che forse migliorerebbe poiché le tematiche della via Crucis sono più attuali che mai. Gli attacchi di gruppo nelle baby-gang, i massacri di innocenti, il cercare nei casi di cronaca un colpevole a tutti i costi anche a costo di accusare un innocente, il lavarsi le mani della società sono tutti esempi che vanno dalla flagellazione di Gesù fino alla lavanda delle mani di Pilato perché come le baby-gang si accaniscono come belve su di un innocente così i soldati romani hanno fatto con Gesù, che per altro nemmeno poteva difendersi; oggi si cercano sempre più spesso colpevoli anche in innocenti come fece Caifa con Gesù; e infine, quando qualcuno viene ingiustamente aggredito per strada, senza un motivo, quando ci sono pestaggi che avvengono a cielo aperto davanti all’indifferenza di tutti, senza che nessuno muova un dito come quando Gesù vide Pilato lavarsi le mani, cioè liberarsi dalla responsabilità che gli era stata data. Oggi in troppi si lavano le mani, e c’è da temere che di questo passo o ci si consumerà le mani e allora non si potrà più testimoniare ciò che accade o finirà l’acqua e in entrambi casi vorrà dire che si è arrivati davvero a toccare il fondo. &lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Fonti bibliografiche&lt;/h2&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_apostolo"&gt;Andrea apostolo&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crocifissione"&gt;Crocifissione&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crocifissione_di_Ges%C3%B9"&gt;Crocifissione di Gesù&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flagellanti"&gt;Flagellanti&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flagellazione"&gt;Flagellazione&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lictor"&gt;Lictor&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Veronica"&gt;Santa Veronica&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shock_ipovolemico"&gt;Shock ipovolemico&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simone_di_Cirene"&gt;Simone di Cirene&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Crucis"&gt;Via Crucis&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA)&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;h2&gt;Note   &lt;hr align="left" size="1" width="33%" /&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref1_9778" name="_ftn1_9778"&gt;[1]&lt;/a&gt; Shock ipovolemico: Lo shock ipovolemico è lo stato di shock causato dalla diminuzione della massa sanguigna circolante. È spesso conseguenza di una imponente perdita di liquidi, o per emorragia massiva o per deplezione (perdita) di acqua come nel diabete insipido. Questo porta ad una riduzione del precarico ventricolare, riduzione della pressione diastolica del ventricolo, ridotta eiezione cardiaca e quindi ipotensione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref2_9778" name="_ftn2_9778"&gt;[2]&lt;/a&gt; I &lt;i&gt;littori&lt;/i&gt; (dal latino &lt;i&gt;lictores&lt;/i&gt; che deriverebbe da &lt;i&gt;ligare&lt;/i&gt; ovvero legare), istituiti al tempo di Romolo secondo Plutarco, camminavano davanti al rex e lo proteggevano con bastoni. Avevano, inoltre, attorcigliate alla vita delle cinghie di cuoio, con le quali legavano tutti quelli che il sovrano avesse ordinato di catturare. Erano membri di una speciale classe di servitori civili dell'antica Roma che, sia in Età repubblicana sia in quella imperiale avevano il compito di proteggere i magistrati dotati di imperium. L'origine dei littori risale all'Età regia e veniva forse dagli etruschi secondo Tito Livio. All'inizio i littori erano scelti dalla plebe, anche se, per gran parte della storia di Roma, sembrano essere stati soprattutto liberti. Tuttavia, erano senza dubbio cittadini romani, dato che indossavano la toga dentro Roma. Dovevano essere forti e capaci di lavori fisici, erano esentati dal servizio militare, ricevevano un salario fisso di 600 sesterzi (agli inizi dell'Età imperiale) ed erano organizzati in una corporazione. Erano solitamente scelti dal magistrato che loro dovevano servire, ma è anche possibile che venissero estratti. I littori erano associati ai Comizi curiati e in origine erano probabilmente scelti uno per curia, dato che all'inizio erano in numero di 30 (come le curie): 24 per i due consoli e sei per il pretore. La funzione principale dei littori era quella di proteggere il magistrato dotato di imperium, che gli demandava l'esecuzione delle condanne a morte. Il littore portava con sé i fasces, che erano composti da 30 verghe e una scure (quest'ultima era tenuta nei fasci solo fuori del Pomerium, in quanto al suo interno nessuno poteva condannare a morte un cittadino romano, tranne il dittatore). Le verghe invece potevano essere usate per percuotere i cittadini. Questo era l'unico modo in cui la schiena di un romano poteva essere violata, dato che era considerata sacra e non era ammessa la fustigazione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref3_9778" name="_ftn3_9778"&gt;[3]&lt;/a&gt; I flagellanti furono un movimento religioso caratterizzato dalla pratica dell'autoflagellazione in pubblico, in segno di penitenza. Nel Medioevo, la flagellazione era una forma di penitenza impiegata da numerosi ordini religiosi, quali camaldolesi, cluniacensi, domenicani. L'origine del movimento dei flagellanti risale alla metà del XIII secolo, in Italia centrale. A Perugia, Raniero Fasani (m. 1281), eremita francescano, influenzato dalle dottrine di Gioacchino da Fiore, fondò il primo gruppo di flagellanti, la «compagnia dei disciplinati di Cristo». Il movimento si diffuse rapidamente nell'Italia centrale e settentrionale, organizzando processioni che arrivavano a coinvolgere fino a 10.000 persone, di ogni strato sociale, che attraversavano le città mentre i penitenti si percuotevano a sangue con una frusta, per espiare i peccati del secolo e preparare l'avvento del regno dello spirito. I flagellanti si riunivano in compagnie, guidate da un «maestro», si lasciavano tutto alle spalle, e percorrevano il paese esercitando in pubblico la propria penitenza. Il movimento attecchì anche fuori dall'Italia, in Germania, Boemia e Polonia, ma, nel 1261 venne vietato da papa Alessandro IV (1254 - 1261), anche se taluni gruppi continuarono la loro attività sino alla fine del XIII secolo. Con lo scoppio della peste nera, e la crisi di valori che ne derivò, il movimento dei flagellanti conobbe un nuovo vigore. Durante la peste nera il movimento si diffuse con straordinaria rapidità ed intensità, in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Ungheria, Boemia, Olanda. In Germania, in particolare, il movimento dei flagellanti fu spesso messo in relazione con le persecuzioni degli ebrei. La Chiesa comprese ben presto che stava perdendo il controllo sul movimento, cosicché, nel 1349, papa Clemente VI emanò una bolla che lo vietava, dichiarandolo eretico. Ciononostante i flagellanti non cessarono la loro attività, che talvolta assumeva i connotati di un'autentica rivolta millenaristica. Nella regione tedesca della Turingia, attorno al 1360, Konrad Schmid, maestro del locale movimento dei flagellanti, si riteneva la reincarnazione di Federico II o del profeta Enoch, e chiedeva l'abolizione di ogni autorità ecclesiastica. Morì sul rogo nel 1369. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref4_9778" name="_ftn4_9778"&gt;[4]&lt;/a&gt; Pilato fu un prefetto della provincia della Giudea. Il prefetto (dal latino praefectus e praeficere, cioè stare davanti) era un ufficiale sia della Roma imperiale che della Repubblica romana; esso operò sia in ambito militare che civile, fu di rango variabile, solitamente appartenente all'ordine equestre. In ambito civile, il prefetto non era un magistrato, ma un sostituto dello stesso. Da un punto di vista prettamente giuridico Pilato non essendo un magistrato ma un sostituto, aveva comunque in quanto tale la facoltà di decidere o meno una condanna. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref5_9778" name="_ftn5_9778"&gt;[5]&lt;/a&gt; Simone di Cirene, detto anche il Cireneo, è l'uomo che, secondo i Vangeli, fu obbligato dai soldati romani a trasportare la croce di Gesù, che veniva condotto al Golgota. Gesù infatti, duramente provato dalla flagellazione e dagli altri tormenti che gli erano stati inflitti, non era più in grado di proseguire con il pesante carico. I Vangeli non danno nessun'altra informazione sul Cireneo, salvo che egli era &amp;quot;padre di Alessandro e Rufo&amp;quot;. L'incontro di Gesù con il Cireneo viene ricordato nella quinta stazione della Via Crucis. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="file:///D:/Articoli per sito - file/#_ftnref6_9778" name="_ftn6_9778"&gt;[6]&lt;/a&gt; Il nome Veronica non compare nei vangeli canonici, dove invece si racconta l'episodio della donna anonima emorroissa (gr.=che perde sangue) la quale, toccando il mantello di Gesù, fu miracolosamente guarita. È citata per la prima volta nei Vangeli Apocrifi, negli Atti di Pilato (cap. 7) in relazione alla donna che implora Gesù per la guarigione da una emorragia e, riuscendo a toccargli il mantello, guarisce all'istante. L'episodio è narrato anche nel Vangelo di Luca, ma senza riportare il nome della donna. Veronica è la traduzione latina del nome greco Berenice, Berenike, dal macedone classico &lt;i&gt;fere&lt;/i&gt; &lt;i&gt;nike&lt;/i&gt;, e cioè che &lt;i&gt;porta vittoria&lt;/i&gt;. Nel passaggio dal greco al latino l'assonanza del nome &amp;quot;Veronica&amp;quot; con &lt;i&gt;vera&lt;/i&gt; &lt;i&gt;icon&lt;/i&gt; (&amp;quot;vera immagine&amp;quot;) generò nella fantasia popolare la leggenda della &amp;quot;&lt;i&gt;Vera icona&lt;/i&gt;&amp;quot; della &amp;quot;Veronica&amp;quot;, adattandosi quindi perfettamente alla tradizione medioevale cristiana in merito al volto di Gesù. Dal XV secolo, Veronica è venerata come una delle pie donne che seguirono la crocifissione di Gesù. A Santa Veronica è dedicata la sesta stazione della Via Crucis. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-640216707893499230?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/640216707893499230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/04/la-via-crucis-un-cammino-da-gerusalemme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/640216707893499230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/640216707893499230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/04/la-via-crucis-un-cammino-da-gerusalemme.html' title='La Via Crucis: un cammino da Gerusalemme al centro del proprio cuore, per riflettere sul futuro e non solo sul passato.'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TbGBVx1eI3I/AAAAAAAAJJg/1-hXKtI6ZTE/s72-c/clip_image002%5B4%5D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-8925163257842934444</id><published>2011-03-21T11:01:00.000+01:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.310+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri da leggere'/><title type='text'>Jean Markale: un grande studioso e scrittore della storia medievale</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciIAQlI8I/AAAAAAAAJDY/lfyVo9aZGJ0/image%5B70%5D.png?imgmax=800" width="300" height="450" /&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 1px 10px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciJHEbZJI/AAAAAAAAJDc/9wAo1gHks7M/image%5B69%5D.png?imgmax=800" width="240" height="240" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per chi non lo abbia mai sentito nominare (e mi pare strano) è considerato uno dei più grandi e moderni scrittori di storia medievale, oltre che studioso. Nato nel 1928 e purtroppo venuto a mancare nel 2008, questo grande scrittore ha rappresentato una colonna portante di tutti gli studi sul Medioevo ed i suoi argomenti più ricercati come il Graal, il ciclo arturiano, i personaggi e le loro storie. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I suoi libri sono vere e proprie porte sul tempo che ci permettono di guardare indietro, in un’epoca millenaria come il Medioevo, facendoci riscoprire i miti, le storie, i personaggi e le loro vicende e leggende, ma facendoci anche capire che una cosa è la storia, una il mito e l’altra la leggenda, insegnandoci a riconoscere la storia e come spesso i miti e le leggende ci diano molte risposte sulla storia, che i documenti magari non ci dicono o perchè sono andati perduti o perchè appunto c’è solo una leggenda, un mito a dirci che invece qualcosa in realtà è stato, come Re Artù, il Graal, Eleonora d’Aquitania, Lancillotto. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Su internet ho trovato difficile trovare riferimenti bibliografici di questo grande scrittore, che a parer mio è stato un pilastro e un vero e grande maestro, forse criticato da sedicenti studiosi perchè invidiosi del suo lavoro e della sua sapienza. Wikipedia – in lingua inglese – riporta solo le critiche che ha ricevuto, le accuse ma a quanto pare questi accusatori sono da lui stati sconfitti con un’arma sottile, ma che non lascia scampo: la conoscenza. La conoscenza, il suo strumento per insegnare, far capire, raccontare la storia e i suoi segreti. Nulla di occulto, nulla di strano, solo tanta passione per la storia medievale, i suoi miti, le leggende e i loro fondamenti di verità storica, nulla di più grande per un uomo che ha dedicato la sua vita alla ricerca di un “Graal” che credo davvero pochi possano raggiungere: la Conoscenza! E’ di seguito che elenco le sue opere e i suoi libri che consiglio a chiunque di leggere perché un’occasione come questa, per viaggiare nel tempo e riscoprire la storia, i miti celtici ed il Medioevo, non ricapiterà mai più. &lt;/p&gt;  &lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="942"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciKUNv_vI/AAAAAAAAJDg/EtzlLq8ukA8/image%5B68%5D.png?imgmax=800" width="200" height="310" /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Il santo Graal. Un enigma millenario&lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;L'Età dell'Acquario ed., 2006, 314 pp.           &lt;br /&gt;Traduttore Buzzi F.&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Il Graal? Tutti lo cercano, ma nessuno sa che cosa esattamente sia. Forse è un oggetto e forse non lo è, forse è un simbolo, forse è un segreto, forse è la fonte di un'energia assoluta. Lo hanno inseguito mistici e maghi, alchimisti e uomini di potere, puri cercatori dell'Assoluto e criminali condannati per sempre dal Tribunale della storia. Ma quando nasce e come si sviluppa questo mito indefinibile e potentissimo? Chi lo trasmette? E come? E perché? E perché avvince in modo così profondo anche il disincantato uomo contemporaneo? &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;         &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciLQqAq4I/AAAAAAAAJDk/bidYQIc4BFM/image%5B67%5D.png?imgmax=800" width="200" height="295" /&gt;&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Halloween. Storia e tradizioni&lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;L'Età dell'Acquario ed., 2005, 176 pp.           &lt;br /&gt;Traduttore&amp;#160;&amp;#160;&amp;#160; Giacomelli M. E.            &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Già da diversi anni, in Italia come nel resto d'Europa, zucche, maschere di vampiri e fantasmi occupano le vetrine dei negozi durante l'intero mese di ottobre; e la sera del 31 adulti e bambini, in un'atmosfera carnevalesca, festeggiano Halloween. Ma di quale ricorrenza esattamente si tratta? Halloween - una parola inglese che significa &amp;quot;notte sacra&amp;quot; - riprende gli antichi rituali druidici di Samain, le cui origini risalgono all'antica Irlanda. Durante la notte di Samain il mondo dei morti si ricongiunge con quello dei vivi e viceversa, poiché secondo un detto celtico &amp;quot;la morte non è che il mezzo di una lunga vita&amp;quot;. In seguito, questa festa pagana fu trasformata dalla Chiesa in quella di Ognissanti. &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;         &lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciMcVvD0I/AAAAAAAAJDo/QcQznzSvwx0/image%5B66%5D.png?imgmax=800" width="200" height="299" /&gt;&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Il mistero dei druidi. Il culto della dea madre e la Vergine nera di Chartres&lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;Sperling &amp;amp; Kupfer ed., 2002, 229 pp.           &lt;br /&gt;Traduttore Di Bello A.&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Jean Markale parte da una presentazione della monumentale cattedrale di Chartres, uno dei maggiori templi della cristianità, sia dal punto di vista architettonico sia per la ricchezza artistica degli ornamenti, sia per il suo valore simbolico. In seguito l'autore si avventura in una serie di quesiti che collegano l'edificio all'enigma dei druidi. Chi è infatti la misteriosa Virgo Paritura che questi avrebbero venerato, nell'area che ora corrisponde alla cripta, in una grotta o all'aria aperta? Non è forse Notre-Dame de Sous-Terre, immagine della madre universale e della dea delle origini, identificata infine dai cristiani con l'Immacolata Concezione? &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&amp;nbsp;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Merlino o l'eterna ricerca magica&lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;Mondadori ed., 1999           &lt;br /&gt;Curatore Agrati G.; Magini M. L.&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Un viaggio, dalle antichissime raffigurazioni ancora legate al mondo druidico celtico alle ultime trasposizioni letterarie, alla ricerca delle origini e del significato della figura del mago Merlino nei secoli. &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;         &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciNqjfKgI/AAAAAAAAJDs/h0VUxFkhxBU/image%5B65%5D.png?imgmax=800" width="200" height="310" /&gt;&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;I templari custodi di un mistero&lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;Sperling &amp;amp; Kupfer ed., 2000, 228 pp.           &lt;br /&gt;Traduttore Spagnoli M.&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;La decisione di distruggere l'ordine dei Templari presa da Filippo il Bello nel 1307 non è mai stata storicamente giustificata in modo convincente e ha sempre suscitato una serie di interrogativi senza risposta. Dunque chi erano veramente i &amp;quot;poveri cavalieri di Cristo&amp;quot;? Quali scopi concreti si ponevano? E' vero che perseguivano una missione segreta? Quali sono le misteriose ragioni che hanno condotto alla loro fine? L'autore, che ha dedicato oltre venti anni a indagare sul tema, risponde a questa e ad altre domande.&amp;#160; &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&amp;nbsp;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Il Graal&lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;Mondadori ed., 1999&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;La grandiosa epopea della Ricerca del sacro Graal, mito archetipico della cultura europea, la magica vicenda immortalata dai romanzieri e dai mistici medioevali, raccontata come un romanzo. &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciOqJz86I/AAAAAAAAJDw/A4DO8HZGoT4/image%5B64%5D.png?imgmax=800" width="200" height="283" /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Il druidismo&lt;/h2&gt;          &lt;h3&gt;Religione e divinità dei celti&lt;/h3&gt;          &lt;p&gt;Edizioni Mediterranee ed., 1990, 272 p.           &lt;br /&gt;Traduttore Fiorillo C.&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&amp;nbsp;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Eleonora d'Aquitania. La regina dei trovatori&lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;Rusconi Libri ed., 1980 - 304 pp.&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Questo libro ha in sè tutto il sapore della storia, del mito e della leggenda di una donna che cambiò l’Europa del XII secolo, la moda e anche la mentalità. Regina due volte, madre di Re Riccardo detto Cuor di Leone e del pazzo Giovanni Senza Terra, dalla sua nascita al suo mito, oltre il tempo e la natura umana, dal suo matrimonio con Luigi VII fino alla sua ascensione al trono d’Inghilterra accanto ad Enrico II fino alla venuta del regno di Giovanni senza Terra e alle sue astuzie politiche per tenere unito l’impero plantageneto. Un libro che racconta questa donna straordinaria con la voce di un uomo straordinario.&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciQIWoZGI/AAAAAAAAJD0/NMd0jy9Scpk/image%5B62%5D.png?imgmax=800" width="200" height="301" /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Eleanor of Aquitaine &lt;/h2&gt;          &lt;h3&gt;Queen of the Troubadours&lt;/h3&gt;          &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;(testo in lingua inglese)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Inner Traditions ed., 2007 – 260 pp. &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciRLncB_I/AAAAAAAAJD4/k37dFze1Jkg/image%5B63%5D.png?imgmax=800" width="200" height="302" /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;King of the Celts&lt;/h2&gt;          &lt;h3&gt;Arthurian Legends and Celtic Tradition&lt;/h3&gt;         &lt;font color="#ff0000"&gt;(testo in lingua inglese)           &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;          &lt;p&gt;Inner Traditions ed., 1993&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;In a masterful blend of history, geography, and literature, Jean Markale re-creates the true King Arthur, the real-life Celtic warrior-hero who organized the resistance to the Saxon onslaught in fifth-century England. Markale's unsurpassed knowledge of Celtic history has enabled him to reconstruct for us the actual world in which King Arthur lived--its heros, its values, and its vicissitudes--and to define the position that Arthur occupied within it.