Ricerca

Visite al sito

Powered by Blogger.

Viandanti del blog

Una società schiava dell’indifferenza e della violenza, come e peggio di mille anni fa. I risultati del sondaggio sulla violenza.

I risultati del sondaggio “Un click contro la violenza” hanno dato purtroppo un esito molto negativo da cui traspare ed emerge tutto il malessere della nostra società, sentito sia da uomini che dalle donne, in particolare da queste ultime.

Il numero di maschi e femmine votanti è quasi pari, con il 48% dei votanti maschi e il 51% delle votanti femmine.

image

image La fascia d’età che ha votato di più è quella che va oltre ai 30 anni di età, segue quella della fascia degli adolescenti dai 15 ai 20 anni, quella che invece ha votato meno è stata quella dai 25 ai 30 anni. Emerge da questi risultati che la parte di popolazione che più presta attenzione agli eventi, che partecipa attivamente alla società, che in un certo senso si interessa davanti ad un argomento proposto è quella degli adulti e quella degli adolescenti dai 15 ai 20 anni di età. Non solo, emergerebbe anche che sono proprio queste due fasce d’età che soprattutto si interessano di ciò che accade, anche attraverso il web, sono queste due le categorie che più navigano, due fasce d’età per certi versi lontane tra loro perchè quella che va oltre ai 30 anni rappresenta la classe adulta e matura, quella dai 15 ai 20 rappresenta quella fascia di adolescenti che stanno percorrendo il cambiamento da adolescenti ad adulti e persone mature.

Contrariamente a quanto ci si aspettava, la fascia della prima adolescenza dai 10 ai 15 anni è tra quelle fasce che hanno votato meno, il che è sintomo del fatto che i nostri ragazzi, specie quelli più giovani non si interessano di quasi nessun argomento proposto loro sul web, appena il 15% dei votanti di questa fascia ha risposto al sondaggio. Questo progressivo disinteressamento spesso è anche sintomo di ignoranza e forse anche di indifferenza da parte dei nostri giovani, da parte di quella fascia di età che più di tutte è sempre più spesso sulle pagine dei giornali con episodi di violenza e bullismo, vandalismo. “Ci annoiavamo” dicono sempre più spesso davanti ai magistrati quando vengono denunciati e sono sempre più spesso ragazzi “per bene” o “di buona famiglia”. Ma da dove viene tutta questa noia? Perchè tutta questa indifferenza? Lo chiederemo in un sondaggio prossimo che uscirà con l’anno nuovo, non ci sono risposte da cercare nei libri o nelle statistiche, le risposte ce le può dare solo la popolazione stessa.

La maggior parte degli intervistati, indipendentemente dal sesso e dalla fascia d’età però segue i giornali quotidiani, gli eventi, il ché non preclude assolutamente il fatto che una fascia d’età si possa disinteressare degli eventi.

image

Il 60% degli intervistati segue le notizie, il 30% non molto, mentre la minor parte, il 10% non le segue proprio.

image

Più dei giornali però vengono seguiti i media e i telegiornali, i programmi tv, rispetto alla domanda precedente a cui il 60% dei votanti ha risposto che segue i giornali, al quesito successivo sui media e la tv, ha risposto sì il 70% dei votanti, il che significa che la maggior parte della popolazione, indipendentemente dalle età, apprende le notizie tramite i mezzi di telecomunicazione, quindi la tv.