&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&amp;nbsp;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;La conquista del regno &lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;romanzo&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Sonzogno ed., 1998&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;purtroppo non si trova nulla su web di questo testo&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciSica8II/AAAAAAAAJD8/7LD4vTgODuE/image%5B81%5D.png?imgmax=800" width="200" height="301" /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;The Great Goddess&lt;/h2&gt;          &lt;h3&gt;Reverence of the Divine Feminine from the Paleolithic to the Present&lt;/h3&gt;          &lt;p&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;(testo in lingua inglese)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Written with Gladding Jody           &lt;br /&gt;Inner Traditions ed., 1999 - 266 pp. &lt;/p&gt;          &lt;p&gt;In ancient Babylon she was Anat, in Egypt, Isis and Hathor, Dana in Celtic Ireland, Rhea and Demeter in Greece, and in India, Anapurna the Provider. She is the Great Goddess, the Goddess of Beginnings, the symbol of Earth and the giver of life, the Vast Mother, who represents all the powers and mysteries of creation for early humanity. Shifting her solar association onto masculine deities and blackening those of her symbols that, like the serpent, could not be assimilated, patriarchal societies forced the preeminent power of the feminine into an obscure and subservient position. Yet, as shown by noted scholar Jean Markale, the Goddess did not simply disappear when her position was usurped, and the power she represents has been the source of continuous religious devotion from ancient times through the Middle Ages up to the present day. In looking at the plethora of myths, sites, and sanctuaries devoted to this powerful figure, The Great Goddess provides abundant evidence of the extraordinary permanence of her worship--even at the heart of those religions that tried to destroy her.&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciT-7UPfI/AAAAAAAAJEA/nkQWhRn-WS0/image%5B90%5D.png?imgmax=800" width="200" height="318" /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Santi o eretici? L'enigma dei Catari&lt;/h2&gt;          &lt;p&gt;Sperling &amp;amp; Kupfer ed., 2002 - 219 pp.           &lt;br /&gt;Traduttore:&amp;#160; Di Bello A. &lt;/p&gt;          &lt;p&gt;Questo libro, arricchito da un suggestivo inserto fotografico, è il punto di partenza di un affascinante itinerario attraverso i sentieri della Francia segreta, un viaggio che cerca di dare risposta ad alcune domande sui catari, una setta eretica ancora oggi parzialmente avvolta nel mistero. &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciVFGqASI/AAAAAAAAJEE/f6QzFj4dy44/image%5B95%5D.png?imgmax=800" width="200" height="299" /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Cathedral of the Black Madonna&lt;/h2&gt;         &lt;font color="#ff0000"&gt;(testo in lingua inglese)           &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;          &lt;p&gt;Inner Traditions ed., 2004&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;The great cathedral of Chartres is renowned the world over as a masterpiece of High Gothic architecture and for its remarkable stained glass, considered alchemical glass, and its mystical labyrinth. But the sacred foundations of this sanctuary go back to a time long before Christianity when this site was a clearing where druids worshiped a Virgo Paritura: a virgin about to give birth. This ancient meeting place, where all the druids in Gaul gathered once a year, now houses the magnificent Chartres cathedral dedicated both to the Virgin Mary, Mother of God, and to one of the most venerated Black Madonnas in Europe: Our Lady of the Pillar. Coincidence? Hardly, says Jean Markale, whose exhaustive examination of the site traces Chartres'' roots back to prehistoric times and the appeal of the Black Madonna back to the ancient widespread worship of Mother Goddesses such as Cybele and Isis. Markale contends that the mother and child depicted by the Black Madonna are descended from the image worshipped by the druids of the Virgin forever giving birth. This image is not merely a representation of maternal love--albeit of a spiritual nature. It is a theological notion of great refinement: the Virgin gives birth ceaselessly to a world, a God, and a humanity in perpetual becoming.&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciWefL5sI/AAAAAAAAJEI/w_M1AqypKag/image%5B104%5D.png?imgmax=800" width="200" height="305" /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="548"&gt;         &lt;h2&gt;Montsegur and the Mystery of the Cathars&lt;/h2&gt;         &lt;font color="#ff0000"&gt;(testo in lingua inglese)           &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;          &lt;p&gt;Inner Traditions ed., 2003 - 312 pp.&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;On March 16, 1244, over 200 Cathars were captured in their fortress stronghold of MontsÃ©gur and were burned alive by troops of the Inquisition. While some Cathar enclaves survived into the next century, this was the death blow to a religion that had been a powerful symbol of Occitain sovereignty against the designs of the French monarchy and the papacy. History has recorded that four high-ranking Cathar perfecti carried a great treasure out of MontsÃ©gur the night before its fall, a fact that led rebel Huguenots of the 17th century and members of Hitler''s S.S. to believe that an enormous treasure or weapon of awesome spiritual power lay hidden somewhere nearby the ruins of the former Cathar stronghold. Seeking to untangle the true from the false, Celtic and medieval scholar Jean Markale meticulously searches through the obscure history of the Cathars, tracing their roots back to the ancient Zoroastrian religion of Persia. He examines what earned the Cathars--who practiced vegetarianism, non-violence, and tolerance--the ruthless persecution of both the Church and the state. He explores their doctrine, their place in medieval Occitain culture, and their secret pact with the Knights Templar. Most important, he uses all available documentation to reveal the nature of the treasure the Cathars spirited away from their fortress at MontsÃ©gur the night before its surrender to French troops. &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="392"&gt;         &lt;h2&gt;testi introvabili?&lt;/h2&gt;       &lt;/td&gt;        &lt;td valign="top" width="554"&gt;         &lt;ul&gt;           &lt;li&gt;&lt;i&gt;The Epics of Celtic Ireland: Ancient Tales of Mystery and Magic&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;            &lt;li&gt;&lt;i&gt;Women of the Celts&lt;/i&gt;&lt;i&gt;               &lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;         &lt;/ul&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-8925163257842934444?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/8925163257842934444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/03/jean-markale-un-grande-studioso-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/8925163257842934444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/8925163257842934444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2011/03/jean-markale-un-grande-studioso-e.html' title='Jean Markale: un grande studioso e scrittore della storia medievale'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TYciIAQlI8I/AAAAAAAAJDY/lfyVo9aZGJ0/s72-c/image%5B70%5D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-1914686339604523605</id><published>2010-11-20T09:20:00.000+01:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.279+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La voce dell&apos;Inquisizione'/><title type='text'>La fine del mondo è stata spostata: calcoli sbagliati o forse i soldi dei guadagni delle precedenti bufale sono già stati spesi tutti?</title><content type='html'>&lt;p&gt;I calcoli sembravano perfetti, così perfetti da non lasciare dubbi, tanto più che a dirlo c’erano mezzo migliaio di calendari tribali di zone disperse nello spazio e nel tempo, la fine del mondo fino a ieri l’altro era immane, ma a quanto pare la vera catastrofe doveva ancora essere annunciata. Dopo aver annunciato spostamenti planetari, cadute di asteroidi, arrivo di alieni sulla terra, esplosioni stellari e dislocamenti della crosta terrestre, ora il colpo di scena: si sono sbagliati, la fine del mondo non è più il 21-12-2012 ma è stata spostata all’anno successivo, il 2013 (è forse un caso dal momento che il 13 è considerato da molte colture alla stregua del 17?). Se si sono sbagliati a codificare il linguaggio Maya o in qualche riporto nelle moderne operazioni, una cosa sembra rallegrare miliardi di fanatici di tutto il mondo, i botti si potranno scoppiare la notte del 31-12-2012, si mangeranno polenta e cotechino, fagioli e salsiccia e il giorno dopo lasagne o tortellini, tortelloni e qualsiasi altra cosa che riempia il vuoto di uno stomaco che faceva provviste per il dopo-fine-del-mondo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Che dire? È peggio un anno bisestile o un anno che finisce con 13? Fino al 3013 non ci sarebbe da preoccuparsi e così vale per il 17, ma gli anni bisestili sono la piaga che ci spetta ogni quattro anni, se non si faranno in futuro cambiamenti del calendario e quindi, se ciò avverrà, ci sarebbe anche da rifare tutti i calcoli per le successive apocalissi che spettano al genere umano, ammesso e non concesso che il nostro genere sia ancora sulla faccia della Terra. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel frattempo, sono sicura che scrittori e santoni di tutto il mondo sono già a pc a scrivere qualche nuova teoria o profezia, dopo essersi rifatti con una brava notte a base di sesso, droga e rock-and-roll per consolarsi dello sperpero dei guadagni derivati dai “sacri” libri di sopravvivenza alla fine del mondo. Qui non ci vuole solo un bravo Inquisitore a riportare i creduloni sulla retta via, ma anche un bravo agente della finanza per controllare tutti i guadagni e le spese dei santoni, tanto più che chi ha abboccato all’ennesima truffa apocalittica ha probabilmente donato a qualche santone i risparmi di una vita. E non trovo affatto che sia giusto per i santoni che truffano la gente a suon di parole in cambio di denari che non ci sia una punizione né il minimo controllo, mi rendo conto che la democrazia e l’assenza di censura sono oggi uno strumento per garantire la libertà di parola e di pensiero, ma non confondiamo delle profezie antiche e di altre colture con delle eresie moderne da miliardi di dollari o euro e, soprattutto, non confondiamo il libero arbitrio con il diritto di abusare delle debolezze altrui. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-1914686339604523605?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/1914686339604523605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/11/la-fine-del-mondo-e-stata-spostata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/1914686339604523605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/1914686339604523605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/11/la-fine-del-mondo-e-stata-spostata.html' title='La fine del mondo è stata spostata: calcoli sbagliati o forse i soldi dei guadagni delle precedenti bufale sono già stati spesi tutti?'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-973344778301466368</id><published>2010-11-19T11:19:00.001+01:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.326+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Salute e Igiene nel Medioevo'/><title type='text'>Quell’acqua maledetta: alle origini della malattie a trasmissione oro-fecale nel Medioevo</title><content type='html'>&lt;p&gt;In un mondo completamente dominato dalla Natura e dalle sue dure e crudele leggi, dove il più forte comanda e sopprime il più debole, dove la gerarchia in ogni specie non ammette alcun tipo di insubordinazione e dove ogni sgarro è punito spesso più a scopo preventivo che non a scopo educativo, la gente del Medioevo attendeva con paura e ansia il flagello successivo che si sarebbe abbattuto su di lei; un po’ con impazienza, un po’ con terrore, un po’ con curiosità, poiché diversamente oltre al lavoro e ai piccoli flagelli della vita quotidiana, c’era solo da annoiarsi quindi perché non essere curiosi di sapere cosa ancora mancava a questa povera gente, per trasformare una forma morbosa di depressione collettiva in qualcosa di ancora peggiore? &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I tempi di pace erano belli ed erano rari, ma forse per quell’epoca anche una settimana di pace era già troppa per cui la guerra era necessaria, era una sorta di passatempo, c’era sempre un nemico (vero o immaginario) da attaccare, derubare, ridicolizzare, eliminare e se non bastava ancora lo si sarebbe perseguitato per le sue generazioni a venire, o perfino nell’aldilà. Quando i flagelli erano troppi, la gente era stanca e ne voleva meno e quando ce n’erano pochi, la gente era ansiosa di averne uno in più. Se la gente cercasse per mezzo di una sorta di sadomasochismo di arrivare alla santità o se semplicemente morisse più di noia che di pestilenze non è dato saperlo, una cosa è certa: in questo mordi e fuggi di flagelli la gente continuava a correre al ritmo della ruota della vita, continuava a seguire il grande fiume che dalla nascita porta alla morte, continuava a bere acqua sporca, vino e idromele e a morire o di cirrosi o di colera, continuava a subire la maledizione delle acque. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’acqua si sapeva che era inquinata, che era maledetta, tuttavia la sete era spesso talmente tanta che superava qualsiasi cosa, persino la paura di morire per aver bevuto da una fonte. La gente del Medioevo non era stupida, anche se era ignorante e anche se non sapeva nulla di microbiologia sapeva cosa inquinava le fonti e cosa provocava la morte di centinaia di persone. Bisogna anzi dire che spesso l’inquinamento delle falde era una possibile tattica per mettere in ginocchio un luogo che si voleva sottomettere e che resisteva, era sufficiente adoperare la falda come fogna, sfruttare le feci come mezzo contaminante. Nel Medioevo era raro che un insediamento rurale o una città sorgesse lontana da una fonte di acqua, poiché essa era necessaria per l’agricoltura e l’allevamento e la pesca, motivo per cui era fondamentale e l’assenza di malattie confermava la salubrità o la contaminazione eventuale delle acque. L’acqua non era quindi solo fondamentale per la vita ma anche per la guerra. In assenza di metodi di smaltimento dei rifiuti organici e a seguito del decadimento e dell’abbandono delle fogne romane viene da chiedersi, dove facevano tutti i loro bisogni e soprattutto come li smaltivano? In alcuni castelli dell’alto Medioevo è ancora possibile vedere delle forme di latrina, buchi grossi in un muro freddo e questo buco doveva essere una sorta di pozzetto lungo diversi metri che si collegava o con una specie di falda interna e chiusa, artificiale e usata come fossa biologica o in un letamaio; in altri castelli ancora, del Basso Medioevo però, è invece possibile vedere che questo buco finiva col pavimento e il tutto era probabilmente raccolto in una specie di catinella che veniva poi portata nel letamaio o gettata in una sorta di fossa biologica dai servi addetti a tale umiliante servizio. Se consideriamo che in ogni dove e in ogni tempo la popolazione era costituita per il 90% dal popolino timoroso, ignorante e depresso, questo sistema di eliminazione delle feci e delle urine sembra un servizio troppo bello, se funzionante, che pochi potevano permettersi a quei tempi. Il contadino dove andava? Come erano smaltiti a livello del popolo i rifiuti organici come feci ed urine? Non erano portati ogni momento ad una sorta di fossa biologica collettiva né in un letamaio collettivo a cielo aperto, dal momento che le feci e le urine puzzano e nessuno voleva puzza e malattie ecco il fiume e da quel momento l’acqua era contaminata, ma non solo per quel tratto in cui il fiume passava, ma per i tratti successivi; così l’inquinamento al monte portava infezioni a tutta la valle e così via, per cui lo scatenarsi di epidemie era spesso motivo per muovere guerra, non solo un mezzo per vincerla o forzarne l’esito. Ingenuamente la gente doveva pensare che sì, l’acqua ora era inquinata, ma il fiume che portava così tanta acqua si sarebbe ripulito in mare, che l’acqua che veniva dalla fonte era sicura. Non tutti i fiumi però arrivano al mare e quelli che arrivano, si pensava, non solo si sarebbero ripuliti in mare, ma anzi, il mare avrebbe portato via lontano i germi e gli escrementi inquinanti. Sfortunatamente per questa gente così convinta di fregare la sua stessa natura, i germi venivano inglobati dai molluschi di mare, i quali erano mangiati, spesso crudi (con rischio di contrarre malattie ben peggiori del colera) dai pescatori i quali contraevano la malattia e le loro feci erano rigettate in mare e così via. Per fortuna che i fiumi non scorrono dal mare alla sorgente altrimenti chissà cosa sarebbe potuto succedere oltre a quello che già succedeva: morti, morti e ancora morti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Se il sistema precedentemente descritto avesse funzionato davvero, non avesse avuto falle e la falda da cui si attingeva l’acqua nei pozzi interni per bere fosse stata separata da quella usata come fossa biologica, verrebbe da dire che i signori di una volta erano in un certo senso protetti da tutti questi flagelli, invece non era così perché essi erano soggetti allo stesso rischio del popolo considerando anche che nel Medioevo il mollusco crudo era considerato un cibo prelibato nonostante fosse maledetto come l’acqua che lo aveva contaminato.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non si trattava però solo di come era contratta la malattia, ma anche della dose di cibo presumibilmente contaminato assunto poiché da essa dipendeva la dose di microorganismi patogeni ingeriti. Nel caso del colera, solo il 20% delle persone infette manifesta la malattia, ma il colera non è il solo, anche il tifo, le salmonelle e le shigelle, le epatiti sono altre malattie trasmissibili per mezzo di acqua inquinata, specie per mezzo del consumo di molluschi contaminati e tanto più crudi. In base a questo si può facilmente dedurre come la popolazione che risiedesse vicino alle zone di mare fosse a conoscenza di questo tipo di malattie anche se purtroppo all’epoca non erano noti antibiotici né antivirali per combattere queste malattie e quindi la gente continuava a morire per una causa nota che però nessuno, per un motivo o per l’altro voleva affrontare e combattere.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-973344778301466368?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/973344778301466368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/11/quellacqua-maledetta-alle-origini-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/973344778301466368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/973344778301466368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/11/quellacqua-maledetta-alle-origini-della.html' title='Quell’acqua maledetta: alle origini della malattie a trasmissione oro-fecale nel Medioevo'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-3776574338145347639</id><published>2010-09-14T16:01:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.293+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La voce dell&apos;Inquisizione'/><title type='text'>Tra bellezza e santità…o tra bellezza e perdizione?Miss Italia nel nostro medioevo moderno</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="Teodora" border="0" alt="Teodora" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TI-ACXoVj5I/AAAAAAAAHCY/oJ0ym19SaLk/image10.png?imgmax=800" width="709" height="668" /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ah ah ah! Bene, bene, bene, una nuova miss sul podio, fresca fresca di investitura con tanto di corona diamantata sulla testa, giovanissima, bellissima e alla presenza di un membro di sangue reale made in Italy, un Savoia. Io dico che più medievale di così quest’anno il concorso di bellezza non poteva essere davvero. &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Ma cos’è realmente Miss Italia e a cosa serve?&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Miss Italia è un concorso di bellezza che ha lo scopo di eleggere (voto del popolo, uno dei pochi poteri in un paese democratico, che possa davvero vantare un popolino fitto fitto come il nostro, il voto) la più bella tra le donne in Italia; un voto che rappresenta in vero un trampolino di lancio per entrare nel mondo dello spettacolo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Belle, giovani, perfette, interessi e mentalità diverse in una lotta spietata perché si sa che noi donne non facciamo sconti a niente e nessuno quando si tratta di bellezza. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Se nel Medioevo la bellezza era una carta vincente, non ci sono dubbi, insieme ad una buona dose di capacità di persuasione e seduzione si era più che certe che la meta, il traguardo erano assicurati e si poteva diventare qualunque cosa, fare qualsiasi cosa, si era letteralmente immortali e non c’era bisogno di concorsi di bellezza per dimostrarlo, non c’era bisogno di una giuria e di una scatola che riprendesse tutto, bastava essere belle e si aveva potere e si possono fare nomi e cognomi e anche soprannomi a partire da Merozia, Teodora che con la loro bellezza raggiunsero i più alti apici del potere temporale e non solo.&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Conta solo la bellezza&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Oggi, in quest’altro Medioevo, in cui l’economia si auto trascina nella sua crisi, in cui alla fine tutti fanno i cavoli loro e il popolo marcisce nella sua stessa merda, in cui l’apparenza è il vero marchingegno dei miracoli nel mondo, i concorsi di bellezza sfornano ogni anno un nuovo esemplare di bellezza da seguire e da imitare, un nuovo prototipo rinascimentale, un nuovo canone, un nuovo dogma!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TI-AJr3YHBI/AAAAAAAAHCc/l6iQE7tKDL4/image%5B7%5D.png?imgmax=800" width="911" height="589" /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si attente un nuovo rinascimento, ammesso e non concesso che ce ne sia mai stato uno poiché non bisogna per forza andare in America per far evolvere una civiltà, lo si può fare stando tranquilli a casa propria; ma l’uomo è una creatura in continua evoluzione, non ce la può fare a vivere fermo in quel posto e così deve cambiare aria, spostarsi e fare cose nuove, Colombo scoprì l’America. Ah il sogno americano di Cristoforo, pensate già nel Medioevo sognavano l’America! Scoperta quella, dissero a gran voce “E’ finito l’oscurantismo! Tutti in America!”, per un etto di pomodori e un kg di patate, non hanno aspettato il ritorno delle navi, ma anche a costo di naufragare hanno preso ognuno la propria e hanno cominciato a remare, lasciando casa, famiglia, tutto! &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Più o meno come fanno oggi tante ragazze, ma non solo, non è giusto dare sempre addosso alle donne, anche i maschi vogliono la loro parte e così eccovi serviti: via casa, lavoro e scuola per inseguire il sogno del successo, in assenza di nomi e titoli nobiliari, purché l’occhio di una telecamera documenti tutto, purché il popolo veda cosa si è e cosa si può diventare ancora, come l’ambizione non abbia limite quando si crede di potere tutto. L’intelligenza, un lavoro stabile, una famiglia, una vita stabile, la conoscenza; tutte cose che non precludono il fatto di poter diventare famosi, poiché la fama può essere riferita a tante, tantissime cose, si può diventare famosi perché si hanno fatto scoperte in campo medico, in campo scientifico, volendo anche in campo geografico, si può diventare famosi per aver recuperato un importante sito archeologico, si può diventare famosi anche senza necessariamente cercare la fama e il successo, il denaro. &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;A cosa serve la bellezza? &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Non è forse bello ciò che piace e non ciò che è bello? e poi, cos’è davvero la bellezza? Una variabile fisica, influenzata da tanti parametri, spesso negativi al giorno d’oggi, tra cui spiccano la volgarità e la volubilità; il corpo di una donna o di un uomo vengono messi completamente a nudo e stampati sulle copertine dei giornali, come se un paio di seni troppo grandi fossero la sola che interessa al pubblico maschile e un corpo scolpito con tanto di gioielli di famiglia fosse la sola cosa che interessa al pubblico femminile; cavoli e patacca, giochi e festine, ecco cosa davvero attira l’attenzione, dove vanno le masse, dove lo sguardo del mondo si volge. Così pensano al giorno d’oggi le ultime generazioni che oggi compiono 18 anni, quando si realizza finalmente il sogno della maggiore età, quando si possono mandare al diavolo tutti gli ideali e le prediche sulla buona condotta! Non ci vuole una laurea o un diploma per far vedere cosa si può fare con il proprio corpo: il mercatino dell’usato! Ecco cosa conta oggi! Del resto bisogna dire che più ignoranti si è e meglio è, secondo alcuni, a che serve studiare e marcire sui libri? meglio una palestra e un corpo scolpito! &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Perché Miss Italia e non Miss Conoscenza?&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Perché ancora la gente è convinta che quanto conta sia il bello sia stupido (e quindi dannato) e non il brutto ma intelligente (e quindi santo). Insomma, tra bellezza, santità e perdizione, credo che oggi ci siano più belli dannati che santi, ma non è ancora detto che un giorno non ci sarà il rovescio della medaglia, quando la gente finalmente capirà quanto la bellezza sì, è giusto coltivarla e curarla, ma che più ancora debba essere coltivata e curata la propria conoscenza poiché non si diventa santi se non con la pazienza di conoscere quanto dura, ma bella sia la vita! &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-3776574338145347639?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/3776574338145347639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/09/tra-bellezza-e-santitao-tra-bellezza-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3776574338145347639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/3776574338145347639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/09/tra-bellezza-e-santitao-tra-bellezza-e.html' title='Tra bellezza e santità…o tra bellezza e perdizione?Miss Italia nel nostro medioevo moderno'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TI-ACXoVj5I/AAAAAAAAHCY/oJ0ym19SaLk/s72-c/image10.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-8981000934607038949</id><published>2010-09-02T11:30:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:23:43.315+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avvisi agli utenti'/><title type='text'>Il commentarium non può essere usato per inviare domande al sito!</title><content type='html'>&lt;p&gt;Se desiderate inviare domande al sito mandate una mail al seguente indirizzo:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="mailto:inthemiddleage@hotmail.it"&gt;inthemiddleage@hotmail.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;anche perchè è inutile lamentarsi che nessuno risponde e per altro scrivendo al commentarium non è possibile da parte mia rispondere via mail, dal momento che la mail non viene mai messa e quindi non compare!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Buona navigazione! &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-8981000934607038949?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/8981000934607038949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/09/il-commentarium-non-puo-essere-usato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/8981000934607038949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/8981000934607038949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/09/il-commentarium-non-puo-essere-usato.html' title='Il commentarium non può essere usato per inviare domande al sito!'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-2423571560515383966</id><published>2010-08-27T15:53:00.001+02:00</published><updated>2010-08-27T15:53:39.404+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gazzetta medievale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bestiario'/><title type='text'>I lupi sono di nuovo tra noi e non solo sui monti, i signori della foresta sono arrivati anche in città</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="Canis Lupus italicus. Fonte. Wikipedia" border="0" alt="Canis Lupus italicus. Fonte. Wikipedia" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/THfDWJ3q3bI/AAAAAAAAHB8/UWAPBsrMkiE/image%5B6%5D.png?imgmax=800" width="600" height="420" /&gt; Voglia di mondanità o disperato bisogno di mangiare? Il lupo (&lt;em&gt;Canis lupus italicus&lt;/em&gt;) è tornato tra noi, c’è chi dice che le nuove generazioni siano come dire, un po’ imbastardite, ma non è così, stanco, magro, affamato, crudele e incredibilmente attraente, il signore della foresta questa mattina ha fatto la sua comparsa nel campus universitario di Modena, gironzolava indisturbato nel parcheggio davanti alla biblioteca e al dipartimento di matematica, la sua presenza ha incuriosito, ipnotizzato gli studenti presenti nel parcheggio, ma dal momento che lo stesso non ha prestato di suo attenzione ai presenti che lo hanno guardato e ha continuato la sua strada scomparendo dietro ad alcune auto e facendo così dissolvere l’incanto, l’episodio non sembra aver riscosso un così grande successo ma il fatto che un simile animale, che normalmente evita con l’uomo ogni contatto possibile, sia giunto in città dà da pensare che l’animale non cercasse un nuovo territorio, piuttosto da mangiare essendo anche mal concio e denutrito. I lupi sono creature in grado di percorre miglia e miglia al giorno solo per cercare da mangiare e questo significa anche che nelle nostre montagne l’equilibrio è andato completamente perduto, senza considerare che il lupo è oggi una specie a rischio di estinzione. Se da un lato i contadini della montagna, gli agricoltori si lamentano dei danni provocati dai caprioli e dai daini che si spingono sempre più a valle in cerca di cibo e non disdegnano certo le gemme e i butti delle piante coltivate, i pastori continuano alla grassa la loro vita perché un daino non potrà mai mangiare una pecora ma il lupo sì e di ripopolare l’appennino e ricreare un ecosistema equilibrato non se ne parla, o meglio non se ne vuole parlare! Questo perché fin dal passato abbiamo tolto troppi anelli alla catena alimentare e quindi ora non ha senso che ci stiamo a lamentare; vogliamo i boschi per noi togliendo così una fonte alimentare e un riparo agli animali della foresta e non tolleriamo che le nostre stesse azioni si ripercuotano su di noi dal momento che i caprioli si spingono vicini alle case e agli orti per nutrirsi, di mettere degli orsi, dei nuovi esemplari di cinghiali e per l’amor di Dio, dei lupi non se ne parla, si ha così paura che i lupi vogliano la carne di cristiano e che i cinghiali siano solo un danno e che gli orsi siano pericolosi che piuttosto che rilasciare creature simili, si preferisce far la fila per la firma alla mattanza dei caprioli quando sarebbe sufficiente, piuttosto che politicizzare la questione e fare azioni di sterminio inutile e crudele, ripopolare i nostri boschi e le nostre foreste. Ovviamente l’equilibrio richiederebbe tempo per ripristinarsi, mesi e forse anni se non decenni, ma per lo meno si avrebbe un sistema in cui uomini e animali possano convivere secondo le leggi della natura, che sono superiori per entrambi, senza inutili proteste ed inutili spargimenti di sangue. I cacciatori potranno praticare la loro passione all’apertura della stagione venatoria nel rispetto della natura senza che si creino fanatismo e risse che creano solo confusione e nervosismo e non portano a nulla di buono. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il rilascio dei lupi provocherebbe le reazioni di quanti hanno animali da allevamento, tuttavia non dobbiamo dimenticare che quanto abbiamo tolto alla foresta, alla foresta dobbiamo restituirlo, tutto va e tutto torna, quale che sia il modo; se abbiamo fatto mattanze di caprioli quando magari non ce n’era bisogno o quando avremmo potuto evitarle ma non abbiamo voluto mettere un predatore, non ci dobbiamo dimenticare che abbiamo tolto a quello stesso predatore il suo alimento di base e che se viene fino a noi a chiedercelo è perché in un qualche modo, magari un patto ancestrale tra l’uomo e il mondo animale, sa che siamo noi i soli che possiamo risolvere il problema della sua fame. &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Lupi morti nell’Appennino Tosco-emiliano&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Recentemente nell’Appennino Modenese sono stati rilasciati degli esemplari di lupo, il che non fa certo dormire sonni tranquilli perché si sa che uomo e lupo sono simili, e forse per questo non sono mai andati molto d’accordo, ma sulle nostre montagne non si sentono i loro ululi, il giubilo del branco è forse andato perso nella notte dei tempi o forse i lupi hanno semplicemente preso la loro strada in cerca di cibo e un nuovo territorio e hanno lasciato le nostre montagne, tuttavia non è da dimenticare il fatto che i lupi anche se nella maggior parte dei casi vivono in branco e per il branco, molti tendono ad essere solitari e questo può essere il caso dell’esemplare del campus universitario modenese. Coloro che invece non possono o non vogliono per ragioni a noi ignote lasciare la foresta finiscono preda di lupi molto crudeli, a due gambe e dalla malizia diabolica che lasciano polpette avvelenate sfruttando la fame delle bestie. &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LXj5mvA4wWA?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LXj5mvA4wWA?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;Questo fatto è avvenuto nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, quando i lupi sono stati trovati morti avvelenati da una carcassa di pecora ricca di veleno.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;La contrarietà al rilascio riguarda sia il pericolo infondato sul fatto che il lupo attacca l’uomo, cosa che non è vera e secondo sul pericolo più concreto di queste vergogne dovute alla cattiveria ed al fanatismo di chi uccide gratuitamente animali. Se quello di questa mattina sia stato un fatto isolato o un evento destinato a ripetersi potrà dirlo solo il tempo. Certo è che se fosse davvero un fenomeno in atto, questo sarebbe la conferma che l’uomo si sta rovinando con le sue stesse mani perché andando a distruggere le foreste costringe gli erbivori a spostarsi verso luoghi abitati e gli stessi per sopravvivere devono cibarsi a discapito dei contadini; in assenza di predatori che ripristinino l’equilibrio faunistico delle montagne e di un maggior rispetto dell’uomo verso l’ambiente andrà sempre peggio. &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;Come se non bastasse c’è chi, in alternativa al fucile del cacciatore, propone un metodo apparentemente “indolore” per i problemi di soprannumero degli animali, ma che a me ricorda tanto il metodo nazista della castrazione delle donne: LA CASTRAZIONE DEGLI ANIMALI. Ma dico siamo matti? La rimozione nelle femmine dell’apparato riproduttivo è una sofferenza inutile e gratuita che rende gli animali più fragili – perché anche gli animali hanno un sistema immunitario che viene compromesso esattamente come quello dei cristiani a seguito di un intervento chirurgico – e più cattivi, per usare un termine umano; la castrazione dei maschi poi è improponibile dal momento che rispetto alla femmina il maschio non solo soffre di più ma diventa anche spietato nei confronti dei suoi stessi simili ed infine non ci dobbiamo dimenticare che anche gli animali hanno un sistema ormonale che viene gravemente compromesso, con ripercussioni su tutto il suo organismo in caso di castrazione. Il fatto che un intervento poi comprometta seriamente il sistema immunitario degli animali, è importante dal momento che gli stessi diventano un serio veicolo di malattie come la rabbia e ricordo che si tratta di una malattia contagiosa e che i lupi contraggono ancora oggi, ma non solo, anche gli altri animali. La vera alternativa alle mattanze, non alla cacciagione se viene fatta nel rispetto, è smetterla di togliere terreno alle montagne e avere anche più rispetto della fauna selvatica, lasciare che gli animali si riproducano nel loro habitat naturale e visto che il soprannumero è un problema reale a cui al momento sembrano non esserci soluzioni pacifiche, invito i comuni delle zone di montagna a fissare un tetto di spesa in aiuto degli agricoltori e degli allevatori. Vuoi che con 2 m di altezza di rete il capriolo ci vada dentro alla recinzione? Altra cosa: invito tutti quanti considerano i termini mattanza, massacro e cacciagione sinonimi di andarsi a leggere il vocabolario; la caccia è stata la prima vera manifestazione di lotta alla sopravvivenza dell’uomo e se già nel Medioevo era diventato un sport “mi dispiace” cari miei togliervi la soddisfazione di ritorcermi contro il mio periodo storico, ma in quei secoli la caccia come sport era un caso raro e pericoloso, quanto alle mattanze fatte all’epoca posso solo dire che venivano fatte in contesti oggi scomparsi (il vero e proprio assalto delle bestie nelle città nei periodi di guerra e carestie) e che per la popolazione di allora le carni erano una delle maggiori risorse di cibo dal momento che pecore, muli, buoi, vacche, cavalli servivano per altri scopi come ricavare latte e lana, avere un animale da traino e da trasporto. Quindi, in conclusione, era tutto un altro contesto non paragonabile al mondo di oggi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;Voglio in dulcis in fundo dire una cosa a tutti coloro che amano la caccia e praticano da generazioni questa attività: io non vi condanno ne ho voluto condannarvi con questo articolo, l’attività venatoria è propria dell’uomo in quanto essere vivente da quando lo stesso ha messo piede sulla terra, ma con il passare dei secoli l’uomo ha acquisito una maggiore conoscenza del mondo, una maggiore consapevolezza del suo ambiente circostante imparando a doversi rapportare con lo stesso e le sue creature; imparando a doversi difendere da predatori più grossi di lui e a dover uccidere quelli che avrebbero potuto sfamarlo; ma con rispetto. Invito quindi voi cacciatori ad avere lo stesso rispetto, la stessa consapevolezza del mondo che vi circonda e della natura, ad avere rispetto delle vostre stesse prede e per farlo vi invito a leggere un libro dedicato ad un predatore a quattro zampe:&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/THfDXYvKiUI/AAAAAAAAHCA/wtT1liC5444/s1600-h/image%5B14%5D.png"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/THfDYeYUomI/AAAAAAAAHCE/sNtY4pwdBdI/image_thumb%5B6%5D.png?imgmax=800" width="204" height="322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;è scritto molto molto bene, piacevolissimo da leggere e rende un’idea di quanto sia possibile ancora al giorno d’oggi che tra uomini e animali, non bestie; ci sia lo stesso ancestrale tacito accordo e che lo stesso sia con la loro stessa natura madre; vi invito ad essere lupi buoni e saggi nella vostra caccia, ad avere rispetto delle vostre prede esattamente come fanno i lupi di cui parla questo splendido libro. &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;Vi auguro una buona lettura ed una buona navigazione!&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-2423571560515383966?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/2423571560515383966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/08/i-lupi-sono-di-nuovo-tra-noi-e-non-solo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2423571560515383966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/2423571560515383966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/08/i-lupi-sono-di-nuovo-tra-noi-e-non-solo.html' title='I lupi sono di nuovo tra noi e non solo sui monti, i signori della foresta sono arrivati anche in città'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/THfDWJ3q3bI/AAAAAAAAHB8/UWAPBsrMkiE/s72-c/image%5B6%5D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-7279265070803593741</id><published>2010-07-12T21:51:00.002+02:00</published><updated>2011-08-02T14:05:11.795+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri da leggere'/><title type='text'>Riflettere in vacanza…Libri di Luglio</title><content type='html'>&lt;h3&gt;L'altra Francigena. La quotidianità del pellegrinaggio medievale&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmmIeGyWI/AAAAAAAAHCw/NOL2kQdEidI/image%5B6%5D.png?imgmax=800" width="200" height="282" /&gt; di Stopani Renato     &lt;br /&gt;Le Lettere ed. 2010 - 94 pp.     &lt;br /&gt;Il pellegrino camminando &amp;quot;viveva lo spazio per trascenderlo&amp;quot;, ma ciò non significava la scomparsa della realtà che gli stava intorno, e con essa dei problemi di tutti i giorni, anche i più banali, che continuavano a sussistere e che dovevano comunque essere affrontati. Le fonti documentarie, specie a partire dal basso medioevo, ci offrono molteplici informazioni per ciò che attiene al mondo dei bisogni, sempre più richiamato dalle memorie e dai diari di viaggio, con i disagi, i pericoli, l'adattamento con il diverso e lo sconosciuto. È la materialità del pellegrinaggio, fatta di fatica e di sudore, di sete e di fame, di intemperie e di caldo soffocante, secondo uno scenario che rimane sostanzialmente immutato nei secoli. Il libro che presentiamo tratta di questi aspetti, attingendo esclusivamente a quanto riportato dalle fonti, il che conferisce concretezza e vivacità al discorso e consente di ricostruire l'ambiente sociale ed economico entro i lquale i pellegrini si muovevano nel portare avanti la loro esperienza religiosa. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Il Medioevo delle cattedrali&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmmzhb9VI/AAAAAAAAHC0/bXZ8nhuMj9Q/image%5B14%5D.png?imgmax=800" width="200" height="293" /&gt; di Blondel Jean-François     &lt;br /&gt;Arkeios ed. 2010, 444 p., ill     &lt;br /&gt;Questo testo descrive accuratamente l'età dell'oro (XI-XII secolo) delle cattedrali francesi, prendendo in esame il processo di costruzione, il finanziamento, il simbolismo, la tecnica, il ruolo pedagogico e la funzione sociale che hanno fatto di questi sfrontati monumenti innalzati alla gloria del Signore altrettanti specchi del mondo medievale. Jean-Francois Blondel fa visitare al lettore alcuni tra i principali capolavori dell'architettura gotica, descrivendo, in modo preciso e dettagliato, le cattedrali di Parigi, Chartres, Senlis, Sens, Laon, Soissons, Reims, Strasburgo, Troyes, Metz, Rouen, Bayeux, Coutances, Lisieux, Tréguier, Quimper, Bourges, Clermont-Ferrand, Le Puy, Périgueux, Angoulème, Rodez, Albi, Narbona, Lione, Mende, Avignone e Marsiglia. L'opera è inoltre accompagnata da appendici preziose sulle date di costruzione di tutti gli edifici, sulle loro dimensioni, ma anche da testi redatti dal grande architetto Villard de Honnecourt, nonché da documenti d'archivio sui costi di costruzione. Un glossario dei termini tecnici e storici utilizzati completa il libro.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmnc5Gg_I/AAAAAAAAHC4/D6mkdz1gjFY/image%5B21%5D.png?imgmax=800" width="200" height="300" /&gt; di Frugoni Chiara     &lt;br /&gt;Laterza ed 2010 - V-183 p., ill.     &lt;br /&gt;Un medioevo inaspettato dalle mille invenzioni: occhiali e bottoni, ma anche forchetta e spaghetti, note musicali e polvere da sparo. Un racconto affascinante, una storia documentata di sorridente ironia e di immagini colorate. Il narratore è Chiara Frugoni, uno dei maggiori medievisti italiani, che crea un dizionario ideale del Medioevo con lievità e humour rispondendo a tante curiosità implicite o esplicite poste dalle nostre esperienze quotidiane di oggetti, usanze e modi di dire.