Alla domanda relativa invece al tipo di argomenti seguiti dagli intervistati, diversamente da quanto ci si aspettava, la maggior parte ha risposto che gli argomenti seguiti sono più o meno tutti (80% dei votanti), con una certa prevalenza per gli argomenti di politica.

imageLa cronaca e lo sport, che ci si aspettava fossero tra gli argomento più seguiti, sono invece quelli meno seguiti il che è indiche che non solo lo sport sta cominciando a disinteressare e a diventare un argomento solo per veri tifosi di una determinata squadra, ma che anche la cronaca non interessa. Perchè? Da come si vedrà dai risultati successivi, i dati cominciano a diventare allarmanti perchè è proprio da questo punto che comincia a sentirsi forte il sintomo dell’indifferenza della società in cui viviamo, indifferenza sentita e manifestata spesso anche da coloro che più se ne lamentano. Il fatto che anche la cronaca non sia più alla hit-parade degli argomenti seguiti è indice che la gente ormai è stanca, logorata, disgustata dagli argomenti di cronaca, che sono sempre gli stessi. Vedremo a seguito quali sono quelli che più danno fastidio e quelli che più però suscitano sempre più indifferenza.

Alla domanda “Gli argomenti di cronaca secondo te su cosa più si concentrano?” a cui era stata data la possibilità di dare più di una risposta i risultati sono i seguenti.