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;La vita di bordo nel Medioevo. Dai vichinghi alle galee&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmoge4-uI/AAAAAAAAHC8/810DKP-SS8I/image%5B28%5D.png?imgmax=800" width="200" height="304" /&gt; di Merrien Jean     &lt;br /&gt;Mursia (Gruppo Editoriale), 2008 - 230 pp.     &lt;br /&gt;Attraverso la narrazione dell'origine e della tipologia delle navi, da quelle dei Vichinghi alle navi a vela dell'Atlantico, alle galee a remi, l'autore ricostruisce la vita di bordo in tutti i suoi aspetti: dall'alimentazione al trasporto delle merci, dall'organizzazione civile a quella militare, fornendo preziose informazioni per la rilettura di pagine importanti della storia medievale.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Bolle e decretali pontificie del Medioevo&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmplehiOI/AAAAAAAAHDA/PD-UQS609R8/image%5B38%5D.png?imgmax=800" width="200" height="282" /&gt; di Farina Gennaro     &lt;br /&gt;AINU ed, 2010 - 120 pp.     &lt;br /&gt;Un testo un po’ difficile ma che può aiutare a comprendere la mentalità dell’epoca medievale.     &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;La Chiesa, il segreto, l'obbedienza&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmqbA5wpI/AAAAAAAAHDE/IzWvITKnSfw/image%5B45%5D.png?imgmax=800" width="200" height="324" /&gt; di Chiffoleau Jacques. A cura di Vallerani M.     &lt;br /&gt;Il Mulino ed, 2010 - 185 pp.     &lt;br /&gt;Il volume analizza la separazione del &amp;quot;foro interno&amp;quot;, cioè il foro della coscienza, dal &amp;quot;foro esterno&amp;quot; cioè il foro giudiziario a partire dai secoli XII-XIII. Secondo l'adagio ben conosciuto dai canonisti medievali &amp;quot;La Chiesa non giudica le cose occulte&amp;quot;, il campo d'azione lasciato al giudice era limitato e in seno a ogni individuo era riconosciuta, dalla stessa istituzione ecclesiastica - distinguendo tra &amp;quot;secretum&amp;quot;, un sapere umano dissimulato, e &amp;quot;occultum&amp;quot;, prodotto di forze sovraumane - una zona di esenzione completa, sottoposta solo allo sguardo di Dio. Il concilio Lateranense IV del 1215 tuttavia impose la confessione auricolare e con essa l'obbligo di rivelare anche gli &amp;quot;occulta cordis&amp;quot; da cui dipendeva la salvezza eterna, una misura che aprì la strada all'Inquisizione e alla sua volontà di ricercare anche i peccati di pensiero nascosti. Tale pratica giudiziaria comportò un'esigenza di trasparenza assoluta e una pubblicità della coscienza da cui si è sviluppata una casistica assai complessa che testimonia delle tensioni relative all'autonomia dell'individuo e alla faticosa e contrastata costruzione del soggetto a fronte del potere inquisitorio. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Conflitti, paci e vendette nell'Italia comunale&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmrL_YZVI/AAAAAAAAHDI/frJ3Q1hBLiY/image%5B52%5D.png?imgmax=800" width="200" height="282" /&gt; a cura di Zorzi A.     &lt;br /&gt;Firenze University Press - 2010 - 238 pp.     &lt;br /&gt;Il volume raccoglie sette saggi e un'introduzione del curatore che propongono indagini di prima mano su alcuni aspetti tra i meno indagati della storia dei comuni italiani: le pratiche del conflitto, della vendetta e della pacificazione. La varietà dei modi di condurre, gestire e risolvere i conflitti, che le ricerche evidenziano per vari contesti cittadini e rurali (Mantova, Parma, Pisa, Lucca, Firenze e la Valdinievole) tra l'inizio del XIII e la metà del XIV secolo, mostra l'ordinarietà di tali relazioni sociali, la larga diffusione delle pratiche di faida, la legittimazione e la centralità della cultura della vendetta nello spazio politico comunale. Il volume offre un contributo prezioso alla riconsiderazione della narrazione tuttora prevalente della vendetta nella società italiana del tardo medioevo.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Mangiare medievale&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmsLAibTI/AAAAAAAAHDM/pHk30MB6vKE/image%5B59%5D.png?imgmax=800" width="200" height="281" /&gt; di Omicciolo Valentini Rosella     &lt;br /&gt;Penne &amp;amp; Papiri, 2005 - 216 pp.     &lt;br /&gt;Il volume contiene uno studio sull'alimentazione e la cucina nei secoli del medioevo. Corredato da un ampio capitolo di ricette relative a quel periodo.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Alimentazione e cultura nel Medioevo&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmsqWv0uI/AAAAAAAAHDQ/5E1rRQPrrm0/image%5B66%5D.png?imgmax=800" width="200" height="292" /&gt; di Montanari Massimo     &lt;br /&gt;Laterza ed. 2008 - 224 pp.     &lt;br /&gt;Le diete dei nobili, dei monaci, dei contadini, i rapporti tra cibo e peccato, santità e potere. Massimo Montanari ricostruisce i consumi e i costumi alimentari, nel Medioevo europeo, svelandone i molteplici valori simbolici e ideologici.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;I cavalieri templari&lt;/h3&gt;  &lt;h4&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmtn16LkI/AAAAAAAAHDU/Z0_1fS9ThFI/image%5B73%5D.png?imgmax=800" width="200" height="282" /&gt; &lt;i&gt;Il più importante ordine cavalleresco del Medioevo e i misteri custoditi nelle sue cattedrali&lt;/i&gt;&lt;/h4&gt; di Cavalieri Paolo   &lt;br /&gt;Hobby &amp;amp; Work Publishing ed., 2009 - 238 pp.   &lt;br /&gt;Senza dubbio quello dei Templari è stato l'ordine monastico-cavalleresco che ha maggiormente inciso sulla storia e la cultura del Medioevo. Fonte inesauribile di miti e leggende (in virtù soprattutto della sua tragica soppressione), l'Ordine Templare ha scritto pagine memorabili di ardimento e spiritualità ai quattro angoli d'Europa e nel bacino del Mediterraneo. Accanto al loro ruolo di defènsores fidei, i Templari hanno lasciato innumerevoli testimonianze dei saperi multiculturali di cui erano impregnati (filosofia cristiana, mistica islamica, ermetismo ebraico), come pure del sostrato misterico al quale non di rado si ispiravano. Non poche di queste testimonianze sono state incise nella pietra: chiese, cattedrali e abbazie dell'Ordine custodiscono tuttora una miriade di segreti decifrabili solo da chi, munito di una solida preparazione interdisciplinare, è in grado di inoltrarsi in questo labirinto senza smarrirsi nell'esoterismo d'accatto. In questo saggio Paolo Cavaleri ci guida per mano alla scoperta dell'architettura templare e dei suoi misteri. Dalla Spagna alla Scozia, dall'Italia alla Palestina, Cavaleri prende in esame gli edifici religiosi dell'Ordine del Tempio per svelarne gli aspetti più imprevedibili, in uno spettacolare viaggio di scoperta che si rivela suggestivo e avvincente come e più di un romanzo.  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-7279265070803593741?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/7279265070803593741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/07/riflettere-in-vacanzalibri-di-luglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7279265070803593741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/7279265070803593741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/07/riflettere-in-vacanzalibri-di-luglio.html' title='Riflettere in vacanza…Libri di Luglio'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMmmIeGyWI/AAAAAAAAHCw/NOL2kQdEidI/s72-c/image%5B6%5D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-5898062378848954270</id><published>2010-06-10T08:25:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:05:11.738+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri da leggere'/><title type='text'>Voglia di mistero sotto l’ombrellone – i libri di giugno</title><content type='html'>&lt;h1&gt;Saggistica&lt;/h1&gt;  &lt;h3&gt;A tavola nel Medioevo. Con 150 ricette dalla Francia e dall'Italia&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqTHm_6NI/AAAAAAAAHDY/kunhf4iKQK8/image%5B6%5D.png?imgmax=800" width="200" height="306" /&gt; di Redon Odile; Sabban Françoise; Serventi Silvano     &lt;br /&gt;Laterza ed, 2008, XII-312 pp - Traduttore Salemi Cardini M. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Questo libro nasce dal desiderio di sfuggire al ketchup e ai fast food. Fa scoprire i sapori inconsueti, il velluto leggero del latte di mandorle, la punta di eleganza che una goccia di acqua di rose o un pizzico di pepe di Guinea possono immettere in certe preparazioni. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqTupPV8I/AAAAAAAAHDc/0263mhCegEo/image%5B13%5D.png?imgmax=800" width="200" height="279" /&gt; Il duello fra Medioevo ed età moderna. Prospettive storico-culturali &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Viella ed, 2009, 160 p., ill., brossura&amp;#160; - Curatore Israël U.; Ortalli G. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il fenomeno del duello a un esame ravvicinato offre molte indicazioni sulla storia della società europea. Di tempo in tempo fu prova della disponibilità a difendere la propria causa a rischio della vita, poi dimostrazione della volontà divina che si doveva manifestare sul campo e, da ultimo, tutela dell'onore che si pensava di poter conservare soltanto mediante la sfida armata. In cinque studi di carattere monografico i problemi vengono affrontati nelle diverse epoche e con differenti prospettive per illustrare la pratica del duello nei suoi complessi sviluppi. Utile per chi desidera vedere e scoprire quanto ancora oggi si facciano sentire quei lunghissimi mille anni. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Alto Medioevo &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqUoF6zwI/AAAAAAAAHDg/lacXQYLbt0E/image%5B20%5D.png?imgmax=800" width="200" height="286" /&gt; di Tabacco Giovanni     &lt;br /&gt;UTET 2010, XI-299 p., - Curatore Sergi G. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La riedizione di un classico. Accuratamente aggiornato grazie al sistematico lavoro del curatore. &amp;quot;Alto Medioevo&amp;quot; affronta tutti i temi classici della storia altomedievale: dall'età tardo-antica agli sviluppi signorili locali, dall'impero carolingio alla nascita della potenza papale. Attraverso l'analisi dei fatti, Giovanni Tabacco porta il lettore ad approfondire gli aspetti più caratteristici e specifici dei secoli iniziali e centrali del medioevo, coniugando impegno scientifico e rigore espositivo. Un volume attualissimo, fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi a questo periodo e comprenderlo in tutti i suoi molteplici elementi distintivi. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Il Medioevo degli increduli. Miscredenti, beffatori, anticlericali &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqViD05PI/AAAAAAAAHDk/JyLEClu4hdY/image%5B27%5D.png?imgmax=800" width="200" height="298" /&gt; di Golinelli Paolo     &lt;br /&gt;Mursia ed, 2009, 272 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dopo decenni di studi sul culto dei santi, Paolo Golinelli affronta in questo libro il rovescio della medaglia: l'incredulità. Non una storia dell'ateismo, ma un vero e proprio viaggio nella religiosità quotidiana, dal punto di vista di chi &amp;quot;non se la beve&amp;quot;, di chi guarda ai fenomeni religiosi con disincanto, di chi non ha paura di criticare un clero avido e corrotto, come di prendersi gioco di una massa di credulone e creduloni, suscitando l'ilarità dei contemporanei e andando incontro, talvolta, alla repressione. Uno studio originale dal quale esce un quadro dinamico, ricco di narrazioni impreviste, per un Medioevo insolito, nuovo ma vero. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Medioevo magico. La magia tra religione e scienza nei secoli XIII e XIV &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqWhPyXTI/AAAAAAAAHDo/Guc57ZV17mc/image%5B35%5D.png?imgmax=800" width="200" height="310" /&gt; di Federici Vescovini Graziella     &lt;br /&gt;UTET ed, 2008, 494 p., ill. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Che cosa è stata la magia nei secoli, in particolare in quel periodo ritenuto magico per eccellenza, ossia il Medioevo? Quali le relazioni tra magia, scienza e religione, illusione e realtà? Che cosa si intende per magia? Quale il ruolo del Demonio nella magia? Quante immagini del Demonio si sono avute in quei secoli cosiddetti &amp;quot;bui&amp;quot;? A questi interrogativi, come a quello della definizione di &amp;quot;occulto&amp;quot; e di occultismo a cui risposero alcuni dotti del Medioevo, il lettore potrà trovare articolati chiarimenti secondo un tracciato storico individuato su documenti e testi per lo più inediti o poco conosciuti di autori dei secoli XIII e XIV talora conservati in rari incunaboli del secolo XV: una storia della magia che si configura pertanto come una storia della filosofia, della scienza e dell'occultismo nel periodo maturo del pensiero medievale. Il mondo contemporaneo, con tutta la sua sofisticata tecnologia, ha veramente espunto i tratti essenziali della magia dal suo orizzonte? &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Medioevo «superstizioso» &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqX4MuYBI/AAAAAAAAHDs/6nGXDBZlxaM/image%5B42%5D.png?imgmax=800" width="200" height="324" /&gt; di Schmitt Jean-Claude     &lt;br /&gt;Laterza ed, 2007, 159 p., ill., - Traduttore Garin M. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Fate benefiche, visioni di fantasmi dell'aldilà, raduni di streghe nelle notti di luna piena, riti magici, folletti dell'abbondanza e della miseria: figure dell'immaginario e dell'inconscio collettivo indagate nel momento in cui presero forma. Il racconto curioso e ricco di fascino di quella cultura alternativa del sacro, condannata come superstiziosa dalla Chiesa e tuttavia sempre riemergente. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;L'enigma dei templari, il mistero di Rennes-le-Château e il potere delle società segrete &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqaK7JVKI/AAAAAAAAHDw/_Es7GBr-w70/image%5B49%5D.png?imgmax=800" width="200" height="318" /&gt; di Patton Guy; Mackness Robin     &lt;br /&gt;Newton Compton ed, 2009, 256 p. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Che cosa lega il sacco di Gerusalemme compiuto dai Romani nel 70 d.C., l'improvvisa ricchezza di un prete a Rennes-le-Chàteau nell'Ottocento, le SS di Hitler, l'arresto di un uomo d'affari inglese negli anni Ottanta vicino Lione e il corpo di un banchiere italiano impiccato sotto il Blackfriars Bridge? La risposta si trova nella straordinaria scoperta fatta da Guy Patton e Robin Mackness di una eccezionale traccia storica che risale a più di 2000 anni fa. La leggenda vuole che il favoloso tesoro degli Ebrei fosse portato nella Francia meridionale, dopo il sacco di Roma compiuto dai Visigoti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt; I templari e le reliquie &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqbZtahfI/AAAAAAAAHD0/tYhvH4ZGdkg/image%5B56%5D.png?imgmax=800" width="200" height="282" /&gt;di Lombatti Antonio     &lt;br /&gt;Accademia Vis Vitalis ed, 2010, 160 pp.     &lt;br /&gt;Il Santo Graal, la Sindone di Torino, l'Arca dell'Alleanza, il tesoro del Tempio di Salomone, la Tomba di Cristo e i manoscritti di Qumran: questi sono alcuni dei presunti segreti che i templari avrebbero scoperto e custodito. Una catena di misteri che dura da duemila anni. E un mito, quello dei monaci-cavalieri del Tempio di Gerusalemme, che sfida il tempo e la storiografia ufficiale. Qual è la realtà dietro la leggenda? L'autore traccia una linea di demarcazione netta tra verità e finzione, tra ragione e fede, tra analisi e congetture, presentando una storia del templari e delle reliquie della cristianità. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;I Templari e la sindone di Cristo &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqcigA_CI/AAAAAAAAHD4/8Xnn0qKl-sc/image%5B64%5D.png?imgmax=800" width="200" height="324" /&gt; di Frale Barbara     &lt;br /&gt;Il Mulino ed, 2009, 251 pp.     &lt;br /&gt;I Templari, l'ordine religioso-militare più potente del Medioevo, con tutta probabilità per un certo periodo custodirono la sindone oggi conservata a Torino. Venerato nel più rigido segreto e conosciuto nella sua reale natura solo dai maggiori dignitari dell'ordine, il telo era conservato nel tesoro centrale dei Templari, che avevano fama di essere autorità nel campo delle reliquie. In un'epoca di confusione dottrinale per la Chiesa, la sindone per i Templari poteva essere un potente antidoto contro la diffusione delle eresie. Seguendo per labili tracce l'itinerario della reliquia nel corso del Medioevo l'autrice procede anche a ritroso addentrandosi nelle complesse ipotesi sull'origine stessa della sindone, e portando una prospettiva nuova su questa controversa reliquia. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Il papato e il processo ai Templari. L'inedita assoluzione di Chinon alla luce della Diplomatica pontificia &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh4.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqdULjMNI/AAAAAAAAHEA/f_t41kKcoJ4/image%5B71%5D.png?imgmax=800" width="200" height="304" /&gt; di Frale Barbara     &lt;br /&gt;Viella ed, 2003, 239 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel settembre del 2001 è stata riportata alla luce presso l'Archivio Segreto Vaticano una pergamena originale che la comunità scientifica credeva perduta da secoli. L'atto di assoluzione da parte di papa Clemente V all'ultimo Gran Maestro del Tempio e agli altri capi dell'ordine rinchiusi dal re di Francia nel castello di Chinon. I risultati confermano quanto contenuto in un altro importante documento conservato nella cancelleria di Clemente V, una carta privata sul quale il papa lavorò con i suoi collaboratori giungendo alla conclusione che i Templari non erano eretici. Gli strumenti dell'analisi diplomatica illuminano i punti oscuri di uno dei più grandi intrighi internazionali del Medioevo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Lunigiana. Terra di templari &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline" border="0" hspace="20" vspace="20" align="left" src="http://www.unilibro.it/find_buy/copertine/g%5C887203311Xg.jpg" /&gt;di Battistini Luigi; Calzolari Enrico     &lt;br /&gt;Marna ed, 2006, 2 ed &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In questo libro vengono presentate le tracce che i Templari hanno lasciato nella &amp;quot;Lunigiana storica&amp;quot;, terra posta fra la Pianura Padana e il Mar Tirreno, che nel Medioevo comprendeva le valli della Magra e del Vara, le Cinque Terre e la Versilia fino al castello Aghinolfi. Gran parte di queste tracce sono riconducibili alla &amp;quot;simbologia templare&amp;quot; e a conoscenze segrete che qui vengono rivelate. La ricca presenza in loco di petroglifi contenenti simboli utilizzati dai Templari, spesso anche risalenti a epoche precedenti, ha consentito di costruire un vero e completo &amp;quot;corpus epigrafico&amp;quot;, finora mai tentato dagli studiosi della Lunigiana. Nel libro viene presentata anche una valida difesa storica e giuridica dell'antico Ordine del Tempio e viene ribadita la necessità, ormai non più procrastinabile, che l'Ordine, attualmente ancora &amp;quot;sospeso&amp;quot;, torni ad essere corpo vivo di Santa Romana Chiesa, adeguandone gli scopi originali all'attuale momento storico. Gli autori, laureati entrambi presso l'Università di Pisa, hanno avuto percorsi lavorativi diversi e una grande passione per la storia e la ricerca. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Il processo all'ordine dei templari &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline" border="0" hspace="20" vspace="20" align="left" src="http://www.unilibro.it/find_buy/copertine/g%5C8889756101g.jpg" /&gt;di Lapidari Alberto     &lt;br /&gt;Solfanelli ed, 2006, 160 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Perchè L'ordine dei templari fu soppresso e perchè ancora oggi su quest'ordine ci sono tanti misteri, dalla sua nascita alla sua fine? Un libro per indagare in uno dei più grandi misteri della storia medievale. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2 align="center"&gt;Narrativa&lt;/h2&gt;  &lt;h3&gt;Il vangelo di Maria Maddalena &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline" border="0" hspace="20" vspace="20" align="left" src="http://www.unilibro.it/find_buy/copertine/g%5C8856603748g.jpg" /&gt;di McGowan Kathleen     &lt;br /&gt;Piemme ed, 2009, 463 p., romanzo - Traduttore Maresca R. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quando Maureen Paschal, giovane giornalista nota per le sue ricerche sulla figura di Maria Maddalena, riceve una lettera da Bérenger Sinclair, un nobile scozzese che la invita nel suo castello in Francia per rivelarle un segreto che la riguarda, non sa che si sta lanciando in un'avventura densa di misteri e di morte. Guardando una fotografia di Maureen, Sinclair ha riconosciuto l'anello che la donna ha al dito, donatole da un antiquario di Gerusalemme. Secondo la leggenda, solo &amp;quot;l'eletta&amp;quot; può portarlo, colei a cui è dato di scoprire i papiri segreti che Maria Maddalena ha portato con sé fuggendo dalla Galilea, e che ora sono nascosti in qualche luogo remoto della Linguadoca. Sono testi rivoluzionari, che molti hanno cercato invano di recuperare nel corso dei secoli e che raccontano del legame tra la Maddalena e Gesù e dei figli nati dalla loro unione. Ma Sinclair non è l'unico a interessarsi ai preziosi papiri. Anche una setta segreta, la temibile Corporazione dei Giusti, è disposta a tutto, persine all'omicidio, pur di impadronirsene. E quando Maureen troverà su una vecchia tomba un'incisione identica a quella del suo anello, la caccia si farà spietata. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Il cavaliere misterioso &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqeqiLiXI/AAAAAAAAHEE/iG_lZMCjwz4/image%5B79%5D.png?imgmax=800" width="200" height="280" /&gt; di Tornatora Maria; Tornatora Caterina     &lt;br /&gt;Altromondo (Padova) ed, 2009, 362 p. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Romagna, inizi del 1600. Eleonora, giovane aristocratica, appartenente al casato dei Castelnovo, è la voce narrante di questo romanzo. L'aver valicato i confini del monastero, in cui il padre l'ha costretta a vivere per nove anni, avrà ripercussioni inaspettate. L'amicizia di un giovane poeta e di una bizzarra ostessa la indurrà ad un'analisi introspettiva non più viziata dai condizionamenti del passato. In un clima di condanne al rogo, ingiustizie e miseria, sarà l'incontro con il famigerato Cavaliere Misterioso a guidarla nella sua prima scelta autonoma. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sebbene questa storia non sia ambientata nell'epoca medievale ho voluto inserirlo ugualmente nei libri di narrativa dal momento che la vicenda della protagonista somiglia molto alla vicenda che tante altre donne dell'epoca medievale che come lei hanno incontrato un cavaliere misterioso che le ha condotte a fare delle scelte. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Le storie dei re sassoni&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Bernard Cornwell&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;em&gt;L'ultimo re (The Last Kingdom, 2004) (Longanesi, 2006 - Tea, 2007)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Un cavaliere e il suo re (The Pale Horseman, 2007) (Longanesi, 2007 - Tea, 2008)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;I re del Nord (The Lords of the North, 2008) (Longanesi, 2008 - Tea, 2009)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il filo della spada (Sword Song, 2009) (Longanesi, 2009) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;h4&gt;L'ultimo re&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;VII secolo d.C. L'Inghilterra è divisa in piccoli regni sempre in guerra tra loro e incapaci di affrontare le minacce che vengono dal grande mare del Nord. Dalla nebbia emergono vascelli dei vichinghi danesi, che si abbattono sulle coste inglesi con brutalità. Uthred, rampollo di un piccolo reame sulla costa, viene rapito dai vichinghi, diventa prima lo schiavo e poi il pupillo del re Ragnar, pirata e guerriero. Al suo fianco, in una terra lontana e gelida, Uthred diventa uomo. Apprende a brandire la spada, a navigare, e conosce l'ardore delle donne del Nord. Inizia così, tra battaglie, tempeste e una difficile formazione, la saga di Uthred e del suo re. Un ciclo di avventure che fonde leggende arturiane e realtà storica. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Un cavaliere e il suo re &lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Nono secolo dopo Cristo. Uhtred, giovane inglese allevato dai vichinghi danesi ma tornato a combattere per il suo re Alfredo il Grande, ha conseguito un'importante vittoria e scongiurato temporaneamente il pericolo di un'invasione dal Nord. Ma le corti inglesi sono un nido di vipere e qualcuno trama nell'ombra per far cadere in disgrazia Uhtred e allontanarlo dal sovrano. Costretto all'esilio, il giovane cavaliere si imbarca in una serie di avventure sulle coste inglesi, ma le sue disgrazie non sono finite. Accusato di un delitto non commesso, Uhtred deve affrontare la prova più crudele e temuta dell'epoca: il giudizio di Dio, un duello all'arma bianca tra lui e il suo accusatore. Ma è proprio in quel momento cruciale che una nuova orda di pirati danesi infrange la tregua e dilaga nel regno d'Inghilterra. E Alfredo non può ignorare che l'unico cavaliere in grado di rovesciare una situazione disperata è proprio quello che ha stoltamente allontanato da sé. Allo stesso modo Uhtred sente che l'onore e la fedeltà sono più forti dell'orgoglio. Così con un'abile serie di azioni militari organizza una controffensiva. Ma non sa che, per la libertà della sua terra e la fedeltà al suo sovrano, dovrà pagare un prezzo altissimo. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;I re del Nord&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Corre l'anno 878 e re Alfredo ha appena liberato il Wessex dagli invasori vichinghi. Alla sua vittoria ha contribuito Uhtred, che ora, disgustato dalia grettezza del sovrano e dal suo atteggiamento estremamente bigotto, decide di lasciare il paese e di dirigersi a nord per vendicare il padre adottivo, barbaramente ucciso, e liberarne la figlia, prigioniera dell'assassino del padre, Kjartan, un danese rinnegato che vive nell'imprendibile fortezza di Dunholm e che da sempre è nemico giurato di Uhtred. Arrivato a nord, il giovane trova la regione in rivolta, immersa nel caos e nel terrore. Lui può contare solo su Hild, una monaca sassone che ha rinunciato alla vocazione, e sulla propria spada. Finché il caso non gli fa incontrare un manipolo di uomini comandati da un giovane schiavo autoproclamatosi re di Northumbria... In un mondo dai confini mutevoli dove regnano il caos e bizzose divinità, in una terra contesa tra i signori della guerra in cui il più prezioso alleato può trasformarsi in un nemico più gelido dell'aspro vento del nord, la follia può rivelarsi l'unica arma vincente...&amp;#160; &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Il filo della spada&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Corre l'anno 885 e la Terra degli Angli è un regno in pace, ma diviso. I danesi hanno esteso i propri domini nei territori a nord, i sassoni hanno rafforzato il loro potere a sud. Un corso d'acqua separa i due mondi: il Temes, l'odierno Tamigi. Ma quando un'ondata vichinga assedia l'antica città di Londra, insediandosi all'interno delle sue mura, il già delicato equilibrio sembra vacillare. I nuovi arrivati spadroneggiano nelle campagne, razziano i tranquilli villaggi del Wessex, riducono in schiavitù donne e bambini. E i numerosi fortilizi, spuntati come funghi, non bastano a fermarli. Lord Uhtred, signore di Bebban-burg, impavido guerriero sassone cresciuto tra i danesi, ha combattuto duramente per il suo re. Ma la vita agiata e il rispetto acquisiti non lo soddisfano, e l'inettitudine dell'erede al trono mette a dura prova il suo animo avventuroso che vorrebbe tornare a brandire la spada, a battere i gelidi mari del nord, a conquistare quelle terre che gli spettano di diritto. Quando il pio Alfredo chiede il suo aiuto per frenare l'orda nemica, Uhtred non sa che fare. Deve scegliere fra il giuramento che lo lega al re e il pericoloso mulinello di alleanze che mutano e di poteri che passano di mano. Ma ha tra le mani le sorti di un regno, un'isola sferzata dal vento dove la pace duratura è ancora un miraggio: deve prestare fede alla sua promessa o seguire la via tracciata dalla spada? Saprà rendersi onore e tornare a combattere, in nome della futura Inghilterra? &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Alla ricerca del Santo Graal &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Bernard Cornwell &lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;em&gt;L'arciere del re (Harlequin, 2000 oppure The Archer's Tale) (Longanesi, 2001 - Tea, 2003)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il cavaliere nero (Vagabond, 2002) (Longanesi, 2003 - Tea, 2004)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;La spada e il calice (Heretic, 2003) (Longanesi, 2004 - Tea, 2006)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;h4&gt;L'arciere del re&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Siamo a metà del XIV secolo e l'Europa è minacciata da spaventosi venti di guerra: Francia e Inghilterra stanno infatti per scatenare la guerra dei Cent'anni. Il villaggio del giovane Thomas Hookton è stato saccheggiato da mercenari bretoni capitanati dall'Harlequin, misterioso cavaliere franco. Figlio naturale del prete del villaggio, ucciso durante il saccheggio, Thomas promette a Dio di recuperare la santa reliquia di San Giorgio, la lancia con cui il santo uccise il drago. È un voto che porterà il giovane molto lontano: protetto solo dalla sua integrità, e da una straordinaria abilità con l'arco, affronterà un mondo nuovo abitato da feroci cavalieri, donne belle ma pericolose, principi e sovrani vendicativi. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Il cavaliere nero&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Thomas di Hookton, il valoroso &amp;quot;arciere del re&amp;quot;, è sopravvissuto alla battaglia di Crécy per accogliere la missione che il suo sovrano ha in serbo per lui: la ricerca della reliquia più importante della cristianità, il cui possesso può garantire l'immortalità e l'invincibilità, quel Santo Graal che forse in passato è stato custodito proprio da suo padre. La sua missione lo conduce nell'Inghilterra del nord, devastata dal conflitto con gli scozzesi, poi nel villaggio natale, tra le rovine della casa che lo vide bambino e infine al di là della Manica, dove Thomas ritorna cedendo al richiamo della battaglia. Ma c'è qualcuno che lo sta seguendo, nemici spietati che uccidono e torturano. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;La spada e il calice&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;L'episodio conclusivo della ricerca del Sacro Graal ambientato al tempo della Guerra dei cent'anni, che sconvolse l'Europa tra il 1300 e il 1400. Le avventure di Thomas di Hookton si avviano alla conclusione. Un dettaglio nel libro che gli ha lasciato il padre gli indicherà la giusta via per il ritrovamento della coppa tanto contesa. Dopo aver fatto credere al suo signore che la reliquia causa di tante lotte è andata perduta, torna nel suo paese natale, in Inghilterra, perché è proprio lì dove tutto è cominciato che il cerchio si chiude...&amp;#160; &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Il romanzo di Excalibur&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Bernard Cornwell &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il ciclo si compone di tre romanzi ma in Italia è stato suddiviso in cinque titoli, senza continuità di storia ma basandosi semplicemente su un'equa distribuzione del numero di pagine. &lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il re d'inverno (The Winter King, 1995) (Mondadori, 1998)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il cuore di Derfel (Enemy of God, 1996) (Mondadori, 1998)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;La torre in fiamme (Enemy of God, 1996) (Mondadori, 1998)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il tradimento (Excalibur, 1997) (Mondadori, 1998)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;La spada perduta (Excalibur, 1997) (Mondadori, 1998)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" src="http://digilander.libero.it/kyme/lib/i/Excalibur%20-%20Il%20Re%20d%27inverno_fronte.jpg" width="200" height="311" /&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline" src="http://digilander.libero.it/kyme/lib/i/Excalibur%20-%20Il%20cuore%20di%20Derfel_fronte.jpg" width="220" height="311" /&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px" src="http://digilander.libero.it/kyme/lib/i/Excalibur%20-%20La%20torre%20in%20fiamme_fronte.jpg" width="218" height="311" /&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" src="http://digilander.libero.it/kyme/lib/i/Excalibur%20-%20Il%20tradimento_fronte.jpg" width="218" height="311" /&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto" src="http://digilander.libero.it/kyme/lib/i/Excalibur%20-%20La%20spada%20perduta_fronte.jpg" width="219" height="311" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Libro I - Il re d'inverno&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Il grande Uther, re della Dumnonia, è morto. Come erede ha lasciato un bimbo di pochi mesi, nato nel cuore dell'inverno, debole e inerme: il nipote Mordred. Solo Artù, generoso guerriero, potrà proteggerlo dalle forze avverse e condurlo al regno. Solo lui potrà opporsi con la magica spada all'assalto dei Sassoni da oriente. Ma quando il valoroso reggente rifiuta un matrimonio di Stato per inseguire la bella Ginevra, la guerra con i vicini della Dumnonia si fa inevitabile. Dentro la Britannia la forza si raccoglie su Excalibur per la prima sfida. Con Il re d'inverno ha inizio l'avvincente saga del Medioevo celtico, magica e avventurosa. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Libro II - il cuore di Derfel&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Artù è stretto nella morsa dei nemici della Dumnonia. Il terribile re del Powys vuole lavare nel sangue l'offesa arrecata a sua figlia Ceinwyn, ripudiata da Artù a favore di Ginevra. I cavalieri solo grazie ai poteri di Merlino riescono a sopraffare i nemici. La pace, finalmente, potrebbe essere ristabilita, se non fosse che Ceinwyn, promessa a Lancillotto, accende d'amore il cuore di Derfel. Il prode guerriero, colui che ha sconfitto i demoni dell'Isola dei Morti, non ha saputo resistere allo sguardo della principessa. Le prove che lo aspettano per coronare il suo desiderio sono molte. E alla sorte di questo amore è appeso il destino dell'intera Britannia. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Libro III - La torre in fiamme&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Al ritorno da una importante missione nell'Isola di Mon, il druido Merlino apprende che la sua torre è in fiamme e che i Tesori della Britannia sono stati rubati dai nemici del regno. Un oscuro presagio, che porterà disgrazie. Infatti mentre Artù cerca di rincondurre alla ragione Tristano, fuggito in Britannia con Isotta, Lancillotto comincia a tramare contro di lui per impossessarsi del regno. E anche Mordred, il giovanissimo re designato, tende tranelli ad Artù e al fido Derfel. Fermare il morbo della divisione e dell'odio, impedire i disegni ambiziosi e fraudolenti di Lancillotto: una difficile missione attende Artù. Mentre le forze magiche da sempre al suo fianco sembrano abbandonarlo. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Libro IV - Il tradimento&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Artù è riuscito vittorioso su innumerevoli nemici, ha visto i più grandi guerrieri cadere di fronte al potere della sua spada. Ma il colpo feroce che lo attende non è quello di un uomo d'armi, bensì di una donna. Ginevra, la principessa amata da sempre, ritenuta ostaggio di Lancillotto, è in realtà alleata all'usurpatore. Diviso nel suo intimo, Artù sperimenta la più amara debolezza umana e sente che l'energia non lo sostiene più. Forse Merlino, rientrato in possesso dei Tesori della Britannia, può aiutarlo. Ma mentre Lancillotto continua a tramare per il potere, ecco che nuovamente i Sassoni muovono all'assalto della Britannia. Artù dovrà riprendere la spada dai molti poteri. E tornare grande. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Libro V - La spada perduta&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Riconquistato l'amore di Ginevra, Artù si ritira con lei in Siluria. Ma nuove minacce lo costringono alla lotta. L'infida sacerdotessa Nimue ha rapito Merlino e ora cerca di impossessarsi di Excalibur. Chi impugnerà l'elsa di quella spada divina, infatti, continuerà a regnare. Una sola creatura può opporsi a questi paurosi disegni. Il suo nome è Morgana. Ma nemmeno lei riesce a porre fine agli incantesimi, alle lotte, agli odi cruenti. E Artù è chiamato all'ultimo, decisivo scontro per fermare Mordred, ormai suo mortale nemico. Prima che il mistero si richiuda sulla sua vita di guerriero, prima del portentoso segno finale di Excalibur. &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Stonehenge &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline" border="0" hspace="20" vspace="20" align="left" src="http://www.unilibro.it/find_buy/copertine/g%5C8830418307g.jpg" /&gt;di Cornwell Bernard     &lt;br /&gt;Longanesi ed, 2000, 504 pp. - Traduttore Perria L. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;2000 anni a.C., prima età del bronzo in Britannia. Nel pacifico villaggio di Ratharryn un favoloso tesoro, sottratto a uno straniero, scatena una lotta feroce tra i figli del capo del villaggio: Lengar, il guerriero, vuole servirsi dell'oro per diventare signore della tribù; Carnaban, nato storpio e ripudiato dal padre, ha appreso da una maga arcani poteri e, in seguito a una visione, convince il fratello minore, Saban, a edificare un tempio grandioso in cui accogliere il dio del Sole e la dea della Luna. Ma il destino di morte della giovane Aurenna, promessa sposa del dio Sole e amata dal giovane Saban, porterà ad uno scontro in cui la sorte dell'intero popolo sarà messa a repentaglio... &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Ciclo di Avalon&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Marion Zimmer Bradley&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il Ciclo di Avalon è un ciclo di romanzi fantasy della scrittrice statunitense Marion Zimmer Bradley. Il ciclo riprende la tradizione del ciclo arturiano (prende il nome per l'appunto dalla fantastica isola di Avalon, dove la leggenda colloca la tomba di Re Artù), sviluppando il tema del conflitto fra i druidi celtici e gli invasori Romani. Il ciclo comprende quattro romanzi scritti da Marion Zimmer Bradley. Il primo in ordine cronologico di scrittura, ma ultimo in ordine di lettura delle serie, Le nebbie di Avalon, venne scritto da lei soltanto, nell'arco di un decennio. I successivi tre sono collaborazioni con Diana L. Paxson, autrice che ha continuato questa serie con altri titoli, come L'alba di Avalon e La dea della guerra. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Questa collana è stata realizzata dalla Bradley sulle note del noto cronista medievale Geoffrey di Monmouth e pur essendo stato classificato come un romanzo fantasy, la scrittrice si è anche basate sulle fonti storiche della Britannia durante le lotte interne tra popolazioni native e i conquistatori romani, la diffusione del cristianesimo e la soppressione dell’antica religione. Ottimo per chi ama il misero, la suspense e la storia.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;em&gt;Le luci di Atlantide, collana TeaDue, traduzione di Angela Ragusa, Tea, 1994. pp. 445 &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;L'alba di Avalon, I edizione, Longanesi, agosto 2005. pp. 403 (in collab con Diana L. Paxson)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;h4&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.tealibri.it/copertine/Luciatlantideg.jpg" /&gt;Le luci di Atlantide&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;In un periodo lontano, in cui la storia dei grandi e antichi imperi della terra doveva ancora compiersi, nella città del Serpente Ricurvo, uomini e donne votati alla Luce e alle Tenebre vivevano a servizio di antichi culti divini, perseguendo l'equilibrio cosmico. Ma ora, nel labirinto che corre sotto la città, una forza antica e devastante sta per essere risvegliata. Una forza carica di promesse troppo allettanti, come la magia, il dominio della natura e sull'uomo. Promesse che affascinano la giovanissima e ribelle Deoris, sedotta dal mago Riveda, e avvolta in una fitta rete di inganni da cui solo sua sorella Domaris e il misterioso Micon di Atlantide possono ora salvarla. Ma a prezzo di uno scontro immane, capace di trascinare l'umanità intera verso la grande notte del Caos. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;L’alba di Avalon&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="right" src="http://www.fantasymagazine.it/imgbank/NEWS/albaavagrande.nb.jpg" width="200" height="302" /&gt;&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;La storia che vi viene narrata è quella della caduta di Atlantide e della fuga dei suoi abitanti che, scampati al maremoto che segue l'inabissamento dell'isola, giungono sulle coste della Gran Bretagna, sebbene durante la navigazione si siano divisi in due gruppi. Uno di questi, composto prevalentemente da donne, incontrerà il Popolo della Palude (a cui si farà riferimento anche negli altri romanzi del ciclo) e si insedierà in quella che sarà Avalon, creando il Tor; il secondo, invece, entrando in contatto con le popolazioni locali, costruirà il complesso di Stonehenge. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il libro seguendo gli eventi è antecedente alle Nebbie di Avalon poiché parla della fuga di Atlantide e dell'arrivo in Britannia. I protagonisti del romanzo sono quei sacerdoti che appaiono in molti sogni dei protagonosti degli altri romanzi del ciclo di Avalon, che non sono altro che le loro reincarnazioni. È il più &amp;quot;spirituale&amp;quot; dei romanzi, perché si narra il momento in cui il culto della Grande Dea è arrivato nei luoghi in cui è ambientato l'intero ciclo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Questi due testi non sono tra loro collegati e non lo sono con gli altri romanzi della serie di Avalon ma in un certo senso anticipano le diverse storie scritte in questi successivi romanzi, sono antecedenti come fatti a quelli dei romanzi successivi.&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.lafeltrinelli.it/static/images-1/l/681/807681.jpg" width="200" height="308" /&gt;Le querce di Albion&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Il libro tratta l'amore impossibile fra un soldato romano (Gaio) ed una sacerdotessa britanna (Eilan), che porterà i due amanti alla morte e che scatenerà una dura rappresaglia da parte dei romani, i quali uccideranno buona parte dei druidi presenti ad Albion, costringendo gli altri a scappare al nord, dove troveranno rifugio ad Avalon. La narrazione comprende buona parte della vita dei due amanti, cominciando dalla giovinezza, che vede il loro primo incontro in seguito ad un incidente di caccia nel quale Gaio rimane ferito e viene curato dalla famiglia di Eilan, ma essendo un ufficiale dell'esercito romano, dopo la guarigione è costretto a tornare in servizio e gli viene impedito, tramite vari complotti di suo padre e del padre di Eilan, di sposare la ragazza, che nel frattempo entra a far parte della Casa della Foresta e della quale diverrà Grande Sacerdotessa. Per motivi politici, Gaio sposa una giovane romana che non amerà mai, ma in segreto riesce a rivedere Eilan, con la quale passa una splendida notte d'amore nella quale verrà concepito il loro unico bambino. Ma per Eilan e per Gaio non è che l’inizio della fine…&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;La signora di Avalon&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="right" src="http://www.tealibri.it/copertine/SignoraAvalon2009g.jpg" width="200" height="319" /&gt; &lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Nella Casa nella Foresta le tre più potenti sacerdotesse della Grande Dea attendono il compiersi della vendetta: Caillean avvolge Avalon nelle nebbie contro l'ostilità del mondo e vi alleva l'orfano erede della mistica stirpe reale; Dierna assiste al compiersi della profezia con il matrimonio tra una giovane novizia e un generale romano; e Viviane, grande sacerdotessa di Avalon e Signora del Lago, custodisce il Sacro Graal e prepara la strada al re che deve venire, colui che solo può cambiare il triste destino della terra delle nebbie.&lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;Le nebbie di Avalon&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 10px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://summer04.altervista.org/Giovani_Internisti/NebbiadiAvalong.jpg" width="200" height="307" /&gt;&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;Le nebbie di Avalon tratta degli intrecci storico-fantastici legati alla figura di re Artù, protagonista del ciclo arturiano, il leggendario re che, con la sua tavola rotonda, riportò la pace in Britannia, e vi regnò per lungo tempo. La storia è narrata dal punto di vista di personaggi femminili (caratteristica che si conserva negli altri libri della serie). Nel libro è anche molto marcata la discussione tra la tradizione religiosa dell'epoca, pagana e politeista, e le prime avvisaglie del Cristianesimo con le relative contrapposizioni tra i protagonisti. Tra magie, tradimenti, alleanze e avventure, si snoda la vicenda già nota, in quanto più volte raccontata in varie versioni. Marion Zimmer Bradley ci fornisce, però, una sua personale revisione, che risulta da un lato più realistica, in quanto a psicologia dei personaggi, e dall'altro legata all'interpretazione degli elementi fantastici in chiave mitico-religiosa nell'ambito del misticismo celtico. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;La sacerdotessa di Avalon &lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="right" src="http://img2.webster.it/BIT/430/9788850204304g.jpg" /&gt;La sacerdotessa di Avalon è un romanzo dell'americana Marion Zimmer Bradley, appartenente al ciclo di Avalon. Questo romanzo narra di una leggenda che presenta molti eventi storicamente accettabili sulla vita di Elena, concubina dell'imperatore Costanzo Cloro e madre dell'imperatore Costantino I. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Elena, figlia di un nobile britannico e di Rian, Somma Sacerdotessa sull'isola di Avalon, nasce dopo molte ore di travaglio e rimane orfana di madre, ma per lei il capo dei druidi predice un glorioso futuro. Ritornata sull'isola a dieci anni per completare la sua istruzione, si trova a dover affrontare l'ostilità della zia Ganeda, divenuta Somma Sacerdotessa dopo la morte della sorella. Elena riesce a diventare sacerdotessa di Avalon, ma viene cacciata dalla zia quando conosce e si innamora del giovane Costanzo Cloro. Costanzo ed Elena viaggiano per l'Europa seguendo le Aquile di cui Costanzo e comandante, ma soprattutto servendo gli innumerevoli imperatori che si susseguono; dal grande amore tra il sacerdote di Mitra e una sacerdotessa di sangue nobile nascerà Costantino il Grande, l'uomo che cambierà il mondo. Ma i cambiamenti di Costantino deluderanno Elena, che non approva la corruzione e la falsità che circondano il figlio. Elena decide di abbandonare il mondo romano, ormai dominato dal cristianesimo e dalla corruzione, per morire in pace sull'isola di Avalon, la sua unica e vera casa, dove sarà accolta dalle sacerdotesse ma soprattutto dalla nuova Somma Sacerdotessa, la sua cara cugina Dierna. Questo romanzo è ambientato in un'epoca di cambiamenti, che crearono un grande tumulto nel mondo intero e che stanno alla base della storia moderna. &lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/519/9788830425194g.jpg" /&gt;La dea della guerra&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La dea della guerra è un romanzo fantasy facente parte del Ciclo di Avalon, che da anni impegna la scrittrice statunitense Marion Zimmer Bradley, ora proseguito da Diana L. Paxson.&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;È ambientato in un'epoca indefinita, ma che si può collocare dopo le spedizioni di Cesare e prima della Conquista della Britannia da parte di Claudio. I Romani minacciano di invadere la Britannia, divisa in tribù e priva della forza e della coesione necessarie per impedirlo. Una ragazza di nobile stirpe chiamata Boudica, figlia del capo degli Iceni, è stata mandata ad Avalon per essere iniziata agli antichi misteri. Intraprende il viaggio insieme alla potente sacerdotessa Lhiannon, che diventerà la sua migliore amica. Torna nella terra degli Iceni e viene data in sposa ad un nobile locale, Prasutagos, abile sia nell'arte militare sia nell'oratoria politica; egli sfrutta le proprie abilità per allearsi con Roma e rinviare l'invasione. Egli riesce nel suo intento, garantendo al suo popolo una temporanea autonomia, ma dopo la sua morte Boudica e i figli si troveranno in pericolo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Timeline &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline" border="0" hspace="20" vspace="20" align="left" src="http://www.unilibro.it/find_buy/copertine/g%5C8811681030g.jpg" /&gt;di Michael Crichton     &lt;br /&gt;Garzanti Libri ed, 2008, 679 p., brossura - Traduttore Bertante P.; Pannofino G. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel deserto dell'Arizona un uomo vaga senza meta, pronunciando parole prive di senso. Dopo ventiquattr'ore è morto e il suo corpo viene cremato dalle uniche persone che sembrano conoscerlo. All'altro capo del mondo una squadra di archeologi è al lavoro sulle rovine di un villaggio medievale della Dordogna, dove scopre una stanza rimasta sigillata per oltre seicento anni. Ma nel quartier generale della società finanziatrice del progetto gli studiosi faranno una scoperta ancora più sorprendente: il capo della misteriosa multinazionale ha inventato una vera macchina del tempo, che nello spericolato tentativo di ritrovare il professor Johnson, il capo della spedizione precipitato in un tunnel spaziotemporale, li proietterà in uno dei periodi più avventurosi e violenti della storia. Da quel momento i nostri eroi dovranno riuscire a sopravvivere nel bel mezzo della guerra dei Cent'Anni - tra soldataglia e affascinanti castellane, assedi e cruente battaglie - per cercare di tornare sani e salvi nel XXI secolo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Le indagini di fratello Cadfael&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Ellis Peters, varie edizioni&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Fratello Cadfael è il protagonista della serie di romanzi gialli ambientati nel Medioevo. Ellis Peters ha ambientato le sue narrazioni a Shrewsbury, dove Cadfael vive nell'abbazia benedettina in qualità di monaco erborista. Cadfael, tuttavia, ha un passato di crociato e ha conosciuto, prima di ritirarsi nella tranquilla vita del monastero, sia la guerra che l'amore. Nella serie televisiva Cadfael - I misteri dell'abbazia la parte del protagonista è stata interpretata da Derek Jacobi. &lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;em&gt;La bara d'argento (A Morbid Taste for Bones, 1977) (Tea, 1991)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Un cadavere di troppo (One Corpse Too Many, 1979) (Tea, 1990) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il cappuccio del monaco (Monk's Hood, 1980) (Tea, 1992) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;La fiera di San Pietro (Saint Peter's Fair, 1981) (Tea, 1992) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Due delitti per un monaco (The Leper of Saint Giles, 1981) (Tea, 1991) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;La vergine nel ghiaccio (The Virgin in the Ice, 1982) (Tea, 1993) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il rifugiato dell'abbazia (The Sanctuary Sparrow, 1983) (Tea, 1993) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il novizio del diavolo (The Devil's Novice, 1983) (Longanesi, 1992 - Tea, 1994) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;I due prigionieri (Dead Man's Ransom, 1984) (Longanesi, 1993 - Tea, 1995) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il pellegrino dell'odio (The Pilgrim of Hate, 1984) (Longanesi, 1994 - Tea, 1996) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Mistero doppio (An Excellent Mistery, 1985) (Longanesi, 1995 - Tea, 1996) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il corvo dell'abbazia (The Raven in the Foregate, 1986) (Longanesi, 1996 - Tea, 1997) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il roseto ardente (The Rose Rent, 1986) (Longanesi, 1997 - Tea, 1999) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;L'eremita della foresta (The Hermit of Eyton Forest, 1988) (Longanesi, 1998 - Tea, 2000) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;La confessione di fratello Haluin (The Confession of Brother Haluin, 1988) (Longanesi, 1999 - Tea, 2001) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;L'apprendista eretico (The Eretic's Apprentice, 1990) (Longanesi, 2000 - Tea, 2002)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;La missione di fratello Cadfael (The Potter’s Field, 1990) (Longanesi, 2001 - Tea, 2003) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il monaco prigioniero (The Summer of the Danes, 1991) (Longanesi, 2002 - Tea, 2004) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Un sacrilegio per fratello Cadfael (The Holy Thief, 1992) (Longanesi, 2003 - Tea, 2005) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;La penitenza di fratello Cadfael (Brother Cadfael's Penance, 1994) (Longanesi, 2004 - Tea, 2006) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Una luce sulla strada di Woodstock (A Rare Benedictine: The Advent of Brother Cadfael, 1988) (Longanesi, 2005 - Tea, 2007)che contiene i tre racconti:        &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;      &lt;ul&gt;       &lt;li&gt;&lt;em&gt;Una luce sulla strada di Woodstock (A Light on the Road to Woodstock) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;        &lt;li&gt;&lt;em&gt;Il prezzo della luce (The Price of Light) &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;        &lt;li&gt;&lt;em&gt;Testimone oculare (Eye Witness)&lt;/em&gt; &lt;/li&gt;     &lt;/ul&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;h3&gt;La via dei lupi. Storia di una ribellione nel Medioevo romatico e crudele&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline" border="0" hspace="20" vspace="20" align="left" src="http://www.unilibro.it/find_buy/copertine/g%5C8850210302g.jpg" /&gt;di Carlo Grande&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;TEA ed, 2006, 215 p&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nella metà del 1300, François di Bardonecchia è un nobile di montagna e amico del Principe. Di ritorno da un'ambasciata per conto del Principe, scopre che questi gli ha sedotto la figlia. François si precipita dal grande rivale, il duca di Savoia, gli svela segreti militari e si mette a capo della rivolta. Viene accusato di tradimento e rinchiuso nel forte di Exilles, da dove fugge. Il Principe ordina che la famiglia sia dispersa, espropria tutti i suoi beni e fa bruciare i suoi castelli. François riesce ad evadere di nuovo e questa volta si dà alla macchia. Vivrà sulla montagna per dieci anni, continuando a coltivare la ribellione e la vendetta. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vale la pena leggerlo per scoprire il lato più vero e umano del Medioevo e dei giorni nostri.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;Fonti bibliografiche per alcuni libri&lt;/h2&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;a title="Bernard Cornwell - Wikipedia" href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;cd=2&amp;amp;ved=0CC0QFjAB&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FBernard_Cornwell&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=bernard+cornwell&amp;amp;ei=RRkNTJ2SIaDesAaRoZirCA&amp;amp;usg=AFQjCNHvadp0MBpLO-noCJPb9ToB7ZwAJQ"&gt;Bernard Cornwell – Wikipedia&lt;/a&gt; (ITA) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a title="Marion Zimmer Bradley - Wikipedia" href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CCUQFjAA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FMarion_Zimmer_Bradley&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=marion+zimmer+bradley&amp;amp;ei=2R8NTOj6NdXfsAaD28yrCA&amp;amp;usg=AFQjCNHQzuOv8MeflNM51SypyBmrRlgWNQ"&gt;Marion Zimmer Bradley – Wikipedia&lt;/a&gt; (ITA) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a title="L&amp;#39;alba di Avalon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27alba_di_Avalon"&gt;L'alba di Avalon&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a title="Le luci di Atlantide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_luci_di_Atlantide"&gt;Le luci di Atlantide&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a title="Le querce di Albion" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_querce_di_Albion"&gt;Le querce di Albion&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a title="La signora di Avalon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_signora_di_Avalon"&gt;La signora di Avalon&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a title="Le nebbie di Avalon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_nebbie_di_Avalon"&gt;Le nebbie di Avalon&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a title="La dea della guerra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_dea_della_guerra"&gt;La dea della guerra&lt;/a&gt; – Wikipedia (ITA) &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a title="Ellis Peters - Wikipedia" href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CCYQFjAA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FEllis_Peters&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=ellis+peters&amp;amp;ei=uScNTNqBE9SVsQbeoMSrCA&amp;amp;usg=AFQjCNFJAVG4akUp1MopRBa1EN0sWd8Wkw"&gt;Ellis Peters – Wikipedia&lt;/a&gt; (ITA) &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3449061798433520967-5898062378848954270?l=vivereilmedioevo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/feeds/5898062378848954270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/06/voglia-di-mistero-sotto-lombrellone-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5898062378848954270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3449061798433520967/posts/default/5898062378848954270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vivereilmedioevo.blogspot.com/2010/06/voglia-di-mistero-sotto-lombrellone-i.html' title='Voglia di mistero sotto l’ombrellone – i libri di giugno'/><author><name>Chiara Corti</name><uri>https://profiles.google.com/103184024759990247673</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh3.googleusercontent.com/-krqjYFI7GK8/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAJoQ/mtlSi0LN30g/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/TJMqTHm_6NI/AAAAAAAAHDY/kunhf4iKQK8/s72-c/image%5B6%5D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3449061798433520967.post-1719523559882702839</id><published>2010-04-29T20:05:00.001+02:00</published><updated>2011-08-02T14:05:11.603+02:00</updated><title type='text'>Libri di Maggio – Dedicati alle donne</title><content type='html'>&lt;h3&gt;&lt;font color="#800000"&gt;Donne &amp;amp; Religione&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;h3&gt;La Bibbia delle donne&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://img.libreriadelsanto.it/books/v/VL5CjXN3y1vH.jpg" /&gt;Claudiana editrice – 1992&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Autrici varie. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Titolo originale: &lt;em&gt;The women’s bible commentary&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ol&gt;   &lt;li&gt;     &lt;h5&gt;&lt;em&gt;I volume: da Genesi a Neemia&lt;/em&gt;&lt;/h5&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;h5&gt;&lt;em&gt;II volume: da Ester a Malachia&lt;/em&gt;&lt;/h5&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;h5&gt;&lt;em&gt;III volume: Le scritture apostoliche – da Matteo all’Apocalisse&lt;/em&gt;&lt;/h5&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ol&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si tratta di un libro scritto da donne che hanno studiato in modo approfondito la vita delle donne all’epoca dell’Antico Testamento, in chiave però antica, applicabile anche alle epoche storiche. Il libro offre un punto di vista neutrale e non in chiave femminista, ma con il comune denominatore della condizione della donna nel corso della storia. Non solo, il testo, diviso in tre volumi per poter dare spazio e tempo ad ogni argomento, consente di capire e di scoprire una serie di tabù che ancora oggi dominano nella nostra società e ci consentono di capire. Piacevole da leggere, non richiede studi biblici alle spalle, consigliato tuttavia ad un pubblico di età superiore ai 13 anni (con la guida però di un adulto informato per gli adolescenti) e soprattutto ad un pubblico adulto per le varie tematiche che sono trattate, tematiche che non sempre o quasi mai vengono documentate e trattate nè a livello didattico nè a livello dei media. Questi tre testi offrono comunque la possibilità di acquisire una visione globale della situazione e della condizione della donna nel mondo, non solo, ma anche nella storia, compresa la nostra epoca. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.albamagica.com/images/image38261.jpg" width="200" height="296" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;L’enigma della Maddalena&lt;/h3&gt;  &lt;h5&gt;La verità sulla più controversa figura femminile della storia&lt;/h5&gt;  &lt;p&gt;Dan Burstein, Arne J. de Keijzer    &lt;br /&gt;Sperling &amp;amp; Kupfer Editori, 2008 - 356 pp.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Santa penitente, matriarca di una stirpe sacra, visionaria, icona femminista, apostolo degli apostoli, donna indipendente, musa di artisti. Nel corso di due millenni, la figura di Maria Maddalena è stata vista secondo prospettive eterogenee, e riflette il modo in cui le varie culture concepiscono il ruolo della donna. A partire dall'epoca romana, quando le 'femmine' erano ritenute esseri ingannevoli, passando per papa Gregorio Magno, che nel 591 ufficializzò la figura di Maddalena come prostituta redenta. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel Rinascimento comparve in innumerevoli dipinti per la sua versatilità, tra il seducente e l'ascetico, mentre con la rivoluzione industriale le vennero intitolate molte case religiose di 'redenzione' per donne perdute. Nell'Ottocento poeti e romanzieri puntarono alla relazione anche erotica con Gesù, e nel Novecento Maddalena diventò l'incarnazione della sessualità femminista e insieme un modello spirituale. Insomma, tutte le sfaccettature del femminile in un unico personaggio. Ma chi era, davvero, Maria Maddalena? &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A questa domanda tentano di rispondere i due celeberrimi 'cacciatori di segreti' Dan Burstein e Arne J. de Keijzer. Ne risulta un ritratto corale e sfaccettato, con le voci di storici, teologi, archeologi, studiosi di folklore e mitologia, ma anche personalità della cultura come Tori Amos. Un saggio capace di soddisfare ogni curiosità... e suscitare ulteriori, intriganti riflessioni. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/230/9788889662304g.jpg" /&gt;La Donna Sacra: Dalla Grande Madre alle Madonne Nere&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Laura Rangoni    &lt;br /&gt;Castel Negrino Gruppo Editoriale ed. 2008 - 144 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La venerazione per la figura sacra della Grande Madre ha avuto origine nella prima età della pietra, come si evince dai reperti archeologici, decine di millenni prima della nascita di Cristo, ma ha trovato riscontro nelle fonti documentarie solamente in un periodo molto più tardo, quando le civiltà hanno scoperto la scrittura e hanno quindi codificato e riportato gli antichi miti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un libro di grande interesse che ripercorre il culto dalle Veneri paleolitiche alle apparizioni mariane. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non solo, questo testo offre la possibilità di conoscere il mondo femminile nei vari mondi e nelle varie religioni, presso popoli diversi e nel corso della storia, scoprendo così anche le possibili influenze tra i vari culti e tra le varie visioni di un essere che ha dato vita al mondo: la donna. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://media.hoepli.it/rizzoli/big/978/8888/9788888951515.jpg" width="200" height="315" /&gt;Maddalena la Compagna di Gesù?&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Fernanda De Camargo-Moro    &lt;br /&gt;Italianova, 2008 - 271 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Chi fu davvero Maria Maddalena? Fu realmente, in quell’epoca, una donna precorritrice? Era davvero il discepolo che Gesú amava e che scrisse il quarto vangelo? Come prese forma la sua relazione con gli Apostoli e il suo amore per Gesù? &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Con le recenti scoperte archeologiche nel Mar Morto e in Egitto, la ricostruzione storica della vita di Maria Maddalena ha ricevuto un nuovo impulso affascinante e stimolante per ricercatori e storici di tutto il pianeta. Tali scoperte hanno generato dibattiti e numerosi scritti. Ricostruendo il percorso terreno di Maddalena, l'autrice presenta inizialmente i risultati delle ricerche archeologiche effettuate da lei in Galilea, scenario primordiale della storia del ministero di Gesú, rivelando numerosi dettagli sugli aspetti geografici e sulle usanze dell'epoca. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Di seguito ricompone le informazioni attendibili sul Cristo storico confutando alcune interpretazioni errate che ricevono ora nuova luce con le recenti scoperte. Affronta poi il ruolo delle donne di Galilea che seguivano quotidianamente Gesú e che lo sostennero nella sua missione fino alla crocifissione e che ebbero un ruolo di primo piano nella diffusione della buona novella. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Infine converge e orienta la sua ricerca su Maddalena, la sua famiglia, la sua terra, il ruolo ampiamente discusso con Gesú, offrendo gli strumenti adeguati per comprenderne l’importanza nella formazione del cristianesimo e dalla chiesa primitiva. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Basandosi unicamente sulla Ricerca archeologica, Fernanda de Camargo-Moro ci offre l’opportunità di viaggiare per un istante al fianco di una delle donne piú affascinanti della Storia universale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Mi sento però in dovere di avvisare i potenziali lettori di questo libro che si tratta di un’analisi storica del personaggio e non di una visione fantastica in salsa massonica anti-cattolica, per cui consiglio questo testo a chi è seriamente interessato a documentarsi e ad accogliere apertamente vari punti di vista, che analizzano probabilmente anche altre culture oltre a quella cristiana.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.universitadelledonne.it/immagini/Rosa%20mistica.jpg" width="200" height="303" /&gt;Rosa Mistica. La tradizione della Dea nel Nuovo Testamento&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Elisa Ghiggini    &lt;br /&gt;Venexia Edizioni, 2007 - 203 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il libro tratta il recupero del potente e vitale archetipo della Madre eterna nella cultura cristiana delle origini. Partendo dai Vangeli apocrifi, l’autrice dimostra come ai tempi di Gesù fosse ancora vivo il culto della Dea e il suo potere autonomo. Nell’esplorazione di questo contesto emerge, in modo sorprendente, la venerazione della Madre (Sofia per gli Gnostici, Spirito Santo per i Cristiani e Ruah per gli Ebrei) come base segreta degli insegnamenti di Gesù.    &lt;br /&gt;Non solo, quindi, un attento studio dei Vangeli, ma anche delle concezioni religiose monastiche medievali, della Divina Commedia, dei simboli e dei miti che, come il rapporto tra la Maddalena e Gesù, sottintendevano una realtà religiosa articolata, in cui la Dea e i suoi misteri costituivano linfa per la vita spirituale dell’individuo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Consiglio questo testo a chi è interessato ad approfondire le proprie conoscenze sulla società celtica britannica e la sua religione ai tempi della cristianizzazione e del rapporto tra l'antica religione e la figura di una dea e quindi un personaggio femminile con la figura di un dio maschile, quello cristiano. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.sugarcoedizioni.it/collane/iannaccone/maddalena.jpg" width="200" height="304" /&gt;Maria Maddalena e la Dea dell'Ombra. &lt;/h3&gt;  &lt;h5&gt;Il sacro femminile, la spiritualità della dea e l'immaginario contemporaneo&lt;/h5&gt;  &lt;p&gt;di Mario Arturo Iannaccone    &lt;br /&gt;Sugarco Edizioni, 2006 - 247 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;È sotto gli occhi di tutti, la Maria Maddalena, santa e asceta, della tradizione cristiana viene oggi insidiata, soprattutto nella cultura popolare, da un'altra Maddalena, una nuova Maddalena, di volta in volta strega, sacerdotessa, iniziata a grandi segreti, associata alla Dea Madre, alle Madonne Nere, alla sophia gnostica, al femminino sacro, alla neostregoneria e al matrircato. Come si è potuti arrivare ad una tale stupefacente metamorfosi? Quali le condizioni che l'hanno resa possibile? Dove è iniziata e perché?    &lt;br /&gt;Questo libro ricostruisce con ricchezza di dettagli la formazione di questa nuova Maddalena, ambigua e trasformista. Rintraccia la sua vicenda nella storia dell'Arte. Ne segue le tracce tra le spiritualità alternative. Individua gli ambienti e i personaggi che l'hanno sostenuta, tra ritrovamenti d'antichi papiri e moderne rivendicazioni femministe, pratiche magiche e appelli al ritorno del matriarcato sino alle recenti, clamorose affermazioni in testi come il Codice da Vinci. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://eshop.anticaquerciashop.com/images/product/madonnere.jpg" width="200" height="282" /&gt;Il Misterioso Culto delle Madonne Nere&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Ean Begg    &lt;br /&gt;Età dell'Acquario Edizioni, 2006 - 364 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Perché oltre quattrocento immagini della Madonna in tutto il mondo sono «nere» o «scure»? E perché sono così poco conosciute? Le Madonne nere, ricomparsa delle potenti dee pagane della sessualità, degli inferi e della sapienza terrena, sono simboli di potere e maestà, l’altro aspetto della tradizionale innocenza o tenera maternità della Madonna. Incarnano il Santo Graal e l’Arca dell’Alleanza, in una ricerca della perduta sapienza della donna e dell’anima. L’incantevole libro di Ean Begg esamina le origini pagane del fenomeno, nonché la corrente nascosta dell’ereticità gnostico-cristiana che attraversò l’Occidente con il culto di Maria Maddalena e riemerse con il catarismo all’epoca delle crociate, specialmente con i templari. Inoltre l’autore fornisce un dizionario geografico che permette al lettore di individuare i luoghi di culto in cui è possibile trovare le Madonne nere, completo di informazioni sulle loro origini. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/887/9788804548874g.jpg" /&gt;Maria Maddalena e il Santo Graal&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Margaret Starbird    &lt;br /&gt;Oscar Mondadori, 2005 - 280 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quando Margaret Starbird, studiosa di matrice cattolica, si è imbattuta nell'eresia del Santo Graal (una teoria che sostiene che Cristo non è morto sulla croce, ma ha sposato la Maddalena e ha generato una discendenza in Europa occidentale), ne è rimasta scioccata. Cercando di saperne di più ha scoperto inconfutabili elementi (primi di tutti i quattro Vangeli canonici) che delineano una nuova immagine della Sacra Famiglia, in cui Maria non muore vergine e Gesù ha fratelli e una moglie: quella stessa donna che lo unse con i preziosi balsami presi da un vaso di alabastro, Maria Maddalena. In questo libro provocatorio e sconvolgente la Starbird tira le conclusioni delle sue lunghe ricerche e, facendo ricorso a numerose discipline (dalla storia all'araldica, dalla simbologia all'arte medievale, dalla mitologia alla psicologia allo studio delle Scritture), interpreta e rende disponibile ai lettori non specialisti una millenaria tradizione &amp;quot;eretica&amp;quot; che il potere ecclesiastico tenta da sempre di mettere a tacere a suon di dogmi consolidati. Uno studio rigoroso che è anche un vero inno alla libertà di pensiero e alla ricerca della Verità. &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;font color="#800000"&gt;Donne &amp;amp; storia&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.lafeltrinelli.it/static/images-1/l/125/2960125.jpg" width="200" height="276" /&gt;Le Erbe delle Streghe nel Medioevo&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Rosella Omicciolo Valentini    &lt;br /&gt;Edizioni Penne e Papiri, 2010 - 175 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dalla pubblicazione nel 1862 della Sourcière di Jules Michelet e soprattutto all’indomani della rivalutazione di questo studioso “anomalo”, che conobbe una lunga fase di oscuramento in età positivista, ci si è spogliati, benché faticosamente e peraltro non del tutto, dallo stereotipo che vedeva la strega come una figura inquietante e ingombrante, dedita a pratiche malefiche, strumento del demonio. [...] nella riabilitazione di questa figura al primo posto emerge lo studio delle erbe, che sono patrimonio dell’universo femminile, ma in particolare delle streghe, con le quali le donne sono state spesso identificate, se non altro perché dal peccato della mela in poi hanno detenuto il patrimonio domestico del cibo e della cura del corpo, dall’atto del concepimento all’ultimo addio.    &lt;br /&gt;Ne è derivato, anche se non di rado distorto e dozzinale, il successo editoriale che in tempi recenti hanno avuto e continuano a detenere le opere della medichessa bizantina Metrodora, della magistra salernitana Trotula de Ruggiero, della profetessa renana Ildegarde di Bingen: tutte protese ad una gioiosa rivalutazione del corpo, sia maschile che femminile. Si tratta di un potere strategico ed immenso che ha creato tra uomo e donna una sorta di “attrazione armata”, tra i cui risultati più drammatici va appunto annoverata la caccia alle streghe, che però non deve far dimenticare la delicata quanto robusta quotidianità di gesti, attenzioni, saperi, che, attraverso la preparazione di cibi, decotti, tisane, creme, aromi e profumi, consolidano il riconoscimento di una sensibilità e di un protagonismo femminile che non cessa mai di stupire i maschi: perfino i più rozzi. Su questo percorso si è cimentata l’autrice di questo libro che da un lato traccia la storia di una peculiare e plurisecolare riaffermazione delle abilità e delle seduzioni femminili in questo campo, dall’altro fornisce una ricca antologia ragionata di piante, erbe, radici attraverso la cui abile manipolazione la donna si trasforma in strega, nel senso più nobile del termine: curatrice e incantatrice al contempo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://shop.nexusedizioni.it/image/magia-superstizione.jpg" width="200" height="295" /&gt;Magia e Superstizione in Europa dall'Antichità ai Giorni Nostri&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Michael D. Bailey    &lt;br /&gt;Lindau ed. 2008 - 400 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;libro mostra al lettore come la magia e la superstizione siano state definite nelle varie epoche e come i loro tratti costitutivi siano mutati nel tempo, analizza i modi in cui sono stati condannati specifici tipi di magia ed è stato accusato e perseguitato chi li praticava (o si riteneva lo facesse).    &lt;br /&gt;L’autore dimostra infine che la magia – o, per dire meglio, ciò che nei diversi contesti si è considerata tale – è stata quasi sempre utilizzata per tracciare il confine tra le azioni socialmente accettabili e quelle illecite, e più in generale tra il noto e il comprensibile e l’ignoto e l’occulto.     &lt;br /&gt;Magia, stregoneria e superstizione rappresentano da sempre il lato «altro», oscuro e affascinante, della civiltà europea. Anche in un’epoca come la nostra, caratterizzata da un accentuato materialismo e da una esasperata fiducia nella ragione e nella scienza, esse costituiscono una corrente sotterranea – una sorta di fiume «carsico» – abbondante e impetuosa.     &lt;br /&gt;Parla quindi del passato, ma anche del presente, questo importante saggio di Michael Bailey, una delle più complete e approfondite analisi oggi disponibili sull’argomento.     &lt;br /&gt;Se una speciale attenzione è dedicata all’Europa medievale e agli albori dell’età moderna, l’autore non trascura l’antico Vicino Oriente, la Grecia classica e Roma, o, in tempi a noi prossimi, il diffondersi di sistemi magici – in particolare la Wicca, una forma contemporanea di stregoneria – dall’Europa agli Stati Uniti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline" align="left" src="http://www.lereviviscenze.com/Stregoneria_Italia_cop_tot.jpg" width="268" height="200" /&gt;La Stregoneria in Italia. Scongiuri, amuleti e riti della tradizione&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Andrea Romanazzi    &lt;br /&gt;Venexia Edizioni, 2007 - 230 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sin dai tempi più arcaici gli uomini hanno cercato di contrastare le manifestazioni più estreme della Natura attraverso un’azione magica, che si è evoluta nei secoli generando credenze, riti e tabù. In Italia, in particolare, è sorta così una religione popolare di antica origine pagana in grado di proteggere dalla Natura ma soprattutto di rispondere alle esigenze terrene e materiali del devoto. Il libro affronta le espressioni di stregoneria popolari e rurali italiane, in un viaggio tra i rituali e gli scongiuri che sanciscono i momenti di passaggio della vita umana in un attento quadro degli antichi usi e costumi della nostra penisola. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px" border="0" align="left" src="http://www.lereviviscenze.com/copertina.jpg" width="200" height="269" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Guida alle Streghe in Italia&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Andrea Romanazzi    &lt;br /&gt;Venexia Edizioni, 2009 - 254 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La prima guida turistica ai luoghi magici del Sabba, corredata di riferimenti storici, mappe e suggerimenti utili per vistare le regioni delle streghe.    &lt;br /&gt;Un viaggio tra i borghi, le valli e le foreste incantate che hanno ospitato i raduni delle streghe. Questi vengono rievocati insieme alla caccia alle streghe, che fece dell'herbara un'entità malefica legata al demonio, e all'eredità pagana, i cui simboli resistettero all'avvento del cristianesimo e ai tentativi dell'Inquisizione di cancellarli.     &lt;br /&gt;Regione per regione, l'autore narra le leggende e le tradizioni che fecero di queste zone la dimora preferita di maghe e fattucchiere e offre al lettore, grazie a mappe, indirizzi e consigli pratici, gli strumenti per organizzare veri e propri itinerari magici tra i sentieri di campagna e gli anfratti nascosti del territorio italiano, in cui guaritrici e sciamane raccoglievano le erbe medicamentose e officiavano i sacri riti in onore dei loro dèi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 0px 0px" border="0" align="left" src="http://www.lereviviscenze.com/Guida%20alla%20dea_copertina.jpg" width="200" height="308" /&gt;Guida alla Dea Madre in Italia. Itinerari fra culti e tradizioni popolari&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Andrea Romanazzi    &lt;br /&gt;Venexia Edizioni, 2005 - 188 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La penisola italiana ha accolto nei millenni numerosi riti, tradizioni e culti incentrati sulla Divinità Femminile, dei quali restano ampie e talora vistose tracce. Ed è proprio viaggiando alla loro ricerca, fra terra, acqua, aria e fuoco, che l’autore ha scoperto una serie di emozionanti itinerari in cui rivivere gli arcaici sapori della Grande Madre. La prefazione è di Syusy Blady, conduttrice e regista di “Turisti / Misteri per caso”. All’interno, illustrazioni in b/n e 16 mappe con percorsi suggeriti per visitare i luoghi della Dea in Italia. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://s2.macrolibrarsi.it/data/cop/big/t/triora.gif" width="200" height="310" /&gt;Triora Anno Domini 1587. Storia della stregoneria nel ponente Ligure&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Ippolito Edmondo Ferrario    &lt;br /&gt;De Ferrari ed, 2005 - 261 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;“Triora è la Loudun italiana, la Salem Europea. Ma è più giusto dire che Loudun è la Triora di Francia e Salem la Tiora del New England, poiché il celebre processo alle streghe si svolse a Triora nel 1588, e indubbia è la sua priorità cronologica, mentre in nulla è inferiore agli altri due in quanto a spaventosa tensione” (Quirino Principe).    &lt;br /&gt;Che cosa scatenò la feroce caccia alle streghe che imperversò nell'isolato borgo di montagna? Fu una terribile carestia a mettere in ginocchio il paese o la manovra speculativa di alcuni proprietari terrieri? Quali antichi culti pagani sopravvivevano ancora nella Triora del tempo?     &lt;br /&gt;È con queste premesse che Ippolito Edmondo Ferrario, studioso del folklore ligure, analizza i drammatici fatti che videro coinvolta l'antica podesteria genovese nel sedicesimo secolo.     &lt;br /&gt;“L'autore ha saputo rielaborare felicemente l'argomento, e con particolare acume, sviluppando un'originale analisi dei fatti storici, che si appoggia sugli studi più importanti, amplificandone la portata” (L. Lanteri, Sindaco di Triora).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" alt="Il Libro Nero del Medioevo" align="left" src="http://s2.macrolibrarsi.it/data/cop/big/l/libro-nero-medioevo.gif" width="200" height="284" /&gt;Il Libro Nero del Medioevo&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;La caccia alle streghe, i riti di magia nera, l'astrologia demoniaca, Giovanna d'Arco, la Sindone: il &amp;quot;lato oscuro&amp;quot; dell'età di mezzo    &lt;br /&gt;di Paolo Cortesi     &lt;br /&gt;Newton &amp;amp; Compton Editori, 2005 - 285 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;«Dov’è molta luce, più profonda è l’ombra», scrisse Goethe. La luce del Medioevo risplende nella poesia di Dante e Petrarca, nella sublime simbologia delle cattedrali gotiche, nella tensione all’assoluto della filosofia. La parte oscura (la parte in ombra…) non fu meno intensa: basta pronunciare la parola Medioevo e tutti ricordano la caccia alle streghe e i riti di magia nera, l’astrologia demoniaca, le spietate persecuzioni contro gli eretici e le feroci pratiche penitenziali… Oltre a questo, il Medioevo presenta allo studioso che non teme di rompere gli schemi tradizionali veri e propri enigmi che attendono ancora una soluzione: chi era Giovanna d’Arco? Perché si trovano iscrizioni runiche in America? Da dove viene e cos’è la Sindone? Chi ispirò a Cristoforo Colombo l’epica traversata con cui si chiuse l’Epoca di Mezzo? Argomenti all’apparenza diversi, ma tutti accomunati dal fatto di trovarsi sul “lato oscuro” del Medioevo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.tecalibri.info/M/I/MICHELET-J_strega1.gif" width="200" height="282" /&gt;La Strega. La rivolta delle donne nel romanzo-verità dell’Inquisizione&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Jules Michelet    &lt;br /&gt;Varie edizioni e ristampe &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Una conoscenza della storia delle donne e della loro rivolta contro discriminazioni e interdizioni non potrebbe prescindere dal memorabile libro di Michelet dedicato alla Strega. Redatto su cronache, atti giudiziari e documenti d’archivio sfuggiti alla distruzione operata dal potere ecclesiastico che avrebbe voluto eliminare le testimonianze d’una lunga epoca di terrore, questo romanzo-verità resiste al tempo emblematizzando nella “Fidanzata del diavolo” un sempiterno simbolo di libertà. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://lh6.ggpht.com/_4x8OTs10XW4/S9nKfvMeLmI/AAAAAAAAGiA/oUVIt9YPi3A/la%20dea%20madre%5B4%5D.png?imgmax=800" width="200" height="264" /&gt; La Dea Madre e il culto Betilico: antiche conoscenze tra mito e folklore&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Andrea Romanazzi    &lt;br /&gt;Levante Editori, 2003 - 125 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La società e la cultura moderna presentano oggi, con nuve vesti, antichi retaggi culturali e rituali pagani, spesso assorbiti dalle attuali religioni, che però si ripresentano con forza tra le pieghe del manto tessuto proprio per nasconderli e coprirli. E' così che il vento della reminiscenza fa gonfiare questi veli facendo loro assumere le forme di una antica figura pagana la Dea Madre, divinità dai tanti nomi, Isaide, Isthar, Venere, Gaia, Epona, e che oggi potremmo facilmente identificare con le numerose Vergini Nere &amp;quot;nigra sum sed formosa&amp;quot; presenti in tutto il Continente.    &lt;br /&gt;Per conoscere le sue reali origini e andare alla ricerca delle tracce che la mater ha lasciato nel folklore e nella cultura poppolare d'Italia e d'Europa dovremmo addentrarci tra le lande desolate di miti e antiche leggende. La Dea non è mai scomparsa, essa si è solo ritirata nel profondo delle foreste e dei boschi, con il suo compagno, il Dio, apparendo nellle fiabe e nelle tradizioni popolari, lasciando come monito i suoi templi: le pietre. Sarà proprio il culto della roccia sacra o Betilico, presente in tutto il folklore italiano, a guidarci come mistico filo d'Arianna tra le figure di Artù e del paladino Orlando, di Teseo e il Minotauro, tra le Amazzoni e le divinità arboree, passando poi per Ulisse ed Enea alla ricerca del ramo d'oro che schiude la conoscenza, o della mistica mela dell'albero dell'Eden che tanto ricorda i pomi di Avalon o del giardino delle Esperidi. Ancora oggi si possono udire i menhir cantare e parlare all'orecchio dell'uomo, sono suoni e vibrazioni d'eternità che riescono a lacerare quel velo che oscura il nostro passato.&lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/270/9788838482700g.jpg" /&gt;Il Libro Nero della Caccia alle Streghe&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;La ricostruzione dei processi più emblematici di una follia che portò al rogo centinaia di migliaia di donne &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;di Vanna De Angelis    &lt;br /&gt;Piemme - Remainders ed, 2004 - 303 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La ricostruzione dei grandi processi di una follia durata quattro secoli: la caccia alle streghe.    &lt;br /&gt;Basandosi sugli atti processuali e sui documenti dell'epoca, l'autrice racconta una storia di efferatissime e perverse torture, di fanatismo, di delazione, di intrighi politici, di ossessione sessuofobica e satanica e fa rivivere casi emblematici (a volte poco noti) di un olocausto misconosciuto che ha condotto sul rogo centinaia di migliaia di donne in Italia (Val di Fiemme, Val di Non, Triora), in Francia, in Germania, in Inghilterra e in Spagna.