image Emerge che la maggior parte degli argomenti su cui si costruiscono dei veri e propri imperi mediatici di guadagno sono i delitti, i furti e gli altri reati (reati diversi dagli altri proposti nella scelta delle risposte) con quasi l’80% dei votanti che ha risposto a questo punto, segue il reato di violenza sulle donne che secondo la metà degli intervistati è il secondo argomento di cronaca più discusso e spesso è legato agli omicidi, specie quelli a sfondo passionale quando dalla violenza domestica si passa alla tragedia. Più del 20% dei votanti ha risposto che altro argomento trattato è quello dei fenomeni di bullismo e infine viene, argomento meno discusso secondo il 18% dei votanti, quello dei reati su minori. In un certo senso si può dire che la voce che viene più discussa ossia quella dei delitti e degli altri reati può inglobare tutte le altre, poiché la domanda e la possibile risposta non specificano la natura del reato. Non sono però nemmeno da sottovalutare le voci singole e a sè stanti, che sono dati allarmanti, specie l’ultimo, quella dei fenomeni di violenza sui bambini, che è il meno discusso. Non si tratta di un argomento poco discusso perchè è delicato e non esistono canali televisivi speciali rivolti ad un pubblico speciale. In realtà è un argomento che deve preoccupare tutti, dovrebbe essere trattato come si deve anche dal punto di vista dell’informazione e soprattutto è un dato che deve essere rivolto a tutti. Il problema infatti che emerge dalle risposte degli intervistati è la mancanza di informazione, colpa dei mezzi di comunicazione che tendono a puntare sugli eventi catastrofici più eclatanti, su cui appunto si costruiscono dei veri e propri imperi mediatici per fare l’audience e il numero più alto di telespettatori. Malgrado il corpo legislativo che sui minori ormai ha fatto talmente tanto che anche quello che ha fatto non basta più, perchè mentre da un lato abbiamo reso i minori letteralmente e praticamente intoccabili, dall’altro lato, abbiamo dato ad una parte di essi un’arma a doppio taglio. Infatti, quella fascia che va dai 10 ai 18 anni e che comprende le due fasce più giovani, è quella che sempre più spesso è protagonista degli episodi di bullismo. Per legge il minorenne è definito come incapace di intendere e di volere, e non perchè anche il 15enne è considerato un povero scemo, questa incapacità di intendere e di volere è una misura protettiva che è stata presa negli anni, la capacità di intendere e di volere e i diritti e i doveri del cittadino vengono acquisiti con il compimento del 18° anno, momento in cui un individuo viene considerato adulto e quindi civilmente e penalmente responsabile di sè stesso. Quello che emerge è un vero e proprio rompicapo perchè da un lato si vuole una maggior protezione per i minori, a sentire la gente non ce n’è mai abbastanza perchè è da riconoscere che le adolescenti sono sempre più spesso anche loro vittime dei fenomeni di violenza sessuale o fisica, bullismo e altro; dall’altro lato però si è anche consapevoli che non si può fare una legge ad personam o rivolta solo alle ragazzine di queste fasce d’età o alle bambine; anche i bimbi e quindi i maschietti possono essere oggetto e vittime di fenomeni di violenza e bullismo. Il discernimento tra buoni e cattivi, per la legge è un vero e proprio rompicapo, specie nel mondo minorile, bisognerebbe veramente fare una legge per ogni caso, ma non è possibile. Inoltre, pur con la consapevolezza che per proteggere un innocente con una legge si va a dare protezione anche ad un colpevole, la legge si blocca e il rompicapo ricomincia. Ci sono talmente tante leggi sui minori che ce ne sono troppe e spesso si rivelano inutili dal momento che i ragazzi che diventano protagonisti di episodi di cronaca che vanno dallo stupro al bullismo comunque non vengono toccati perchè sono minori, tante volte i ragazzi stessi (ragazzi è in senso generale e comprende maschi e femmine) sono consapevoli di essere intoccabili e che al loro posto ci sono mamma e papà a pagare per i loro danni. Il carcere minorile è un realtà che si concretizza solo davanti ad episodi sanguinosi e devastanti dove i figli sgozzano i genitori o i fratelli, dove spuntano i coltelli fuori dalle discoteche e spesso tra minori, dove un ragazzo sgozza l’altro per gelosia. Davanti all’omicidio sono poche le protezioni a cui il minore colpevole si può appellare e le porte dei carceri si aprono per accogliere queste, come le chiamano oggi ipocritamente alcuni, “vittime della società”. Non c’è nessuna vittima di questa società quando un minore commette il reato di omicidio, e non si può parlare di vittime della società in questi casi. Le vere vittime della società sono le donne maltrattate, i bambini e i ragazzi (sempre al plurale) vittime di episodi di violenza di ogni tipo. Queste sono le vittime della società, le vere vittime, che nonostante un corpo legislativo non sanno a chi rivolgersi per paura di ritorsioni, vendette, abbandono, incredulità, di essere accusati di protagonismo. I bambini soprattutto e le donne sono quelli a cui nessuno sembra voler credere. Si sa che i bambini spesso molto piccoli tendono a dire delle piccole bugie, bugie come magari dire di aver mangiato una cosa che a loro non piaceva, dire che un compagno gli ha preso una cosa che a lui piace, ecc. Ma quando si tratta di violenza, è risaputo che non mentono; queste vittime non sono solo oggetto di violenza psicologica che è vero che è difficile da dimostrare, ma sono quasi sempre contemporaneamente anche vittime di violenza fisica o di altro tipo e i segni sono più che evidenti. Quanto alle donne e alle ragazze invece non si vuole credere perchè c’è sempre quell’idea sbagliata che si inventano tutto; che hanno la smania di protagonismo e vittimismo, poi magari dopo mesi, quando succede una tragedia come un omicidio tutti si chiedono “perchè?” “Era una famiglia normale” e nessuno sapeva. La donna nei casi di violenza domestica, fisica e sessuale spesso tende a sentirsi colpevole e quindi di meritare la violenza e ha paura che altri da fuori capiscano e quindi tace, magari anche gli altri la direbbero colpevole; ma quando il peso del suo dolore è davvero tremendo, insostenibile e si decide a denunciare si sente rispondere “cosa possiamo fare?”, oppure “provi a far ragionare il suo compagno! Una denuncia la porta in tribunale”, inoltre spesso quando una situazione è nota anche ad altri famigliari c’è lo scoraggiamento a fare una denuncia, perchè “sono quelle cose di famiglia da risolvere in famiglia”, si ha paura di “cadere nel disonore”. Ci viene da domandarci se per caso dietro a questo scoraggiamento non ci sia dell’indifferenza e soprattutto la mancanza di tatto oltre che il non volersi addossare, se così si può dire, la noia di un tempo indefinito di un processo. Inoltre spesso nei casi di violenza sulla donna l’uomo tende a minacciare la donna, per impedirle ogni passo, di portarle via i figli e anche qui, per i minori ci si chiede se ci sia un corpo legislativo che li protegge dal genitore violento, un corpo che li tuteli da tutti i punti di vista. Per donne e bambini spesso e volentieri, il corpo legislativo c’è ma non viene applicato o viene applicato male, non si sa proprio come applicarlo con risultato che il troppo prima o poi stroppia e si scoppia, con conseguenze sempre peggiori per la sicurezza e la società stessa. Il rompicapo che emerge da questa domanda è proprio il fatto che nonostante le leggi che sono tante, sono troppe e non funzionano sempre e bene tanto che ogni volta che si applicano si ritorcono contro le vittime, le vere vittime, si arriva che la società, la civilità stessa si scoraggia e prosegue il percorso verso il degrado. Fino ad ora abbiamo discusso delle vittime, delle leggi che sono tante e troppe tanto che queste vittime pur avendo tutte le protezioni che vogliono, questa bellissima gabbia dorata, non siano protette ugualmente. Ma i colpevoli? Anche qui il problema è lo stesso, anzi peggiore, perchè ci sono così tante leggi che nessun colpevole alla fine paga davvero, anche nei casi di reati contro i bambini come la violenza fisica o sessuale, siamo arrivati che pur di avere la pena minore questi si fanno interdire, dicono che sono malati, e noi li dichiariamo malati. Loro stessi si giustificano dicendo che sono malati. Malati di cosa poi? Depressione? La depressione è una malattia che queste persone nemmeno conoscono né sanno cosa sia, perchè se fossero depresse non toccherebbero i bambini, non farebbero del male a nessuno. Se si contassero gli episodi in cui la depressione porta alle tragedie dove la persona malata di depressione fa del male ad un famigliare, vedremmo che sono in un numero veramente piccolissimo rispetto ai casi in cui un individuo capace di intendere e di volere fa del male volutamente ad un bambino. Il rapporto è di 1 caso su 10.000 per quanto riguarda la malattia della depressione e nella maggior parte dei casi il crimine commesso nella tragedia è l’omicidio e raramente, meno di quanto fanno sembrare i telegiornali, le vittime sono i bambini (nella maggior parte dei casi chi viene colpito è il partner o un altro famigliare, oppure cosa che accade quasi nel 90% dei casi la fine è sempre il suicidio). Nei casi invece dove la maggior parte delle vittime sono bambini, il colpevole non è una persona malata, ma una persona perfettamente consapevole di ciò che fa e che sa anche come non farsi beccare; dietro a questa lucidità e a questa cattiveria c’è la consapevolezza di un individuo capace di intendere e di volere, c’è la furbizia diabolica di chi sa che la propria parola è la parola di un adulto contro un bambino per lui bugiardo e disobbediente. Quando però a parlare ci sono i lividi, i segni degli abusi, il presunto colpevole cade dal pero, non sa come il bambino se li è fatti, dà la colpa ad un altro bambino. Capite anche voi che un bambino di 3 anni non può abusare di un altro bambino, a malapena a 3 anni riescono a formulare un pensiero è vero, ma NON sono stupidi, i sentimenti di ogni tipo, la violenza la capiscono benissimo anche se sono così piccoli. Chi fa del male ai bambini spesso gioca proprio su questo fattore: il bambino è piccolo e quindi non capisce, nei confronti di bambini di più di 3 anni chi fa loro del male gioca sul convincerli che in realtà quello che è il male, è per il loro bene, il bambino così si autoconvince che che quel male è per il suo bene e tace, ma a lungo andare la mente del bambino non regge e iniziano a manifestarsi tutti i segni ed i sintomi del disagio che si porta dentro, quei segni che spesso i genitori non colgono fino a quando il bambino non scoppia. Gli episodi recentissimi che hanno fatto clamore per una decina di giorni poi nessuno ne ha più parlato, ne sono un esempio chiarissimo. Questo voler mettere a tacere non è un modo per proteggere le vittime, così come non è fare chiarezza il chiamare in trasmissione vittime, psicologi e dottori della legge per parlare di una cosa che comunque non viene mai trattata per come è davvero e quindi la gente capisce sempre solo un decimo di quello che ci sarebbe davvero da capire. In base a come hanno risposto a questa domanda gli intervistati, emerge un frammento dello specchio della realtà che a giudicare dalle percentuali sembra il frammento minore, ma se il frammento minore, fosse quello che è indispensabile per tenere uniti gli altri frammenti?  Le risposte dei partecipanti al sondaggio danno un risultato che si traduce nella realtà come quello che è APPARENTEMENTE come il problema minore, se ne parla poco e quindi meno se ne parla e meno una cosa è grave. In realtà è il contrario, proprio perchè se ne parla meno che diventa evidente come in realtà il fenomeno sia diffuso ma per indifferenza, paura, o vigliaccheria oserei dire, nessuno fa niente. In realtà proprio perchè se ne parla poco bisognerebbe cominciare un attimo a controllare i “sospetti”, ad essere più sensibili ma sempre cauti, più forti e severi, nell’indagare in questo tipo di reati, senza bisogno di chiamare i media, psicologi, avvocati davanti ad una telecamera.