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.tecalibri.info/B/I/BOFFO-M_strega0.gif" width="200" height="273" /&gt;Femmina Strega&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Mario Boffo    &lt;br /&gt;Stampa Alternativa ed, 2004 - 190 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il principio femminile dell’universo e la sua repressione. Il conflitto che ha visto contrapposti per secoli streghe e inquisitori, Chiesa e società civile.    &lt;br /&gt;La storia dello scontro mortale tra un domenicano, forte del proprio quadro teoretico e filosofico, e una donna, consapevole dell’autorità del proprio istinto e delle proprie emozioni. Fino alla catarsi che, stravolgendo l’ordine precostituito degli eventi, segnerà un’effimera vittoria sui persecutori della vera anima del mondo.     &lt;br /&gt;Un’introduzione storico-antropologica accompagna il lettore nel fitto intrico di passioni e simbolismi, nel linguaggio delle streghe, nella proposta di un approccio alla vita quale avrebbe potuto essere…&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.giancarlogenta.it/re.jpg" width="200" height="317" /&gt;A Letto con i Re&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Eleanor Herman    &lt;br /&gt;Piemme ed, 2006 - 380 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Cinquecento anni di potere al femminile, amanti reali e prostitute di corte. Perché non solo nelle sale del trono si è fatta la storia.    &lt;br /&gt;A quanto la storia insegna, non esiste posto meno erotico e sensuale della camera da letto &amp;quot;ufficiale&amp;quot; di un re. Costretti spesso dalla ragion di stato a sposare donne che non amavano, è facile immaginare che sotto le reali lenzuola ben poco accadesse oltre le operazioni necessarie per dare al regno l'agognato erede. È altrove, verso letti più caldi e braccia più amorevoli, che i sovrani trovavano soddisfazione. Si trattava a volte di prostitute &amp;quot;di alto bordo&amp;quot;, vere e proprie maestre nell'arte dell'erotismo, ma più spesso di amanti, di donne intelligenti che sapevano legare a sé per anni il cuore del re. A volte surclassando in fama il loro sovrano, come Madame de Pompadour, amante di Luigi XV per ben diciannove anni, pur essendo, pare, frigida. Probabilmente, nelle segrete alcove si sono consumati più intrighi che nelle sale di udienza, poiché spesso, dal loro trono di seta, le favorite gestivano il regno. Ricchezze e potere erano una meritata ricompensa per la fatica sostenuta per rimanere dove stavano. Prevenire i desideri del re, essere compagna e amante, mai annoiarlo o tediarlo. E procurargli magari bocconcini prelibati tra le popolane, pur di tenere alla larga altre più temibili rivali.Con l'eccezione di Giorgio II — caso raro di re innamorato della moglie e &amp;quot;costretto&amp;quot; ad avere un'amante per salvare la reputazione - non c'è stato quasi sovrano senza favorita, e corte senza intrighi di letto. A conferma che non c'è afrodisiaco più torte del potere. &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.giancarlogenta.it/olimpia.jpg" width="200" height="339" /&gt;La Papessa Segreta&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Eleanor Herman    &lt;br /&gt;Piemme ed, 2009 - 582 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quando Olimpia è venuta al mondo, alla fine del sedicesimo secolo, si credeva che tutti gli embrioni fossero all’origine maschi e che per qualche strana ragione a un certo punto si guastassero e diventassero femmine. Suo padre ha pregato Dio che gli risparmiasse quella piaga, ma non è stato esaudito.    &lt;br /&gt;Sin dall’inizio la ragazza dà segni di una personalità forte, fuggendo dal convento dove il padre l’ha rinchiusa, e di un’intelligenza superiore. Qualità altamente ammirate solo se a esercitarle è un uomo. Una volta libera, promette a se stessa che mai nessuno potrà più imprigionarla.Diventa così, per lunghe vie, l’amante di colui che nel 1644 sarà eletto papa Innocenzo X. «Abbiamo appena eletto un papa femmina» commenta un cardinale all’uscita dal conclave, e per tutta la durata del pontificato in effetti sarà Olimpia a esercitare il potere. A lei si rivolgeranno capi di stato, ambasciatori, politici. Senza il suo benestare, il papa non muove un dito. Lei lo raggiunge di nascosto di notte e si trattiene con lui per ore a porte chiuse. Una Madame de Pompadour nel cuore del Vaticano, motivo di sommo scandalo e di vergogna, tanto che la Chiesa farà di tutto per nasconderla ai posteri. Perché, a differenza della papessa Giovanna, avvolta nel fumo della leggenda, Olimpia Maidalchini è una donna in carne, ossa e cervello. Che ha tenuto in scacco lo Stato più maschilista del suo tempo.&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.maremagnum.com/extimages/immdef/978881174079.jpg" /&gt;La Donna e l'Amore al Tempo dei Miti&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;La valenza iniziatica ed erotica del femminile    &lt;br /&gt;di Artur Schwarz     &lt;br /&gt;Garzanti ed, 2009 - 280 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Da sempre la figura femminile, con la sua energia e il suo potere, è al centro di numerosi miti, culti e misteri, dalle prime civiltà matriarcali fino ai giorni nostri, magavi in torme che fatichiamo ormai a identificare. La donna, origine del tutto, è la madre potente, che genera e nutre; al tempo stesso, il suo aspetto sessuale dinamizza e trasforma, donando la conoscenza. Partendo dalle antiche statuette paleolitiche - idoli femminili, caratterizzati ora da fianchi stretti e seni piccoli, ora da seni voluminosi e fianchi ampi - Arturo Schwarz segue e ricollega le diverse Signore dell'amore e della fecondità che hanno accompagnato la storia dell'umanità incarnando l'energia vitale della natura e indicando la via privilegiata alla conoscenza. Senza nascondere la profonda ambiguità del principio femminile, insieme benigno e distruttore.    &lt;br /&gt;In questo suo viaggio Schwarz attinge all'antropologia e alla psicoanalisi, all'arte e alla filosofia, ma anche ai saperi più nascosti dell'alchimia e della Cabbalà. Illustra il rapporto tra il femminile e la luce, owero l'unione sessuale che porta alla conoscenza spirituale di sé e dell'altro. Esplora la sessualità come trascendenza e mistero, una delle fonti più profonde dell'esperienza religiosa. E naturalmente illumina il rapporto profondo tra l'emozione erotica e quella estetica, tra l'orgasmo e la vertigine della bellezza.&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;font color="#800000"&gt;Donne &amp;amp; Medioevo moderno&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.milanoweb.com/notizie/images/2789/2013-11759_libro.jpg" width="200" height="300" /&gt;Donne Basta Paura&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Manuale di autodifesa psicofisica per reagire alle violenze e salvarsi la vita    &lt;br /&gt;di Mario Furlan     &lt;br /&gt;Sperling &amp;amp; Kupfer Editori, 2009 - 173 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Stiamo assistendo a una vera escalation di violenza nei confronti delle donne: non solo per la strada - aggressioni, scippi, stupri -, ma spesso anche in famiglia, dove la brutalità arriva proprio da coloro che più dovrebbero proteggerle e amarle.    &lt;br /&gt;Questo è un libro di difesa psicologica studiato al femminile, un aiuto concreto per non ritrovarsi nel ruolo delle vittime, per non essere &amp;quot;scelte&amp;quot; e aggredite, violate, sopraffatte. Mario Furlan, fondatore dei City Angels, sa bene quali sono i meccanismi della violenza perché li osserva ogni giorno nello svolgimento della propria attività di volontario al servizio dei cittadini, e perché, assistendo i carcerati, conosce a fondo la psicologia degli aggressori e il modo in cui selezionano le loro vittime.     &lt;br /&gt;Il suo obiettivo è mettere a disposizione delle donne di tutte le età un manuale di &amp;quot;prevenzione&amp;quot;, un vero e proprio kit antipanico con una serie di suggerimenti per celare la vulnerabilità e costruire dentro di sé un valido sistema di allarme antiaggressione. Uno strumento di autodifesa che non si basa sulla forza fisica ma sull'atteggiamento mentale, e quindi può essere applicato da chiunque.&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.liberonweb.com/images/books/8807810883.jpg" /&gt;Donne che Amano Troppo&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Robin Norwood    &lt;br /&gt;Feltrinelli ed, 2006 - 306 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le difficoltà psicologiche delle donne che vivono in famiglie disturbate affettivamente: alcolisti, tossicodipendenti.&amp;#160;&amp;#160; &lt;br /&gt;Perché amare diviene &amp;quot;amare troppo&amp;quot;, e quando questo accade? Perché le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che lui cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione. Donne che amano troppo, un bestseller che ha raggiunto il record di cinque milioni di copie vendute, offre una casistica nella quale sono lucidamente individuate le ragioni per cui molte donne si innamorano dell'uomo sbagliato e spendono inutilmente le loro energie per cambiarlo. Con simpatia e assoluta competenza professionale Robin Norwood indica un possibile itinerario verso la consapevolezza di se stessi e verso l'equilibrio dei sentimenti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/077/9788843050772g.jpg" /&gt;Uomini che Maltrattano le Donne: Che Fare?&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Sviluppare strategie di intervento con uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;di Giuditta Creazzo, Letizia Bianchi    &lt;br /&gt;Carocci Editore, 2009 - 238 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le violenze maschili contro le donne nelle relazioni di intimità sono il problema di violenza di genere più diffuso a livello globale. Esplicitazione di un conflitto sottaciuto – quello fra uomini e donne –, la violenza maschile richiede la messa in discussione della normalità delle nostre relazioni sessuali e sessuate. Che fare? Il sistema penale non può essere la risposta o l’unica risposta a questo problema. Oltre alle Case e ai centri antiviolenza per sostenere le donne, sono sorti all’estero programmi diretti agli uomini, affinché non usino più violenza.    &lt;br /&gt;Il volume presenta i risultati di un progetto europeo realizzato a Bologna, Atene e Barcellona, che si è posto seriamente la questione del che fare in relazione ai comportamenti violenti maschili e offre dei percorsi per affrontarla.     &lt;br /&gt;Il testo comprende interventi di esperti di un Centro norvegese; i risultati di una ricerca azione e di un’attività internazionale di formazione; considerazioni e valutazioni sul percorso progettuale; una riflessione critica sull’intervento penale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.bibliotecaosiosotto.it/admin/immagini/thumb/bulli.jpg" width="200" height="313" /&gt;Il Bullismo Femminile&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Ragazze che odiano ragazze. Percorsi nel disagio adolescenziale    &lt;br /&gt;di Luca Bernardo     &lt;br /&gt;Cult ed., 2009 - 133 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un fenomeno in crescita, poco conosciuto e poco analizzato, che finalmente viene descritto e affrontato da uno dei massimi esperti italiani in adoloscentologia.    &lt;br /&gt;Quello femminile è un bullismo sottile, tagliente, intellettualizzato. I recenti fatti di cronaca indicano un crescendo preoccupante di episodi di violenza fisica tra ragazze, ma il bullismo femminile riesce a essere spietato anche senza l'abuso fisico.     &lt;br /&gt;Il motivo per cui il bullismo psicologico viene poco considerato è che è molto meno vistoso rispetto a quello maschile, ma proprio per questo molto più subdolo. Le ragazze, a differenza dei bulli maschi, predilogono, nella maggioranza dei casi, un'aggressività indiretta, non fisica, più sottile e spesso più dolorosa. Emarginano le compagne più deboli, le calunniano, le ricattano, le isolano, le dileggiano, le escludono, le fanno sentire invisibili.     &lt;br /&gt;Una tortura psicologica, una forma di persecuzione che, se protratta, può avere conseguenze molto gravi: stress, esaurimento nervoso, disturbi alimentari e della concentrazione. E anche forme di autolesionismo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.magiedizioni.com/immagini/Violenza-domestica_2.jpg" width="200" height="290" /&gt;La Violenza Domestica. Testimonianze, interventi, riflessioni&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Merete Amann Gainotti, Susanna Pallini    &lt;br /&gt;Magi Edizioni Scientifiche ed, 2008 - 142 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In molti paesi della cosiddetta cultura occidentale avanzata, si continuano a registrare violenze in famiglia: le umiliazioni, il ricatto economico, l’abuso sessuale, il plagio, le percosse, addirittura l’omicidio. L’antica sopraffazione maschile sulla donna non scompare con l’avanzare del progresso, è divenuta solo più subdola e multiforme, in un malefico miscuglio di sesso, amore, dipendenza, colpa e potere. La famiglia è luogo costante di traumi e micro-traumi, perpetrati per lo più dagli uomini.    &lt;br /&gt;Il volume raccoglie una serie di contributi intenti a rievocare e illustrare il percorso e i motivi culturali, sociali e politici che hanno portato alla nascita dei Centri antiviolenza attraverso le testimonianze di chi, in Italia, ha contribuito alla nascita di questi Centri e di chi vi ha lavorato o tuttora vi lavora.     &lt;br /&gt;Uno spazio rilevante è dedicato dagli autori alle riflessioni sul costo sociale e psicologico, non solo per le donne, ma per l’intera società, della violenza di genere. Questo fenomeno trascende i tempi storici e le condizioni socio-culturali, si esprime quotidianamente nell’ambito di tante mura domestiche, e ha come vittime non solo le donne ma anche i bambini, con conseguenze devastanti per tutti in quanto la violenza si trasmette e si apprende.     &lt;br /&gt;Considerazioni sulle relazioni di genere concludono il volume lasciando il lettore di fronte all’interrogativo con - per ora - poche riposte: perché tanti uomini di diversa età, istruzione, estrazione sociale praticano l’esercizio della violenza contro le donne? &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" alt="I Segni della Violenza" align="left" src="http://s2.macrolibrarsi.it/data/cop/big/s/segni-violenza.jpg" width="200" height="286" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Segni della Violenza&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Alla scoperta dei segni che le ombre mute della violenza lasciano sempre sulla parete scarna dell'esistenza umana &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;di A. Marisa Aloia    &lt;br /&gt;Giordano Editore, 2006 - 255 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il libro raccoglie l’esperienza lavorativa della dott.ssa Marisa Aloia, psicologa, psicoterapeuta e consulente presso i tribunali, nel casi di perizie su abusi sessuali veri o presunti su minori. All’intemo del volume sono descritte quattro perizie effettuate su bambini molestati ed abusati: due in età prescolare e due in età scolare e le relative esperienze vissute dall'intero nucleo familiare. Inoltre viene proposta un'audizione testimoniale della stessa dott.ssa Aloia, interrogata durante un processo, al fine di valutare i disegni di un bambino durante il periodo delle indagini. Sono presenti anche strumenti di lavoro e le linea guida che gli psicologi forensi potranno consultare nel corso della loro attività.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://s2.macrolibrarsi.it/data/cop/big/u/uscire-violenza.jpg?1257521826" width="200" height="308" /&gt;Uscire dalla Violenza si Può&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Monica Vodarich    &lt;br /&gt;Jar Edizioni, 2008 - 367 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La metodologia di intervento, sperimentata e consolidata nel corso di questi anni di faticoso lavoro, ha prodotto risultati positivi ed evolutivi nella vita di migliaia di donne, facendole recuperare dignità, benessere, salute e libertà.    &lt;br /&gt;&amp;quot;Leggendo il libro ho realizzato quanto il patrimonio di competenze dei Centri Antiviolenza sia multidisciplinare e completo, quanto questo sia determinato dall’esperienza e competenza maturata all’interno dei Centri stessi attraverso la relazione fra donne, e che solo grazie a questi libri sia possibile trasmettere all’esterno.&amp;quot; Alessandra Bagnara     &lt;br /&gt;L’Associazione Linea Rosa, nata nel 1991 da un gruppo di donne che condividevano un progetto contro la violenza, fornisce sostegno e aiuto a donne, sole o con figli, che abbiano subito violenza o che si trovino in momenti di disagio. Nel 1993, è stato aperto il Centro di Prima Accoglienza e nel 1998 è nata una Casa Rifugio, ad indirizzo segreto, per donne che subiscono violenza o sono minacciate di morte. Dal 2005 Linea Rosa gestisce una seconda casa, all’interno della quale vengono ospitate donne, con i loro bambini, che necessitano di una struttura con un regolamento che consenta loro il graduale reinserimento sociale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.tecalibri.info/D/I/DANNA-D_ginicidio0.jpg" width="200" height="309" /&gt;Ginocidio. La violenza contro le donne nell'era globale&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Daniela Danna    &lt;br /&gt;Eleuthera Editrice, 2007 - 154 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Questo libro affronta un tema tornato di grande attualità, in Italia e non solo, a causa dei recenti frequenti ed efferati episodi di violenza contro le donne. Una violenza che fa strage di donne in tutto il mondo. Quasi un genocidio. Anzi, un ginocidio, in quanto questa violenza viene giustificata dal giudizio sull'inferiorità sociale femminile e dal desiderio di controllo del corpo delle donne attraverso le limitazioni alla sessualità e alla vita sociale. Il testo è diviso in due parti. La prima parte è tematica: descrive e analizza stupri, maltrattamenti in famiglia, omicidi, violenza culturale, istituzionale ed economica, fenomeni visti come azioni sociali e non individuali correlate alla disuguaglianza tra i generi e più in generale al grado di disuguaglianza presente in una data società. La seconda parte usa invece un approccio geografico, mettendo a confronto scenari diversi come quelli di Italia, Paesi scandinavi, Americhe, Europa dell'Est e Paesi musulmani. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://img2.webster.it/BIT/541/9788838485411g.jpg" /&gt;La Schiava Bambina&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;di Diaryatou    &lt;br /&gt;Piemme ed, 2008 - 220 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sposata dai genitori a 14 anni a un uomo di trent’anni più vecchio, deportata in Europa dall’Africa per essere stuprata, picchiata e umiliata tra le mura domestiche, in un incubo senza fine. Madre bambina di figli mai nati, per incuria, ignoranza, crudeltà, e di una bambina nata morta che non ha neppure avuto il diritto di accompagnare al cimitero. È la storia di Diaryatou, una testimonianza sconvolgente che apre gli occhi sulla condizione di molte giovani donne immigrate, vittime delle tradizioni e della sorda legge degli uomini. Grazie a una forza d’animo straordinaria e all’aiuto dei servizi sociali francesi, Diaryatou è riuscita a risollevarsi da una condizione disperata e s far sentire la sua voce. Raccontando la sua storia ha potuto finalmente ricordare chi è, chiudere gli occhi e ritornare al suo villaggio in Guinea, rivivere quei giorni felici con la nonna, che l'ha cresciuta come una vera madre, anche se non ha saputo evitare che le venisse inflitta l'ueanza spietata dell'infibulazione. dimenticati troppo in fretta.    &lt;br /&gt;Raccontando la sua storia è riuscita finalmente a curare quelle piaghe che urlavano tutto il suo dolore, un dolore fatto di segregazione, abusi, paura, solitudine, ma soprattutto di un’infanzia distrutta troppo presto e che non potrà tornare mai più. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Questa storia credo che debba essere letta da tutte le donne, perchè è importante sapere che non si tratta di una &amp;quot;scoperta dell'acqua calda&amp;quot; dei nostri tempi, ma di un fenomeno che esiste da sempre, anche se molti fanno finta di non vedere, non sentire e quindi non sapere. Le spose bambine non sono figure solo di altri mondi, ma anche del nostro e non solo al tempo attuale ma anche del nostro passato. Solo perchè negli anni '60 abbiamo avuto una rivoluzione sessuale e della legge sulla famiglia, il passato delle nostre antenate non può essere cancellato, nè deve essere dimenticato perchè anche le nostre antenate, le matriarche delle nostre famiglie un tempo erano anche loro le spose bambine, vendute a uomini che spesso hanno distrutto loro la vita. Questo libro lo consiglio perchè serve per non dimenticare e per dire che l'emancipazione e la libertà, nonchè il ripetto delle donne non deve essere solo un concetto &amp;quot;occidentale&amp;quot; ma UNIVERSALE.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;E Dio Negò la Donna&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;Come la legge dei padri perseguita da sempre l'universo femminile &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;di Vittoria Haziel    &lt;br /&gt;Sperling &amp;amp; Kupfer Editori, 2008 - 456 pp. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;quot;A parole aborriamo quasi tutti il razzismo e lo condanniamo con sdegno fermo. La storia denuncia invece che lo pratichiamo nei fatti, in buona e malafede, più o meno consapevolmente. Non stiamo parlando di una razza particolare, ma della metà del genere umano&amp;quot;: stiamo infatti parlando delle donne. Con queste parole l'autrice denuncia come il &amp;quot;patto patriarcale&amp;quot; non abbia smesso nemmeno oggi di mietere vittime: i veli obbligatori, le infibulazioni, le lapidazioni, 