Donne e bambini sono sulla stessa barca, il problema è che ormai questa barca non regge più, fa acqua da tutte le parti e a riva se ne fregano, c’è indifferenza, la gente pensa “hanno i remi, che remino” ma questi remi ormai sono logori e nessuno si preoccupa di andare incontro a loro, si aspetta di sentire gridare, di vedere la barca che comincia ad andare sotto. Ci sono donne e bambini che continuano a remare, nella speranza che una volta a riva qualcuno li aiuti, ci sono donne che hanno lasciato la barca e si sono messe a nuotare per lasciare il posto ad altre, ma quando mai queste donne arriveranno a riva se ad ogni bracciata la marea sale? Ci sono anche donne e bambini che si sono arresi, perchè non avevano più forza e gli altri hanno remato per loro, ma nessuno mette mai un piede in acqua e nuota loro incontro, no, a riva si aspetta, la società aspetta che succeda qualcosa. Di fatto però la società è indifferente, la gente è stanca di questa indifferenza di cui però sembra anche che non si possa fare a meno, perchè tacendo si evitano lotte, rivendicazioni, ma ci si tira anche la zappa sui piedi!

Sempre da questa domanda posta ai partecipanti, risulta una statistica ancora più grave: ogni due donne maltrattate c’è un bambino maltrattato, in un rapporto di 2:1 che tradotto in cifre farebbe e fa paura.

La domanda successiva, che riflette anche il pensiero di tutta quella gente che dice “siamo tornati come e peggio del Medioevo”, ovvero, se secondo la gente oggi è meglio, uguale o peggio dell’epoca medievale i più hanno risposto che non saprebbe rispondere, forse per certi versi è meglio e per altri peggio oggi, il 28% invece ha risposto che la società è migliore e solo il 20% ha parlato di un mondo peggiore.

image

Il fatto che la società non sappia più se si stava meglio quando si stava peggio o se si stava peggio quando si stava meglio è segno che oltre ad essere indifferente questa società è anche parecchio confusa.

La conferma di quanto detto anche nel titolo di questo post, viene dalle risposte fornite alla domanda: qual è il sentimento sociale dati i fatti di cronaca degli ultimi anni?

image

Emerge il malessere della nostra società e forse anche della nostra civiltà perchè il sentimento, anzi i sentimenti più sentiti sono l’indifferenza e il senso di abbandono, a cui fanno seguito la rabbia e l’odio, il dolore ed infine la paura.

image

tra gli strumenti che la gente sente e accusa mancare alla nostra società per combattere i fenomeni di violenza su donne e bambini la maggior parte delle persone risponde proprio puntando il dito contro gli strumenti legali e quindi ciò riflette pienamente il rompicapo davanti al quale la legge stessa si trova. Altra cosa importante di cui la gente sente la mancanza in senso non di malinconia, ma di assenza, è l’appoggio delle istituzioni, seguono la sicurezza e la mancanza di informazione e istruzione. Di fatto l’indifferenza non è solo dovuta alla paura quanto anche all’ignoranza, specie l’ignoranza di legge.

image

Quanto ai sentimenti individuali c’è un forte senso di mancanza di sicurezza, di diffidenza e da un lato anche quella maledetta indifferenza che blocca tutti.

image

Tra le “armi” che la gente vorrebbe a sua disposizione per potersi meglio difendere il 70% degli intervistati ha risposto che sarebbe efficace una denuncia ed un processo con applicazione di leggi penali più severe ed esemplari, mentre 22% dei votanti propone anche un maggior controllo a livello territoriale da parte delle istituzioni, solo la minoranza opta per le arti marziali e l’autodifesa e per un aumento dell’informazione sulla tutela, specie dal punto di vista legale.

 image

Per quanto riguarda i minorenni, di cui si è già parlato in precedenza, specie per quelli che si macchiano di reati la maggior parte degli intervistati, pari a quasi la metà, propongono pene più severe per i responsabili di precedenti con l’applicazione della pena, la certezza della pena per il colpevole e per le famiglie. Il 40% degli intervistati invece propone una maggior responsabilizzazione delle famiglie e invita anche le scuole a divulgare l’informazione della legge contro i fenomeni di violenza, del resto, è detto e sacro che la legge non ammette ignoranza! La minoranza, ossia meno del 20% invece tiene il pugno duro e propone il carcere anche ai minori.

image

Alla domanda “Secondo te pene più severe e misure preventive più forti possono servire per scoraggiare i fenomeni di violenza?” la maggior parte degli intervistati ha detto sì (80%), mentre solo un esiguo 20% si divide tra chi dice di no e chi non avrebbe un’idea precisa.

Il click finale contro la violenza però ha optato per una maggior protezione a favore di donne e bambini soprattutto con un 55% di votanti.

I commenti che si possono fare per questo sondaggio sono stati espressi nella parte in alto a proposito dei tipi di reati di cui la società soffre di più, certamente non sono gli unici. Certo il sentimento generale che emerge è negativo, è un malessere sociale che ci stiamo strascinando dietro con poca voglia di venirne fuori e poca voglia di reagire, si preferisce tacere stare male piuttosto che lottare per i propri diritti, quanto alle istituzioni se ne stanno a riva ad aspettare che qualcuno dia qualche segno per muoversi, ma da sole non fanno un passo in più dello stretto necessario per far vedere che ci sono, almeno questo è quanto emerge dal sondaggio. In un certo senso la gente ha smesso di voler reagire e vuole un difensore a tutti i costi e il solo che davvero può fare qualcosa sono le istituzioni, che però è anche vero, che non si possono muovere più di tanto per diversi motivi, che emergono dal sondaggio stesso, la mancanza di leggi che diano loro il potere per fare di più è ciò che sembra mancare più di tutto; inoltre le istituzioni non possono muoversi senza una denuncia e qui sta alle vittime trovare il coraggio di denunciare, ma come fare se a bloccare c’è una paura senza nome e senza volto?

Spesso la paura deriva dalla mancanza di informazioni ed in tal senso la gente vorrebbe che le istituzioni dedicassero un po’ del loro tempo anche alla divulgazione delle informazioni, specie nelle scuole con l’introduzione più che di diritto commerciale di diritto penale. E’ vero che abbiamo dei diritti che dobbiamo far rispettare, in primis è la dignità umana, in secondo luogo però abbiamo anche il dovere di difenderci e difendere la dignità stessa che ci rende persone e cittadini, esseri umani ed è anche nostro dovere intervenire laddove qualcuno non sa di avere dei diritti di difendersi nè il dovere di difendersi dalla violenza e una delle prime cose da fare è INFORMARE, informare ma senza fare del terrorismo sociale senza esasperare le situazioni o fare eventi mediatici per fare crescere l’audience.

Se volere è potere, allora è ora di dire “BASTA ALLA VIOLENZA!”

0 Commentarium:

Posta un commento